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CONSUMI FINALI E TOTALI DI ENERGIA PER SETTORE ECONOMICO

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Abstract: 
L'indicatore misura l'energia totale consumata dagli utenti finali e l’energia totale consumata dal Paese. A partire dal 1990 si registra un trend crescente dell’energia disponibile per i consumi finali, con un picco raggiunto nel 2005. Successivamente si osserva un’inversione di tendenza fino a un minimo toccato nel 2014. Negli ultimi anni si registra una ripresa dei consumi e nel 2019 l’energia disponibile per il consumo finale, contabilizzata secondo la metodologia adottata da Eurostat, è pari a 118,7 Mtep, +3,1% rispetto al dato del 1990.
Descrizione: 
L'indicatore, calcolato secondo la metodologia Eurostat, fornisce informazioni sui fabbisogni di energia dell'intera economia nazionale, per i diversi settori.
Scopo: 
Valutare l'andamento dei consumi totali di energia a livello nazionale e per settore, al fine di diminuirne l'uso.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Tra gli obiettivi del Pacchetto Clima-Energia l'Unione europea ha stabilito un obiettivo indicativo di riduzione dei consumi energetici del 20% entro il 2020 aumentando l'efficienza rispetto allo scenario tendenziale (Modello Primes 2007). Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014 ha approvato il quadro per il clima e l'energia 2030 che fissa, tra i principali obiettivi, la riduzione al 2030 del fabbisogno di energia primaria europeo di almeno il 32,5%, calcolato rispetto alle proiezioni tendenziali elaborate con lo scenario Primes.
In attuazione della governance UE dell'energia, l'Italia ha inviato alla Commissione il Piano nazionale integrato per l'energia e clima - PNIEC per gli anni 2021-2030. Il PNIEC, che si basa sulle strategie e sui piani nazionali esistenti, quali la Strategia energetica nazionale adottata a novembre 2017, e assorbe i precedenti documenti programmatori, fissando i target al 2030 in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili, e riduzione delle emissioni inquinanti. In merito ai consumi di energia primaria nel PNIEC si prevede che l’Italia raggiungerà l'obiettivo indicativo di riduzione del 43% rispetto allo scenario tendenziale (Primes 2007). Sono inoltre stabiliti degli obiettivi di riduzione dei consumi di energia finale tramite regimi obbligatori di efficienza energetica definiti ai sensi dell'articolo 7 della Direttiva 2018/2002. Tali obiettivi si traducono nella riduzione dei consumi finali di energia, in ciascuno degli anni dal 2021 al 2030, di un valore pari allo 0,8% dei consumi annui medi del triennio 2016-18, mediante politiche attive. Questo obiettivo equivale a una riduzione di 0,93 Mtep/anno. Per quanto riguarda il livello assoluto di consumo di energia al 2030, l'Italia persegue un obiettivo di 125,1 Mtep di energia primaria e 103,8 Mtep di energia finale. Il PNIEC stima che, in termini di livello assoluto di consumo di energia primaria e finale al 2020, verranno superati gli obiettivi indicativi fissati ai sensi della Direttiva 2012/27/UE, pari rispettivamente a 158 Mtep e 124 Mtep.
In merito ai principali riferimenti normativi nazionali per gli obiettivi al 2020 si cita il D.Lgs. n. 102/2014, modificato e integrato dal D.Lgs.14 luglio 2020, n. 73, che contiene le disposizioni di recepimento della Direttiva 2012/27/UE, come modificata dalla Direttiva 2018/2002/UE.
Per ciò che concerne l'efficienza energetica e gli obiettivi al 2030 si riporta un elenco dei principali atti normativi:
Regolamento UE n. 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 sulla governance dell'Unione dell'energia.
Direttiva UE 2018/2002 (cd. Direttiva EED) sull'efficienza energetica (che modifica la precedente Direttiva 2012/27/UE), recepita dal Decreto legislativo n. 73 del 14 luglio 2020. Il decreto legislativo ha a tal fine apportato integrazioni e modifiche al D.Lgs. n. 102/2014.
Direttiva (UE) 2018/844 che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Direttiva EPBD-Energy Performance of Buildings Directive), recepita dal Decreto legislativo n. 48 del 10 giugno 2020
Direttiva UE 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
DPSIR: 
Determinante
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
European Environment Agency, Energy and Environment in the European Union, Environmental issue report, No. 31, 2002
MSE, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/ben.asp
MSE, 2020, La situazione energetica nazionale nel 2019
http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Limitazioni: 
Esistono differenze tra procedure di contabilizzazione statistica dell'energia.
In particolare, il riferimento principale per la contabilizzazione dell’energia da fonti rinnovabili è costituito oggi dal sistema di definizioni, regole e convenzioni su cui sono sviluppate le statistiche energetiche Eurostat. Rispetto a questo approccio, tuttavia, sia le procedure di calcolo fissate dalla Direttiva 2009/28/CE per il monitoraggio degli obiettivi UE, sia quelle relative alla produzione statistica ordinaria, seguono convenzioni differenti.
