Report

IMPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate dall'estero ai fini di un recupero nelle attività produttive. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2017, 6,6 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (97,8%); i rifiuti pericolosi, infatti, sono 142 mila tonnellate (2,2% del totale importato). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, circa 1,7 milioni di tonnellate (25,6% del totale importato), costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (99,2%), rifiuti prettamente di natura metallica. Segue la Svizzera, con oltre 1 milione di tonnellate (15,5% del totale), costituite prevalentemente da "terra e rocce".
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti che vengono importati nel territorio nazionale, specificando il Paese di provenienza e la regione di destinazione.
Scopo: 
Analizzare quali tipologie di rifiuti vengono importate dall'estero ai fini del recupero nelle attività produttive.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
• Convenzione di Basilea del 22/03/1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento e successivi emendamenti;
• Decisione OCSE C(2001)107 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati al recupero;
• Regolamento 1013/2006/CE e s.m.i. che disciplina la spedizione dei rifiuti tra Stati membri della Comunità, anche attraverso Paesi terzi;
• Regolamento 1418/2007/CE e s.m.i. relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, verso alcuni paesi ai quali non si applica la Decisione dell’OCSE.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa.
DPSIR: 
Pressione, Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2019
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Banca dati MUD, non accessibile al pubblico
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate dall'estero ai fini di un recupero nelle attività produttive. La fonte dei dati è la banca dati MUD; le quantità vengono analizzate per singolo codice CER, per Paese di provenienza e per regione di destinazione.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2010-2017
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti importati che vengono gestiti nel territorio nazionale. I dati sono elaborati a livello regionale e validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
I rifiuti speciali importati in Italia nel 2017, pari a 6,6 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (97,8% del totale); i rifiuti pericolosi, invece, sono 142 mila tonnellate, pari al 2,2% del totale importato. Il 95,8% dell’importato è costituito da rifiuti di natura metallica (Figura 4), recuperati nel ciclo produttivo delle industrie metallurgiche, indice di positività in quanto riduce l’utilizzo di materie prime.
Nel 2017 si conferma il trend positivo degli anni passati (+ 18,1% nel 2010- 2016) con un incremento del 13,9% rispetto al 2016 (800 mila tonnellate in termini assoluti).
Commenti: 
I rifiuti speciali importati in Italia nel 2017 sono 6,6 milioni di tonnellate, Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, circa 1,7 milioni di tonnellate, costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (97,8%), maggiormente di natura metallica (Tabella 2 e Figura 1).
La Lombardia è la regione che importa il maggior quantitativo di rifiuti, oltre 3,5 milioni di tonnellate (53,3% del totale); trattasi principalmente di rifiuti di natura metallica, ciò in accordo con la vocazione industriale in settori quali la metallurgia e la siderurgia (Tabella 3); a seguire, il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto con, rispettivamente, il 30,7% e il 5,8% del totale; anche in queste regioni sono importati quasi esclusivamente rifiuti di natura metallica, riutilizzati nel ciclo produttivo.
I rifiuti derivanti da attività di costruzione e demolizione costituiscono il 42,3% del totale dei rifiuti non pericolosi importati (2,7 milioni di tonnellate) (Figura 2). Il 38,1% dei rifiuti non pericolosi importati (pari a 2,5 milioni di tonnellate) è rappresentato dai “rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti”, con una prevalenza, in termini quantitativi, dei “metalli ferrosi”, “legno” e "limatura rifiuti di ferro e acciaio”. Ulteriore conferma dell’ingente importazione di rottame ferroso è la percentuale del 17,6% che si riscontra per i “rifiuti prodotti dalla lavorazione e trattamento di metalli e plastica”, segnatamente di natura metallica.

Allegati: 
AllegatoDimensione
File Tab 1.xlsx10.69 KB
File Tab 2.xlsx13.37 KB
File Tab 3.xlsx12.88 KB
Image icon Figura 1.jpg126.19 KB
Image icon Figura 2.jpg101.49 KB
Image icon Figura 3.jpg99.54 KB
File Dati figura 1.xlsx14.15 KB
File dati figura 2.xlsx13.25 KB
File dati figura 3.xlsx12.13 KB
File dati figura 4.xlsx12.33 KB
Image icon Figura 4.jpg79.13 KB