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CONCENTRAZIONE OSTREOPSIS OVATA

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Abstract: 
Ostreopsis cf. ovata è una microalga bentonica potenzialmente tossica, ad oggi presente nella maggior parte delle regioni costiere italiane con fioriture che possono dare luogo a fenomeni di intossicazione umana e a effetti tossici su organismi marini bentonici (stati di sofferenza o mortalità). La continua espansione lungo le coste italiane di Ostreopsis cf. ovata, delle sue fioriture e delle problematiche sanitarie, ambientali ed economiche a essa associate, ha portato a istituire un programma di monitoraggio di sorveglianza della microalga a partire dal 2007. Tale attività viene eseguita annualmente nella stagione estiva dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA). I dati finora forniti dalle ARPA, raccolti ed elaborati da ISPRA hanno chiarito la distribuzione e l’andamento delle fioriture a livello nazionale e regionale. Ad oggi la microalga è stata riscontrata nelle acque di 13 regioni costiere su 15. Nel 2020, l'Ostreopsis cf. ovata è presente in 10 regioni costiere ovvero in 142/200 stazioni (71%), mentre risulta assente in tutti i campioni prelevati lungo le coste dell'Abruzzo, dell'Emilia-Romagna e Veneto.
Descrizione: 
L'indicatore misura l'andamento della concentrazione e distribuzione di Ostreopsis cf. ovata lungo le aree marino-costiere italiane e contribuisce alla valutazione ambientale delle acque di balneazione effettuata mediante la redazione dei "Profili delle acque di balneazione" (DM 30/3/2010, All. E). È altresì associabile al potenziale rischio tossico e nocivo sulle biocenosi marine bentoniche e sull'uomo. L’Allegato C del DM 30/3/2010 utilizzato fino alla stagione balneare 2018 riporta una soglia di allerta, corrispondente a una concentrazione nella colonna d'acqua pari a 10.000 cellule per litro, oltre la quale è prevista l'adozione di misure di tutela. Dalla stagione balneare 2019 sono stati adottati i nuovi valori di riferimento a tutela della salute umana riportati nelle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) ai sensi del DM 19/4/2018. Ostreopsis ovata è un dinoflagellato potenzialmente tossico rilevato in Italia a partire dal 1989, con abbondanze molto elevate (fioriture), soprattutto nel comparto bentonico. Le fioriture possono comportare casi di sofferenza o mortalità di organismi marini bentonici con conseguente peggioramento qualitativo dell'acqua. Esse si manifestano durante la stagione estiva e autunnale, spesso con la concomitante presenza di pellicole mucillaginose di colore bruno-rossastro a ricoprire diffusamente fondi e substrati duri e presenza di flocculi sospesi nella colonna d'acqua. Le condizioni che sembrano favorire l'aumento della concentrazione sono: bassa profondità dell'acqua, presenza di substrati rocciosi e/o macroalghe, scarso idrodinamismo dovuto alla morfologia naturale della costa o alla presenza di pennelli e barriere artificiali per il contenimento dell'erosione costiera, condizioni meteo-marine di grande stabilità, temperature delle acque superiori a 25 °C correlabile ai cambiamenti climatici in atto.
Scopo: 
Valutare la presenza della microalga, l'andamento spazio-temporale della sua proliferazione e il potenziale rischio all'ambiente marino bentonico, all'uomo e alle acque di balneazione.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva Programma Alghe Tossiche del Ministro dell'ambiente (GAB/2006/6741/B01)
Direttiva 2006/7/CE
D.Lgs. 152/2006
D.Lgs. 116/2008
DM 30 marzo 2010
DM 19 aprile 2018
Direttiva 2008/56/EC
D.Lgs. 190/2010
Accordo RA.MO.GE (Francia, Principato di Monaco, Italia), GdL GIZC-Ostreopsis ovata, 2010.

A partire dal 2006, a seguito della Direttiva Programma Alghe Tossiche del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ISPRA ha attivato con le ARPA costiere la linea di lavoro "Fioriture algali di Ostreopsis ovata lungo le coste italiane" al fine di individuare elementi per una strategia comune nazionale di campionamento, analisi, monitoraggio, sorveglianza, informazione, comunicazione e gestione del fenomeno "alghe tossiche". Parallelamente il Ministero della salute ha predisposto le linee guida per la "Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane" (maggio 2007). Poiché uno degli scopi della Direttiva 2006/7/CE è di preservare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente e di proteggere la salute umana integrando la Direttiva 2000/60/CE, come pure nel suo recepimento italiano, le attività su Ostreopsis sono risultate utili per le valutazioni ambientali. A questo scopo le fioriture sono da indicare nell'Allegato E "Profili delle acque di balneazione" del DM 30 marzo 2010 che riporta nell’art. 3 così come modificato dal DM 19 aprile 2018 (art. 3 comma c) l’adozione dei protocolli operativi ISPRA nelle attività di sorveglianza e monitoraggio e i nuovi valori di riferimento riportati nelle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) ai sensi del citato DM 19/4/2018.