Inoltre, tra i consumi settoriali nazionali e regionali esistono differenze metodologiche. In merito all'industria il dato nazionale di consumo della siderurgia include una parte di consumo dell’altoforno che nel bilancio regionale è riportato nei consumi della trasformazione. Per i trasporti il dato nazionale segue la metodologia Eurostat che valuta separatamente i biocombustibili dai combustibili fossili, mentre nei Bilanci Regionali non è presente tale distinzione.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
MSE, Bilancio Energetico Nazionale
ENEA, Bilanci Energetici Regionali
EUROSTAT, http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Fonte dei dati di base: 
ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
MSE (Ministero dello sviluppo economico)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’elaborazione dei consumi, dal 2015, segue la metodologia Eurostat e riguarda l’intera serie storica. Da gennaio 2019 Eurostat ha aggiornato la serie storica adottando una nuova metodologia in cui la principale variazione è rappresentata dallo spostamento di parte dei consumi dal settore siderurgico alla trasformazione, pertanto i dati presentati non sono confrontabili con le edizioni precedenti. Accanto ai dati nazionali rilevati dal Ministero dello sviluppo economico, esistono dati regionali stimati dall’ENEA, aggiornati al 2008 sulla base dei Bilanci Energetici Regionali.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
1990-2019
La fonte dei dati è Eurostat che riceve i dati a livello nazionale comunicati dal Ministero dello sviluppo economico. La comunicazione dei dati e la relativa qualità sono soggetti agli standard stabiliti da Eurostat per tutti gli Stati membri. I dati sono adeguatamente documentati e di fonte nota e ben fondati in termini scientifici e tecnici. Sono semplici e facili da interpretare. Hanno una estesa copertura temporale, nonché sono confrontabili a livello spaziale e consentono un confronto a livello internazionale.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2019 l’energia disponibile per i consumi finali è stata di 118,7 Mtep (-1% rispetto all’anno precedente). Nel 2019 il settore civile (residenziale e servizi) assorbe il 43,7% dei consumi finali di energia, di cui il 27,5% riguarda il settore residenziale e il 16,1% riguarda il settore terziario. I settori trasporti e industria assorbono rispettivamente il 31,7% e il 22%, mentre il settore agricoltura e pesca rappresenta il restante 2,6% dell’impiego finale di energia (Tabella 1 e Figura 1).
Tra i settori industriali i maggiori consumi finali sono relativi ai seguenti: siderurgia (3,6 Mtep), meccanica (3,9 Mtep), lavorazione dei minerali non metalliferi (4,2 Mtep), chimica e petrolchimica (3,5 Mtep).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
A partire dal 1990 si registra un trend crescente dell’energia disponibile per i consumi finali, con un picco raggiunto nel 2005 (+21,3% rispetto al 1990). Successivamente si osserva un’inversione di tendenza, con un calo del consumo nel 2014 pari al 18,4% rispetto al 2005 e -1% rispetto al 1990 (Tabella 1 e Figura 1). La caduta dei consumi è stata accelerata dalla crisi economica. A partire dal 2015 l’energia disponibile per i consumi finali mostra una ripresa fino al 2017, seguita da un declino negli ultimi anni. L’energia disponibile nel 2019, pari a 118,7 Mtep, è maggiore di quella registrata nel 1990 (+3,1%). I diversi settori mostrano andamenti differenti dal 1990, in particolare agricoltura e industria mostrano un declino del 5,8% e 26,9% rispettivamente, mentre nel settore dei trasporti e civile (residenziale e servizi) si registrano incrementi del 9,6% e 42,7% rispettivamente.
Variabili: 
Consumi finali di energia del settore agricoltura e pesca (Mtep/anno).
Consumi finali di energia del settore industria (Mtep/anno).
Consumi finali di energia del settore trasporti (Mtep/anno).
Consumi finali di energia del settore residenziale e servizi (Mtep/anno).
Consumo interno lordo nazionale di energia (Mtep/anno).
Commenti: 
I consumi finali di energia sono estremamente variabili tra le regioni, infatti, la disaggregazione per settore economico mette in evidenza situazioni molto differenti da regione a regione, in relazione alle condizioni economiche, produttive e climatiche. Nel 2018 (i dati regionali relativi al 2019 non sono ancora disponibili), i consumi finali di energia sono risultati di 66,7 Mtep al Nord, 21,1 Mtep al Centro e 26,6 Mtep al Sud e Isole (Tabella 2). I maggiori consumi finali di energia spettano alla Lombardia (20,4%), Emilia-Romagna (11,1%), Veneto (10%) e Piemonte (9%), che insieme presentano oltre il 50% dei consumi finali di energia.
I consumi finali riportati nelle tabelle e figure si riferiscono ai settori di uso finale dell’energia, questi non includono l’energia consumata per la produzione di energia elettrica, che fa invece parte dei consumi totali.
Allegati: 
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