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ACQUE MARINO COSTIERE - ELEMENTO DI QUALITA' BIOLOGICA MACROALGHE CARLIT

Immagine abstract
Abstract: 
Nella valutazione della qualità ecologica degli ambienti marino costieri nell’ambito della Direttiva europea 2000/60/CE (recepita con il D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.) si fa riferimento all'Elemento di Qualità Biologica (EQB) Macroalghe. Tale EQB in Italia, così come previsto dal DM Ambiente 260/2010, viene valutato mediante l’indice CARLIT (Cartography of littoral and upper-sublittoral benthic communities o, in breve, CARtografia LITorale) che permette di contribuire alla classificazione dello stato ecologico del corpo idrico marino - costiero. Per il periodo 2016-2019 le stazioni analizzate che raggiungono lo standard di qualità (almeno buono) sono il 76%.

Descrizione: 
Il metodo di classificazione CARLIT, previsto dal DM ambiente 260/2010, introduce i criteri per l'attribuzione dello stato ecologico dei corpi idrici marino - costieri considerando l'elevata sensibilità, rispetto alle pressioni, dei popolamenti di macroalghe presenti a livello della frangia infralitorale. Il CARLIT, metodo cartografico che sfrutta lo sviluppo lineare dei popolamenti superficiali in ambiente microtidale, è stato ideato per un'applicazione lungo coste prevalentemente rocciose: perché l'area di indagine possa essere considerata idonea all'applicazione del metodo, essa deve essere costituita principalmente da scogliere, non necessariamente continue. Le zone rocciose devono essere costituite almeno per l'80% da substrati naturali. Il CARLIT, basato sul campionamento visuale delle comunità algali superficiali, deve essere applicato in primavera, periodo di massimo sviluppo delle specie cospicue.
Per quanto riguarda la classificazione, lo stato ecologico "elevato" è definito dalla presenza di comunità dominate da alghe brune strutturanti (Cystoseira sp.), mentre uno stato "cattivo" è caratterizzato dalla dominanza di specie opportuniste a scarsa complessità morfologica, come le Ulvales (alghe verdi) e le Bangiophycidae (alghe rosse) o i Cianobatteri. Il risultato finale dell'applicazione dell'indice CARLIT non fornisce un valore assoluto, ma direttamente l'EQR.
Il calcolo del Rapporto di Qualità Ecologica (Ecological Quality Ratio, EQR) è quindi un valore adimensionale compreso tra 0 e 1 e permette di classificare lo stato ecologico dei corpi idrici secondo le 5 classi: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo.
Scopo: 
Formulare un giudizio di qualità ecologica per gli ambienti marino costieri nell'ambito della normativa vigente (D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.), attraverso l'utilizzo dell'Elemento di Qualità Biologica (EQB) Macroalghe, integrando nel tempo gli effetti di differenti cause di alterazioni fisiche, chimiche e biologiche, indotte da agenti inquinanti nelle acque e nei sedimenti, o da significative alterazioni fisico-morfologiche del tratto costiero.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE); D.Lgs. 152/06 "Testo unico sulle acque" ; DM 56/09 "Regolamento recante «Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del decreto legislativo medesimo»"; DM 260/10 "Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo". Limiti di classe che definiscono le soglie del Rapporto di Qualità ecologico (RQE); 0,75 Elevato/Buono, Buono/Sufficiente 0,60.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A), Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
Ballesteros E., Torras X., Pinedo S., Garcia M., Mangialajo L., de Torres M. A new methodology based on littoral community cartography dominated by macro algae for the implementation of the European Water Framework Directive. Marine Pollution Bullettin 55(2007): 172-180
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Triennale
Accessibilità dei dati di base: 
Dati EIONET/SOE e Piani di Distretto
www.sintai.isprambiente.it/faces/public/WFD/index.xhtml
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Viene quantificato prima il valore di qualità ecologica (Ecological Quality Value, EQVcalc) in ogni area di indagine per ogni categoria geomorfologica rilevante. L'EQVcalc corrisponde alla media pesata dei valori di sensibilità delle comunità riscontrate, in funzione della lunghezza della costa (calcolata tramite GIS nel caso della cartografia in continuo) o del numero di settori (cartografia per settori). I valori di qualità ecologica calcolati secondo la stessa procedura nei siti di riferimento, per ogni categoria geomorfologica rilevante (EQVrif), permettono di calcolare il Rapporto di Qualità Ecologica (Ecological Quality Ratio, EQR). L'EQR è quindi un valore adimensionale compreso tra 0 e 1 che permette di classificare le aree di indagine secondo in base alle 5 classi di stato ecologico: elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Regionale (5/8)
Copertura temporale: 
2016-2019
L'informazione riportata è su scala nazionale laddove per motivi biogeografia è possibile ritrovare l'habitat oggetto di classificazione (la fascia a macroalghe dell'infralitorale superiore). L'indicatore proposto è stato testato in base alla sensibilità alle principali pressioni incidenti sulla fascia costiera ed è in linea con le esigenze normative espresse dalla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) permettendo la classificazione in 5 classi di qualità ecologica. Inoltre è stato intercalibrato a livello europeo garantendo così una elevata interconfrontabilità dei dati e si basa su una solida produzione scientifica.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il 76% delle stazioni analizzate ricade nelle classi elevato e buono, tuttavia il 24% delle stazioni è in stato sufficiente, quindi al di sotto dell'obiettivo prefissato dalla normativa (raggiungimento dello stato buono).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Il trend non è ancora definibile per la mancanza di robuste serie temporali di dati.
Variabili: 
Percentuale delle stazioni classificate nelle classi di qualità.
Commenti: 
I dati relativi al periodo 2016-2019 presentano una buona copertura a livello nazionale. Si osserva, tuttavia, una certa disomogeneità per ciò che attiene il numero di stazioni classificate per ciascuna regione analizzata, che va da un minimo di 5 stazioni della Toscana a un massimo di 42 per la Liguria (Figura 1). La regione con la percentuale maggiore di stazioni in stato sufficiente è la Puglia (42,1%), e in tutte le regioni analizzate sono presenti stazioni in classe elevato che nel caso della Toscana raggiungono l'80% (Figura 2). Va specificato che la Puglia presenta una situazione biogeografica peculiare che, per le particolari condizioni edafiche, conferiscono alla comunità oggetto di classificazione un assetto morfo-funzionale tipico dell’Adriatico meridionale . In sintesi, a livello nazionale, per il periodo 2016-2019 le stazioni che raggiungono lo standard di qualità (almeno buono) sono il 76% (Figura 3).
Allegati: 
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