In particolare, la fase di emergenza è raggiunta con “Densità in colonna d’acqua >30.000 cell./l, condizioni meteo-marine favorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi d’acqua” e “Densità in colonna d’acqua >100.000 cell./l, indipendentemente dalle condizioni meteoclimatiche”.
L'indicatore, inoltre, è stato utilizzato per la Valutazione Iniziale ai sensi della Marine Strategy Framework Directive (2008/56/EC recepita con il D.Lgs. 190/2010). L'Accordo RA.MO.GE, con il GdL GIZC-Ostreopsis ovata, ha permesso dal 2010, a studiosi e autorità sanitarie italiane, francesi e monegasche di fare il punto sui metodi di gestione della fioritura e dei problemi sanitari indotti.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA Rapporti: 127/2010,148/2011, 173/2012, 188/2013, 211/2014, 232/2015, 253/2016, 275/2017, 298/2018, 325/2019, 336/2020.
Report SNPA 21/2021 Rapporto sugli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici.
ISPRA, Quaderni Ricerca Marina n. 5, 2012
Linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19)
Climate change and harmful benthic microalgae. Patricia A. Tester, R. Wayne Litaker, Elisa Berdalet. Harmful Algae, Vol, 91, 2020 https://doi.org/10.1016/j.hal.2019.101655
https://www.researchgate.net/publication
Phytoplankton communities in the northwestern Adriatic Sea Interdecadal variability over a 30 years period 1988-2016 and relationships with meteoclimatic drivers. Cecilia Totti, Tiziana Romagnoli, Stefano Accoroni, Alessandro Coluccelli, Marco Pellegrini, Alessandra Campanelli, Federica Grilli, Mauro Marini. Journal of Marine Systems, 2019 https://doi.org/10.1016/j.jmarsys.2019.01.007
http://www.ramoge.org
Limitazioni: 
Mancanza di un valore soglia di riferimento ambientale.
Ulteriori azioni: 
Studio quantitativo degli effetti sul benthos.
Determinazione di un valore di concentrazione soglia ambientale.
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Giornaliera
Quindicinale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati delle ARPA costiere forniti a ISPRA nell'ambito della linea di attività: "Fioriture algali di Ostreopsis ovata lungo le coste italiane" (Dir. Programma alghe tossiche n. GAB/2006/6741/B01) inviati sottoforma di relazioni e tabelle excel tramite posta elettronica o pec ISPRA e caricati su SINTAI con specifico format.
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le abbondanze vengono espresse come cell./l, cell./g fw o cell./cm2 rispettivamente per campioni prelevati in colonna d'acqua, su macroalga o su substrato duro. Tutte le matrici concorrono a indicare il dato di presenza di Ostreopsis ovata (almeno una volta). La concentrazione in cell./l è anche confrontata con i nuovi valori di riferimento sanitario riportati nelle linee guida ISS (Rapporto ISTISAN 14/19) ai sensi del DM 19/4/2018. In particolare la fase emergenza è raggiunta con densità >30.000 cell/L e condizioni meteo-marine favorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi d’acqua. Il confronto spazio-temporale delle abbondanze mostra l'andamento delle fioriture a livello regionale, interregionale e nazionale nell'anno di riferimento e negli anni precedenti. Inoltre, la presenza di Ostreopsis espressa anche come percentuale dei siti positivi viene riportata a livello regionale e nazionale nell'anno in corso e nel periodo 2010-2020.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
RA.MO.GE www.ramoge.org
Grean Deal
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Regioni costiere (13/15)
Copertura temporale: 
2010-2020
L'informazione è semplice, accurata, completa nella documentazione e di qualità nota a livello nazionale, aggiornata annualmente dalle ARPA che la rendono disponibile sotto il coordinamento di ISPRA. È attendibile in quanto i metodi di misura e raccolta dati seguono un protocollo nazionale condiviso. La buona copertura spaziale e temporale permette di dare indicazioni sull’evoluzione della situazione ambientale. Il valore di soglia, stabilito a livello nazionale, consente confronti.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il monitoraggio 2020, effettuato in 13 regioni costiere su 15, ha permesso di valutare l'andamento spazio temporale dell'indicatore per singolo punto di campionamento. In 6 regioni si è verificato il superamento delle 30.000 cell/l considerato un valore di allerta secondo le linee guida del Ministero della salute e in 5 delle 6 regioni anche il superamento delle 100.000 cell/L, considerato invece un valore di emergenza. Anche nel 2020 sono stati osservati episodi di sofferenza a carico organismi marini: mitili (Lazio), patelle, granchi e gasteropodi (Friuli-Venezia Giulia) e una rete mucillaginosa presente sulle macroalghe del Friuli-Venezia Giulia durante il picco della fioritura. Nel 2020 si assiste a un aumento dei siti con presenza della microalga 71% (142 siti) a fronte del 54,8% (114 siti) nel 2019, che descrivono la distribuzione spaziale dell'indicatore. Non è al momento possibile valutare lo stato ambientale solo sulla base della presenza dell’alga, in quanto manca un valore di riferimento ambientale che rappresenti un rischio per la salute degli organismi marino-bentonici.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Si attribuisce un trend negativo poiché l'andamento negli 11 anni considerati non mostra una netta inversione di tendenza. Infatti, dal 2010 si rileva un incremento nel tempo, di circa 20 punti percentuali, dei siti con presenza di Ostreopsis ovata (2010: 48%, 2020: 71%) (Figura 2). Si osservano, inoltre, variazioni minime del numero dei siti con presenza della microalga nel periodo 2010-2015 e maggiori tra il 2016 e il 2020. Il valore massimo, pari al 71%, si registra nel 2020.
