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PORTATE

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore fornisce una valutazione dell’andamento dei volumi d’acqua misurati in sezioni d’alveo di alcuni dei principali corsi d’acqua italiani rispetto all’anno e al decennio precedente. Per il 2019 è stato possibile rappresentare i dati di portata relativi a 6 sezioni di chiusura di altrettanti corsi d’acqua di rilievo nazionale (Po, Arno, Adige, Bacchiglione, Serchio e Tevere).
Descrizione: 
È un indicatore di stato che misura il volume d'acqua (metri cubi) che attraversa una data sezione di un corso d'acqua nell'unità di tempo (secondo). La misura di portata dei corsi d'acqua viene eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure pubblicate dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici – parte II", conformi alle norme del World Meteorological Organization (WMO).
Scopo: 
La misura sistematica delle portate del corso d'acqua riveste un ruolo fondamentale poiché consente di: valutare la capacità di risposta di un bacino a un evento meteorico, indispensabile ai fini di difesa del suolo e adempiere gli obblighi previsti nel D.Lgs. 49/2010, attuativo della Direttiva 2007/60/CE; determinare la quantità di risorsa disponibile nel periodo, necessaria alla valutazione del bilancio idrologico; definire i parametri qualitativi come indicato nel D.Lgs. 152/06 e nella Direttiva Quadro 2000/60/CE.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva 2007/60/CE
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 49/2010
D.Lgs. 152/2006
D.M. 28/07/2004
D.Lgs. 112/1998
La normativa italiana vigente obbliga al raggiungimento di obiettivi ambientali specifici per i corsi d'acqua anche in termini quantitativi (es. deflusso minimo vitale). L'indicatore contribuisce al raggiungimento degli obiettivi fissati dal D.Lgs. 152/06.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici
Barbara Lastoria (2008): "Hydrological processes on the land surface: A survey of modelling approaches". FORALPS Technical Report, 9. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 56 pp. ISBN 978-88-8443-228-5.
Giovanni Braca (2008): "Stage-discharge relationships in open channels : Practices and problems". Foralps technical reports, 11. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 28 pp.;24 cm. ISBN 978-88-8443-230-8
ISPRA, Annuario dati ambientali – Edizione 2020
Limitazioni: 
La misura della portata in una sezione di un corso d'acqua è un'attività molto onerosa, poiché richiede personale altamente specializzato e il contestuale rilievo topografico della sezione. Per tale motivo, quando si ritiene che la sezione (e quindi la scala di deflusso correlata) non abbia subito significative modifiche si preferisce stimare le portate attraverso le misure delle altezze idrometriche, convertendo queste ultime nei corrispondenti valori di portata.
Ulteriori azioni: 
Manutenzione delle sezioni di misura e aggiornamento delle scale di deflusso anche attraverso una campagna sistematica di misure di portata.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di portata rientrano tra i dati idrologici e sono pertanto pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui, in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, sono stati trasferiti funzioni e compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, ora confluito in ISPRA. I dati di portata media giornaliera utilizzati nell’elaborazione dell’indicatore sono facilmente accessibili consultando:
ARPA Emilia Romagna: https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/meteo/report-meteo/annali-idrologici; ARPA Veneto: https://www.arpa.veneto.it/bollettini/storico; Centro Funzionale Regione Lazio http://www.idrografico.roma.it/default.aspx sotto la voce Archivi/Bollettini; Centro Funzionale Regione Toscana http://www.idropisa.it/consistenza-rete.
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le serie di portata media giornaliera sono il dato di base. Su di esso sono condotte operazioni propedeutiche di verifica della completezza delle serie. Il calcolo dei volumi annui defluiti nell’anno oggetto di analisi è effettuato integrando sulla durata temporale annua i valori di portata media mensile, a loro volta calcolati come media sul singolo mese dei valori di portata media giornaliera. Analogamente si procede per i volumi riferiti al decennio precedente, rispetto ai quali le portate integrate sono calcolate come medie mensili sui 10 anni precedenti. Riguardo all’analisi delle portate mensili viene effettuato il rapporto tra le portate medie mensili dell’anno oggetto di analisi e la media delle portate medie mensili calcolata sui 10 anni precedenti.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Green Deal - Achieving Climate Neutrality
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
6 bacini idrografici di rilievo nazionale su 11
Copertura temporale: 
2010-2019
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore hanno caratteristiche di adeguata documentabilità e qualità nota. Sono rilevati in continuo e pubblicati a intervalli regolari previa procedura di validazione del dato a cura dell’ente detentore dello stesso. La reperibilità del dato è piuttosto agevole essendo affidata alla pubblicazione su web in pagine tematiche il cui raggiungimento è intuitivo. Le serie di portata utilizzate hanno una lunghezza di almeno 10 anni, per cui il dato possiede una buona copertura temporale. L’indicatore fornisce elementi informativi alla scala spaziale di bacino idrografico, tuttavia la copertura spaziale è limitata e non offre un quadro di livello nazionale. L’indicatore presenta caratteristiche di comparabilità nel tempo e nello spazio che rendono agevoli confronti sullo stato della disponibilità idrica relativamente ai bacini sottesi dalle sezioni di misura considerate. Inoltre è sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente anche in conseguenza delle attività antropiche. Tuttavia sebbene sia possibile effettuare agevolmente dei confronti con il decennio precedente, risulta complessa l’analisi delle ragioni a cui imputare sensibili scostamenti a causa delle diverse interazioni che le pressioni possono esercitare tra di loro.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Si può osservare un buon recupero dei volumi annui defluiti nelle sezioni di misura nel 2019, rispetto al 2018, con incrementi compresi tra il 4 e il 38%, ad eccezione della sezione sul Tevere in cui i volumi sono diminuiti rispetto al 2018 di circa il 15%. Il recupero maggiore si è verificato nella sezione di Montegalda sul Bacchiglione con volumi superiori a quelli del 2018 del 38% e superiori a quelli del decennio precedente del 18%. Per tale sezione i valori di portata medi mensili, nel 2019, sono rimasti superiori al decennio precedente per 8 mesi, come si evince dall’andamento dei rapporti tra le portate medie mensili (Figura 2), mentre nella sezione di Ripetta sul Tevere ciò si verifica solo per 2 mesi (novembre e dicembre 2019) e i volumi annui risultano, pertanto, inferiori sia al 2018 sia al decennio precedente di circa il 15%. Nel 2019 i mesi più favorevoli sono stati quelli di novembre e dicembre in cui le portate di tutte le sezioni si sono mantenute al di sopra dei valori medi riferiti al decennio.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Non è possibile esprimere un giudizio sul trend di questo indicatore in quanto occorrerebbe risalire alle condizioni naturali, cioè non influenzate dall'azione antropica (prelievi, derivazioni, opere di invaso).
