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COMUNI INTERESSATI DA SUBSIDENZA

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Abstract: 
Dai dati raccolti, il fenomeno coinvolge circa il 15% dei comuni italiani, prevalentemente situati nelle regioni del Nord Italia, in particolare nella Pianura padana, mentre nell'Italia centrale e meridionale il fenomeno interessa prevalentemente le pianure costiere.
Descrizione: 
L'indicatore riporta i comuni interessati da subsidenza. Tale fenomeno consiste in un lento processo di abbassamento del suolo che interessa prevalentemente aree costiere e di pianura, coinvolgendo anche importanti città d'arte, come ad esempio Venezia e Ravenna. È generalmente causata da fattori geologici (compattazione dei sedimenti, tettonica, isostasia), ma negli ultimi decenni è stata localmente aggravata dall'azione dell'uomo e ha raggiunto dimensioni superiori a quelle di origine naturale. La subsidenza naturale è stimata pari a qualche millimetro l'anno, pertanto le sue conseguenze sono relativamente ridotte, manifestandosi perlopiù in tempi molto lunghi, anche se comunque concorre ad aumentare il rischio di inondazione nelle aree alluvionali e costiere. Diverso è il caso della subsidenza indotta e/o accelerata da cause antropiche (estrazione di fluidi o prelievo di solidi dal sottosuolo o bonifiche), che raggiunge valori da dieci a oltre cento volte maggiori; i suoi effetti si manifestano in tempi brevi determinando, in alcuni casi, la compromissione delle opere e delle attività umane interessate. L'interazione di processi naturali e antropici rende complesso il suo studio e pertanto anche la sua mitigazione. È determinante la quantificazione e l'analisi temporale del fenomeno attraverso indagini specifiche di monitoraggio, che possono essere effettuate tramite differenti metodologie (livellazioni geometriche di alta precisione, reti GNSS, tecniche interferometriche differenziali, ecc.), attuate già da diversi anni da numerose province, regioni, comuni, enti di ricerca, ISPRA, ARPA/APPA.
L'indicatore ha come unità di rappresentazione l'entità amministrativa comunale e fornisce, a oggi, indicazione sulla presenza del fenomeno. Sono esclusi i comuni nei quali sono presenti quasi esclusivamente manifestazioni riconducibili a fenomeni di sinkhole, oggetto di analisi di un altro specifico indicatore.
Scopo: 
Fornire un quadro a scala nazionale del fenomeno subsidenza e del suo impatto sul territorio, le cui cause possono essere sia naturali, sia di natura antropica. Si tratta di un importante fattore di rischio ambientale specialmente nelle aree intensamente urbanizzate o di recente urbanizzazione e nelle aree costiere, in particolare se queste ultime si trovano a una quota inferiore al livello del mare o poco al disopra, anche in relazione alle variazioni climatiche nel contesto mediterraneo.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Uno dei primi riferimenti normativi finalizzato a intervenire sul fenomeno della subsidenza è la L n. 845 del 10 dicembre 1980 (Protezione del territorio del Comune di Ravenna dal fenomeno di subsidenza), nella quale si indicano gli interventi di difesa dei litorali e degli abitati necessari per contrastare l'abbassamento del suolo e i vincoli e divieti relativi all'uso delle risorse idriche sotterranee. A livello nazionale i principali riferimenti normativi sono la L 183/89, che definisce la subsidenza indotta dall'uomo tra i fenomeni ricadenti nel dissesto idrogeologico e il D.Lgs. 152/2006. Nell’ambito delle attività minerarie il D.L. 12 settembre 2014, n. 133 evidenzia la necessità di corredare i progetti con un'analisi tecnico-scientifica che dimostri l'assenza di effetti di subsidenza dell'attività sulla costa, sull'equilibrio dell'ecosistema e sugli insediamenti antropici. A tal fine il Gruppo di Lavoro CIRM istituito presso il MiSE ha definito gli indirizzi e linee guida per il monitoraggio delle attività di sottosuolo, con particolare riferimento a quelle di coltivazione, reiniezione e stoccaggio di idrocarburi ("Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche"). La Direttiva europea IPPC per la prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (96/61/CE) prevede, a fronte del rilascio dell’autorizzazione integrata AIA, la descrizione dei fenomeni di subsidenza presso i siti interessati al fine di limitarne gli effetti.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Proceedings of International Symposium on Land Subsidence; pubblicazioni scientifiche, atti di convegni e rapporti tecnici; documentazione reperibile su siti internet di ISPRA, ARPA/APPA e Regioni. PanGeo project. Piano Straordinario di Telerilevamento – Geoportale Nazionale.
Federico Raspini, Silvia Bianchini, Andrea Ciampalini, Matteo Del Soldato, Lorenzo Solari, Fabrizio Novali, Sara Del Conte, Alessio Rucci, Alessandro Ferretti & Nicola Casagli; Continuous, semi-automatic monitoring of ground deformation using Sentinel-1 satellites; Scientific Reports • May 2018 DOI: 10.1038/s41598-018-25369-w.
G. Farolfi, M. Del Soldato, S. Bianchini & N. Casagli (2019): A procedure to use GNSS data to calibrate satellite PSI data for the study of subsidence:an example from the north-western Adriatic coast (Italy), European Journal of Remote Sensing, DOI: 10.1080/22797254.2019.1663710.
Marco Polcari, Marco Moro, Vito Romaniello, Salvatore Stramondo; “Anthropogenic subsidence along railway and road infrastructures in Northern Italy highlighted by Cosmo-SkyMed satellite data” J. Appl. Remote Sens. 13(2), 024515 (2019), DOI: 10.1117/1.JRS.13.024515.
Gregorio Farolfi, Silvia Bianchini, Nicola Casagli; Integration of GNSS and Satellite InSAR Data: Derivation of Fine-Scale Vertical Surface Motion Maps of Po Plain, Northern Apennines, and Southern Alps, Italy; September 2018 - IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing PP(99):1-10, DOI: 10.1109/TGRS.2018.2854371.
Luigi Tosi, Cristina Da Lio, Tazio Strozzi & Pietro Teatini; Combining L- and X-Band SAR Interferometry to Assess Ground Displacements in Heterogeneous Coastal Environments: The Po River Delta and Venice Lagoon, Italy; Remote Sens. 2016, 8, 308; DOI:10.3390/rs8040308.
Limitazioni: 
Attualmente l'indicatore non fornisce l'effettiva estensione nazionale del fenomeno e l'entità della subsidenza nelle varie aree, a causa della disomogeneità nei metodi di monitoraggio e della complessità del fenomeno medesimo. Esso, infatti, viene monitorato regolarmente solo in alcune aree, spesso con metodologie differenti, ma non esiste un catalogo nazionale. Da alcuni anni, in alcune regioni italiane, si è iniziato a studiarlo utilizzando rilevazioni radar-satellitari. Poiché il fenomeno della subsidenza spesso non produce effetti rilevanti, viene talvolta ignorato o sottovalutato, pertanto è difficile reperire dati sull'entità del fenomeno. Inoltre, a causa della complessità e dell'elevato costo della rilevazione, esiste una notevole disomogeneità dell'informazione nelle diverse regioni.
Ulteriori azioni: 
È necessario un approfondimento del fenomeno con la realizzazione di un Catalogo a scala nazionale omogeneo che riporti l'entità del fenomeno nelle varie zone del territorio nazionale, anche grazie all’utilizzo dei prodotti del Programma Mirror Copernicus.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i risultati di studi e monitoraggi effettuati da Enti di Ricerca, Università, Regioni, ISPRA/ARPA/APPA a varie scale e con finalità differenti. In alcune aree inoltre sono state utilizzate le informazioni deducibili dal Piano Straordinario di Telerilevamento (http://www.pcn.minambiente.it/mattm/progetto-piano-straordinario-di-telerilevamento/).
