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EMISSIONI DEL TRASPORTO STRADALE PER FINALITA' TURISTICHE

Immagine abstract
Abstract: 
Il turismo è di grande importanza per le economie europee, ma un ambiente danneggiato potrebbe comprometterne il futuro, perché è proprio nell’ambiente “pulito” che risiede la sua principale attrattiva. Sono prese in esame le emissioni prodotte dai viaggi turistici in Italia. Tra i vari mezzi di trasporto stradale usati per viaggiare, è l’auto che contribuisce in maniera preponderante a tutte le emissioni di sostanze inquinanti, con valori che oscillano dal 70% del PM2.5 al 95% dei VOC nel 2019. L’utilizzo di camper, caravan e furgoni influisce, invece, soprattutto per le emissioni di PM2.5 (26,2%) e NOx (18,6%).
Descrizione: 
L'indicatore presenta una stima di quante emissioni sono state prodotte dai viaggi turistici in Italia, effettuati con mezzi di trasporto stradali, in termini di principali inquinanti atmosferici, nel periodo 2015-19. Pur consapevoli che il “fenomeno” è sottostimato poiché il chilometraggio considerato è basato sul calcolo della distanza tra la città di partenza e quella di destinazione del viaggio, escludendo sia eventuali spostamenti fatti durante ogni singolo viaggio una volta raggiunta la meta, sia le tappe di viaggi itineranti, si cerca di colmare un evidente gap informativo in tema di turismo – ambiente. Infatti, l’indicatore oggetto di elaborazione incrementa l'offerta informativa tramite l’utilizzo di dati di monitoraggio ambientale (Inventario nazionale delle emissioni atmosferiche ) e dati provenienti da indagini statistiche turistiche (Indagine “Viaggi e Vacanze”), quindi rappresenta “una nuova elaborazione” basata sull’integrazione di fonti ufficiali.
Scopo: 
Fornire una stima di quante emissioni sono state prodotte dai viaggi turistici in Italia, effettuati con mezzi di trasporto stradali, in termini di principali inquinanti atmosferici.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore non ha riferimenti normativi ma permette di colmare un evidente gap informativo in tema di turismo – ambiente. Inoltre, l'indicatore pienamente in linea con gli auspici della Dichiarazione di Glasgow sull'azione per il clima nel turismo presentata alla COP26 di Novembre 2021.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
- Eurostat. Tourism Database. Available online: https://ec.europa.eu/eurostat/web/tourism/data/database and https://ec.europa.eu/eurostat/web/tourism/data/main-tables
- European Parliament. Research for Tran Committee – From responsible best practices to sustainable tourism development. 2016 edition; ISBN: 978-92-823-8800-6. Available online: https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2015/573421/IPOL_STU(2015)573421_EN.pdf
- ETC/ULS. Tourism and the environment Towards a reporting mechanism in Europe. Report 01/2018. Available online: https://www.eionet.europa.eu/etcs/etc-uls/products/etc-uls-report-01-2018-tourism-and-the-environment-towards-a-reporting-mechanism-in-europe
- Di Torrice M., Sabato, M.; Dattilo, B.; et al. La nuova indagine sulla domanda turistica. Istat, Rome, Italy, 2018; ISBN 978-88-458-1964-3. Available online: https://www.istat.it/it/archivio/222043
- Regulation (EU) No 692/2011 of the European Parliament and of the Council of 6 July 2011 concerning European statistics on tourism and repealing Council Directive 95/57/EC. Available online: https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:192:0017:0032:EN:PDF
- UNWTO, 2010. International Recommendations on tourism statistics 2008 (IRTS 2008), ST/ESA/STAT/SER.M/83/Rev.1, Madrid and New York. Available online: https://unstats.un.org/unsd/publication/Seriesm/SeriesM_83rev1e.pdf
- Eurostat, Methodological manual for tourism statistics – Version 3.1. , 2014 edition. ISBN: 978-92-79-44558-3, (DOI): 10.2785/892233 2015. Available online: http://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-14-013 .
