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ACQUE INTERNE SUPERFICIALI – ELEMENTI DI QUALITA’ BIOLOGICA NEI FIUMI

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore deriva dall’applicazione della normativa di riferimento per la determinazione dello stato ecologico delle acque superficiali ai sensi della Direttiva 2000/60/CE. Dai dati trasmessi nel 2018 per il flusso SoE WISE4, si rileva che l'EQB Macrobenthos è stato inviato per 776 stazioni di monitoraggio e nel 51% di esse raggiunge lo stato ecologico "buono o superiore". Il restante 49% delle stazioni monitorate ha uno stato di qualità inferiore al buono. L'EQB Diatomee è stato trasmesso per 673 stazioni di monitoraggio: nel 79% di esse si ha uno stato ecologico "buono o superiore", il restante 21% presenta uno stato ecologico inferiore al buono.
Descrizione: 
L’indicatore rappresentato deriva dall’applicazione della normativa di riferimento per la determinazione della qualità delle acque, che prevede la classificazione dei corpi idrici mediante l’integrazione di diversi indicatori, con le tempistiche di validità dei Piani di gestione sessennali. Gli stessi dati vengono inoltre trasmessi annualmente attraverso il flusso dati WISE-SoE all’Agenzia Europea dell’Ambiente. I dati di monitoraggio trasmessi per il WISE-SoE sono dovuti ai sensi del Regolamento (CE) n. 401/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 su "Agenzia Europea dell'Ambiente e la rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale". Annualmente, quindi, vengono trasmessi dalle ARPA/APPA i dati di monitoraggio delle stazioni che le singole agenzie hanno individuato nei loro piani annuali di monitoraggio, arrivando a completare la copertura spaziale alla fine del ciclo sessennale.
Per il Macrobenthos si utilizza l'indice multimetrico STAR_ICMi basato su una serie di indicatori (subindici) che danno informazioni relativamente a tolleranza, abbondanza/habitat e ricchezza/diversità della comunità.
Per le Diatomee si applica l’Indice Multimetrico ICMi che valuta l’abbondanza delle specie e la loro sensibilità agli inquinanti. L’ICMi è composto da due indici: l’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e l’Indice Trofico (TI).
I calcoli degli indici per ogni Elemento di Qualità Biologica (EQB) vanno condotti su base tipo-specifica, come previsto dalla normativa.
Le classi di qualità per entrambi gli indici sono cinque e vengono rappresentate graficamente con i colori standard: Elevato (blu), Buono (verde), Sufficiente (giallo), Scarso (arancione), Cattivo (rosso).
Scopo: 
Consente di derivare la classe di qualità per gli organismi macrobentonici e gli organismi diatomici per la definizione dello stato ecologico per i corpi idrici fluviali.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE);
D.Lgs. 152/06 ss.mm.ii
DM 260/2010
In accordo al D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii., tutti i corpi idrici fluviali devono raggiungere l'obiettivo di qualità ambientale corrispondente allo stato "buono" entro il 2015.
L'art. 77 definisce anche le condizioni per usufruire di proroghe o deroghe a tale obbligo. Lo stato ambientale di un corpo idrico superficiale è dato dal peggiore tra lo stato chimico e lo stato ecologico, definiti secondo quanto stabilito in Allegato 1 al D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.
La classificazione dello stato ecologico si basa sulla valutazione degli elementi di qualità biologica (EQB) e degli elementi fisico-chimici, chimici (inquinanti specifici) e idromorfologici, secondo quanto riportato nel DM 260/2010.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
APAT, 2007, Metodi Biologici per le acque. Parte I;
ISPRA - Manuali e Linee Guida 107/2014 - "Linee guida per la valutazione della componente macrobentonica fluviale ai sensi del DM 260/2010”
Limitazioni: 
I Macroinvertebrati non forniscono risposte adeguate a tutti i tipi di stress: non sono sensibili agli effetti di erbicidi; non rispondono velocemente a impatti minori, essendo adattati a un ecosistema naturalmente instabile. Inoltre l’analisi della comunità non permette di distinguere tra i vari tipi e gradi di stress e di individuare il singolo inquinante. Infine, la distribuzione di alcuni taxa può dipendere da fattori naturali, prescindendo da quelli strettamente legati alla qualità del sito: natura del substrato, temperatura, velocità della corrente.
Le Diatomee presentano dimensioni microscopiche che non ne permettono l’individuazione e l’analisi a occhio nudo, a differenza di altre alghe macroscopiche. Il riconoscimento microscopico a livello di specie può presentare difficoltà. Rispondendo prevalentemente a variazioni del grado di trofia delle acque, le diatomee possono fornire “sovrastime” sulla qualità complessiva.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Frequenza variabile: il monitoraggio di sorveglianza è effettuato per almeno 1 anno ogni sei anni, salvo l’eccezione della rete nucleo che è controllata ogni tre anni. Il monitoraggio operativo è effettuato con cicli non superiori ai tre anni.
