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EMISSIONI DI GAS SERRA (CO2 ,CH4 ,N2 O,HFCS,PFCS,SF6 ): TREND E PROIEZIONI

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore rappresenta le proiezioni delle emissioni nazionali di gas serra al 2030 e 2040, considerando lo scenario basato sulle politiche correnti (al 31/12/2019) e lo scenario con le politiche aggiuntive e gli obiettivi definiti nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Gli scenari sono stati calcolati considerando gli effetti indotti dalla pandemia di COVID-19. Le riduzioni previste nelle emissioni di gas serra italiane totali (ad esclusione del LULUCF) stimate per il 2030 e 2040, rispetto al 1990, nello scenario a politiche correnti risultano rispettivamente pari a -29% e -37%, mentre nello scenario PNIEC risultano pari a -42% e -52%. Se si include anche il settore LULUCF, le riduzioni rispetto al 1990 nello scenario a politiche correnti risultano pari a -35% nel 2030 e a -44% nel 2040, mentre quelle nello scenario PNIEC risultano pari a -48% nel 2030 e a -59% nel 2040.
Descrizione: 
L’indicatore descrive gli scenari elaborati da ISPRA e ufficialmente comunicati alla Commissione europea nel marzo 2021 ai sensi del Regolamento (UE) 1999/2018 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima. Le proiezioni delle emissioni di gas serra al 2030 e 2040 vengono presentate suddivise per settore.
Scopo: 
Valutare il trend in proiezione delle emissioni nazionali di gas serra, con riferimento agli obiettivi definiti nell’ambito delle politiche dell’Unione Europea e della Convezione quadro sui cambiamenti climatici.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'Italia ha ratificato nel 1994 la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), nata nell'ambito del "Rio Earth Summit" del 1992. La Convenzione ha come obiettivo la stabilizzazione a livello planetario della concentrazione in atmosfera dei gas a effetto serra a un livello tale che le attività umane non possano modificare il sistema climatico. Il Protocollo di Kyoto sottoscritto nel 1997, in vigore dal 2005, costituisce lo strumento attuativo della Convenzione. L'Italia aveva l'impegno di ridurre le emissioni nazionali complessive di gas serra del 6,5% rispetto al 1990, entro il periodo 2008-2012. Il Protocollo stesso prevedeva complessivamente per i paesi industrializzati l'obiettivo di riduzione del 5,2%, mentre per i paesi dell'Unione Europea una riduzione complessiva delle emissioni pari all'8%. In Italia il monitoraggio delle emissioni dei gas climalteranti è garantito da ISPRA, attraverso il Decreto Legislativo n. 51 del 7 marzo 2008 e il Decreto Legislativo n. 30 del 13 marzo 2013 che prevedono l'istituzione del National System relativo all'inventario delle emissioni dei gas serra. Successivamente la legge 3 maggio 2016, n. 79 di ratifica dell’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha istituito il Sistema nazionale in materia di politiche e misure e di proiezioni di cui l’ISPRA è responsabile.
L'Unione Europea e i suoi Stati membri, nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC), del Protocollo di Kyoto e successivamente in base all’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto del 2012 e all’Accordo di Parigi del 2015, avevano inizialmente stabilito di ridurre le loro emissioni collettive del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Nel dicembre 2020 il traguardo vincolante dell’Unione in materia di clima per il 2030 è stato aggiornato e ora consiste in una riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra (emissioni al netto degli assorbimenti) di almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.
A livello di singolo Paese sono stabiliti dei tetti massimi per le sole emissioni che ricadono nel campo di applicazione del Regolamento (EU) 2018/842 ovvero quelle prodotte da Trasporti, Edifici, Agricoltura, Industria non soggetti al sistema di scambio delle emissioni (ETS) e Rifiuti. Per l’Italia attualmente l’obiettivo consiste in una riduzione del 33% rispetto ai livelli del 2005. È attualmente in corso una revisione di tale obiettivo con un innalzamento del livello di ambizione di circa il 10%.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, anni vari. Italian Greenhouse Gas Inventory, National Inventory Report (https://unfccc.int/process/transparency-and-reporting/reporting-and-review-under-the-convention/greenhouse-gas-inventories-annex-i-parties/submissions/national-inventory-submissions-2021)
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Seventh National Communication under the UN Framework Convention on Climate Change, Italy, December 2017 (https://unfccc.int/sites/default/files/resource/258913076_Italy-NC7-2-Italy%20Seventh%20National%20Communication%20Final.pdf)
UNFCCC, Italy, Fourth Biennial Report, December 2019 (http://unfccc.int/files/national_reports/biennial_reports_and_iar/submitted_biennial_reports/application/pdf/132867045_italy-br4-1-br4_2019_italy.pdf)
EU, 2021 https://reportnet.europa.eu/public/dataflow/113
ISPRA, Annuario dei dati ambientali, anni vari
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Biennale
Accessibilità dei dati di base: 
https://unfccc.int/process/transparency-and-reporting/reporting-and-review-under-the-convention/greenhouse-gas-inventories-annex-i-parties/submissions/national-inventory-submissions-2021