Inoltre, sebbene sia possibile effettuare agevolmente dei confronti con il decennio precedente, risulta complessa l’analisi delle ragioni a cui imputare sensibili scostamenti a causa delle diverse interazioni che le pressioni possono esercitare tra di loro.
Variabili: 
Non compilato  
Commenti: 
Per 4 delle 6 sezioni di misura considerate (la cui collocazione spaziale è riportata in Figura 4), i volumi annui registrati nel 2019 sono di poco superiori rispetto a quelli medi calcolati sul decennio di confronto, mentre superano sensibilmente quelli dell’anno precedente (Figura 1), ad eccezione della sezione di San Giovanni alla Vena sull’Arno in cui l’incremento è più contenuto.
La condizione sopra descritta è coerente con quanto riportato dall’indicatore "Siccità idrologica" pubblicato nell’Annuario ISPRA 2020, ossia le mappe di SPI a 12 mesi non evidenziano condizioni di siccità per il 2019 ma al più condizioni nella norma, in particolare per l’Italia centrale e settentrionale nella prima metà dell’anno.
Nella sezione di Ripetta sul Tevere i volumi risultano in calo sia rispetto al 2018 sia al decennio precedente di circa il 15%. Per la sezione di Pontelagoscuro i volumi annui del 2019 sono di appena l’1% inferiori a quelli del decennio precedente, ma non è possibile effettuare una valutazione rispetto al 2018 giacché la serie delle portate giornaliere del 2018 è interrotta nel periodo compreso tra la fine del mese di luglio e l’inizio del mese di novembre. Si rileva un aumento consistente dei volumi nel 2019 rispetto all’anno precedente, soprattutto nella sezione di Montegalda sul Bacchiglione per la quale l’incremento raggiunge il 38%, con volumi peraltro superiori del 18% anche rispetto al decennio di confronto. Come evidenziato nell’indicatore “Precipitazioni” pubblicato nell’Annuario ISPRA 2021, infatti nelle regioni del triveneto nel 2019 stati registrati valori di precipitazione superiori alla media anche del 50%. Analogo andamento, ma in misura più contenuta, si osserva nei volumi delle sezioni sul Serchio e sull’Adige. Ancora più contenuti sono gli incrementi nei volumi associati alla sezione sull’Arno con valori superiori del 4% rispetto al 2018 e del 2% rispetto al decennio precedente. Per caratterizzare le variazioni dei deflussi di un corso d’acqua rispetto al decennio precedente, nella Figura 2 è rappresentato il valore normalizzato della portata media mensile, ottenuto dal rapporto tra le portate medie mensili registrate nel 2019 e quelle ricavate mediando i valori del decennio precedente, per il quale si dispone di una serie continua di dati. È possibile notare come nel corso del 2019 le portate medie mensili in tre delle sei sezioni di misura considerate (Adige, Arno e Bacchiglione) si sono mantenute per almeno 5 mesi al di sopra dei valori medi. Le condizioni più critiche si sono verificate tra gennaio e marzo e nel mese di ottobre. Il mese peggiore in tal senso è stato marzo, in cui non solo in tutte le sezioni la portata media mensile è stata inferiore a quella del decennio di confronto, ma per tutte le sezioni, ad eccezione di quella di Boara Pisani, il deficit di portata è stato inferiore allo 0,5, con valori inferiori allo 0,2 per le sezioni di Ripafratta sul Serchio e San Giovanni alla Vena sull’Arno. Lo stesso indicatore “Precipitazioni” pubblicato nell’Annuario ISPRA 2021 evidenzia come nel mese di marzo le precipitazioni mensili ragguagliate al territorio nazionale siano state inferiori alla media del periodo 1951-2019 del -62%. Nella maggior parte delle sezioni di misura delle portate considerate, le piene più significative si sono verificate nei mesi di febbraio, novembre e dicembre, ad eccezione della sezione di Boara Pisani sull’Adige (e in una certa misura nella sezione di Montegalda sul Bacchiglione) che risente dell’effetto dello scioglimento nivale nel periodo estivo (Figura 3). Nella Figura 5 sono elencate alcune informazioni caratteristiche delle stazioni di portata considerate.