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RITARDO DI PROPAGAZIONE DELLA MAREA NELLA LAGUNA DI VENEZIA

Immagine abstract
Abstract: 
Un monitoraggio continuo delle variazioni nel tempo del ritardo di propagazione della marea astronomica consente di verificare i cambiamenti idrodinamici e quindi morfologici interni alla Laguna di Venezia, che deve la sua sopravvivenza al mantenimento di delicatissimi equilibri ambientali. I ritardi di propagazione della marea all'interno della laguna sono calcolati rispetto al Golfo di Venezia, appartenente alla stessa area da un punto di vista geologico, ma esente dall'intervento antropico, trovandosi in mare. I ritardi di propagazione di marea sono maggiori quanto maggiore è la distanza del punto di osservazione dalla bocca di porto a cui è sotteso. L'onda di marea impiega circa 35/40 minuti per entrare in laguna attraversando la strettoia delle tre bocche di porto, mentre occorrono circa tre ore al colmo di marea per raggiungere le aree più interne e remote.
Descrizione: 
L'escursione di marea astronomica è quel movimento oscillatorio delle acque libere derivato dal moto di rotazione della Terra attorno al proprio asse e dalle forze di attrazione gravitazionale del sistema Terra-Luna-Sole. Si manifesta con intensità variabili nei diversi mari e oceani e trova nel Mare Adriatico una delle escursioni maggiori di tutto il bacino del Mediterraneo. L'onda di marea, risalendo l'Adriatico in senso antiorario, entra in laguna attraverso le sue tre bocche di porto (Lido, Malamocco, Chioggia) e si propaga all’interno in maniera differenziata rispetto al suo comportamento in mare: la conformazione tortuosa e a fondo variabile dei canali è in grado di rallentarne l'avanzata e di smorzarne l'ampiezza. Questo indicatore misura le variazioni annuali dei ritardi medi di propagazione della marea in diversi siti all'interno della Laguna di Venezia. L'indicatore è calcolato a partire dai dati di marea rilevati presso le stazioni della Rete Mareografica della Laguna di Venezia e dell'arco costiero Nord Adriatico (RMLV), la cui struttura, organizzazione e funzionalità è descritta nel sito www.venezia.isprambiente.it.
Scopo: 
Monitorare le variazioni di lungo periodo del ritardo della propagazione della marea all'interno della Laguna di Venezia, quale indicatore dell'evoluzione morfologica del bacino lagunare.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore risponde alle esigenze conoscitive fissate nell'allegato II della Direttiva 2000/60/CE in materia di acque costiere e acque di transizione.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
- Comune di Venezia-CPSM, ISPRA, CNR-ISMAR, Previsioni delle altezze di marea per il bacino San Marco e delle velocità di corrente per il Canal Porto di Lido - Laguna di Venezia. Valori astronomici. 2021, Comune di Venezia-CPSM, ISPRA, CNR-ISMAR
- Cordella M., Zampato L., Pastore F., Tomasin A., Canestrelli P., "Le tavole annuali di marea per Venezia", Istituto Veneto LL. SS. AA. Atti 169 (2010-2011).
- D’Alpaos L. (2010) “L’evoluzione morfologica della Laguna di Venezia attraverso la lettura di alcune mappe storiche e delle sue carte idrografiche”, Comune di Venezia, Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree.
- Ferla M., Cordella M., Michielli L., Rusconi A., "Long-term variations on sea level and tidal regime in the lagoon of Venice”, Estuarine, Coastal and Shelf Science 75 (2007) 214-222.
- Ferrarin C., Tomasin A., Bajo M., Petrizzo A., Umgiesser G., "Tidal changes in a heavily modified coastland wetland", Continental Shelf Review 101 (2015) 22-23.
- Goldmann A. et al. (1975), Characteristic of the tidal wave in the lagoon of Venice, Venice Scientific Center.
- IOC (1985), "Manual on sea level measurement and interpretation", UNESCO.
- Magistrato alle Acque di Venezia - Ufficio Idrografico, Annali Idrologici.
- Matticchio B., Carniello L., Canesso D., Ziggiotto E., Cordella M. "Recenti variazioni della propagazione della marea in Laguna di Venezia: effetti indotti dalle opere fisse alle bocche di porto" in D'Alpaos L. (ed.) "La Laguna di Venezia e le nuove opere alle bocche", Istituto Veneto di Lettere Scienze e Arti, 2017, Venezia.
- Polli S. (1952), "Propagazione della marea nella laguna di Venezia", Annali di Geofisica, vol. n. 2. pp. 273-292.
- Polli S. (1960), “La propagazione delle maree nell’Adriatico”, Atti del IX convegno dell’Associazione Geofisica Italiana.
- Sposito A. e Vultaggio M., (1988), "Analisi armonica e previsione della marea", Giannini Editore.
