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EMISSIONI DI METALLI PESANTI (CD, HG, PB, AS, CR, CU, NI,SE,ZN): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore rappresenta la serie storica delle emissioni nazionali di metalli pesanti dal 1990 al 2017, per settore di provenienza. Dal 1990 si rileva una riduzione delle emissioni per tutti i metalli, ad eccezione dell’arsenico (+27,1%) e del selenio (+8,5%). In particolare le emissioni di cadmio, mercurio e piombo sono in linea con gli obiettivi fissati a livello internazionale dal Protocollo di Aarhus, essendosi ridotte rispetto ai valori del 1990 rispettivamente del -29,5%, -39,9% e -93,6%.
Descrizione: 
Le emissioni di metalli pesanti derivano in gran parte dalla combustione, sia industriale sia non industriale, dai processi produttivi e dal settore energetico. I metalli pesanti hanno una notevole rilevanza sanitaria in quanto persistono nell'ambiente dando luogo a fenomeni di bioaccumulo e sono, inoltre, riconosciuti come importanti agenti cancerogeni, tra questi l'arsenico (As), il cadmio (Cd), il cromo (Cr) e il nichel (Ni) ricadono nella classe 1 (cancerogeni certi) dell'International Agency for Research on Cancer.
Scopo: 
La stima delle emissioni nazionali dei metalli pesanti totali e disaggregate per settore di attività produttiva permette di valutare l'andamento emissivo nel periodo 1990-2017.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Protocollo di Aarhus sui metalli pesanti (1998) alla Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979).
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il Protocollo di Aarhus sui metalli pesanti (1998), nell'ambito della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979), indica come obiettivo di riduzione per il cadmio (Cd), il mercurio (Hg) e il piombo (Pb) le emissioni del 1990 (o in alternativa ogni altro anno fra il 1985 e il 1995).
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili su: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni
ISPRA, 2019. Italian Emission Inventory 1990-2017. Informative Inventory Report 2019 (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2019_submissions/)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati ISPRA dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima realizzata ai fini della redazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA Guidebook - 2016). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2019_submissions/).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale.
Copertura temporale: 
1990-2017
I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA come responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera Per garantire consistenza e compatibilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base della maggiore informazione e dei più recenti sviluppi metodologici. Le stime delle emissioni di metalli pesanti sono necessarie per il monitoraggio del Protocollo di Aarhus nell'ambito della Convenzione sull'inquinamento transfrontaliero. Sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Le emissioni di cadmio, mercurio e piombo sono in linea con gli obiettivi fissati a livello internazionale, essendosi ridotte dal 1990 al 2017, rispettivamente del -29,5% , -39,9% e -93,6%. Obiettivi già raggiunti nel 1993 per il cadmio e nel 1991 per il mercurio e il piombo.
Commenti: 
Le emissioni nazionali vengono calcolate conformemente alla metodologia di stima adottata a livello europeo e riportata nell’EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook – 2016.
Il cadmio presenta una diminuzione lungo l'intero periodo 1990-2017 (-29,5%) dovuta soprattutto dalla riduzione delle emissioni della combustione industriale, che nel 2017 costituiscono il 27,7% del totale (Tabella 1, Figura 1).
La riduzione complessiva delle emissioni di mercurio (-39,9%) proviene principalmente dalla combustione industriale (-53,5%) e dai processi produttivi (-45,0%) (Tabella 1, Figura 1).
L'abbattimento dei livelli emissivi di piombo è stato notevole (-93,6%), soprattutto grazie all'impiego di benzine verdi; va notato, infatti, che il settore del trasporto stradale, che ha contribuito tra il 1990 e il 1999, in media per più dell'80% al totale delle emissioni di piombo, nel periodo 2002-2017 vede il suo peso decrescere a un valore medio pari a circa il 4%. Per contro, i contributi emissivi provenienti dai settori dei processi produttivi e soprattutto dalla combustione non industriale sono cresciuti negli anni, fino a raggiungere nel 2017 pesi sul totale delle emissioni di piombo rispettivamente pari al 26,7% e 32,2%. Le emissioni di piombo legate alla combustione industriale, pur essendo diminuite dal 1990 del 62,6%, hanno nel 2017 un peso sulle emissioni totali pari a 35,8% (Tabella 1, Figura 1).
Per i metalli pesanti non compresi nel Protocollo di Aarhus non sono ancora stati stabiliti limiti emissivi nazionali. Nel 2017 le emissioni di cromo sono in calo rispetto ai livelli del 1990 del 54,8%. Le emissioni di rame registrano una crescita fino al 2006 per poi decrescere dal 2007, con una riduzione complessiva nel periodo tra il 1990 e il 2017 del 10,1%. Per quanto riguarda il nichel, le emissioni decrescono del 76,4% a causa del crollo delle emissioni del settore della combustione non industriale a partire dal 2010. Si riscontrano, invece, trend crescenti per le emissioni di arsenico (+27,1%) e di selenio (+8,5%). Le emissioni di zinco, pur mostrando oscillazioni negli anni, diminuiscono nel periodo 1990-2017 del 3,7% (Tabella 1, Figura 1).
L’indicatore, collocandosi nel contesto del Settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione Europea, Obiettivo Prioritario 3, con riferimento all’inquinamento dell’aria, finalizzato alla salvaguardia dei cittadini dell’Unione Europea dalle pressioni ambientali e dai rischi per la salute e il benessere, evidenzia il progresso nazionale effettuato per cadmio, mercurio e piombo, nel conseguimento di valori di emissione inferiori a quelli del 1990 (nello specifico -29,5%, -39,9% e -93,6%) (Tabella 1, Figura 1).
Allegati: 
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