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EMISSIONI DI GAS SERRA (CO2 ,CH4 ,N2 O,HFCS,PFCS,SF6 ):PROCAPITE E PIL

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore rappresenta, nell'arco temporale 1990 - 2017, l’andamento delle emissioni di gas serra in Italia per abitante e rispetto al PIL. Si rileva una diminuzione per entrambi, accentuata dalla crescita della popolazione e del PIL, che evidenziano dunque un disaccoppiamento tra determinanti e pressioni.
Descrizione: 
L’indicatore viene elaborato rapportando le emissioni di gas serra nazionali (fonte ISPRA) alla popolazione residente in Italia (fonte ISTAT) e le stesse emissioni al PIL ai prezzi di mercato nazionale (fonte ISTAT).
Scopo: 
Valutare l'andamento nel tempo delle emissioni di gas serra per abitante e rispetto al PIL.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) 1992
Protocollo di Kyoto 1997
Legge 65/1994
Delibera CIPE 123/2002
Legge 120/2002
Delibera CIPE 123/2002
Legge 316/2004 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge n. 273/2004, recante disposizioni urgenti per l’applicazione della Direttiva 2003/87/CE in materia di scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra nella Comunità europea)
D.Lgs. 51/2008
Decisione “Effort Sharing” 406/2009/CE
D.Lgs. 30/2013
Regolamento UE 525/2013
D.Lgs. 111/2015
Accordo di Parigi 2015
Legge 79/2016
Regolamento UE 842/2018
Regolamento UE 1999/2018
Direttiva UE 2001/2018
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'Italia ha ratificato con la Legge 65/1994 la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), nata nell'ambito del "Rio Earth Summit" del 1992. La Convenzione ha come obiettivo la stabilizzazione a livello planetario della concentrazione in atmosfera dei gas a effetto serra a un livello tale che le attività umane non possano modificare il sistema climatico. Il Protocollo di Kyoto sottoscritto nel 1997, ratificato dalla Legge 120/2002, in vigore dal 2005, costituisce lo strumento attuativo della Convenzione. L'Italia aveva l'impegno di ridurre le emissioni nazionali complessive di gas serra del 6,5% rispetto al 1990, entro il periodo 2008-2012. Il Protocollo stesso prevedeva complessivamente per i paesi industrializzati l'obiettivo di riduzione del 5,2%, mentre per i paesi dell'Unione Europea una riduzione complessiva delle emissioni pari all'8%.
La Delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, relativa alla revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra, ha istituito un Comitato tecnico emissioni gas serra al fine di monitorare l'attuazione delle politiche di riduzione delle emissioni.
In Italia il monitoraggio delle emissioni dei gas climalteranti è garantito da ISPRA, attraverso il Decreto Legislativo n. 51 del 7 marzo 2008 e il Decreto Legislativo n. 30 del 13 marzo 2013 che prevedono l'istituzione del National System relativo all'inventario delle emissioni dei gas serra.
Per colmare il divario 2013-2020, l'Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto è stato adottato l'8 dicembre 2012. L'UE e i suoi Stati membri si sono impegnati in questa seconda fase del Protocollo di Kyoto e hanno stabilito di ridurre le emissioni collettive del 20% al di sotto dei livelli del 1990 o altro anno base.
Un nuovo accordo globale è stato raggiunto a Parigi nel dicembre 2015, per il periodo successivo al 2020. L'accordo mira a rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici mantenendo l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 °C oltre i livelli preindustriali, perseguendo gli sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 °C; l'accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016.
La Legge 79/2016, ratifica ed esecuzione dell’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto, definisce una Strategia nazionale di sviluppo a basse emissioni di carbonio, istituisce il Sistema nazionale in materia di politiche e misure e di proiezioni, definisce il monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e delle informazioni in materia di cambiamenti climatici.
A livello europeo, gli obiettivi di riduzione delle emissioni complessive di gas serra al 2020 sono stati fissati dal Regolamento europeo (525/2013), relativo al Meccanismo di Monitoraggio delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, e al 2030 dal Quadro Clima-Energia 2030. In particolare, l'Unione Europea e i suoi Stati membri, nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC), del Protocollo di Kyoto e successivamente in base all’Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto del 2012 e all’Accordo di Parigi del 2015, hanno stabilito di ridurre le loro emissioni collettive del 20% entro il 2020 e del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Considerando le emissioni complessive derivanti dai settori non EU-ETS (European Union Emissions Trading Scheme - EU ETS), che oltre al settore agricoltura includono trasporti, residenziale e rifiuti, gli obiettivi di riduzione per l’Italia al 2020 e al 2030 sono stabiliti rispettivamente dalla Decisione Effort Sharing (406/2009) e dal Regolamento EU Effort Sharing (2018/842) e sono pari a -13% e -33% rispetto alle emissioni di gas serra del 2005.
Il Quadro 2030 per il clima e l'energia comprende obiettivi politici a livello dell'UE per il periodo dal 2021 al 2030. Gli obiettivi chiave al 2030 sono: una riduzione almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990 delle emissioni di gas a effetto serra; una quota almeno del 32% di energia rinnovabile; un miglioramento almeno del 32,5% dell'efficienza energetica. Il quadro è stato adottato dal Consiglio europeo nell'ottobre 2014. Gli obiettivi in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica sono stati rivisti al rialzo nel 2018.
Il Regolamento UE 525/2013 è stato abrogato dal Regolamento UE 1999/2018 relativo alla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima, che prevede istituti e procedure per conseguire gli obiettivi e traguardi dell'Unione dell'energia, e in particolare quelli fissati per il 2030 in materia di energia e di clima.
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Efficienza (tipo C)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, anni vari. Italian Greenhouse Gas Inventory, National Inventory Report (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/)

