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BENI CULTURALI ESPOSTI A PERICOLOSITA' SISMICA

Immagine abstract
Abstract: 
Al 31 dicembre 2018, nei comuni classificati come zone in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è alta, sono situati 12.136 beni, pari al 5,9% del totale.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce il numero dei beni culturali esposti a pericolosità sismica sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR (Vincoli in Rete) curata dall’ ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro); la nuova classificazione sismica così come recepita da parte delle regioni e delle province autonome a seguito dell'Ordinanza PCM del 20 marzo 2003, n. 3274.
Scopo: 
Fornire un quadro preliminare a scala nazionale, regionale e comunale del patrimonio culturale esposto a pericolosità sismica.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003
OPCM n. 3519 del 28 aprile 2006
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Dipartimento della protezione civile, 2015, Classificazione sismica al 2015.
Recepimento da parte delle Regioni e delle Province autonome dell'Ordinanza PCM 20 marzo 2003, n. 3274.
Atti di recepimento al 1° giugno 2014. Abruzzo: DGR 29/3/03, n. 438. Basilicata: DCR 19/11/03, n. 731. Calabria: DGR 10/2/04, n. 47. Campania: DGR 7/11/02, n. 5447. Emilia Romagna: DGR 21/7/03, n. 1435. Friuli Venezia Giulia: DGR 6/5/10, n. 845. Lazio: DGR 22/5/09, n. 387. Liguria: DGR 19/11/10, n. 1362. Lombardia: DGR 11/7/14, n. X/2129 Marche: DGR 29/7/03, n. 1046. Molise: DGR 2/8/06, n. 1171. Piemonte: DGR 12/12/11, n. 4-3084. Puglia: DGR 2/3/04, n. 153. Sardegna: DGR 30/3/04, n. 15/31. Sicilia: DGR 19/12/03, n. 408. Toscana: DGR 26/5/14, n. 878. Trentino Alto Adige: Bolzano, DGP 6/11/06, n. 4047; Trento, DGP 27/12/12, n. 2919. Umbria: DGR 18/9/12, n. 1111. Veneto: DCR 3/12/03, n. 67. Valle d'Aosta: DGR 4/10/13 n. 1603
Limitazioni: 
L'indicatore risente di approssimazioni dovute alla scala di analisi, effettuata su base comunale. Il dato di pericolosità sismica su base comunale stabilisce il livello minimo di dettaglio.
Ulteriori azioni: 
Azioni future volte al miglioramento del presente indicatore saranno effettuate incorporando, laddove presenti, studi di microzonazione sismica su base comunale e, ove possibile, associando direttamente al singolo bene i valori di accelerazione sismica attesa. Implementazione del database ISCR VIR.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di base sul patrimonio culturale italiano sono reperibili e consultabili al seguente indirizzo:
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login
Fonte dei dati di base: 
Protezione Civile
Province Autonome
Regioni
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Allineamento e analisi geostatistica su piattaforma GIS di dati provenienti da diverse banche dati.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale su base comunale
Copertura temporale: 
2018
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono prodotti da enti istituzionali, di qualità nota e presentano una buona copertura spaziale e temporale. La comparabilità nel tempo e nello spazio dell'indicatore è ottima in quanto la metodologia è standardizzata.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L’indicatore esprime la distribuzione dell'intera popolazione dei beni culturali rispetto alla classificazione sismica su base comunale.
In mancanza di parametri oggettivi di riferimento, la valutazione dello stato non è definibile.
Il trend dell’indicatore non è definibile perché dipendente dalla pericolosità sismica che non ha per sua natura un trend. Variazioni dell'indicatore possono avvenire soltanto a seguito dell’aggiornamento della classificazione sismica e/o delle informazioni sui beni esposti. La lieve variazione del numero totale di beni esposti rispetto all'edizione dello scorso anno, deriva da correzioni della base dati sia qualitative (geolocalizzazione), siaquantitative (integrazione del numero dei beni).
Commenti: 
Dalla Tabella 1 si rileva che, al 31 dicembre 2018, nei comuni classificati come zone in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è alta, sono situati 12.136 beni, pari al 5,9% del totale. Le regioni con il più alto numero di beni in comuni classificati in zona sismica 1 o 2 (zona 2: in cui sono possibili forti terremoti) sono le Marche con 19.779 beni (9,6 %), il Lazio con 11.276 (5,5%), la Campania con 8.177 (4,0%) e la Sicilia con 7.620 beni (3,7%), (Tabella 2). In totale i beni culturali localizzati in comuni in classe sismica 1 o 2 sono 86.447. I comuni classificati in zona 1 con più beni culturali esposti (più di 300) risultano essere Messina (410), Spoleto (395), Foligno (335), Reggio Calabria (331) e Benevento (312).
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