Report

BENI CULTURALI ESPOSTI A PERICOLOSITA' SISMICA

Immagine abstract
Abstract: 
Al 31 dicembre 2020, nei comuni classificati come zone in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è alta sono situati 12.424 beni, pari al 5,8% del totale.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce il numero dei beni culturali esposti a pericolosità sismica sul territorio nazionale. La stima è stata effettuata utilizzando come dati di input: i beni architettonici, monumentali e archeologici della banca dati VIR (Vincoli in Rete) curata dall’ ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro); la nuova classificazione sismica così come recepita da parte delle regioni e delle province autonome a seguito dell'Ordinanza PCM del 20 marzo 2003, n. 3274.
Scopo: 
Fornire un quadro preliminare a scala nazionale, regionale e comunale della distribuzione dell'intero patrimonio culturale esposto a pericolosità sismica.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Recepimento da parte delle Regioni e delle Province autonome dell'Ordinanza PCM 20 marzo 2003, n. 3274.
Atti di recepimento al 1° giugno 2014. Abruzzo: DGR 29/3/03, n. 438. Basilicata: DCR 19/11/03, n. 731. Calabria: DGR 10/2/04, n. 47. Campania: DGR 7/11/02, n. 5447. Emilia Romagna: DGR 21/7/03, n. 1435. Friuli Venezia Giulia: DGR 6/5/10, n. 845. Lazio: DGR 22/5/09, n. 387. Liguria: DGR 19/11/10, n. 1362. Lombardia: DGR 11/7/14, n. X/2129 Marche: DGR 29/7/03, n. 1046. Molise: DGR 2/8/06, n. 1171. Piemonte: DGR 12/12/11, n. 4-3084. Puglia: DGR 2/3/04, n. 153. Sardegna: DGR 30/3/04, n. 15/31. Sicilia: DGR 19/12/03, n. 408. Toscana: DGR 26/5/14, n. 878. Trentino Alto Adige: Bolzano, DGP 6/11/06, n. 4047; Trento, DGP 27/12/12, n. 2919. Umbria: DGR 18/9/12, n. 1111. Veneto: DCR 3/12/03, n. 67. Valle d'Aosta: DGR 4/10/13 n. 1603
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Dipartimento della protezione civile, 2015, Classificazione sismica al 2015.

Limitazioni: 
L'indicatore risente di approssimazioni dovute alla scala di analisi, effettuata su base comunale.
Ulteriori azioni: 
Azioni future volte al miglioramento del presente indicatore saranno effettuate incorporando, laddove presenti, studi di microzonazione sismica su base comunale e, ove possibile, associando direttamente al singolo bene i valori di accelerazione sismica attesa. Implementazione del database ISCR VIR.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di base sul patrimonio culturale italiano sono reperibili e consultabili al seguente indirizzo:
http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/utente/login
Fonte dei dati di base: 
ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Allineamento e analisi geostatistica su piattaforma GIS di dati provenienti da diverse banche dati.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale su base comunale
Copertura temporale: 
2020
L'informazione è di portata nazionale, semplice, facile da interpretare e fornisce una buona base per confronti a livello internazionale.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Al 31 dicembre 2020, nei comuni classificati come zone in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è alta, sono situati 12.434 beni, pari al 5,8% del totale. I beni culturali localizzati in comuni in classe sismica 1 o 2 sono 92.384.
In mancanza di parametri oggettivi di riferimento, la valutazione dello stato non è definibile.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Variazioni qualitative dell’indicatore possono avvenire soltanto a seguito dell’aggiornamento della classificazione sismica e/o delle informazioni sui beni esposti. La lieve variazione del numero totale di beni esposti rispetto alla precedente rilevazione, deriva da correzioni della base dati sia qualitative (geolocalizzazione), sia quantitative (integrazione del numero dei beni). La classificazione sismica su base comunale al 31 dicembre 2020 è rimasta invariata. Il trend non è definibile.
Variabili: 
Numero dei beni culturali
Classi di zonazione sismica
Commenti: 
A 31 dicembre 2020, nei comuni classificati come zone in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è alta, sono situati 12.434 beni (Tabella 1), pari al 5,8% del totale. Le regioni con il più alto numero di beni in comuni classificati in zona sismica 1 o 2 (zona 2: in cui sono possibili forti terremoti) sono le Marche con 19.954 beni (9,4%), il Lazio con 11.419 (5,4%), la Campania con 10.028 (4,7%) e la Sicilia con 7.748 beni (3,6%). In totale i beni culturali localizzati in comuni in classe sismica 1 o 2 sono 92.384 (Tabella 2). I comuni classificati in zona 1 con più beni culturali esposti (più di 300) risultano essere Messina (412), Spoleto (396), Foligno (336), Reggio Calabria (336) e Benevento (319) (Tabella 3).
Allegati: