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EVENTI SISMICI

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore descrive gli eventi sismici avvenuti nell’anno di riferimento nel territorio italiano, in base alle Magnitudo registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. Nel 2020 nessun evento sismico ha raggiunto Magnitudo 5. Solo due eventi hanno raggiunto Magnitudo 4,4, nel Tirreno Meridionale il 15/03/2020 e a 11 km a ovest di Vittoria (RG) il 22/12/2020. I terremoti di Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati nel complesso 6, di cui 3 a terra (1 in Sicilia, 1 in Calabria, 1 in Emilia-Romagna) e 3 in mare (2 nello Ionio e 1 nel Tirreno). Il numero di terremoti di Magnitudo pari o superiore a 2 è comparabile col numero dello scorso anno.
Descrizione: 
L'indicatore rappresenta gli eventi sismici significativi ai fini del rischio. Viene rappresentata la sismicità sull'intero territorio nazionale, nell'anno di riferimento dell'Annuario, e descritti gli eventi di magnitudo maggiore.
L’indicatore contribuisce a definire la pericolosità sismica in Italia.


Scopo: 
Definire la pericolosità sismica del territorio italiano sulla base delle Magnitudo registrate. Le informazioni relative all'indicatore sono utili a diffondere le conoscenze sulla pericolosità sismica in Italia, essenziali per una corretta pianificazione territoriale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non esistono riferimenti normativi collegati direttamente all'indicatore. Esistono invece norme sia nazionali, sia regionali relative alla classificazione sismica e alle costruzioni in zona sismica (vedi Indicatore Classificazione Sismica e Microzonazione Sismica).
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://terremoti.ingv.it/
https://www.ingv.it/
Pignone M., Amato A., 2021. Speciale 2020, un anno di terremoti. https://ingvterremoti.com/2021/01/07/speciale-2020-un-anno-di-terremoti/
SIGeA, 2018. Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile. Geologia dell'Ambiente. Supplemento al n. 1/2018. ISSN 1591-5352
Comerci V., 2006, Il Rischio Sismico in Italia. In: Signorino M. & Mauro F. (a cura di), Disastri Naturali. Conoscere per prevenire. ISAT, con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile, Roma, pp.19-43.
Markuši´c, S.; Stanko, D.; Penava, D.; Ivanˇci´c, I.; Bjelotomi´c Oršuli´c, O.; Korbar, T.; Sarhosis, V., 2012. Destructive M6.2 Petrinja Earthquake (Croatia) in 2020—Preliminary Multidisciplinary Research. Remote Sens. 2021, 13, 1095. https://doi.org/10.3390/rs13061095
Tondi E., Blumetti A.M., Čičak M., Di Manna P., Galli P., Invernizzi C., Mazzoli C., Piccardi L., Valentini G., Vittori E., Volatili T., 2021. ‘Conjugate’ coseismic surface faulting related with the 29
December 2020, Mw 6.4, Petrinja earthquake (Sisak‑Moslavina, Croatia). Scientifc Reports (2021) 11:9150. https://doi.org/10.1038/s41598-021-88378-2


Limitazioni: 
Non ci sono limitazioni.
Ulteriori azioni: 
Nessuna.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Sito INGV - http://terremoti.ingv.it/
Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Sono state riportate su un GIS le informazioni provenienti da:
- http://terremoti.ingv.it/
Vengono inoltre fornite informazioni relative agli eventuali effetti indotti dai terremoti, derivate da rilievi ISPRA o da altre fonti. Per gli effetti indotti sull'ambiente, fare riferimento all'indicatore Effetti ambientali dei terremoti e Fagliazione superficiale.

Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Programma Nazionale per la Ricerca 2021-2027
Sendai Framework for Disaster Risk Reduction
European Green Deal
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2000-2020