- www.venezia.isprambiente.it
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Oraria e ad ogni 10 minuti
Accessibilità dei dati di base: 
www.venezia.isprambiente.it,
www.comune.venezia.it/maree
Fonte dei dati di base: 
Centro Previsioni e Segnalazioni Maree - Comune di Venezia
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
A partire dalle serie storiche dei dati di marea osservati nelle varie stazioni della laguna, si effettua per ciascuna stazione il calcolo delle componenti della marea astronomica mediante la scomposizione in armoniche. Per ogni componente si ottengono un ritardo e un'ampiezza. Il ritardo viene riferito congiuntamente alle sette componenti armoniche principali, ponderando il ritardo della singola componente per la relativa altezza. Il ritardo complessivo della singola stazione viene infine calcolato relativamente alla stazione di Piattaforma Acqua Alta, ubicata a 8 miglia nautiche al largo delle coste veneziane, considerata rappresentativa del bacino del Nord Adriatico.
A decorrere dall'anno 2020, sono entrate in funzione le barriere mobili del Mo.S.E. alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, che escludono la laguna dalla naturale oscillazione mareale per proteggere Venezia e la sua laguna da talune acque alte, in funzione della loro prevista severità. I dati registrati dalle stazioni interne alla laguna sono stati depurati dei dati in corrispondenza delle chiusure delle barriere mobili, fino a 6 ore dopo la riapertura, tempo stimato per il riequilibrio degli assetti idraulici lagunari.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Laguna di Venezia
Copertura temporale: 
1989-2020
L'indicatore presenta una buona rilevanza per la misura delle caratteristiche di propagazione della marea in laguna, in particolare per monitorarne l'andamento nel lungo periodo a fronte di modifiche morfologiche della stessa. L'affidabilità è ottima. Le rilevazioni mareografiche sono state gestite dall'Ufficio Idrografico del Magistrato alle Acque di Venezia, successivamente dall'APAT e infine da ISPRA. Le procedure di spoglio, trattamento, validazione, archiviazione del dato (comuni a tutte le stazioni) sono state mantenute nel tempo e sono in linea con le prescrizioni dall’Intergovernmental Oceanographic Commission (IOC). Inoltre, nel corso del 2015 il processo di validazione dei dati mareografici della RMLV è stato inserito nel dominio di certificazione ISPRA UNI EN ISO 9001:2015. Sono state selezionate le serie temporali con la maggiore copertura e continuità nel tempo per garantire la migliore completezza dell'informazione. La comparabilità spaziale è ottima: l'affidabilità delle procedure è confermata dalla coerenza interna dei risultati.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
La Laguna di Venezia è storicamente un ambiente in naturale equilibrio instabile, essendo esposta sia al rischio di interramento, dovuto all'apporto dei sedimenti fluviali, sia al rischio di trasformarsi in un braccio di mare, perdendo la specificità di ambiente di transizione. Per ovviare al rischio di progressivo interramento della laguna sono stati condotti nei secoli scorsi poderosi interventi di ingegneria fluviale, che hanno portato alla deviazione dei maggiori fiumi che sversavano originariamente al suo interno o comunque in prossimità delle bocche di porto (Piave, Sile, Brenta, Adige, Po). L'altro pericolo, proveniente dal mare, è stato gestito rinforzando parte dei litorali sabbiosi che separano la Laguna di Venezia dal Mare Adriatico (i cosiddetti "murazzi" del Lido e di Pellestrina). Le bocche di porto sono state protette da lunghe dighe foranee al fine di garantirne la navigabilità e scongiurare la formazione di barre costiere, di ostacolo alla navigazione. Recenti, infine, sono i lavori alle bocche di porto per gli alloggiamenti al fondale delle barriere mobili contro le inondazioni da alta marea (il cosiddetto "Mo.S.E."). Fatta questa premessa di carattere generale, è necessario definire una condizione standard di riferimento alla quale sia possibile ricondursi per effettuare confronti nel tempo. Tale condizione standard viene identificata nella Piattaforma Acqua Alta, stazione situata a 8 miglia marine al largo delle coste veneziane. Tale punto di monitoraggio ha il pregio di condividere le caratteristiche generali del bacino del Nord Adriatico e di essere al contempo esente da tutte le opere alle bocche di porto. Rispetto all'andamento sostanzialmente stabile della marea astronomica registrata a Piattaforma, notevoli sono invece le modifiche all'interno della Laguna di Venezia, con risposte differenziate nei vari siti proposti nell'analisi. La marea entra, infatti, in laguna attraverso le tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia. Successivamente l'onda di marea si propaga attraverso un articolato sistema di canali naturali meandriformi, interagendo con i bassi fondali, le velme e le barene, tipiche di un sistema lagunare complesso. Maggiore è il percorso che l'onda di marea percorre, maggiori sono gli attriti che subisce, vedendo così modificarsi la sua ampiezza e rallentando progressivamente il suo avanzare. Nel caso dei canali artificiali, dal corso rettificato, tale capacità inerziale viene sostanzialmente soppressa. Per rendere conto di tale complessità, sono stati scelti dei siti di monitoraggio molto diversi per le condizioni naturali/artificiali di cui sono rappresentativi (Figura 1). Si è cercato, inoltre, di dare una copertura omogenea all'intero specchio lagunare, monitorando sia stazioni appena all'interno delle bocche di porto, sia stazioni più interne alla laguna, fino al contermine lagunare.
