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ERUZIONI VULCANICHE

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche registrate nel corso dell’anno e che abbiano avuto effetti significativi in termini di interferenza con le attività antropiche. Per quanto concerne l'anno di riferimento (2018), si registra un solo episodio riguardante l'Etna.
Descrizione: 
L'indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche che si sono verificate nel territorio italiano e che hanno prodotto effetti/conseguenze di rilievo sull'ambiente e sulle attività antropiche.
Scopo: 
Descrivere l'attività vulcanica, i relativi effetti ambientali e le ripercussioni sulle attività antropiche, nel territorio italiano.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Non applicabile.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile.
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it
Limitazioni: 
Nessuna.
Ulteriori azioni: 
Nessuna.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it/
Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato costruito attraverso una approfondita ricerca bibliografica dei dati necessari al suo popolamento.Tale ricerca è stata condotta per lo più on line, sui siti della Protezione Civile e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per gli eventi di maggior rilievo, si è tenuto conto delle osservazioni effettuate in sito.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018
Per ogni apparato vulcanico i dati, che scaturiscono da metodologie standardizza, sono affidabili. L'indicatore, ben fondato in termini tecnici e scientifici,è comparabile nel tempo e nello spazio.



Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L'indicatore rappresenta un fenomeno naturale, sull'origine del quale non esiste alcun controllo da parte dell'uomo. Pertanto non è possibile definire né uno stato, né un trend.
Commenti: 
La mattina del 24 dicembre 2018 è iniziata una nuova eruzione dell’Etna. L’evento è stato preceduto da uno sciame sismico. La sequenza sismica ha raggiunto, il 26 dicembre, la Magnitudo massima di 4,9. Si sono verificati effetti di fagliazione superficiale (si veda Indicatore Fagliazione superficiale).
La nube di cenere, che si è generata dalle bocche eruttive, ha prodotto un pennacchio molto alto di cenere molto scura che è stato spinto dai venti verso il quadrante sud orientale del vulcano. La ricaduta delle ceneri ha interessato principalmente i paesi di Zafferana Etnea e Santa Venerina. A causa della persistenza della cenere in atmosfera, la sera del 24 dicembre è stato chiuso l’aeroporto di Catania.
La serie storica (Tabella 3) mostra che, nel tempo, a causa dell'emissioni/ricaduta di ceneri, i disagi più comuni legati all’attività dell’Etna sono stati: seri danni all’agricoltura, chiusure di aeroporti, disagi alla viabilità, intasamento di tombini e caditoie, appesantimento di tetti e terrazzi.