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AREE A PERICOLOSITÀ IDRAULICA

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle condizioni di pericolosità da alluvione per l'intero territorio nazionale aggiornate al 2020. Le aree a pericolosità idraulica elevata, allagabili con tempo di ritorno compreso fra 20 e 50 anni, sono il 5,4% del territorio nazionale (16.224 km2), le aree a pericolosità media, allagabili con tempo di ritorno compreso fra 100 e 200 anni, sono il 10% (30.196 km2), quelle a pericolosità bassa, allagabili in caso di eventi rari o estremi, raggiungono il 14% del territorio nazionale (42.376 km2).
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle condizioni di pericolosità da alluvione per l'intero territorio nazionale valutate sulla base della mosaicatura ISPRA 2020 delle aree allagabili per i diversi scenari di probabilità, che l'ISPRA ha realizzato nel 2021 a partire dalle aree a pericolosità idraulica perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali e aggiornate al 2020. La mosaicatura è stata effettuata per i tre scenari di pericolosità individuati dal D.Lgs. 49/2010 (di recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE): elevata HPH con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (alluvioni frequenti), media MPH con tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (alluvioni poco frequenti) e bassa LPH (scarsa probabilità di alluvioni, scenari di eventi rari o estremi).
Scopo: 
Fornire un quadro aggiornato e unitario delle conoscenze riguardanti le condizioni di pericolosità da alluvione in Italia alle diverse scale territoriali: nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva Alluvioni 2007/60/CE
DLgs 49/2010
L'obiettivo fissato dalla normativa è quello di fornire un quadro aggiornato delle condizioni di pericolosità da alluvione sull'intero territorio nazionale.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Lastoria B., Bussettini M., Mariani S., Piva F., Braca G., 2021: Rapporto sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati. Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Rapporti 353/21, Roma
Limitazioni: 
L'indicatore fornisce un quadro della pericolosità da alluvioni di livello nazionale dettagliato fino alla scala comunale a partire da dati aggiornati al 2020. Va ricordato che tali dati subiscono nel tempo continui aggiornamenti da parte delle Autorità di Bacino Distrettuale e pertanto è opportuno che, per fini diversi da quello che si prefigge l'indicatore, si faccia riferimento a quanto pubblicato da tali autorità competenti.
Ulteriori azioni: 
Occorre migliorare il livello di copertura territoriale delle aree di pericolosità specie per gli scenari di probabilità elevata e sfruttare al meglio le informazioni derivanti dalle analisi post-evento nell'ambito della Valutazione Preliminare del Rischio.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Cartografia pubblicata sui siti delle Autorità di Bacino Distrettuali;
Geoportale Nazionale del Ministero della Transizione Ecologica: http://www.pcn.minambiente.it/mattm/
Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino
MiTE (Ministero della Transizione Ecologica).
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Gli strati informativi prodotti dalle Autorità di Bacino Distrettuale nell'ambito dell'aggiornamento delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni ai sensi dell'articolo 6 della Direttiva europea 2007/60/CE sono stati utilizzati per ottenere un quadro unitario a livello nazionale delle aree allagabili per i diversi scenari di probabilità. E' stata quindi calcolata la superficie delle aree a pericolosità idraulica elevata HPH (High Probability Hazard), a pericolosità media MPH (Medium Probability Hazard) e a pericolosità bassa LPH (Low Probability Hazard) alle diverse scale territoriali: nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Biennale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale, Provinciale, Comunale
Copertura temporale: 
2020
Il dato spaziale è stato sottoposto a preventivi controlli di tipo geometrico e topologico ed è stata verificata la congruenza dell'informazione tra i diversi scenari di probabilità. Restano scoperte alcune zone del territorio nazionale, specie per lo scenario di probabilità/pericolosità elevata per i quali le perimetrazioni non sono disponibili o non sono state fornite se non parzialmente.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Si è riscontrato un incremento sensibile delle aree allagabili attribuibile a nuovi studi, modellazioni, utilizzo dell'informazione derivante da eventi alluvionali occorsi in passato, nonché di scenari futuri che traducono l'effetto dei cambiamenti climatici. In particolare, dalle elaborazioni effettuate sui dati prodotti dalle Autorità di Bacino Distrettuale nell'ambito dell'aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio di alluvioni per il II ciclo di gestione della Direttiva europea 2007/60/CE, risulta che: il 5,4% del territorio nazionale, corrispondente a una superficie di 16.224 km2, ricade in aree a pericolosità/probabilità elevata di alluvioni (Figura 1); il 10% del territorio nazionale (30.196 km2) è a pericolosità/probabilità media (Figura 2); il 14% del territorio nazionale (42.376 km2) è a pericolosità/probabilità bassa (Figura 3).
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Rispetto alla mosaicatura ISPRA 2017, le aree a pericolosità/probabilità elevata (HPH) aumentano di 1,3 punti percentuali; quelle a pericolosità/probabilità media (MPH) di 1,6 punti percentuali e infine le aree a pericolosità/probabilità bassa (LPH) di 3,1. Tuttavia l'incremento delle superfici è prevalentemente attribuibile all'acquisizione di un'informazione di maggior dettaglio su aree già perimetrate o su aree non presenti nelle precedenti mappature.
Variabili: 
Chilometri quadrati;
Scenari di pericolosità da alluvione.
Commenti: 
La mosaicatura ISPRA 2020, realizzata nel 2021 su dati aggiornati al 2020, fornisce l'estensione delle aree potenzialmente allagabili per gli scenari di probabilità di alluvione definiti dal D.Lgs. 49/2010.
Le regioni italiane in cui le percentuali di territorio potenzialmente allagabile per i tre scenari di pericolosità/probabilità risultano superiori rispetto ai valori calcolati alla scala nazionale sono Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria (Figura 4). Le maggiori percentuali di territorio potenzialmente allagabile si registrano: per lo scenario di pericolosità elevata (HPH) in Calabria (17,1%) e in Emilia-Romagna (11,6%); per lo scenario medio (MPH) in Emilia-Romagna (45,6%); per lo scenario di pericolosità bassa (LPH) in Emilia-Romagna (47,3%) e in Veneto (32,2%). In Lombardia, la provincia con maggiore superficie allagabile è Mantova, in Veneto sono Venezia e Padova e quella di Rovigo (con quasi il 100% della superficie allagabile in caso di scenario di pericolosità rara), in Friuli-Venezia Giulia è Gorizia, in Emilia-Romagna sono Ravenna e Ferrara con percentuali che arrivano rispettivamente all’80% e quasi al 100% per alluvioni con probabilità di accadimento media e bassa, in Toscana sono Pisa e Livorno e in Calabria è Crotone (Tabella 1).
In tutta l’Italia, il numero di Comuni con almeno il 20% dell’intera superficie comunale in area allagabile, in caso di scenario di probabilità elevata (Figura 6) è 587, ossia il 7,4% del totale dei Comuni (7.904); nello scenario medio (Figura 7) è 1.014, ossia il 12,8% del totale dei Comuni e, in caso di scenario di probabilità rara (Figura 8), è 1.577, ossia il 20,0% del totale dei Comuni.