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EVENTI FRANOSI

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Abstract: 
L'indicatore fornisce informazioni sui principali eventi franosi che hanno causato vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi sul territorio nazionale nell’ultimo anno. I principali eventi di frana, verificatisi nel 2018, sono stati 157 e hanno causato 12 morti e 29 feriti.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sui principali eventi franosi verificatisi sul territorio nazionale nell’ultimo anno. Sono definiti eventi franosi principali quelli che hanno causato morti/dispersi, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi. Un evento franoso principale può riferirsi anche a più frane innescatesi in una determinata area, in un determinato intervallo di tempo (generalmente nelle 24 ore) e causate dallo stesso fattore innescante (evento pluviometrico, terremoto).
I parametri raccolti sono: la data dell’evento, l’ubicazione della frana (località, comune, provincia, regione), la descrizione e i danni. I dati sono tratti da rapporti tecnici redatti da ISPRA, regioni e province autonome, ARPA, Protezione Civile, Centri Funzionali, CNR, enti locali, da comunicati stampa Autostrade, ANAS e FS e da fonti di cronaca.
Scopo: 
Fornire un quadro dei principali eventi franosi verificatisi nell'ultimo anno sul territorio nazionale a seguito di eventi pluviometrici, terremoti o cause antropiche.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Riferimenti normativi: 
D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”, D.L. 180/98 “Decreto Sarno” convertito in Legge 267/1998, DPCM del 29/09/98 (Atto di indirizzo e coordinamento), L. 365/00 “Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”).
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
-
Limitazioni: 
L'indicatore riporta solo i principali eventi di frana sul territorio nazionale che hanno causato danni a persone, edifici, beni culturali, infrastrutture di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Rapporti d’evento su siti web regioni e province autonome, ARPA, Protezione Civile, Centri Funzionali, CNR, enti locali;
comunicati stampa su siti web Autostrade, ANAS e FS;
Fonti di cronaca online.
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Enti Gestori delle infrastrutture
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Protezione Civile
Province Autonome
Regioni
Siti Internet
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per ogni singolo anno è stata calcolata la somma dei morti/dispersi e dei feriti e sono state individuate le tipologie di danni (a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi) prodotti dagli eventi franosi principali verificatisi sul territorio nazionale.
Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale, provinciale, comunale
Copertura temporale: 
gennaio-dicembre 2018
L’indicatore risponde alla domanda di informazione riguardante il numero di eventi di frana principali verificatisi nell’ultimo anno sul territorio nazionale e i danni da essi prodotti; fornisce una base per confronti a livello internazionale. La comparabilità nel tempo e nello spazio sono limitate dalla parziale disomogeneità dei dati e dei metodi di acquisizione.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018 i principali eventi di frana sono stati 157 e hanno causato 12 morti, 29 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale.
Non è possibile effettuare una valutazione dello stato in quanto non sono disponibili valori di riferimento per i parametri osservati.
Allo stato attuale non è valutabile un trend dell'indicatore per la limitatezza della serie storica disponibile.

Commenti: 
Nel periodo gennaio - dicembre 2018, i principali eventi di frana sono stati 157 e hanno causato complessivamente 12 morti, 29 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale (Figura 1 e Tabella 1). I principali eventi di frana sono distribuiti su gran parte del territorio italiano e in particolare nelle regioni Lombardia, Sicilia, Piemonte, Liguria, Calabria, Marche e Valle d’Aosta.
Le vittime (morti/dispersi e feriti) per frane nel 2018 sono prevalentemente automobilisti/motociclisti investiti dalle frane (crolli o colate rapide di fango e detrito) mentre transitavano lungo la strada o escursionisti colpiti da crolli in montagna. Una donna è morta a Dimaro (TN) il 29 ottobre 2018, durante la forte ondata di maltempo che ha colpito il Triveneto tra il 27 e il 30 ottobre (tempesta Vaia), nella sua casa investita da una colata di fango e detrito nel bacino del Rio Rotian.
Tra gli eventi franosi del 2018 si cita anche la frana di Gallivaggio e la colata di Bussoleno. Nel primo caso, il 29 maggio 2018 una massa rocciosa di circa 5.500 m3 si è staccata dalla parte sommitale della parete di metagranito di Gallivaggio, ubicata nel territorio comunale di San Giacomo Filippo (SO) e monitorata dal 2011 dal Centro di Monitoraggio Geologico (CMG) di ARPA Lombardia. Prima del crollo, il 13 aprile, si era verificato il distacco di alcuni blocchi e le aree sottostanti erano state evacuate. Il 24 maggio a seguito di un’ulteriore accelerazione dei movimenti misurati sulla parete, il CMG aveva riscontrato progressivamente il superamento delle soglie di moderata ed elevata criticità ed era stata decisa la chiusura totale della Strada Statale 36. L’analisi delle velocità di spostamento orario dell’ammasso nelle ultime 12 ore ha evidenziato come esse siano cresciute esponenzialmente con una velocità oraria media, in particolare, nell’ultima ora di poco inferiore a 10 cm/ora (https://www.snpambiente.it/2019/01/26/frana-del-gallivaggio/; https://www.snpambiente.it/2018/05/30/valchiavenna-crollata-la-frana-di-gallivaggio/; https://www.arpalombardia.it/Pages/Monitoraggio-geologico/Le-aree-monitorate/GALLIVAGGIO.aspx#). Prima del 29 maggio Vigili del Fuoco e Protezione Civile avevano rimosso e trasferito in un luogo più sicuro le opere asportabili presenti nel Santuario di Gallivaggio. Durante il crollo l’area monumentale è stata invasa da pietrisco e blocchi anche di notevole dimensione, che hanno prodotto danni al tetto e alle mura del santuario.
Il 7 giugno 2018, a seguito di precipitazioni a carattere temporalesco, si è verificato un fenomeno di colata rapida di fango e detrito in corrispondenza del bacino del Rio delle Foglie, nel comune di Bussoleno (TO) nella bassa Valle di Susa. La colata di fango e detriti ha interessato parte dell’abitato che sorge sull’apparato di conoide in località S. Lorenzo e ha raggiunto il sottopasso della ferrovia. Alcune delle abitazioni sono state gravemente danneggiate, mentre buona parte della frazione ha subito diffusi fenomeni di alluvionamento. Il bacino del Rio delle Foglie ha un’estensione di 1,37 km2, è caratterizzato da pendenze elevate, generalmente superiori ai 30° ed è stato diffusamente interessato da incendi durante l’autunno precedente. La presenza di calcescisti carbonatici che contribuiscono alla formazione di una coltre detritica diffusa a granulometria fine, unitamente alla ridotta azione protettiva della vegetazione, ha reso i versanti particolarmente soggetti a fenomeni di dilavamento della porzione più superficiale di suolo da parte delle intense precipitazioni. Il volume di materiale depositato in conoide è stato stimato in 15-20 mila metri cubi (https://www.arpa.piemonte.it/arpa-comunica/file-notizie/2018/rapporto-evento-bussoleno2.pdf). Circa 200 persone sono state evacuate.
Nel periodo 2010-2018 le province più colpite da eventi franosi principali sono state Bolzano, Messina, Salerno, Genova e Aosta con più di 40 eventi franosi principali (Figura 2).
Relativamente alla quantificazione economica dei danni causati da frane e alle risorse stanziate, sono disponibili generalmente soltanto i dati aggregati alluvioni + frane (si veda tabelle Indicatore ADA Eventi alluvionali) e non è possibile ricavare il dato per evento franoso o il totale annuale.