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M-AMBI LAGUNA DI VENEZIA (MACROINVERTEBRATI BENTONICI)

Immagine abstract
Abstract: 
L’Indice di classificazione ecologica dell'Elemento di Qualità Biologica macroinvertebrati per le lagune costiere, M-AMBI (Multivariate-Azti Marine Biotic Index), è basato sull’analisi della struttura della comunità macrozoobentonica di fondo mobile e prende in considerazione la tolleranza/sensibilità delle specie, la diversità della comunità e la ricchezza specifica. L’M-AMBI risponde alle pressioni di origine antropica che interessano le aree di transizione e descrive lo stato di qualità ecologica in 5 classi: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo.
Nei 9 anni di monitoraggio sono state effettuate 3 campagne di campionamento; nel 2019 nessun corpo idrico risulta in stato “scarso” e il trend di confronto tra tutti gli anni di monitoraggio è stabile.
Descrizione: 
L'M-AMBI (Multivariate-Azti Marine Biotic Index) è un indice multimetrico che include il calcolo dell'AMBI, dell'Indice di diversità (H) e il numero di specie (S). La modalità di calcolo dell'M-AMBI prevede l'elaborazione delle suddette metriche con tecniche di analisi statistica multivariata.
Tale indice viene utilizzato per fornire una classificazione ecologica sintetica dell'ecosistema attraverso l'utilizzo dei parametri strutturali (diversità, ricchezza specifica e rapporto tra specie tolleranti/sensibili) della comunità macrozoobentonica di fondo mobile. L'M-AMBI, consolidato da un robusto supporto bibliografico, è in grado di riassumere la complessità delle comunità di fondo mobile, permettendo una lettura ecologica dell'ecosistema in esame.
Il valore dell'M-AMBI varia tra 0 e 1, e corrisponde al Rapporto di Qualità Ecologica (RQE) richiesto dalla Direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC.
L'M-AMBI viene applicato alle lagune costiere mediterranee (TW) come la Laguna di Venezia.
L’applicazione dell’indice in Laguna di Venezia avviene mediante calcolo dei valori RQE all’interno di ciascuno degli undici corpi idrici naturali secondo cui è stata suddivisa: EC – palude Maggiore, PC1 – Dese, PC4 –Teneri, PC2 – Millecampi, PNC1 – Marghera, PNC2 – Tessera, ENC2 – Bocca di Lido, ENC4 – Sacca Sessola, ENC1 – Centro Sud, ENC3 – Chioggia, PC3 – Val di Brenta.
Scopo: 
Classificare lo stato di qualità dei corpi idrici della Laguna di Venezia utilizzando l'elemento di qualità biologica "macroinvertebrati bentonici".
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
Decisione 2018/229/UE
La Direttiva 2000/60/CE (recepita con D.Lgs. 152/06) istituisce un quadro normativo di riferimento per tutti gli Stati membri, per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee che mira al miglioramento e ripristino di tutti i corpi idrici superficiali, per i corpi idrici artificiali e quelli fortemente modificati, al fine di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro 15 anni dall'entrata in vigore della Direttiva.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Borja, A., Franco, J., Pe´rez, V., 2000. A marine biotic index to establish the ecological quality of soft-bottom benthos within European estuarine and Coastal environments. Marine PollutionBulletin 40 (12), 1100–1114.
Borja, A., Muxika, I., Franco, J., 2003a. The application of a marine biotic index to different impact sources affecting soft-bottom benthic communities along European coasts. Marine Pollution Bulletin 46, 835–845.
Borja, A., Franco, J., Muxika, I., 2003b. Classification tools for marine ecological quality assessment: the usefulness of macrobenthic communities in an area affected by a submarine outfall. ICES CM 2003/Session J-02, Tallinn (Estonia), 24–28 September 2003.
Borja, A., Franco, J., Valencia, V., Bald, J., Muxika, I., Belzunce, M.J., Solaun, O., 2004a. Implementation of the European water framework directive from the Basque country (northern Spain): a methodological approach. Marine Pollution Bulletin 48, 209–218.
Borja, A., Franco, J., Muxika, I., 2004b. The biotic indices and the water framework directive: the required consensus in the new benthic monitoring tools. Marine Pollution Bulletin 48, 405–408.
Muxica, I., Borja, A., Bald, J., 2007. Using historical data, expert judgemente and multivariate analysis in assessing reference condition and benthic ecological status, according to the European Framework Directive. Marine Pollution Bulletin 55, 16-29.
Limitazioni: 
nessuna
Ulteriori azioni: 
Aggiornamento costante della lista specie utilizzata.
Frequenza rilevazione dati: 
Frequenza variabile: il monitoraggio di sorveglianza è effettuato per almeno 1 anno ogni sei anni, salvo l’eccezione della rete nucleo che è controllata ogni tre anni. Il monitoraggio operativo è effettuato con cicli non superiori ai tre anni.
Accessibilità dei dati di base: 
www.arpav.it
Fonte dei dati di base: 
ARPAV (Arpa Veneto)
SINTAI
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'M-AMBI (Muxika et al., 2007) include il calcolo dell'AMBI (Borja et al., 2000), dell'Indice di diversità H' di Shannon-Wiener (1949) e il numero di specie (S):

