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CLIMATOLOGIA LAGUNARE

Immagine abstract
Abstract: 
Le variabili meteorologiche osservate nella Laguna di Venezia (le pressioni atmosferiche medie annuali, le precipitazioni totali annuali, il numero di giorni piovosi e le anomalie termiche) consentono di fotografare i mutamenti climatici in atto.
Nel corso del 2020, in presenza di una pressione media annua appena al di sopra della media del periodo (+0,6 mbar), sono stati registrati 759 mm di pioggia (-9% rispetto alla media) nell’arco di 75 giorni piovosi, mentre le temperature continuano a mostrarsi in tendenziale e continuo aumento.
Descrizione: 
L'indicatore si propone di monitorare le variazioni annuali della pressione atmosferica media, dell'ammontare totale delle precipitazioni, del numero dei giorni piovosi e delle anomalie delle temperature medie, quali espressione locale dei cambiamenti climatici in atto.
La Laguna di Venezia è un'area estremamente importante non solo per il patrimonio storico-culturale (Sito UNESCO dal 1987), ma anche perché è uno specifico sito di interesse nazionale per la flora e la fauna presente: gran parte della laguna è infatti area SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di Protezione Speciale). È uno dei più importanti siti europei di passo e nidificazione per l'avifauna migratrice, tutelati dalle specifiche Direttive 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e 2009/147/CE (Direttiva Uccelli). Infine, parte della Laguna di Venezia è inserita nella lista delle zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (1971).
Scopo: 
Monitorare le variazioni climatiche locali. Essendo la Laguna di Venezia un'area particolarmente sensibile alle variazioni climatiche e alle sue immediate ricadute per quanto riguarda la crescita del livello medio del mare, è di notevole interesse monitorare con continuità anche altre grandezze fisiche che possono contribuire, sia in maniera diretta (regime delle pressioni) sia indiretta (precipitazioni e variazioni della temperatura), a modificare i delicati equilibri lagunari e dell'antistante fascia litoranea.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore risponde alle esigenze conoscitive fissate nell'allegato II della Direttiva 2000/60/CE in materia di acque costiere e acque di transizione.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
- Osservatorio della Laguna e del territorio del Comune di Venezia (www.atlantedellalaguna.it);
- Smart M., Vinals M., (2005) "La Laguna di Venezia: zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar", Provincia di Venezia;
- Magistrato alle Acque di Venezia - Ufficio Idrografico, Annali Idrologici.
- ISPRA (2021) "Bollettino Meteo-Mareografico - Laguna di Venezia - Anno 2020" (www.venezia.isprambiente.it).
Limitazioni: 
Al momento non si dispone di una base climatologica consistente per valutare i cambiamenti climatici come da linee guida del World Meteorological Organization (WMO), specialmente per quanto riguarda le temperature. Tuttavia, la serie storica disponibile indica in maniera incontrovertibile una variazione delle anomalie termiche, la cui entità è tale da non poter essere trascurata.
Ulteriori azioni: 
Aumentare la robustezza dell'indicatore mantenendo attivo il monitoraggio continuo delle grandezze fisiche selezionate.
Frequenza rilevazione dati: 
Oraria e ad ogni 10 minuti
Accessibilità dei dati di base: 
www.venezia.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ARPAV (Arpa Veneto)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
- Per la pressione atmosferica: media aritmetica annuale della pressione osservata, con campionamento ogni 10 minuti (fino al 2019) e ogni 5 minuti (dal 2020);
- Per le precipitazioni: sommatoria annuale delle precipitazioni registrate ogni 10 minuti (fino al 2019) e ogni 5 minuti (dal 2020) e numero dei giorni piovosi (giorni con minimo 1 mm di pioggia registrata);
- Per la temperatura: anomalie annuali e mensili calcolate rispetto alla media del periodo.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Laguna di Venezia
Copertura temporale: 
1986-2020
La laguna è un ambiente di transizione, pertanto è caratterizzata da un microclima costiero specifico. L'indicatore pertanto è rappresentativo del Lido di Venezia, del centro cittadino, dell'ambiente lagunare e dell'antistante fascia litoranea. La continuità delle osservazioni ne garantisce la comparabilità nel tempo. Le metodologie di rilevazione sono del tutto coerenti con le prescrizioni WMO, pertanto risulta ottima la comparabilità nello spazio.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Le grandezze fisiche considerate (nello specifico la pressione atmosferica media annuale, l'ammontare delle precipitazioni annue e il numero dei giorni piovosi) mostrano nell’ultimo periodo una marcata variabilità, con una tendenza all'aumento dell’estremizzazione dei fenomeni meteorologici. Nel 2020 si rileva una pressione media annua appena al di sopra della media del periodo 1986-2020 (+0,6 mbar) e un totale di pioggia caduta pari a 759 mm, inferiore di circa il 28% rispetto all’anno precedente e del 9% rispetto alla media dell’intero periodo. Per quanto riguarda le temperature, le anomalie delle massime degli ultimi anni si presentano costantemente al di sopra del valore medio del periodo sulle quali sono state calcolate (1986-2020). Sempre per le temperature massime, per la prima volta viene mostrato l’andamento delle anomalie termiche mensili registrate nel 2020 rispetto alle medie mensili del periodo di riferimento 1986-2019 (Figura 3): l’anomalia termica maggiore è quella rappresentata da febbraio 2020, con +4,1 °C.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Le serie analizzate della pressione atmosferica (media annuale) e delle precipitazioni (ammontare annuo e numero di giorni piovosi) registrano un netto aumento della variabilità a partire dalla metà degli anni '90, con una tendenza all'incremento del numero dei fenomeni meteorologici estremi. Per quanto riguarda le temperature massime, le anomalie calcolate sul periodo 1986-2020 si presentano in costante crescita. L’ultimo decennio si attesta infatti come il periodo mediamente più caldo dei trentacinque anni in analisi: il 2020 conferma questa tendenza, posizionandosi come il terzo anno più caldo dall’inizio della serie per le temperature massime, con un’anomalia di +1,5˚C rispetto alla media dell’intero periodo (Figura 4). Tutte le indicazioni emerse concordano nel definire negativo il trend in atto.
