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BENI CULTURALI ESPOSTI A PERICOLOSITA' VULCANICA

Immagine abstract
Abstract: 
I beni culturali che ricadono nella zona stimata da ISPRA a pericolosità elevata sono 3.367 pari all' 1,6% mentre quelli ricadenti nel buffer a pericolosità moderata sono 6.633 pari al 3,2% del totale dei beni culturali italiani.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sui beni culturali esposti a pericolosità vulcanica sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR (Vincoli in Rete) curata dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) e la mappa dei vulcani attivi e dei buffer di pericolosità realizzata da ISPRA sulla base della cartografia disponibile. I due buffer, quello di pericolosità vulcanica elevata (colate, flussi piroclastici, falls e ceneri) e quello di pericolosità vulcanica moderata (falls e ceneri), sono stati realizzati per interpolazione cautelativa delle carte di pericolosità (ove disponibili) prodotte dalle relative autorità competenti (es. Osservatorio Vesuviano, INGV, Protezione Civile), da Università e Istituti di ricerca.
Scopo: 
Fornire una stima a scala nazionale dei beni culturali esposti a pericolosità vulcanica.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
-
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esiste una specifica normativa per il rischio vulcanico e i beni culturali.
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/vulcani_attivi.wp
http://srv1.rm.ingv.it/srv1/srv

Limitazioni: 
Le limitazioni principali del presente indicatore sono legate all'attuale definizione delle zone a diversa pericolosità vulcanica.
Ulteriori azioni: 
Azioni previste in futuro per aumentare la qualità e il dettaglio del presente indicatore saranno volte principalmente al miglioramento della zonazione di pericolosità vulcanica (analisi per la migliore caratterizzazione spaziale e tipologica delle zone soggette a colate e/o prodotti di ricaduta).
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di base sul patrimonio culturale italiano sono reperibili e consultabili al seguente indirizzo:
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login
Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Protezione Civile
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Buffering, intersezione e analisi spaziale in ambiente GIS di diverse banche dati.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018
I dati sono documentati e di qualità nota. L'indicatore, semplice e facile da interpretare, risulta comparabile nello spazio e nel tempo. Le uniche limitazioni derivano dalla scelta delle dimensioni dell'intorno considerato (buffer) che non sono standardizzate.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
In mancanza di parametri oggettivi di riferimento, la valutazione dello stato non è definibile.
Anche il trend dell’indicatore non è valutabile. Non sono state apportate variazioni sulle estensioni dei buffer relativi alla pericolosità vulcanica e pertanto non è possibile stimare una variazione dell’indicatore. La lieve variazione del numero totale di beni esposti rispetto all'edizione dello scorso anno, deriva da correzioni della base dati sia qualitative (geolocalizzazione), sia quantitative (integrazione del numero dei beni).
Commenti: 
I beni culturali che ricadono nel buffer di pericolosità elevata sono 3.367, pari all' 1,6% del totale dei beni culturali, mentre quelli ricadenti nel buffer a pericolosità moderata sono 6.633, pari al 3,2% del totale.

Tra i beni culturali esposti a elevata pericolosità vulcanica possiamo ricordare in particolare, nella regione Campania, il centro storico di Napoli e i siti archeologici di Pompei ed Ercolano (Figura 1).
Sempre nella stessa regione la Reggia di Caserta si trova in area a pericolosità moderata.

Per quanto riguarda la regione Sicilia, nell’area a pericolosità elevata, ricadono il parco dell’Etna e le isole Eolie con i loro ecosistemi unici e il centro storico di Acireale; nell’area a pericolosità moderata ricadono i centri storici di Catania e Taormina, con l’area archeologica di Giardini-Naxos.
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