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ONDOSITA

Immagine abstract
Abstract: 
Indicatore di stato dei mari italiani che rappresenta, in modalità qualitativa ordinale, il moto ondoso misurato in termini di altezza significativa d'onda.
Descrizione: 
Il moto ondoso è provocato dalla spinta del vento sulla superficie marina. Le onde sono movimenti superficiali e irregolari che non producono spostamenti orizzontali di masse d'acqua, ma semplicemente un'oscillazione delle particelle lungo un'orbita circolare o ellittica (in prossimità della costa dove le onde si frangono). La misura del moto ondoso è eseguita direttamente dall'ISPRA secondo standard e procedure conformi alle norme WMO. Vengono utilizzati dati Copernicus per la copertura dei periodi in cui non è stato effettuato il monitoraggio in-situ attraverso boe ondametriche e per le aree non monitorate da boe. I dati sono stati elaborati in funzione dell'ampiezza del moto ondoso, secondo una scala convenzionale per misurare la forza e lo stato del mare.
Scopo: 
Descrivere le frequenze delle classi di moto ondoso individuate dalla Scala Douglas, di interesse per gli studi sui cambiamenti climatici, per il trasporto marittimo, per le attività legate alla pesca, per lo studio dell'erosione costiera e per la progettazione delle opere marittime nonché per il controllo della propagazione degli inquinanti in mare.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Per questo indicatore non esistono riferimenti normativi e né obiettivi.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://dati.isprambiente.it/dataset/ron-rete-ondametrica-nazionale/
APAT - Progetto atlante costiero. Il moto ondoso lungo le coste italiane.
Limitazioni: 
La copertura di dati è ancora troppo limitata nel tempo per poter effettuare considerazioni di tipo climatico ma è sufficiente per dare una prima indicazione dell’evoluzione nel tempo.
Ulteriori azioni: 
Nel corso degli anni l'indicatore è stato costruito basandosi su diversi dataset che sono stati preventivamente comparati per verificarne a coerenza.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Per la costruzione dell'indicatore sono stati utilizzati dati estratti dai dataset Copernicus MEDSEA_ANALYSIS_FORECAST_WAV_006_017 (per il periodo 2018-2019) e MEDSEA_HINDCAST_WAV_006_012 (per il periodo 2006-2017), accessibile al seguente link:
http://marine.copernicus.eu/services-portfolio/access-to-products/
Inoltre, si è verificata la congruenza puntuale con i dati osservati dalla Rete Ondametrica Nazionale dell'ISPRA (per il periodo 2002-2014), il cui dataset è accessibile al seguente link:
http://dati.isprambiente.it/dataset/ron-rete-ondametrica-nazionale/
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
UE (Unione Europea)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Si fa riferimento alla scala indicativa dello stato del mare denominata "Scala Douglas" modificata in sole quattro classi così composte:
1°) mare calmo o poco mosso (0,00 - 0,50 m); 2°) mare mosso o molto mosso (0,50 - 2,50 m); 3°) mare agitato o molto agitato (2,50 - 6,00 m); 4°) mare grosso (>6,00 m).
Inoltre, sono state elaborate mappe di frequenze di mare calmo, mosso, agitato e grosso, per l'anno corrente e medie nel periodo dal 2006 al 2019 per il confronto con lo storico. Inoltre sono presenti grafici nei punti di monitoraggio da boa.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Mari italiani
Copertura temporale: 
2002-2020
Le metodologie di rilevazione sono del tutto coerenti con le prescrizioni della WMO, la metodologia di costruzione e la continuità delle osservazioni garantisce la comparabilità nel tempo e nello spazio dell'indicatore.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
A causa della natura stessa dell'indicatore non è possibile definire un indice complessivo dello stato. Nei mari italiani si registra una prevalenza di stato di mare mosso e calmo. Si conferma, come negli anni precedenti, che la frequenza di mare agitato più elevata si registra lungo le coste della Sardegna occidentale e della Sicilia occidentale.
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
Prendendo in considerazione la frequenza di mare mosso (Figura 4) si evidenzia una sostanziale stabilità della varianza inter-annuale (Figura 8).
In generale e maggiormente lungo le coste maggiormente esposte si è registrata una riduzione delle frequenze di mare calmo a vantaggio delle frequenze di mare mosso e agitato.
Variabili: 
Frequenza delle classi di altezza d’onda significativa.
Commenti: 
L'ondosità, classificata come stato del mare in base all'altezza significativa dell'onda, nel corso del 2020 (Figura 1), è stata in linea con le medie dei precedenti periodi di osservazione per tutti i mari italiani (Figura 2). Le mappe di frequenza (Figure da 3 a 10) forniscono informazioni puntuali sulla variabile considerata ed evidenziano il complessivo legame della stessa con l’estensione effettiva della porzione di mare sulla quale si esplica l'azione di trasferimento energetico dal vento al moto ondoso.