- Di Torrice, M.; et al. Indagine Viaggi e Vacanze, Aspetti metodologici dell’indagine. Available online: https://www.istat.it/it/archivio/178695
- Deville, J.C.; Sarndal, C.E. Calibration Estimators in Survey Sampling. J. Am. Stat. Assoc. 1992, 87, 376-382, doi:10.2307/2290268.
- ISPRA. Serie Storiche Emissioni – Dati trasporto stradale 1990-2019. Available online: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/dati-trasporto-stradale/view
- Sabato, M.; Dattilo, B.; Di Torrice, M. Destinazione Italia: turismo e competitivita’ territoriale. Un’analisi regionale della domanda turistica dei residenti. XL Annual Scientific Conference of A. I. S. Re. (Associazione Italiana di Scienze Regionali), L’Aquila, Italy, 16-18 September 2019. Available online: https://www.aisre.it/images/aisre/2019_papers/Sabato-16-16-Sabato-Mariangela.pdf
- United Nations. Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development. Available online: https://epale.ec.europa.eu/sites/default/files/21252030_agenda_for_sustainable_development_web.pdf
- Istat. The SDGs Report. Available online: https://www.istat.it/en/well-being-and-sustainability/sustainable-development-goals/sdgs-report .
- Istat. Nota Metodologica" Indagine Viaggi e vacanze, Istat, anni 2015 e segg; Available online: https://www.istat.it/it/archivio/178695
-Betta, L.; Dattilo, B.; di Bella, E.; Finocchiaro, G.; Iaccarino, S. Tourism and Road Transport Emissions in Italy. Sustainability 2021, 13, 12712. https://doi.org/10.3390/su132212712
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Al fine di affinare e quindi rendere più precise le attribuzioni territoriali degli inquinanti, come sviluppo futuro si ipotizza una più laboriosa scomposizione del viaggio in tratte regionali cui attribuire le emissioni inquinanti del percorso che intercorre tra l’origine e la destinazione del viaggio.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISTAT - Indagine "Viaggi e Vacanze"
ISPRA - "Fattori medi di emissioni stradali" https://fetransp.isprambiente.it/#/
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore sfrutta il chilometraggio delle tratte turistiche effettuate tramite mezzi di trasporto stradali dei viaggi censiti dall'indagine ISTAT "Viaggi e vacanze", e i fattori medi di emissioni da trasporto stradale da ISPRA. Le due tipologie di informazioni vengono elaborate tramite semplici ma lunghe elaborazioni dati. Per dettagli metodologici si veda: Betta, L.; Dattilo, B.; di Bella, E.; Finocchiaro, G.; Iaccarino, S. Tourism and Road Transport Emissions in Italy. Sustainability 2021, 13, 12712. https://doi.org/10.3390/su132212712
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2015-2019
Pur sottostimando il fenomeno, le informazioni sono utili a colmare alcune lacune conoscitive sul tema turismo e ambiente. L’autorevolezza delle fonti garantisce la qualità dei dati utilizzati, sia in termini di copertura sia di comparabilità.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
L’auto è anche il mezzo che contribuisce in maniera preponderante a tutte le emissioni di sostanze inquinanti, con valori che oscillano, nel 2019, tra il 70,8% del PM2.5 e il 94,9% dei VOC. Rispetto agli altri mezzi di trasporto, il maggior contributo agli inquinanti atmosferici è dato dall’utilizzo di camper, caravan e furgoni che influiscono soprattutto per le emissioni di PM2.5 (26,2%) e NOx (18,6%). Tra il 2018 e il 2019 si assiste a una leggera flessioni in termini di emissioni atmosferiche da viaggi.
