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NUMERO DEI CASI DI ALTE MAREE

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore riporta il numero dei casi annui dei massimi di marea, per classi di altezza, rilevati presso la stazione di Venezia - Punta della Salute, rappresentativa del centro storico cittadino. Monitorare l'andamento delle classi di marea alte e medio-alte (superiori agli 80 cm) consente di controllare la pressione prodotta sia sul centro storico (effetti sulla tenuta delle rive e degli edifici), sia sulla laguna veneta da un punto di vista ambientale (effetti sulla vegetazione degli ambienti barenali e sulla maggiore erosione delle rive naturali).
Il 2019 è stato un anno eccezionale per il verificarsi di ben 28 casi di “acqua alta”, cioè superamenti di soglia 110 cm, valore record dell’intera serie storica.
A partire dal 2020, l’attivazione delle paratoie del Mo.S.E. ha portato a una differenziazione del numero di casi di acqua alta tra laguna e mare, condizione che ha imposto una modifica nel metodo di calcolo dell’indicatore rispetto a come veniva aggiornato in passato. Dal 2020 si propone quindi l’aggiornamento di sole due classi di altezza (≥ +80 cm e ≥ +110 cm), utilizzando registrazioni mareografiche provenienti sia dalla stazione storica lagunare di Venezia - Punta della Salute, che dalla stazione di Piattaforma Acqua Alta, posta questa in mare, a circa 8 miglia nautiche al largo dalla costa veneta.
Descrizione: 
Il numero dei casi di massimi di marea, suddivisi per classi di altezza, è utile per rappresentare il numero di allagamenti del centro storico veneziano. I livelli sono riferiti allo Zero Mareografico di Punta Salute 1897 (ZMPS), piano adottato come riferimento convenzionale per la misura dei livelli di marea delle stazioni mareografiche situate nella Laguna di Venezia e nel braccio di mare antistante la costa veneta.
L'indicatore si basa sui dati di marea rilevati presso la stazione di Venezia - Punta della Salute (lato Canale della Giudecca), appartenente alla Rete Mareografica della Laguna di Venezia e dell'arco costiero Nord Adriatico - RMLV (ISPRA) e, dal 2020, anche sui dati rilevati presso la stazione di Piattaforma Acqua Alta, appartenente alla rete telemareografica del Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia.
Scopo: 
Monitorare i casi di allagamento dell'area urbana veneziana causati dai livelli di marea superiori ai più elevati valori astronomici. Inoltre, l'andamento risulta utile a monitorare i cambiamenti in atto a Venezia (e con buona approssimazione nell’intera laguna veneta) e nell’arco costiero Nord Adriatico, dimostrandosi una base solida sulla quale impostare strategie di adattamento e mitigazione per il futuro. Dal 2020 viene riportato il numero di superamenti della soglia più elevata (≥ 110 cm) registrati sia in laguna che in mare aperto, in modo da misurare in maniera indiretta funzionamento e utilizzo delle paratoie mobili alle bocche di porto (Mo.S.E.).
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore risponde alle esigenze conoscitive fissate dalla Direttiva 2000/60/CE in materia di acque costiere e acque di transizione e dalla Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
- AA.VV. (2020): “Novembre 2019 un mese di maree eccezionali. Dinamica e anomalia dell’evento del 12 novembre 2019” da http://www.venezia.isprambiente.it/ispra/index.php?action=download&upload_id=173884;
- Battistin D., Canestrelli P., (2006), "1872-2004 La serie storica delle maree a Venezia", pubbl. interna, Comune di Venezia - Istituzione CPSM;
- Comune di Venezia-CPSM, ISPRA, CNR-ISMAR, Previsioni delle altezze di marea per il bacino San Marco e delle velocità di corrente per il Canal Porto di Lido - Laguna di Venezia. Valori astronomici. 2021, Comune di Venezia-CPSM, ISPRA, CNR-ISMAR.
Limitazioni: 
L'indicatore è significativo per il centro storico veneziano e, generalmente, per la Laguna di Venezia nel suo complesso. Tuttavia, in condizioni meteorologiche particolari, il raggiungimento di determinate quote di marea non è omogeneo in tutta la laguna. Tipicamente queste differenze si registrano in presenza di forti venti locali (Bora, in particolare, e Scirocco) che sono in grado di provocare sovralzi differenziati all'interno della Laguna di Venezia.
Non è possibile esportare le classi di altezza della marea così definite ad altre località, ubicate in zone diverse dal Golfo di Venezia. La definizione delle altezze di marea per cui è significativo calcolarne la frequenza di superamento dipende anzitutto dal comportamento della marea astronomica nel sito di interesse e, in secondo luogo, dalle soglie di attenzione e allarme per il pericolo allagamenti, specifici di ogni luogo.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Oraria e ad ogni 10 minuti
Accessibilità dei dati di base: 
Il presente indicatore si basa sui dati validati reperibili alla sezione DATI del sito web www.venezia.isprambiente.it. I dati sono liberamente scaricabili dall'utente.
Fonte dei dati di base: 
Centro Previsioni e Segnalazioni Maree - Comune di Venezia
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Frequenza assoluta dei massimi di marea superiori o uguali a 80 cm e superiori o uguali a 110 cm.