I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono standardizzati. L'indicatore, semplice e facile da interpretare, utilizza una metodologia consolidata ed è pertanto comparabile nel tempo e nello spazio. La qualità dell'informazione è alta.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2020, nel territorio italiano si sono verificati 1.957 eventi sismici di Magnitudo maggiore o uguale a 2 (Figura 1). Nessuno di tali eventi ha raggiunto Magnitudo 5. Solo due eventi hanno raggiunto Magnitudo 4,4: l’evento di ML (Magnitudo Locale) 4,4 del 15/03/2020 nel Tirreno Meridionale e l’evento di MW (Magnitudo Momento) 4,4 del 22/12/2020 con epicentro a 11 km a ovest di Vittoria (RG). I terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 4 sono stati 6, di cui 3 a terra (1 in Sicilia, 1 in Calabria, 1 in Emilia-Romagna) e 3 in mare (2 nello Ionio e 1 nel Tirreno Meridionale). L’85% delle profondità ipocentrali sono state comprese nei primi 30 km di profondità; la massima profondità raggiunta è di ben 499 km nel Tirreno Meridionale, dove è in atto il processo di subduzione della crosta oceanica ionica al di sotto dell’Arco calabro (Tabella 1). Nel complesso, la distribuzione geografica degli eventi sismici sul territorio nazionale risulta concentrata essenzialmente lungo tutto l'Arco appenninico, la Calabria, la Sicilia settentrionale e orientale e, in minor misura, lungo l'Arco alpino (Figura 1).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
La sismicità nel 2020 in Italia è stata essenzialmente paragonabile a quella del 2019 in termini di numero di eventi maggiori o uguali a Magnitudo 2. Come nel 2019, anche nel 2020, inoltre, nessun evento ha raggiunto Magnitudo 5. Rispetto al 2018, 2017 e soprattutto al 2016 c’è stata una netta diminuzione del numero di eventi, dovuta alla riduzione delle repliche della sequenza del Centro Italia del 2016-2017, anche se ancora circa il 30% della sismicità totale italiana è rappresentata dalla coda di tale sequenza (Pignone & Amato, 2021). I terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 2 e maggiore e uguale a 4 sono in termini numerici confrontabili con quelli degli anni in cui non si sono verificati forti terremoti.
Variabili: 
Numero di eventi sismici
Magnitudo
Commenti: 
La Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel 2020 ha registrato 1.957 eventi di Magnitudo pari o superiore a 2 con epicentro sul territorio italiano. Tali eventi, come al solito, sono distribuiti lungo tutta la catena appenninica, la Calabria, la Sicilia settentrionale e orientale e, in minor misura, lungo l'arco alpino (Figura 1). In Italia non sono stati registrati eventi forti e distruttivi, infatti nessuno ha raggiunto Magnitudo 5. Gli eventi di maggiore Magnitudo sono stati quello di ML 4,4 del 15/03/2020 nel Tirreno Meridionale, ad una profondità di 499 km e l’evento di MW 4,4 del 22/12/2020 avvenuto 11 km ad ovest di Vittoria (RG), alla profondità di 29,5 km che non hanno procurato danni di rilievo.
Come nel 2019, anche nel 2020, i terremoti più forti registrati dalla Rete Sismica Nazionale si sono verificati fuori dal confine nazionale. La sequenza più importante è stata quella culminata con l’evento parossistico di Magnitudo 6,3 nei pressi di Petrinja, in Croazia (Markusic et al., 2021; Tondi et al., 2021). In Italia sono avvenuti 6 eventi di Magnitudo maggiore o uguale a 4, nessuno dei quali ha raggiunto Magnitudo 5 (Tabella 1). Di questi, 3 hanno avuto epicentro a terra (1 in Sicilia, 1 in Calabria, 1 in Emilia-Romagna) e 3 in mare (2 nello Ionio e 1 nel Tirreno Meridionale). La maggior parte (85%) dei terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2,0 ha avuto una profondità ipocentrale compresa nei primi 30 km. Dei terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 4,0 la profondità ipocentrale è stata compresa tra 5,9 e 499 km. Il terremoto del Tirreno Meridionale profondo 499 km è dovuto al processo di subduzione della crosta oceanica ionica al di sotto dell’Arco calabro.
Non essendosi verificati terremoti di forte Magnitudo, a cui in genere sono associate lunghe sequenze di repliche, nel 2020, come nel 2019, il numero di eventi di Magnitudo maggiore o uguale a 2 è diminuito rispetto agli anni precedenti , in particolare rispetto al 2016 (Figura 2). Come si può notare, gli anni con il maggior numero di terremoti sono quelli in cui si sono verificati gli eventi parossistici del Molise (2002), L’Aquila (2009), Emilia (2012) e Centro Italia (2016), che sono stati seguiti da numerosi aftershock. Comunque, nel Centro Italia la sequenza si è protratta anche nel 2020, tanto che il 30% della sismicità totale nazionale è ancora dovuta alla coda della sequenza del 2016-2017 (Pignone e Amato, 2021). Inoltre, si può osservare che il numero di terremoti nel 2016 è più del doppio rispetto a quelli sia del 2009, sia del 2012 e circa il triplo rispetto a quelli del 2002, dimostrando che il rilascio di energia della sequenza del Centro Italia è stato di gran lunga superiore a quello relativo alle altre sequenze. Infatti, nel 2016, a differenza degli altri tre anni, è avvenuto anche un mainshock di Magnitudo 6,5 e ben 4 di Magnitudo maggiore o uguale a 5,5 (Figura 3). Nel 2020 il numero di eventi di Magnitudo uguale o maggiore di 4 è ulteriormente diminuito rispetto ai precedenti anni. Si può notare come gli anni in cui si sono verificati più eventi di Magnitudo maggiore o uguale a 4 (66 nel 2016 e 55 nel 2012) sono anche quelli in cui si sono avuti più eventi di Magnitudo maggiore o uguale a 5,5 (4 nel 2016 e 2 nel 2012). Le Figure 2 e 3 mostrano che dal 2002 al 2020, in media in Italia, si è verificato un terremoto distruttivo ogni 4 anni. Guardando al passato, purtroppo, la nostra storia sismica racconta di periodi in cui si sono verificate delle serie di terremoti distruttivi anche con frequenza annuale, come, ad esempio, la serie di 14 forti terremoti succedutisi dal 1688 al 1706, oppure la serie di 6 forti terremoti dal 1915 al 1920 (Comerci, 2006). Per approntare buone politiche di prevenzione è necessario considerare tali caratteristiche sismiche del nostro Paese.