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INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI D'ITALIA (IFFI)

Immagine abstract
Abstract: 
Le frane in Italia sono 620.808 (periodo di riferimento 1116-2017) e interessano un’area di circa 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale.
L’Italia è il paese europeo maggiormente interessato da fenomeni franosi, con oltre 600.000 frane che rappresentano circa i 2/3 delle frane censite in Europa (Indagine EuroGeoSurveys).
Le frane sono estremamente diffuse a causa delle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio italiano, che è per il 75% montano-collinare.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia sulla base dei dati contenuti nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI), realizzato dall’ISPRA e dalle Regioni e Province autonome.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia ha l’obiettivo di identificare e perimetrare le frane sul territorio italiano secondo modalità standardizzate e condivise. La banca dati contiene la cartografia dei fenomeni franosi informatizzata a scala 1:10.000, i parametri alfanumerici associati basati sulla “Scheda Frane IFFI”, oltre a eventuali foto, video e documenti. Ogni frana è univocamente identificata sull’intero territorio nazionale attraverso un codice identificativo (ID-Frana).
Scopo: 
Fornire un quadro completo e omogeneo della distribuzione dei fenomeni franosi sul territorio nazionale. L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia rappresenta un utile strumento conoscitivo di base per la valutazione della pericolosità da frana, per la pianificazione territoriale e per la programmazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Delibera del Comitato dei Ministri per i servizi Tecnici e gli interventi nel settore della difesa del suolo (17/01/1997); D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”; L. 132 del 28 giugno 2016 “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Realizzazione della Carta inventario dei fenomeni franosi in Italia (Delibera del Comitato dei Ministri per i servizi Tecnici e gli interventi nel settore della difesa del suolo - 17/01/1997).
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”).
Aggiornamento dell'Inventario dei fenomeni franosi in Italia (art. 6 comma 1 lettera g della L. 132/2016).
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Trigila A. (ed) (2007) Rapporto sulle frane in Italia - Il Progetto IFFI: metodologia, risultati e rapporti regionali (Rapporti APAT 78/2007)
Trigila A., Iadanza C. (2008) Landslides in Italy – Special report 2008 (Rapporti ISPRA 83, 2008)
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B., Barbano A. (2015) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. (Rapporti ISPRA, 233/2015)
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018 (Rapporti ISPRA, 287/2018)
http://www.progettoiffi.isprambiente.it
Limitazioni: 
-
Ulteriori azioni: 
Rifinanziamento del Progetto IFFI per l'aggiornamento e l'integrazione della banca dati nazionale.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Progetto IFFI-Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia-ISPRA http://www.progettoiffi.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Province Autonome
Regioni
Unità di misura: 
Chilometro quadro (km2), Numero (n.), Numero per chilometro quadro (n./km2), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato ottenuto mediante analisi statistiche ed elaborazioni GIS. I dati sono rappresentati con diversi indici: numero di frane, area interessata da fenomeni franosi, densità di frane (numero di frane per chilometro quadrato), indice di franosità (superficie interessata da frane/superficie totale), distribuzione percentuale delle tipologie di movimento.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale, provinciale, comunale
Copertura temporale: 
1116-2017
I dati sono raccolti, archiviati ed elaborati, su tutto il territorio nazionale, attraverso una metodologia standardizzata che si basa sull'utilizzo di più tecniche di acquisizione (aerofotointerpretazione, rilievi di campagna, monitoraggio strumentale) e di diverse fonti di informazione. I dati vengono, poi, sottoposti a processi di validazione.
L'indicatore risponde pienamente alla domanda di informazione riguardante il numero, la distribuzione dei fenomeni franosi e le principali tipologie di movimento. È semplice, facile da interpretare e risulta comparabile nel tempo e nello spazio. Inoltre, fornisce un importante supporto ai processi decisionali per definire le strategie di mitigazione del rischio da frana e le priorità di intervento.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L’Inventario IFFI contiene complessivamente 620.808 frane verificatesi in Italia dal 1116 al 2017 (periodo che intercorre tra la frana più antica e quella più recente censita nell’Inventario, con data di attivazione nota).
Non è possibile effettuare una valutazione dello stato e del trend relativo al numero di frane verificatesi annualmente in quanto le date di attivazione delle frane sono disponibili solo per un numero molto ridotto delle stesse.

Commenti: 
Le frane censite nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia sono 620.808 e interessano un’area di circa 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale. Il censimento delle frane nell’Inventario IFFI è stato avviato dall’ISPRA e dalle Regioni e Province autonome nel 1999; l’intervallo temporale che intercorre tra la data di attivazione della frana più antica e di quella più recente contenute nell’Inventario va dal 1116 al 2017.
Un quadro sulla distribuzione delle frane in Italia può essere ricavato dall’indice di franosità, dato dal rapporto tra l’area in frana e l’area totale, calcolato su una maglia di lato 1 km (Figura 1) e su base comunale (Figura 2).
L’indice di franosità montano-collinare (Tabella 1), che esprime l’incidenza della franosità sul territorio regionale potenzialmente interessato da fenomeni franosi, è stato calcolato utilizzando, oltre all’area in frana, il Modello orografico d’Italia semplificato (Rapporto sulle frane in Italia, Rapporti APAT 78/2007).
Le tipologie di movimento più frequenti, classificate in base al tipo di movimento prevalente, sono gli scivolamenti rotazionali/traslativi (31,91%), i colamenti rapidi (14,95%), i colamenti lenti (12,73%), i movimenti di tipo complesso (9,53%) e le aree soggette a crolli/ribaltamenti diffusi (8,94%) (Figura 3).
Gran parte dei fenomeni franosi presentano delle riattivazioni nel tempo; spesso a periodi di quiescenza di durata pluriennale o plurisecolare si alternano, in occasione di eventi pluviometrici intensi, periodi di rimobilizzazione. I fenomeni di neoformazione sono più frequenti nelle tipologie di movimento a cinematismo rapido, quali crolli o colate di fango e detrito. Le precipitazioni brevi e intense e quelle persistenti sono i fattori più importanti per l’innesco dei fenomeni di instabilità. I fattori antropici assumono un ruolo sempre più determinante tra le cause predisponenti, con azioni sia dirette, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi dovuti a edifici o rilevati stradali o ferroviari, che indirette quali ad esempio la mancata manutenzione del territorio e delle opere di difesa del suolo.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia è consultabile su Internet dal 2005, mediante un sistema WebGIS dedicato, che consente di visualizzare, oltre alla cartografia delle frane, anche documenti, foto e filmati. Dal 2006 è disponibile anche il Servizio WMS (Web Map Service) conforme agli standard OGC e alla Direttiva INSPIRE sull'interoperabilità e condivisione dei dati.