A partire dal 2020, l’attivazione delle paratoie mobili del Mo.S.E. ha portato a una differenziazione del numero di casi di acqua alta registrati tra laguna e mare. Per la classe ≥ 80 cm, dal 2020 vengono riportati i casi effettivamente verificatisi nel centro storico veneziano, con l’aggiunta differenziata dei “casi mancati“, ovvero misurati soltanto esternamente alla laguna ma che si sarebbero di certo verificati anche all'interno senza l’azionamento delle paratoie mobili. Per la classe ≥ 110 cm, dal 2020 si riportano i casi registrati a Punta della Salute parallelamente a quelli registrati a Piattaforma Acqua Alta; tale rappresentazione permette di dare continuità alle osservazioni nel tempo.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Venezia centro storico, laguna veneta e porzione di mare antistante la costa veneta.
Copertura temporale: 
1924-2020
Le elaborazioni sono effettuate sui livelli di marea osservati presso la stazione di Venezia - Punta della Salute (Canale della Giudecca) e, dal 2020, anche sui livelli di marea osservati presso la stazione a mare di Piattaforma Acqua Alta, posta a circa 8 miglia nautiche al largo dalla costa veneta.
Il piano di riferimento a cui si riferiscono sia i livelli a mare che quelli in laguna è lo Zero Mareografico di Punta della Salute 1897 (ZMPS), solidale col suolo della città di Venezia. Pertanto, pur in presenza di variazioni significative del livello medio del mare (vedi indicatore "Crescita del livello medio del mare a Venezia"), le zone soggette ad allagamento a una determinata quota sono le stesse anche a distanza di decenni: è la frequenza degli allagamenti alla medesima quota a variare negli anni. Avere un livello di riferimento solidale col suolo veneziano garantisce in altre parole l’omogeneità delle misure nel tempo. La rilevanza dell'indicatore è ottima. Le metodologie di rilevazione, trattamento, validazione e archiviazione dei dati del livello di marea, alla base del calcolo delle classi di frequenza delle altezze, sono mantenute nel tempo e sono in linea con le prescrizioni dall’Intergovernmental Oceanographic Commission (IOC). Inoltre, nel corso del 2015 il processo di validazione dei dati mareografici della RMLV è stato inserito nel dominio di certificazione ISPRA UNI EN ISO 9001:2015.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Dopo un 2018 con un numero di superamenti delle soglie più elevate in linea con i valori medi dell’ultimo decennio, il 2019 (e in particolare gli ultimi suoi due mesi) si mostra assolutamente eccezionale per i numeri registrati nelle classi di altezza più elevate. Si segnalano, infatti, ben 28 superamenti della soglia 110 cm, valore ragguardevole se si pensa che il secondo anno per numero di eventi è stato il 2010 con 18 (Figura 2). Inoltre, di questi 28 casi, i 5 con valore più elevato sono ad oggi ricompresi tra i primi 20 dell’intera serie storica.
Nel 2020, il centro storico veneziano ha visto registrare 2 superamenti di quota 110 cm sullo ZMPS, mentre in mare il numero ha raggiunto i 16 casi, uno dei valori più elevati dell’intero periodo (Figura 2).
Relativamente alla soglia ≥ 80 cm (quota minima a cui Piazza San Marco inizia a essere allagata), a Venezia si sono registrati 86 casi, 13 in meno rispetto a quanti se ne sarebbero di certo verificati senza l’azionamento delle paratoie mobili (Figura 1).
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
L'aumento della frequenza dei casi di acqua alta è evidente per entrambe le classi di altezza. Il 2010 registra il record per la classe di altezza ≥ 80 cm (195 casi, Figura 1), mentre è il 2019 a spiccare per l'eccezionalità dei numeri registrati nella classe di altezza ≥ 110 cm, cioè quegli eventi comunemente chiamati "acque alte" (28 casi, Figura 2).
Il 2020 ha registrato 16 casi di superamento della soglia 110 cm, valore considerevole che conferma la tendenza crescente in atto dal 2009.
Variabili: 
La classe di altezza che rappresenta al meglio la pressione ambientale risulta essere quella inferiore (≥ 80 cm).
Commenti: 
Il netto aumento della frequenza dei casi di acqua alta a partire dal 2009 risulta evidente in entrambe le classi di altezza.
L’aumento della frequenza delle maree ≥ 80 cm è strettamente collegato al rapido crescere del livello medio del mare. Agli effetti evidenti legati alla vita quotidiana nel centro storico veneziano si aggiungono quelli che hanno come conseguenza impatti ambientali rilevanti come una più intensa erosione dei litorali e delle barene interne alla laguna, la perdita di habitat naturali, nonché la risalita del cuneo salino, in grado questo di alterare il chimismo delle acque interstiziali delle argille superficiali, acutizzando il problema della subsidenza per collasso degli strati argillosi stessi.
Relativamente alla classe di maree ≥ 80 cm (Figura 1), si posizionano al primo e secondo posto rispettivamente il 2010 (195 casi) e il 2014 (189 casi), seguiti dal 2013 (terzo con 151 casi) e dal 2019 (quarto con 134 casi), con valori comunque ben superiori ai 99 casi del 2020 (86 misurati più 13 teorici).
Come detto, dal 2020 l’azionamento delle paratoie mobili alle bocche di porto (Mo.S.E.) influenza in modo differente la frequenza delle diverse classi di altezza di marea all’interno della Laguna di Venezia. Proprio per questo motivo, e in particolare per la classe rappresentante gli eventi più estremi (picchi di marea ≥ 110 cm sullo ZMPS), si è reso necessario supportare la serie storica lagunare effettuando le medesime analisi statistiche su una stazione mareografica posta a mare, in modo da giungere alla corretta informazione sulle tendenze climatologiche in corso.
Nel 2020, grazie all’azionamento del Mo.S.E., il centro storico veneziano ha registrato 2 soli superamenti di quota 110 cm, mentre in mare il numero ha raggiunto 16 casi, uno dei valori più elevati dell’intera serie storica (Figura 2).