https://unfccc.int/sites/default/files/resource/258913076_Italy-NC7-2-Italy%20Seventh%20National%20Communication%20Final.pdf

https://www4.unfccc.int/sites/SubmissionsStaging/NationalReports/Documents/67403915_Italy-BR4-1-BR4_2019%20Italy.pdf
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
A partire dalla serie storica 1990 – 2019 delle stime delle emissioni dei gas serra ufficialmente comunicate da Ispra nell’ambito della Convenzione UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) – si veda l’indicatore: “Emissioni di gas serra: disaggregazione settoriale” – sono state elaborate proiezioni dal 2020 al 2040, nel dettaglio settoriale, considerando lo scenario a politiche vigenti al 31/12/2019.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Green growth OECD
Headline per il monitoraggio degli obiettivi della Strategia UE 'Europa2020'
Resource Efficiency Scoreboard
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
Altri Core set: 
Green Deal
Progetto ASSET (Advanced System Studies for Energy Transition)
Periodicità di aggiornamento: 
Biennale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1990-2040
L'informazione relativa alle proiezioni delle emissioni dei gas serra è fondamentale ai fini della verifica del conseguimento degli obiettivi imposti a livello internazionale. Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia di riferimento.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Le proiezioni a politiche correnti delle emissioni dei gas serra al 2030 mostrano una riduzione del 35% se si includono gli assorbimenti, abbastanza lontana dall’obiettivo di riduzione delle emissioni nette stabilito per l’intera Unione Europea (-55% al 2030) (Tabella 1, Figura 1). Lo scenario con le politiche PNIEC indica invece una riduzione delle emissioni nette pari al 48%, dunque molto vicina al raggiungimento dell’obiettivo fissato per l’Unione Europea (Tabella 2, Figura 1).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Considerando lo scenario a politiche correnti, le emissioni di gas serra nette stimate per il 2030, si riducono del 35% rispetto al 1990 nello scenario a politiche correnti e del 48% nello scenario PNIEC. Le emissioni prodotte da Trasporti, Edifici, Agricoltura, Industria non soggetti al sistema di scambio delle emissioni (ETS) e Rifiuti, cioè quelle che ricadono nel campo di applicazione del Regolamento (EU) 2018/842, nei due scenari si riducono del 29% e del 39% rispetto ai livelli del 2005 a fronte di un obiettivo che attualmente è del 33%, ma sarà rivisto nel 2022 per arrivare verosimilmente intorno al 43% (Figura 2). Anche se il trend risulta positivo in tutti gli scenari in quanto in calo rispetto agli anni passati, solo lo scenario con le politiche PNIEC consente di raggiungere l’obiettivo di riduzione del 33%, ma non è comunque sufficiente a raggiungere il nuovo obiettivo che sarà previsto in ambito EU.
Variabili: 
Emissioni di gas serra
Commenti: 
Considerando le emissioni complessive di gas serra la riduzione maggiore al 2030 rispetto al 2005 viene stimata per entrambi gli scenari nel settore delle industrie energetiche (centrali elettriche, raffinerie e cokerie): -53% a politiche correnti e -67% con l’attuazione del PNIEC (Tabelle 1 e 2). Nello scenario a politiche correnti le emissioni legate al settore energetico si riducono di circa il 39%, mentre quelle determinate dai processi industriali del 44%. Nello scenario PNIEC le emissioni da settore energetico diminuiscono di oltre il 50%, mentre quelle da processi industriali non subiscono alcun cambiamento dal momento che il PNIEC non individua obiettivi specifici per questa classe di emissioni. Sui settori energetici incidono da un lato gli effetti della crisi economica avutasi negli anni a cavallo del 2010, dall’altro anche le politiche adottate in materia di fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Tra questi molto meno dinamici sono i settori Trasporti e Civile, le cui emissioni andranno ad assumere negli anni futuri un ruolo sempre più rilevante. Se si vogliono rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni assunti dall’Italia è necessario adottare subito politiche molto incisive di razionalizzazione del trasporto privato, per ridurne la domanda, e di elettrificazione dei consumi di entrambi i settori.
Allegati: 
AllegatoDimensione
File Tabella_1.xlsx18.01 KB
File Tabella_2.xlsx18.03 KB
File DatiFigura_1.xlsx19.54 KB
File Dati figura_2.xlsx18.36 KB
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Image icon Figura 2.jpg94.87 KB