Trend: 
Non compilato  
Descrizione/valutazione del trend: 
Le emissioni variano costantemente di anno in anno, presentando però un comportamento analogo fra di loro, infatti: l’anno di partenza registra il valore minimo per tutti gli inquinanti; nel 2016 si osserva una crescita generale seguita da una recessione nell’anno successivo. È nel 2018 che si rileva di gran lunga il massimo per tutte le emissioni, mentre il 2019 è probabilmente l’anno che caratterizza maggiormente il comportamento delle singole emissioni, alcune infatti tornano ad avvicinarsi ai valori rilevati nel 2015, altre invece hanno una decrescita più leggera mantenendo elevato il loro valore (Tabella 1). Questo comportamento si evidenzia in Figura 1: nello specifico, la CO2 è l’emissione con la crescita maggiore in tutti gli anni considerati, arrivando addirittura a un aumento, nel 2018 rispetto al 2015, del 51,6%, e chiudendo il periodo con una crescita del 27,5%. Gli inquinanti con l’aumento più modesto, invece, sono CO e VOC (ad eccezione del 2017), che nonostante questo segnano una crescita rispettivamente del 29,5% e del 27,8% nel 2018, con un ulteriore incremento nel 2019 del 5% per il CO e del 2,6% per il VOC.
Variabili: 
emissioni prodotte
Commenti: 
Il massimo raggiunto da tutti gli inquinanti al 2018 si spiega con un picco delle emissioni prodotte dalle auto, principale categoria di veicolo responsabile delle sostanze inquinanti emesse (soprattutto di CO e VOC), e dal valore massimo toccato anche dalla categoria “Camper, caravan + Furgoni”, il cui contributo maggiore si riversa nelle emissioni di NOx e PM2.5. Il valore più alto viene raggiunto anche dalla categoria “Altro (camion, tir, autocarro, ecc.)”, che tuttavia ha, complessivamente, un ruolo abbastanza marginale. La differenza degli inquinanti prodotti fra il 2017 e il 2019 si può per gran parte attribuire alla categoria “Camper, caravan + Furgoni”: le emissioni prodotte dalle auto, infatti, sono pressappoco simili, mentre quelle di “Camper, caravan + Furgoni” si mantengono più vicine al massimo raggiunto nel 2018, spiegando così i valori elevati degli inquinanti NOx e PM2.5 (Tabella 2).
A livello regionale le emissioni sono state stimate solo per le regioni di destinazione dei viaggi. I risultati sono quindi determinati dal numero di viaggi effettuati verso la regione, considerando sia i flussi inter-regionali sia quelli intra regionali, e dalla distanza coperta nello spostamento interregionale in termini chilometrici. Come si evince dai dati, negli anni si è consolidato un gruppo di regioni che accoglie il maggior numero di viaggi. Si tratta quasi esclusivamente di regioni del Centro-Nord che occupano, seppur in modo variabile negli anni, le prime posizioni della graduatoria: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio cui si aggiunge una sola regione del Mezzogiorno, la Campania e, dal 2016, anche Liguria, Puglia e Piemonte.
Tuttavia il chilometraggio medio percorso per spostamento è maggiore soprattutto per i viaggi verso il Sud e le Isole. Nel 2019, infatti, la regione verso cui gli spostamenti producono maggiori emissioni è la Puglia, seguita da Toscana ed Emilia-Romagna; viceversa le regioni verso cui i viaggi determinano quantità inferiori di emissioni sono rispettivamente Molise, Basilicata e Valle d’Aosta (che effettivamente sono anche le regioni verso cui viene effettuato il minor numero di spostamenti) (Figura 2 – Tabella 3).
Esaminando la Tabella 4 nel periodo 2015 - 2019 risultano prevalentemente variazioni percentuali positive delle emissioni prodotte per regione di destinazione. Nello specifico, la variazione positiva maggiore si riscontra in Sicilia, con una notevole crescita di tutte le emissioni al di sopra del 350%, arrivando addirittura a un picco del 475,8% per la CO2; la regione, invece, con la variazione negativa più accentuata è l’Umbria, con gli inquinanti che hanno complessivamente un calo compreso fra il 35 e il 50%.