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.sintai.isprambiente.it/faces/public/SOE/index.xhtml (con credenziali)
Fonte dei dati di base: 
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indice multimetrico finale per il Macrobenthos STAR_ICMi è ottenuto dalla somma delle metriche normalizzate, ciascuna delle quali è moltiplicata per il proprio peso. Tale peso varia tra le singole metriche mentre assume un unico valore per le tre categorie generali (tolleranza, abbondanza/habitat, ricchezza/diversità). Dopo il calcolo della media ponderata delle metriche, i valori risultanti vengono normalizzati sul valore mediano di STAR_ICMi osservato per i siti di riferimento. Per ogni componente biologica monitorata il risultato degli RQE (rapporto tra valore dell’indice riscontrato nel sito e valore dell’indice relativo alle condizioni di riferimento) viene confrontato con i valori soglia riportati nel DM Ambiente 260/2010 corrispondenti alle 5 classi di stato ecologico previste per ogni componente monitorata.
L'indice multimetrico finale per le Diatomee ICMi si basa sulla identificazione e conteggio di 400 individui. La formula finale è ICMi=(EQR_IPS + EQR_TI)/2. Per le diatomee, così come per ogni componente biologica monitorata, infatti, il risultato degli RQE (rapporto tra valore dell’indice riscontrato nel sito e valore dell’indice relativo alle condizioni di riferimento) viene confrontato con i valori soglia del DM 260/2010 corrispondenti alle 5 classi di stato ecologico previste per ogni componente monitorata.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
15 regioni e 2 province autonome
Copertura temporale: 
2018
L’indicatore risponde alle richieste della normativa di settore e si basa su indici consolidati e in uso su tutto il territorio. La comparabilità temporale e spaziale è garantita dall’uso su scala nazionale della stessa metodologia di analisi, campionamento e classificazione e, a livello internazionale, dal processo di intercalibrazione dei metodi con gli altri Stati Membri.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
La rispondenza agli obiettivi normativi potrà essere valutata solamente con i dati di classificazione dei corpi idrici alla fine di ogni ciclo sessennale di monitoraggio. Nel 2018 per l’EQB Macrobenthos, delle 776 stazioni di monitoraggio, si rileva che il 51% di esse raggiunge l'obiettivo di qualità ambientale "buono o superiore" (13% in stato elevato e 38% in stato buono). Per l’EQB Diatomee, delle 673 stazioni di monitoraggio, il 79% di esse raggiunge l'obiettivo di qualità ambientale "buono o superiore" (45% in stato elevato e 34% in stato buono).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
-
Variabili: 
componente macrobentonica, componente diatomica
Commenti: 
Il DM 56/2009 prevede, per il monitoraggio di sorveglianza, la possibilità di effettuare il monitoraggio stratificato, cioè di non monitorare necessariamente nello stesso anno tutti i corpi idrici ma suddividere il monitoraggio in anni diversi all’interno del periodo di validità del piano di gestione. Il monitoraggio stratificato quindi non permette annualmente la confrontabilità dei dati relativi allo stato di qualità degli EQB, confrontabilità che si avrà solo alla fine del ciclo sessennale.
I dati rappresentati per gli EQB presi in esame, relativi al 2018, sono stati trasmessi dalle ARPA/APPA per il flusso dati SoE WISE4 in base ai monitoraggi stratificati effettuati per l’anno di riferimento ai sensi del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. Rispetto al 2017 sono presenti anche i dati di Toscana e Sardegna, ma mancano quelli dell'Abruzzo, oltre ai dati non trasmessi negli anni precedenti da Molise, Friuli-Venezia Giulia e Calabria.
Dai dati trasmessi per l'EQB Macrobenthos (Tabella 1), da 15 regioni e 2 province autonome per un totale di 776 stazioni di monitoraggio, si rileva che il 51% di esse raggiunge l'obiettivo di qualità ambientale "buono o superiore" (13% in stato elevato e 38% in stato buono). Il restante 49% delle stazioni monitorate ha uno stato di qualità inferiore al buono: il 29% sufficiente, il 17% scarso e il 3% cattivo (Figura 1). I dati trasmessi per l'EQB Diatomee (Tabella 2), da 15 regioni e 2 province autonome per un totale di 673 stazioni di monitoraggio, indicano che il 79% di esse raggiunge l'obiettivo di qualità ambientale "buono o superiore" (45% in stato elevato e 34% in stato buono). Il restante 21% delle stazioni monitorate presenta uno stato di qualità inferiore al buono: il 14% sufficiente e il 7% scarso (Figura 2).
La diversità dei risultati sull'attribuzione delle classi di qualità deriva dai differenti stress ambientali a cui i due EQB rispondono.
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