ISPRA, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili al link: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni

Istat, anni vari. Dati sulla popolazione residente disponibili al link:
http://dati.istat.it/

Istat, anni vari. Dati sul PIL (Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato, valori concatenati con anno di riferimento 2010) disponibili al link:
http://dati.istat.it/
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati ISPRA dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni) ed i dati Istat sulla popolazione e sul PIL (http://dati.istat.it/).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Abitante (abit.), Numero indice, Tonnellate CO2 equivalenti (tCO2eq), Tonnellate su milioni di euro (t/milioni €)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore rappresenta l’andamento delle emissioni di gas serra in Italia per abitante dal 1990 al 2017, ottenuto rapportando i dati di emissione ufficialmente comunicati da ISPRA ai dati sulla popolazione residente pubblicati da Istat e l’andamento delle emissioni di gas serra rispetto ai dati sul Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato, valori concatenati con anno di riferimento 2010, pubblicati da Istat. Gli indicatori sono rappresentati come numeri indici a base fissa (1990 = 100).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale.
Copertura temporale: 
1990 - 2017
I dati utilizzati sono pubblicati ufficialmente da ISPRA e ISTAT, quindi caratterizzati da elevata qualità in termini di rilevanza, accuratezza, comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Medio
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Le emissioni nazionali di gas serra dal 1990 al 2017 decrescono del 17,4%; nello stesso arco temporale si assiste a un incremento della popolazione residente pari al 6,6%, con la conseguente diminuzione delle emissioni pro capite del 22,5%, mostrando così un disaccoppiamento tra determinante e pressione. Medesima situazione si rileva per il PIL, che però presenta un tasso di crescita maggiore rispetto alla popolazione (+21,7%), comportando una decrescita delle emissioni di gas serra per PIL pari al 32,1%.
Commenti: 
L’indicatore che esprime le emissioni di gas serra pro capite e rispetto al PIL, collocandosi nel contesto del Settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione Europea, Obiettivo Prioritario 2, evidenzia i progressi nazionali effettuati con riferimento al progetto di un’economia a basse emissioni di carbonio, verde e competitiva, fondata su di un utilizzo efficiente delle risorse, mostrando evidenti decrementi sia rispetto alla popolazione (-22,5%) (Tabella 1 e Figura 1) sia rispetto al PIL (-32,1%) (Tabella 2 e Figura 2).
Allegati: 
AllegatoDimensione
File Tabella1.xlsx11.92 KB
File Tabella2.xlsx12.06 KB
File DatiFigura1.xlsx16.26 KB
File DatiFigura2.xlsx16.32 KB
Image icon Figura 1.jpg107.99 KB
Image icon Figura 2.jpg116.24 KB