Report

IMPERMEABILIZZAZIONE E CONSUMO DI SUOLO

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore quantifica il suolo consumato a seguito di una variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale, secondo il principio del consumo di suolo netto, ovvero al netto delle trasformazioni da suolo consumato a suolo non consumato (in genere ripristino di cantieri e di altre aree che l’anno precedente rientravano nel consumo di suolo reversibile). Il consumo di suolo netto registrato nel corso del 2020 ha riguardato 5.175 ettari di territorio, causando la perdita spesso irreversibile di aree naturali semi-naturali e agricole e dei loro rispettivi servizi ecosistemici.
Descrizione: 
Il consumo di suolo è un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale.
Il fenomeno si riferisce a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.
Il consumo di suolo può, quindi, essere definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato). Con consumo di suolo netto si intende il bilancio tra il consumo di suolo e l'aumento di superfici agricole naturali e seminaturali dovuto a interventi di recupero, demolizione, deimpermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro (Commissione europea, 2012). Dall'edizione 2017 (relativa a dati dell'anno precedente) è stato introdotto un nuovo sistema di classificazione che ha suddiviso i cambiamenti avvenuti in due categorie principali (permanente e reversibile) che costituiscono il secondo livello di classificazione, e successivamente, dove possibile, classificato al terzo livello sulla base del seguente sistema:
- consumo di suolo permanente: edifici, fabbricati; strade asfaltate; sede ferroviaria; aeroporti (piste e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); porti (banchine e aree di movimentazione impermeabili/pavimentate); altre aree impermeabili/pavimentate non edificate (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi); serre permanenti pavimentate; discariche;
- consumo di suolo reversibile: strade non pavimentate; cantieri e altre aree in terra battuta (piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi, depositi permanenti di materiale); aree estrattive non rinaturalizzate; cave in falda; impianti fotovoltaici a terra; altre coperture artificiali la cui rimozione ripristina le condizioni iniziali del suolo.
Scopo: 
Valutare il consumo di suolo a scala nazionale, regionale, provinciale e comunale
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
La Commissione europea è da anni impegnata sul tema dell’uso sostenibile del territorio e a fine 2020, quattordici anni dopo la prima proposta di Strategia tematica, ha lanciato la nuova Strategia dell’UE per la protezione del suolo, ribadendo che la salute del suolo è essenziale per conseguire gli obiettivi in materia di clima e di biodiversità del Green Deal europeo. In quest’ambito, già nel 2006veniva sottolineata proprio la necessità di porre in essere buone pratiche per mitigare gli effetti negativi dell'impermeabilizzazione del suolo. Nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse, la Commissione Europea ha introdotto l’obiettivo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050, obiettivo ribadito in seguito con l'approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale nel 2013. Nel 2012 la Commissione europea ha presentato il rapporto "Guidelines on best practice to limit, mitigate or compensate soil sealing" con una serie di buone pratiche atte a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo e, agli inizi di novembre 2020, ha lanciato la roadmap che condurrà alla “New Soil Strategy - healthy soil for a healthy life” che dovrebbe essere approvata entro il 2021, come previsto anche dalla risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2021 sulla protezione del suolo, con la quale si chiede alla Commissione di predisporre una direttiva vincolante in materia..
Non essendoci una specifica normativa nazionale di riferimento, non esistono obiettivi sul tema. L’Italia è comunque tenuta a rispettare gli obiettivi comunitari e quelli previsti dall’Agenda 2030 che prevedono un processo di monitoraggio costruito attraverso un sistema di indicatori, alcuni specifici sul consumo di suolo, sull'uso del suolo e sulle aree artificiali che prevedono entro il 2030 l’allineamento del consumo alla variazione demografica e il bilancio non negativo del degrado del territorio.
A livello regionale sono diverse le norme che impongono obiettivi di contenimento progressivo del consumo di suolo.

DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Munafò, M. (a cura di), 2021. Consumo di suolo, dina-miche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021. Report SNPA 22/21
https://www.snpambiente.it/2021/07/14/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2021/
Limitazioni: 
Difficoltà nella disponibilità di immagini ad altissima risoluzione per alcune aree.
Ulteriori azioni: 
La disponibilità di immagini ad altissima risoluzione è propedeutica nel perfezionare la qualità dell’indicatore, rendendo più omogenee e precise le stime a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le elaborazioni annuali seguono una metodologia omogenea che prevede le seguenti fasi:
- acquisizione dei dati di input (immagini Sentinel 1 e 2, altre immagini satellitari disponibili, dati ancillari);
- preprocessamento dei dati;
- classificazione semi-automatica della serie temporale completa dell’anno in corso e dell’anno prece-dente di Sentinel 1 e 2;
- produzione di una cartografia preliminare;
- fotointerpretazione multitemporale completa dell’intero territorio ed editing a scala di dettaglio (≥1:5.000);
- revisione della serie storica con correzione di eventuali errori di omissione/commissione;
- rasterizzazione;
- validazione;
- mosaicatura nazionale e riproiezione in un sistema equivalente;
- elaborazione e restituzione di dati e indicatori.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2006-2012-2015-2020
Essendo la scala di acquisizione delle informazioni di estremo dettaglio, i dati utilizzati per elaborare l'indicatore presentano un elevato livello di accuratezza; la comparabilità nel tempo e nello spazio sono garantite dall'aggiornamento annuale della Carta Nazionale del Consumo di Suolo che viene rivista e corretta annualmente grazie alla continua disponibilità di nuove immagini satellitari.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nell’ultimo anno, le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 km2, con un consumo di suolo netto pari a 51,7 km2, ovvero, in media, circa 15 ettari al giorno. Un incremento che, nonostante gli ancora troppo modesti segnali di rallentamento, rimane in linea con quelli rilevati nel recente passato, facendo perdere al nostro Paese quasi due metri quadrati di suolo ogni secondo.
Anche se non esiste una normativa nazionale, si è ancora ben lontani dall'obiettivo di azzeramento del consumo di suolo previsto dal settimo programma di azione ambientale.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Negli ultimi 15 anni il consumo di suolo è aumentato di circa 100.000 ettari, la metà dei quali concentrati prevalentemente nelle regioni del Nord in particolare Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna (Tabella 3).
Variabili: 
Ettari e percentuale di suolo consumato
Commenti: 
In termini assoluti, in Italia sono oggi irreversibilmente persi circa 21.000 km2 di suolo. Prendendo in esame le ripartizioni geografiche del territorio italiano, i valori percentuali più elevati si registrano al Nord: molte province che affacciano sulla Pianura Padana hanno ormai superato il 10% di superficie impermeabilizzata (Figura 1) con un sensibile incremento, in termini di ettari consumati tra il 2019 e 2020, registrato soprattutto nella pianura veneta e lombarda (Figura 2).
Nel 2020, in 14 regioni il suolo consumato supera il 5% con i valori percentuali più elevati in Lombardia Veneto e Campania che vanno oltre il 10% di superficie regionale consumata.
Seguono Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, con valori sopra la media nazionale e compresi tra il 7 e il 9%. La Valle d’Aosta è la regione con la percentuale più bassa (2,14%). Naturalmente va considerata sia la diversa morfologia regionale sia la storica e peculiare evoluzione del territorio nell’interpretare la rilevanza dei valori riscontrati . Il confronto tra ripartizioni geografiche conferma i valori più alti di suolo consumato per le due ripartizioni del Nord, peraltro le uniche ben al di sopra del valore percentuale nazionale (Tabella 1). La densità dei cambiamenti netti del 2020, ovvero il consumo di suolo rapportato alla superficie territoriale, rende evidente il peso del Nord-Ovest che consuma 2,16 metri quadrati ogni ettaro di territorio, contro una media nazionale di 1,72 m /ha (Tabella 1). Tra le regioni, la densità del consumo di suolo è più alta in Veneto (3,72 m2/ha), Lombardia (3,21 m2/ha), Puglia (2,55 m2/ha), Lazio (2,51 m2/ha) e Abruzzo (oltre i 2 m2/ha). Le regioni con il consumo di suolo maggiore, nel periodo 2012 – 2020, sono state il Veneto, la Sicilia il Piemonte e la Lombardia con crescite superiori ai 4.000 ettari di consumo di suolo, mentre gli incrementi maggiori si registrano in Trentino-Alto Adige, Sicilia, Basilicata, Piemonte e Veneto con percentuali quasi il doppio del valore nazionale (Tabella 3). In linea con gli altri anni, i risultati evidenziano un consumo soprattutto reversibile, essendo più del 80% dei cambiamenti interessato da cantieri e altre aree in terra battuta che in buona parte saranno probabilmente convertiti in consumo di suolo permanente nei prossimi anni (Tabella 2). In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, con il target ‘assicurare che il consumo di suolo non superi la crescita demografica’, è stato inoltre elaborato l’indicatore SDG 11.3.1 che mette in relazione il tasso di variazione del consumo di suolo con il tasso di variazione della popolazione secondo un rapporto logaritmico (LCRPGR, Tabella 4). Negli anni analizzati (2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 2018-2019, 2019 -2020) si rilevano a livello nazionale valori quasi sempre inferiori a -1 [nel 2019-2020 è -0,82], sintomo di una crescita insostenibile all'interno della quale l'aumento del suolo consumato è accompagnato da una riduzione della popolazione.