Report

INVENTARIO DEI FENOMENI FRANOSI D'ITALIA (IFFI)

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia. Le frane censite, ad oggi, sono 624.601 (periodo di riferimento 1116-2021) e interessano un’area di quasi 24.000 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale.
Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sul numero e sulla distribuzione delle frane in Italia sulla base dei dati contenuti nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia – IFFI. L’Inventario è realizzato dall’ISPRA e dalle regioni e province autonome; l’ISPRA ha la funzione di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività, gestione della banca dati, produzione di elaborazioni e statistiche nazionali, diffusione dei dati; le regioni e province autonome hanno il ruolo fondamentale di raccolta, archiviazione, informatizzazione e validazione dei dati sulle frane.
L’Italia è il paese europeo maggiormente interessato da fenomeni franosi, con i 2/3 delle frane censite in Europa (Indagine EuroGeoSurveys del 2015). Le frane sono estremamente diffuse a causa delle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio italiano, che è per il 75% montano-collinare.
Una frana è un movimento di una massa di roccia, terra o detrito lungo un versante ed è pertanto rappresentativa di un fenomeno in una determinata porzione di territorio. Un evento franoso è invece rappresentativo di un fenomeno in un determinato istante temporale; a una frana possono essere quindi associati, nel tempo, più eventi franosi.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia ha l’obiettivo di identificare e mappare le frane sul territorio italiano secondo modalità standardizzate e condivise. La banca dati IFFI contiene la cartografia, i parametri alfanumerici ed eventuali foto, video e documenti associati alle frane e agli eventi franosi.
Le Frane IFFI vengono censite mediante la compilazione della Scheda Frane e rappresentate mediante un punto (Punto Identificativo del Fenomeno Franoso - PIFF) ubicato in corrispondenza del coronamento della frana, da un poligono quando la superficie è cartografabile alla scala di rilevamento adottata o da una linea, quando la larghezza della frana non è cartografabile (es. colamenti rapidi). Ogni frana è univocamente identificata sull’intero territorio nazionale attraverso un codice identificativo (ID-Frana).
Gli Eventi franosi vengono censiti mediante la compilazione della Scheda Evento che contiene una selezione dei campi della Scheda Frane e un minor numero di campi obbligatori. Hanno la data di attivazione nota e la geometria che può essere rappresentata solo mediante un punto, ubicato in corrispondenza della corona, dell’unghia o in altra posizione (es. edificio o strada danneggiati) con diversi valori di accuratezza (posizione esatta, < 100 m, < 1.000 m, < 10.000 m), o anche mediante un poligono indipendentemente dalle dimensioni del fenomeno. La Scheda Evento può essere utilizzata per raccogliere dati in maniera speditiva soprattutto in emergenza, inoltre può essere impiegata per il censimento di un evento franoso, sia nel caso di un fenomeno di neoformazione sia di una riattivazione di una frana IFFI esistente.
L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia rappresenta un utile strumento conoscitivo di base per la valutazione della pericolosità da frana, per la pianificazione territoriale e per la programmazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Scopo: 
Fornire un quadro sul numero e la distribuzione delle frane sul territorio nazionale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Realizzazione della Carta inventario dei fenomeni franosi in Italia (Delibera del Comitato dei Ministri per i servizi Tecnici e gli interventi nel settore della difesa del suolo, 17/01/1997); Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”); Aggiornamento dell'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (art. 6, comma 1 lettera g della L. 132/2016).
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Iadanza C., Trigila A., Starace P., Dragoni A., Roccisano M., Biondo T. (2021) IdroGEO: A Collaborative Web Mapping Application Based on REST API Services and Open Data on Landslides and Floods in Italy. ISPRS International Journal of Geo-Information. 2021; 10(2):89. https://doi.org/10.3390/ijgi10020089.
Iadanza C., Trigila A., Starace P., Dragoni A., Roccisano M., Biondo T. (2020) IdroGEO: la piattaforma italiana sul dissesto idrogeologico. Geomedia, 5, 2020.
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018 (Rapporti ISPRA, 287/2018)
Trigila A., Iadanza C. (2008) Landslides in Italy – Special report 2008 (Rapporti ISPRA 83, 2008)
Trigila A. (ed) (2007) Rapporto sulle frane in Italia - Il Progetto IFFI: metodologia, risultati e rapporti regionali (Rapporti APAT 78/2007).
Limitazioni: 
-
Ulteriori azioni: 
Rifinanziamento dell’Inventario IFFI per l'aggiornamento e l'integrazione della banca dati nazionale.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia - ISPRA: https://idrogeo.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Province Autonome
Regioni
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato ottenuto mediante analisi statistiche ed elaborazioni GIS dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia. I dati sono rappresentati con diversi indici: numero di frane, numero di eventi franosi, area interessata da fenomeni franosi, densità di frane (numero di fenomeni/eventi franosi per chilometro quadrato), indice di franosità (superficie interessata da frane/superficie totale), distribuzione percentuale delle tipologie di movimento.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Altri Core set: 
-
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale, provinciale, comunale
Copertura temporale: 
1116-2021
I dati sono raccolti, archiviati ed elaborati, su tutto il territorio nazionale, attraverso l’uso di una metodologia standardizzata che si basa sull'utilizzo di più tecniche di acquisizione (aerofotointerpretazione, rilievi di campagna, monitoraggio strumentale) e di diverse fonti di informazione. I dati vengono, poi, sottoposti a processi di validazione.
L'indicatore risponde pienamente alla domanda di informazione riguardante il numero, la distribuzione dei fenomeni franosi e le principali tipologie di movimento. È semplice, facile da interpretare e risulta comparabile nel tempo e nello spazio. Inoltre, fornisce un importante supporto ai processi decisionali per definire le strategie di mitigazione del rischio da frana e le priorità di intervento.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
L’Italia è il paese europeo maggiormente interessato da fenomeni franosi, con oltre 620.000 frane che rappresentano circa i 2/3 delle frane censite in Europa.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
La copertura temporale dell’Inventario è 1116-2021, periodo che intercorre tra la data di attivazione della frana più antica e di quella più recente contenute nell’Inventario. Tuttavia, non si dispone di una serie temporale significativa di parametri per un numero sufficiente di frane, in quanto la data di attivazione della frana, che permetterebbe di valutare eventuali trend, è disponibile per un numero molto ridotto di frane dell’Inventario (meno del 5% del totale).
Variabili: 
numero di fenomeni franosi, numero di eventi franosi, area interessata da fenomeni franosi, densità di frane, indice di franosità, percentuale delle tipologie di movimento.
Commenti: 
Le frane censite nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia sono 624.601 e interessano un’area di quasi 24.000 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale. Il censimento delle frane nell’Inventario IFFI è stato avviato dall’ISPRA e dalle regioni e province autonome nel 1999. Un quadro sulla distribuzione delle frane in Italia può essere ricavato dall’indice di franosità, dato dal rapporto tra l’area in frana e l’area totale, calcolato su una maglia di lato 1 km (Figura 1). L’indice di franosità montano-collinare (Tabella 1), che esprime l’incidenza della franosità sul territorio regionale potenzialmente interessato da fenomeni franosi, è stato calcolato utilizzando, oltre all’area in frana, il Modello orografico d’Italia semplificato (Rapporto sulle frane in Italia, Rapporti APAT 78/2007).
L’incremento del numero di frane, rispetto alle precedenti edizioni dell'Annuario, è legato principalmente all'attività di integrazione delle informazioni sulle frane nell’Inventario con studi di maggior dettaglio, e solo in parte è dovuto a nuovi fenomeni franosi censiti nell'arco dell'anno.
I dati sulle frane sono aggiornati al 2021 per la Provincia Autonoma di Bolzano; al 2018 per la Regione Umbria; al 2016 per Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Sicilia e Valle d'Aosta; al 2015 per la Toscana; al 2014 per la Basilicata e la Lombardia. Per le restanti regioni i dati sono aggiornati al 2007. L’ISPRA ha comunque proseguito a censire sul territorio nazionale, anche in collaborazione con le Regioni e Province Autonome, gli eventi franosi principali, ovvero quelli che causano vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e reti di servizi (si veda l'indicatore "Eventi franosi principali" – ADA). Gli eventi franosi principali censiti nel 2020 sul territorio nazionale sono stati 122.
Le tipologie di movimento più frequenti, classificate in base al tipo di movimento prevalente, sono gli scivolamenti rotazionali/traslativi (31,81%), i colamenti rapidi (14,99%), i colamenti lenti (12,67%), le frane di tipo complesso (9,50%) e le aree con crolli/ribaltamenti diffusi (9,28%) (Figura 2).
Gran parte dei fenomeni franosi presentano delle riattivazioni nel tempo; spesso a periodi di quiescenza di durata pluriennale o plurisecolare si alternano, in occasione di eventi pluviometrici intensi, periodi di rimobilizzazione. Le precipitazioni brevi e intense e quelle persistenti sono i fattori più importanti per l’innesco dei fenomeni di instabilità. I fattori antropici assumono un ruolo sempre più determinante tra le cause predisponenti, con azioni sia dirette, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi dovuti ad edifici o rilevati stradali o ferroviari, sia indirette quali ad esempio la mancata manutenzione del territorio e delle opere di difesa del suolo.