Variabili: 
Temperatura dell'aria, pressione atmosferica e precipitazioni
Commenti: 
La pressione atmosferica media annua è strettamente associata al regime piovoso: a una bassa pressione atmosferica corrisponde un tendenziale aumento delle precipitazioni e viceversa (Figura 1). Nel corso del periodo di riferimento è da evidenziare una tendenziale diminuzione barometrica media e un contemporaneo aumento della variabilità nei regimi pressori stessi. Notevoli sono, infatti, le violente oscillazioni dei campi di pressione media, i quali hanno un’evidente ricaduta sull’ammontare totale delle precipitazioni: si veda, a solo titolo di esempio, l’eccezionale variazione tra il 2010 e 2011 e ancora tra il 2014 e il 2015. Complessivamente, nel 2020 si registra una pressione media annua appena al di sopra della media dell’intero periodo (+0,6 mbar) e un totale di pioggia caduta pari a 759 mm, quantitativo inferiore di circa il 28% rispetto a quanto fatto registrare l’anno precedente e di circa il 9% rispetto alla media dell’intero periodo.
L’andamento annuale delle precipitazioni totali e dei giorni piovosi (Figura 2) mostra un primo periodo (1986-1994) sostanzialmente stabile per l’ammontare delle precipitazioni e il numero di giorni piovosi (mediamente 784 mm e 77 giorni piovosi per anno). Dal 1995 in poi, l’equilibrio diventa progressivamente instabile con forti variazioni tra anni più piovosi (2004, 2008, 2010, 2013, 2014) e anni maggiormente secchi (1997, 1998, 2000, 2003, 2011, 2012 e 2015). In particolare, il 2011 e il 2015 sono gli anni più secchi dell’intera serie storica, con circa il 35% di pioggia caduta in meno rispetto alla media dell'intero periodo di riferimento (837 mm).
La maggiore variabilità registrata nelle precipitazioni totali annuali si riflette anche sul numero di giorni piovosi, che mostra un andamento piuttosto stabile tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90. Successivamente, fino ai primi anni 2000, aumentano le oscillazioni interannuali. È dal 2003 che le variazioni diventano acute, a volte nemmeno allineate tra i valori di pioggia totale e di giorni piovosi, presentando spesso un ammontare di precipitazioni molto alto in un numero di giorni piovosi relativamente basso, correlazione che tende a spiegare il manifestarsi di fenomeni meteorologici sempre più severi. Nel 2020 sono stati registrati 75 giorni piovosi, cioè 5 giorni in meno rispetto alla media del periodo (80 giorni), in un anno in cui le precipitazioni totali si sono attestate sotto alla media del periodo di circa il 9% (759 mm rispetto a 837 mm).
Oltre che alle precipitazioni, le variazioni di pressione (registrate nel periodo in esame) sono correlate anche alle variazioni del livello del mare e, di conseguenza, al numero di casi di “acqua alta”, come descritto nei relativi indicatori.
Parallelamente alle variazioni pressorie e delle precipitazioni, risulta significativo anche il trend delle temperature: l’anomalia, calcolata come differenza tra le medie annuali e la media dell'intero periodo di osservazione (1986-2020), segna un aumento tendenziale delle temperature massime (Figura 4). Dal grafico emerge una chiara discontinuità tra gli anni ‘90 e 2000, momento della decisa variazione nell’andamento delle temperature medie nel corso dell’ultimo trentennio. Complessivamente, l’ultimo decennio si attesta come il periodo mediamente più caldo dei trentacinque anni in analisi: il 2020 conferma questa tendenza, posizionandosi come il terzo anno più caldo dall’inizio della serie per le temperature massime, con un’anomalia di +1,5˚C rispetto alla media dell’intero periodo.
Sempre per le temperature massime, resta da commentare l’andamento delle anomalie termiche mensili registrate nel 2020 rispetto alle medie mensili del periodo di riferimento 1986-2019 (Figura 3). Questi scostamenti danno una stima di quanto i valori di temperatura massima siano o meno in linea con il periodo considerato: si evidenzia come febbraio risulti il mese con valori massimi ben più elevati della media (+4,1°C), seguito a distanza da aprile, gennaio e dicembre.