Variabili: 
% interannuale dei siti positivi
Commenti: 
Nel 2020, le attività di monitoraggio della microalga bentonica potenzialmente tossica Ostreopsis cf. ovata, sono state effettuate lungo le coste di 13 regioni (Tabella 1 e Figura 1) tranne che in Basilicata e Molise. Le indagini sono state condotte dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA) sia ai fini delle attività di controllo delle acque destinate alla balneazione in adempimento alla normativa vigente (DM 30/3/2010, D.M. 19 aprile 2018 e D.Lgs. 116/08 e ss.mm.ii), sia nell’ambito di progetti ARPA/Regione, oppure come attività rientranti nel monitoraggio delle specie potenzialmente tossiche nelle acque destinate alla molluschicoltura (coste del Friuli-Venezia Giulia).
Sono state individuate e monitorate 200 stazioni di campionamento che presentano caratteristiche idromorfologiche idonee allo sviluppo della microalga (presenza di macroalghe, substrati rocciosi, acque poco profonde e dal moderato idrodinamismo, scogliere naturali e barriere frangiflutto o pennelli) o che hanno fatto registrare negli anni precedenti presenza e/o fioriture della microalga.
Il monitoraggio è stato eseguito generalmente nel periodo giugno - settembre 2020, posticipato in alcuni casi a ottobre (Campania, Lazio, Marche e Veneto). La frequenza del campionamento quindicinale e mensile è stata intensificata nei casi di superamento dei valori di riferimento (30.000 cell./l, 100.000 cell./l), come indicato nelle fasi di emergenza descritte nei piani di sorveglianza rispettivamente delle Linee guida del Ministero della salute contenute nel DM 30/3/2010 e DM 19/4/2018 e nel Rapporto ISTISAN 14/19.
Sono stati prelevati campioni di acqua, macroalghe, secondo metodologie condivise, e di organismi marini eduli (ricci e mitili) in Campania nelle fasi di attenzione/emergenza, per la ricerca e quantificazione della tossina. Sono stati, inoltre, rilevati i parametri chimico-fisici dell'acqua e registrati su apposita scheda di campo, informazioni sul sito di campionamento, eventuali segnali di manifesta fioritura microalgale o stati di sofferenza a carico di organismi marini (ricci, mitili, stelle marine, pesci, macroalghe, ecc.). Nel 2020 l'Ostreopsis cf. ovata è stata riscontrata in 10 regioni costiere, mentre risulta assente in tutti i campioni prelevati lungo le coste del Veneto, Emilia-Romagna e Abruzzo (Tabelle da 2 a 14 disponibili nel database Annuario dei dati ambientali – Ed. 2021) ed è presente almeno una volta in 142/200 stazioni (71%, mentre nel 2019 è stato pari al 54,8%), considerando tutte le tipologie di matrici campionate (Tabella 1 e Figura 1). Questo vuol dire che i siti in cui si rileva la presenza della microalga essendo "a potenziale rischio di proliferazione algale tossica" sono da segnalare nel profilo ambientale delle acque di balneazione da sorvegliare attraverso il monitoraggio (DM 30/3/2010 e 19/4/2018). Inoltre, il valore di riferimento sanitario di allerta pari a 30.000 cell/l è stato superato almeno una volta in 15 siti di monitoraggio (calcolo effettuato solo sulla matrice acqua, Figura 1) e il valore sanitario di emergenza di 100.000 cell/L è stato superato almeno una volta in 11 siti .
Nell’Adriatico le prime rilevazioni (a basse concentrazioni) si riscontrano a giugno in Puglia mentre le densità più elevate sono distribuite tra giugno e settembre in Puglia, Sardegna, Lazio, Sicilia, Toscana Friuli-Venezia Giulia. In particolare nelle 6 regioni si è verificato il superamento delle 30.000 cell/l considerato un valore di allerta e in 5 delle 6 regioni (eccetto il Friuli-Venezia Giulia) anche il superamento delle 100.000 cell/L.
Inoltre, sulla base dei dati rilevati negli anni pregressi, la durata della fioritura varia da pochi giorni fino 7-10 giorni ma dipendente comunque dalle condizioni ambientali che la favoriscono e la mantengono.
Dalla Figura 2 e dalla Tabella 15, che riportano le variazioni interannuali di Ostreopsis ovata espresse come percentuale dei siti positivi, si nota dal 2010 un incremento nel tempo dei siti con presenza di Ostreopsis ovata, pari a circa 20 punti percentuali (2010: 48%, 2020: 71%). Si osservano variazioni minime del numero dei siti con presenza della microalga nel periodo 2010-2015 e maggiori tra il 2016 e il 2020. Il valore massimo pari al 71% si registra nel 2020.