AMBI= [(0 x %GI) + (1.5 x % GII) + (3 x % GIII) + (4.5 x % GIV) + (6 x %GV)]/100
GI: specie sensibili
GII: specie sensibili/tolleranti
GIII: specie tolleranti
GIV: specie opportuniste (secondo ordine)
GV: specie opportuniste (primo ordine)

s
H' = - ∑ (pi)(log2 pi)
i=1

dove pi = frequenza numerica della specie i-esima rispetto al totale degli individui = ni/N; s = numero totale di specie presenti in ogni stazione.
La modalità di calcolo dell'M-AMBI prevede l'elaborazione delle suddette metriche con tecniche di analisi statistica multivariata. Il valore dell'M-AMBI varia tra 0 e 1 e corrisponde al Rapporto di Qualità Ecologica (RQE) richiesto dalla Direttiva. I valori di riferimento tipo-specifici e i limiti di classe sono riportati nella normativa di riferimento (DM 260/2010), che definisce 5 classi (elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo).
Per il calcolo dell'indice è necessario l'utilizzo di un software gratuito (AZTI Marine Biotic Index: New Version AMBI 4.1) attualmente scaricabile dal sito www.azti.es. Essendo basato sul valore ecologico assegnato alle specie presenti nelle stazioni di monitoraggio, il valore dell'M-AMBI deve essere calcolato utilizzando nel software l'ultimo aggiornamento disponibile della lista delle specie.
Per l'implementazione del software dell'AZTI è necessario costruire un file Excel che riporti in riga le specie e le osservazioni (stazioni) in colonna.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Laguna di Venezia
Copertura temporale: 
2011-2013; 2014-2016; 2017-2019
L’indicatore è rilevante perché è previsto dalla normativa nazionale e risponde in modo significativo alle pressioni di origine antropica. L'informazione è accurata, affidabile e presenta una copertura spaziale completa. Si dispone di dati a partire dal 2011.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Dall’analisi dell’indice M-AMBI si osserva che nel triennio 2017-2019 (dati 2019) 8 corpi idrici sono risultati in stato “sufficiente” e 3 in stato “buono” (Figura 1).
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
Rispetto ai due cicli di monitoraggio precedenti (triennio 2011-2013 - dati 2011- triennio 2014-2016 - dati 2014) l’indice M-AMBI mantiene nel triennio 2017-2019 (dati 2019) indicativamente lo stesso range (0,58-0,74 nel 2011; 0,57-0,81 nel 2014; 0,57-0,82 nel 2019), pur evidenziando una considerevole variabilità di comportamento per i singoli corpi idrici.
Nel confronto con i cicli precedenti, emerge che nessun corpo idrico risulta in stato ecologico “scarso”, mentre i corpi idrici in stato “buono” diventano 3.
3 corpi idrici (ENC2 - Bocca di Lido, PC1- Marghera e PNC2 - Tessera) mostrano un aumento degli RQE pressoché costante nei 3 cicli di monitoraggio. In particolare, ENC2 e PNC2 aumentano lo stato ecologico da “sufficiente” a “buono”. Mentre un corpo idrico (ENC1 – Centro Sud) peggiora il suo stato, passando da “buono” nel 2011 a “sufficiente” nei cicli successivi (Figura 2).
Variabili: 
L'M-AMBI (Multivariate-Azti Marine Biotic Index) è un indice multimetrico che include il calcolo dell'AMBI, dell'Indice di diversità (H) e il numero di specie (S).
Commenti: 
L'applicazione dell'indice M-AMBI ai corpi idrici della Laguna di Venezia fornisce una valutazione generale della componente macrozoobentonica per l’anno 2019 (triennio 2017-2019, Figura 1).
Nel 2019, l’indice definisce lo stato di tre corpi idrici come “buono” (ENC2, PC2 e PNC2), mentre tutti gli altri corpi idrici vengono classificati come “sufficiente” (EC, ENC1, ENC3, ENC4, PC1, PC3, PC4, PNC1). Rispetto al 2011, nel 2019 si osserva il peggioramento di un solo corpo idrico (ENC1 – Centro Sud, declassato comunque a “sufficiente” nel 2013 a seguito della verifica effettuata per le condizioni di anossia), il miglioramento di due corpi idrici (ENC2 – Bocca di Lido, PNC2 - Tessera, che passano dallo stato “sufficiente” allo stato “buono”), mentre sette corpi idrici rimangono inalterati (ENC3, ENC4, PC1, PC2, PC3, PC4, PNC1, tutti in stato “sufficiente”). Rispetto al 2014, nel 2019 si osserva il peggioramento di un corpo idrico (PC3 – Val di Brenta, che passa dallo stato “buono” a “sufficiente”), il miglioramento di tre corpi idrici (ENC2, PC2, PNC2, dallo stato “sufficiente” a “buono”), mentre sei corpi idrici rimangono inalterati (EC, ENC1, ENC3, PC1, PC4, PNC1, tutti in stato “sufficiente”) (Figura 2).
Allegati: