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MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA – RIFIUTI MARINI SPIAGGIATI

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Abstract: 
La Strategia Marina (Direttiva 2008/56/CE) rappresenta un importante strumento di governance del sistema mare, promuovendo l’adozione di strategie mirate alla salvaguardia dell’ecosistema marino per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Il Buono Stato Ambientale è valutato sulla base di 11 temi o descrittori qualitativi, fra i questi il descrittore 10 prevede che le proprietà e le quantità di rifiuti marini non provochino danni all’ambiente costiero e marino. L’Italia realizza dal 2015 un esteso programma di monitoraggio dei rifiuti marini, compresi quelli spiaggiati. Nel 2020, la mediana dei rifiuti marini totali spiaggiati sui litorali italiani è stata 311 rifiuti ogni 100 m, in calo rispetto gli anni precedenti (si contavano mediamente 462 oggetti ogni 100 m nel 2018 e 413 nel 2019). Si tratta comunque di densità ancora nettamente superiori al valore soglia di 20 rifiuti ogni 100 m stabilito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Come negli anni precedenti, le plastiche monouso si sono confermate essere il rifiuto più frequente, rappresentando il 34% e 19% del totale dei rifiuti trovati in primavera e autunno, rispettivamente. Le informazioni derivanti dal monitoraggio sono essenziali per migliorare la gestione dei rifiuti, valutare l’efficacia del Programma di Misure, e indirizzare politiche specifiche, come ad esempio la recente Direttiva europea 2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.
Descrizione: 
La Direttiva 2008/56/CE (recepita dal D.Lgs. 190/2010) adotta misure a tutela dell’ecosistema marino al fine di conseguire e mantenere il Buono Stato Ambientale attraverso 11 temi, o Descrittori. Il Descrittore 10 è riferito ai rifiuti marini, e una delle sue declinazioni, il criterio D10C1, stabilisce che “la composizione, la quantità e la distribuzione territoriale dei rifiuti sul litorale, nello strato superficiale della colonna d'acqua e sul fondo marino, sono a livelli che non provocano danni all'ambiente costiero e marino”. Il monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge è realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) con il coordinamento tecnico e scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) è l’Autorità competente che garantisce il coordinamento della attività previste nell’ambito dell’applicazione della Strategia Marina.
Due volte l’anno (primavera e autunno), le Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) costiere monitorano i rifiuti di dimensioni superiori ai 2,5 cm in aree campione in un totale di 68 spiagge dislocate lungo tutto il litorale italiano. L’indicatore “rifiuti marini spiaggiati” rappresenta la densità lineare lungo le coste di diverse tipologie di rifiuto (rifiuti totali, plastiche monouso, rifiuti legati alla pesca e acquacoltura, borse di plastica e rifiuti legati al fumo) espressa in numero di oggetti ogni 100 metri di litorale. Questo indicatore permette di identificare le principali tipologie di rifiuti presenti sulle coste italiane e monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate per la loro riduzione. Permette inoltre di verificare il graduale avvicinamento al valore soglia di 20 rifiuti totali ogni 100 m definito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale.
Scopo: 
Misurare la densità dei rifiuti sui litorali e identificare le principali tipologie di rifiuto in ogni sottoregione. Monitorare nel tempo l’efficacia dei Programmi di Misure della Strategia Marina e il graduale avvicinamento al valore soglia definito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino).
D.Lgs. 13 ottobre 2010, n. 190
Decreto 11 febbraio 2015. Determinazione degli indicatori associati ai traguardi ambientali e dei programmi di monitoraggio, predisposto ai sensi degli articoli 10, comma 1 e 11, comma 1, del D.Lgs. 190/2010.
Decisione (UE) 2017/848 della Commissione del 17 maggio 2017 che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, e che abroga la decisione 2010/477/UE.
Decreto 15 febbraio 2019. Aggiornamento della determinazione del buono stato ambientale delle acque marine e definizione dei traguardi ambientali.
Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B), Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Galgani F., Hanke G., Werner S., Oosterbaan L., Nilsson P., Fleet D., Kinsey S., Thompson R., van Franeker J., Vlachogianni T., Scoullos M., Mira Veiga J., Palatinus A., Matiddi M., Maes T., Korpinen S., Budziak A., Leslie H., Gago J., Liebezeit G. (2013). Monitoring guidance for marine litter in European seas. In: MSFD GES Technical Subgroup on Marine Litter (TSG-ML).

Hanke G., Walvoort D., van Loon W., Addamo A. M., Brosich A., Montero M. del Mar C, Jack M. M. E., Vinci M., Giorgetti A. (2019). EU Marine Beach Litter Baselines. JRC Technical Report 2019. https://ec.europa.eu/jrc.

Fortibuoni T., Amadesi B., Vlachogianni T. (2021). Composition and abundance of macrolitter along the Italian coastline: The first baseline assessment within the European Marine Strategy Framework Directive. Environmental Pollution, 268, 115886. https://doi.org/10.1016/j.envpol.2020.115886.

Van Loon W., Hanke G., Fleet D., Werner S., Barry J., Strand J., Eriksson J., Galgani F., Gräwe D., Schulz M., Vlachogianni T., Press M., Blidberg E., Walvoort D. (2020). A European threshold value and assessment method for macro litter on coastlines, EUR 30347 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2020, ISBN 978-92-76-21444-1 (online), doi:10.2760/54369 (online), JRC121707.
Limitazioni: 
Mancanza, allo stato attuale, di una serie storica sufficientemente lunga per l’analisi del trend.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Semestrale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il campionamento dei rifiuti spiaggiati viene effettuato all’interno di un unico transetto rappresentato da un tratto di spiaggia di 100 m, due volte l’anno (primavera e autunno). L’area di campionamento copre l’intera profondità della spiaggia, dalla battigia fino al sistema dunale o alla vegetazione e/o ai manufatti presenti (es. strade). Il transetto viene ripetuto con la massima precisione possibile in ogni campionamento e durante gli anni. Le spiagge di riferimento monitorate sono 68, anche se eventi eccezionali (ad esempio restrizioni legate al COVID-19) possono determinare un numero inferiore di spiagge monitorate in ciascuna campagna. Nello specifico, nella primavera 2020 sono state monitorate 57 spiagge, mentre in autunno 67. Tutti gli elementi visibili sulla superficie della spiaggia di dimensioni superiori a 2,5 cm (lato più lungo) vengono classificati secondo le categorie della Masterlist europea (Galgani et al. 2013). Le densità sono espresse come mediana del numero di oggetti ogni 100 m di spiaggia. Gli oggetti sono stati raggruppati secondo 4 macro categorie: rifiuti totali; oggetti di plastica monouso (SUP); rifiuti che provengono dalla pesca e dall'acquacoltura (FISH); sacchetti e borse di plastica (BAG); rifiuti legati al fumo (SMOKE).
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2015-2020
II punteggio relativo alla qualità dell’informazione scaturisce dal fatto che l’indicatore è semplice da applicare e interpretare, i dati sono robusti e comparabili dal momento che la metodologia di campionamento e analisi è standardizzata. Inoltre, la copertura spaziale è tale da garantire l’informazione a scala nazionale. La criticità è rappresentata dal fatto che l’indicatore è di nuova applicazione e non si ha ancora una serie storica utile per definire il trend.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il programma di monitoraggio dei rifiuti spiaggiati è iniziato nel 2015, il Programma di misure finalizzato a conseguire o mantenere un buono stato ambientale è stato approvato con il DPCM del 10 ottobre 2017, e il valore soglia per i rifiuti spiaggiati è stato stabilito, a livello unionale, nel 2020. Il problema dei rifiuti marini è stato quindi affrontato solo negli ultimi anni. Ad oggi, il livello di concentrazione dei rifiuti spiaggiati lungo le coste italiane è molto alto rispetto al valore soglia stabilito a livello europeo per il conseguimento del Buono Stato Ambientale, seppure nel 2020 si sia registrata una notevole flessione, in parte forse dovuta alle misure in atto a seguito della pandemia di Covid-19. L’adozione nei prossimi anni di ulteriori misure specifiche per la riduzione di oggetti monouso e per il corretto smaltimento delle reti da pesca dismesse (UE 2019) dovrebbe contribuire - sebbene in tempi non ancora stimabili - alla diminuzione del numero di oggetti che finiscono in mare e quindi al progressivo avvicinamento all’obiettivo unionale di 20 oggetti ogni 100 m lineari di costa. Da segnalare la sottoregione Adriatica che rimane quella con il valore mediano di rifiuti totali più alto, pari a 468 oggetti/100 m (contro 542 oggetti/100 m nel 2018 e 547 oggetti/100 m nel 2019).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Il monitoraggio dei rifiuti marini in tutte le sue componenti è un’attività che inizia a seguito del primo ciclo della Strategia Marina nel 2012 e della valutazione iniziale, che aveva evidenziato la quasi totale mancanza di dati per popolare il Descrittore 10. Il programma di monitoraggio dei rifiuti spiaggiati è iniziato nel 2015. Oggi è quindi possibile avere una prima base di riferimento sulla quantità e tipologia di rifiuti marini spiaggiati, tuttavia non si dispone di una serie temporale sufficientemente lunga per stimare un trend temporale.
Variabili: 
numero di rifiuti totali/100 m
numero di oggetti di plastica monouso/100 m (SUP)
numero di rifiuti legati alla pesca e acquacoltura/100 m (FISH)
numero di rifiuti legati al fumo/100 m (SMOKE)
numero di borse e sacchetti di plastica/100 m (BAG)
Commenti: 
Le densità dei rifiuti totali riscontrate lungo le coste dell’Italia risultano marcatamente più elevate rispetto a quelle di altri mari europei, le cui densità mediane negli anni 2015-2016 sono risultate: 40 oggetti/100 m nel Mar Baltico; 106 oggetti/100 m nel Mar Nero; 233 oggetti/100 m nel Nord Est Atlantico e Mare del Nord (Hanke et al. 2019). Il valore mediano in Italia nel 2020 è risultato pari a 311 rifiuti ogni 100 m, in calo rispetto gli anni precedenti in cui sono stati contati mediamente 462 oggetti/100 m (2018) e 413 oggetti/100 m (2019).
La sottoregione Adriatica rimane quella con il valore mediano di rifiuti totali più alto, pari a 468 oggetti/100 m. Il Mediterraneo occidentale e lo Ionio e Mediterraneo centrale presentano densità mediane simili, 258 oggetti/100 m e 202 oggetti/100 m, rispettivamente (Figura 1). In tutte e tre le sottoregioni si è osservata una diminuzione dei rifiuti nel 2020, particolarmente marcata nel Mediterraneo occidentale, dove nel 2018 il valore mediano è stato 476 oggetti/100 m, e nel 2019 di 525 oggetti/100 m. La plastica monouso (SUP) (Figura 2) rappresenta la macro categoria più abbondante in tutte le sottoregioni, rappresentando il 34% e 19% del totale dei rifiuti in primavera e autunno, rispettivamente. L’Adriatico è interessato da elevate densità di rifiuti legati alla pesca e acquacoltura (FISH), che presentano una densità mediana di 186 oggetti/100 m contro i 92 oggetti/100 m nel Mediterraneo occidentale e 62 oggetti/100 m nello Ionio e Mediterraneo centrale (Figura 3). I rifiuti legati al fumo (SMOKE) nel 2020 sono risultati più abbondanti nella sottoregione Adriatico (15 oggetti/100 m) rispetto le altre due sottoregioni, dove sono stati trovati mediamente 9 oggetti/100 m (Figura 4). Nel 2020 si è inoltre osservata una netta diminuzione dei sacchetti e borse di plastica (BAG) in tutte le sottoregioni (Figura 5).
Allegati: