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AREE A PERICOLOSITA' DA FRANA PAI

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) sul territorio nazionale. La superficie complessiva, in Italia, delle aree a pericolosità da frana PAI e delle aree di attenzione è pari a 60.481 km2 (20% del territorio nazionale), di cui 26.385 km2 (8,7%) sono aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4, assoggettate ai vincoli di utilizzo del territorio più restrittivi.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle aree a pericolosità da frana perimetrate nei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), redatti dalle Autorità di Bacino Distrettuali (ex Autorità di Bacino) e, per i territori di rispettiva competenza, dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. Le aree a pericolosità da frana includono, oltre alle frane già verificatesi, anche le zone di possibile evoluzione dei fenomeni e le zone potenzialmente suscettibili a nuovi fenomeni franosi.
L'ISPRA ha elaborato la nuova Mosaicatura nazionale (v. 4.0 - Ottobre 2021) delle aree a pericolosità dei Piani di Assetto Idrogeologico – PAI, secondo la legenda armonizzata in 5 classi per l'intero territorio nazionale: pericolosità molto elevata P4, elevata P3, media P2, moderata P1 e aree di attenzione AA. La legenda è stata definita dall’ISPRA nel 2015, in coerenza con l'Atto di indirizzo e coordinamento (DPCM 29 Settembre 1998), e utilizzata per le precedenti versioni della Mosaicatura.
Scopo: 
Fornire un quadro sulle aree a pericolosità da frana dei PAI su base nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e di dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (art. 55 del D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”); D.L. 180/98 “Decreto Sarno” convertito in Legge 267/1998, DPCM del 29/09/98 (Atto di indirizzo e coordinamento), L. 365/00.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Edizione 2018. ISPRA, Rapporti 287/2018 (ISBN 978-88-448-0901-0)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Pluriennale
Accessibilità dei dati di base: 
Mosaicatura nazionale: https://idrogeo.isprambiente.it/
Cartografia dei Piani di Assetto Idrogeologico: siti delle Autorità di Bacino Distrettuali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.
Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Province Autonome
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La mosaicatura delle aree a pericolosità da frana è stata effettuata mediante l’analisi e l’armonizzazione, secondo una legenda in 5 classi per l'intero territorio nazionale (pericolosità molto elevata P4, elevata P3, media P2, moderata P1 e aree di attenzione AA), dei dati forniti dalle Autorità di Bacino Distrettuali e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.
E’ stata quindi calcolata la superficie delle aree a pericolosità da frana dei PAI su base regionale, provinciale e comunale.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
PON GOV Statistiche ambientali
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale, Provinciale, Comunale
Copertura temporale: 
2020-2021
I dati utilizzati per costruire l’indicatore presentano una buona copertura spaziale, tuttavia, relativamente alla comparabilità nello spazio sono presenti localmente disomogeneità di mappatura e classificazione, dovute principalmente alle differenti metodologie utilizzate, dalle Autorità di Bacino (ora Autorità di Bacino Distrettuali) e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per la valutazione della pericolosità da frana nei PAI.
I dati di input sono stati forniti dalle Autorità di Bacino Distrettuali e dalle Province Autonome nel periodo 2020-2021.
L’indicatore è ben fondato in termini scientifici e tecnici e permette confronti a livello internazionale.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
La superficie complessiva, in Italia, delle aree a pericolosità da frana PAI e delle aree di attenzione è pari a 60.481 km2 (20% del territorio nazionale), di cui 26.385 km2 (8,7%) sono aree a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4, assoggettate ai vincoli di utilizzo del territorio più restrittivi.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Allo stato attuale non è definibile un trend dell'indicatore per la limitatezza della serie storica disponibile (2015, 2017, 2021).
Variabili: 
Area a pericolosità da frana
Commenti: 
La superficie complessiva, in Italia, delle aree a pericolosità da frana PAI e delle aree di attenzione è pari a 60.481 km2 (20% del territorio nazionale) (Figura 1). La superficie delle aree a pericolosità da frana molto elevata è pari a 9.495 km2 (3,1%), quella a pericolosità elevata è pari a 16.891 km2 (5,6%), a pericolosità media a 14.551 km2 (4,8%), a pericolosità moderata a 12.556 km2 (4,2%) e le aree di attenzione sono pari a 6.988 km2 (2,3%). Se si prendono in considerazione le classi a maggiore pericolosità (elevata P3 e molto elevata P4), assoggettate ai vincoli di utilizzo del territorio più restrittivi, le aree ammontano a 26.385 km2, pari all’8,7% del territorio nazionale.
Dall’analisi della Mosaicatura della pericolosità da frana sul territorio nazionale (Figura 1), emergono localmente disomogeneità di mappatura e classificazione.
La Toscana, l'Emilia-Romagna, la Valle d'Aosta, la Campania, l'Abruzzo, la Sardegna, il Piemonte, la Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento presentano le maggiori superfici (in km2) a pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 (Tabella 1).
Dal confronto tra la Mosaicatura nazionale ISPRA 2021 e quella del 2017, emerge un incremento dello 0,8% della superficie complessiva classificata dai PAI (classi P4, P3, P2, P1 e AA) e del 3,8% delle classi a maggiore pericolosità (elevata P3 e molto elevata P4). Tra la Mosaicatura nazionale ISPRA 2017 e quella del 2015, l’incremento era stato del 2,9% della superficie complessiva classificata dai PAI e del 6,2% delle classi a maggiore pericolosità. Tali variazioni sono legate prevalentemente all'integrazione/revisione delle perimetrazioni da parte delle Autorità di Bacino Distrettuali e delle Province Autonome, anche con studi di maggior dettaglio, e alla mappatura di nuovi fenomeni franosi. Gli incrementi più significativi della superficie a pericolosità elevata e molto elevata tra la Mosaicatura nazionale 2021 e quella del 2017 hanno riguardato la Provincia Autonoma di Bolzano, i territori delle Autorità di Bacino Distrettuali delle Alpi Orientali per la regione Veneto, del Po per la Regione Piemonte, dell’Appennino Settentrionale per il bacino dell’Arno e i bacini toscani, dell’Appennino Meridionale per la regione Basilicata, della Sicilia e della Sardegna.
La Mosaicatura nazionale è consultabile sulla Piattaforma nazionale IdroGEO (Figura 3).