I ritardi di propagazione della marea all'interno della laguna aumentano a partire dal 2003/2004, anni di inizio dei lavori di costruzioni delle barriere mobili alle bocche di porto per la difesa dalle acque alte. La crescita è particolarmente veloce fino al 2010, quando tende gradualmente a ridursi, fino a mostrare una sostanziale stabilità in tutta la laguna dal 2014/2015.
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
Nella valutazione del trend pesano negativamente le variazioni dei ritardi di propagazione della marea a partire dal 2003-2004, sintomo di un equilibrio idraulico instabile. Inoltre, come descritto nei commenti, l'entità di tali variazioni non è omogenea in laguna. Le modifiche ai ritardi di propagazione hanno un impatto rilevante sulle correnti di marea, sui processi erosivi e sulla perdita di sedimento lagunare, all’origine di un aumento della profondità media, con conseguenze negative sulla flora acquatica che naturalmente frena l’erosione di sedimento. Tali fenomeni portano ad aggravare la trasformazione della laguna da ambiente di transizione a braccio di mare, con conseguenze negative per la modifica degli habitat che ospita e la pressione esercitata sulla flora e fauna presenti.
Le forti variazioni dei ritardi di propaganzione della marea degli anni 2003/2004 fino al 2010 testimoniano un violento cambiamento degli equilibri idraulici interni alla laguna. Al netto di lievi variazioni locali per assestamenti locali, il trend attualmente appare stabile in tutta la laguna.
Variabili: 
Ritardo di propagazione della marea
Commenti: 
La sostanziale stabilità dei ritardi di propagazione dell'onda di marea astronomica dall'inizio degli anni '90 si interrompe in tutte le stazioni della laguna a partire dal biennio 2003/2004 (Figura 2, area gialla): è apprezzabile un aumento dei ritardi di propagazione della marea all'interno della laguna rispetto alla stazione di Piattaforma, presa come riferimento della marea in mare e i cui ritardi rimangono stabili nel tempo. L'aumento dei tempi di propagazione si distribuisce in maniera eterogenea all'interno della laguna: nel biennio 2019-2020, il ritardo dell'onda di marea è maggiore di quasi 20 minuti in Laguna Nord (Burano, Grassabò) e di circa 15 minuti in Laguna Sud (Chioggia) rispetto al biennio 2003/2004. Il centro storico di Venezia ha un aumento dei tempi di propagazione di 15 minuti (Sant'Erasmo, Punta Salute). Per quanto riguarda la Laguna Centrale, attualmente a Faro Rocchetta il ritardo è aumentato di circa 15 minuti minuti e a Valle Averto di 25 minuti, rispetto al passaggio dell'onda di marea in mare aperto (Piattaforma) (Figura 2). Tali risultati, eterogenei tra di loro, portano a fare alcune considerazioni di carattere generale: tutta la Laguna di Venezia ha subito, nel suo complesso, variazioni significative dell'assetto mareale (Tabella 1). La non omogeneità di tali variazioni suggerisce che l'idrodinamica lagunare sia mutata in modo rilevante, e si siano modificati i limiti delle aree soggette all'influsso di una bocca di porto rispetto un'altra (fasce di partiacque). In particolare, in base a tali evidenze, la bocca di Lido ha ampliato la sua area di influenza e si è invece ridotta quella governata dalla bocca di Malamocco. Questi risultati implicano anche modifiche all’assetto delle correnti di marea, conseguendone un’intensificazione delle correnti governate dalla bocca di Lido rispetto a quelle governate dalla bocca di Malamocco. La configurazione della bocca di Lido ha subito numerosi interventi, in particolare: la creazione dell'isola artificiale che di fatto separa nettamente i flussi diretti verso l'estrema laguna settentrionale (Burano, Grassabò) rispetto all'area della città storica (Sant'Erasmo, Punta Salute). È inoltre da ricordare la realizzazione della lunata di protezione della bocca di porto dalle mareggiate di scirocco (intervento replicato anche nelle altre bocche di porto). Per quanto riguarda la bocca di Malamocco, invece, è stata ridotta l'ampiezza per costruire la conca di navigazione, progettata per permettere la funzionalità del porto commerciale anche in caso di chiusura delle paratoie mobili. La modifica degli assetti idraulici lagunari comporta conseguenze sulla morfologia della laguna stessa, a partire dalla maggiore/minore energia locale in gioco che determina l'erosione e la sospensione dei sedimenti e conseguente progressiva perdita delle specifiche caratteristiche proprie degli ambienti di transizione, tipiche di uno specchio lagunare.
L'indicatore, aggiornato annualmente, consente di monitorare le variazioni di lungo periodo degli assetti idraulici della laguna di Venezia.