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
ARPAE (Arpa Emilia-Romagna)
Enti di ricerca
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Province Autonome
Regioni
Università
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Raccolta ed elaborazione statistica delle informazioni disponibili.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Sendai Framework for Disaster Risk Reduction
Green Deal
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
2004-2020 (giugno)
I dati ad oggi disponibili non permettono di descrivere il fenomeno in modo omogeneo sul territorio nazionale. L'informazione è certamente rilevante, mentre l'accuratezza è media poiché il fenomeno spesso non viene rilevato con regolarità. Nei soli casi in cui si dispone di serie storiche acquisite con metodologie classiche (rilievi topografici tradizionali) o moderne (GPS/GNSS, Interferometria Radar, ecc.), il dato risulta comparabile nel tempo e nello spazio. Pertanto, in generale, risulta buona la copertura temporale; meno buone le comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Sebbene siano presenti reti di monitoraggio strumentali in alcune aree del territorio nazionale, ad esempio nella Pianura padana, la conoscenza del fenomeno è ancora parziale e disomogenea.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
In alcune zone, come ad esempio in Emilia-Romagna o nella Laguna di Venezia, dove l'estrazione di fluidi dal sottosuolo è rilevante, gli interventi legislativi adottati a tutela del territorio hanno rallentato o addirittura arrestato la subsidenza. Tali provvedimenti non sono stati adottati in tutte le aree interessate dal fenomeno. Pertanto l’andamento del fenomeno, attualmente, non può essere definito con accuratezza, in futuro però, anche grazie al Programma Copernicus che ha tra gli obiettivi il monitoraggio tramite dati satellitari dei movimenti del terreno, sarà possibile studiarlo a scala nazionale.
Variabili: 
Tasso di deformazione verticale, litologia, morfologia
Commenti: 
Il fenomeno della subsidenza coinvolge circa il 15% dei comuni italiani (1.193 comuni) (Tabella 1). Si tratta prevalentemente di comuni situati nelle regioni del Nord Italia, in particolare nell'area della Pianura padana. Nell'Italia centrale e meridionale il fenomeno interessa prevalentemente le pianure costiere. Le regioni più esposte sono il Veneto e l'Emilia-Romagna, con oltre il 50% dei comuni interessati dal fenomeno (rispettivamente 331 e 179 comuni), seguite dalla Toscana (29%, 80 comuni), Friuli-Venezia Giulia (20%, 42 comuni), Campania e Lombardia (19%, rispettivamente103 e 291 comuni) (Figura 2). Solo in alcune aree esiste un sistema di monitoraggio attraverso il quale è possibile ottenere informazioni sull'andamento nel tempo del fenomeno, come ad esempio accade in Emilia-Romagna. In questa regione, infatti, da alcuni decenni il fenomeno viene controllato periodicamente, grazie alla disponibilità di una gran mole di misure di livellazione e GPS, alle quali si sono aggiunte negli ultimi anni le informazioni desumibili dall'interferometria radar da satellite. I risultati del monitoraggio effettuato da ARPA Emilia-Romagna hanno evidenziato nell’ultimo decennio una riduzione del fenomeno in circa il 18% del territorio di pianura, grazie al maggiore utilizzo di acque di superficie a uso potabile e quindi alla riduzione dei prelievi da falda. Anche in altre regioni il fenomeno è stato studiato utilizzando l'interferometria radar da satellite, come ad esempio la Campania, il Veneto, la Toscana e la Lombardia, tuttavia non è monitorato con regolarità. Attualmente l'unica regione che periodicamente produce carte di iso-subsidenza e di iso-variazione è l'Emilia-Romagna.
Per le regioni in cui non sono segnalati comuni interessati dal fenomeno, non significa che non sia presente: probabilmente se esiste è limitato arealmente o nella sua intensità.