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PRESSIONE AMBIENTALE DELLE PRINCIPALI INFRASTRUTTURE TURISTICHE: PORTI TURISTICI

Immagine abstract
Abstract: 
Le infrastrutture turistiche, in particolare i porti turistici, hanno un forte impatto sull'ambiente marino e costiero, se non adeguatamente progettati, gestiti e monitorati. Pertanto, l’indicatore intende monitorare la potenziale pressione, rilevando sia il numero di posti barca, sia la loro distribuzione lungo la costa.
Descrizione: 
I porti sono importanti attrazioni turistiche della costa che forniscono valore aggiunto ai servizi offerti in un determinato luogo e tendono ad attrarre le persone con una specifica esigenza di turismo. La costruzione dei porti turistici può ledere gli ecosistemi costieri e avere un impatto sulla morfologia della costa. Tuttavia, la dimensione del porto in termini di numero di posti barca è un rilevante indicatore dell'intensità di utilizzo. Più ormeggi/posti barca un porto marittimo dispone, maggiore è il potenziale sia dell’inquinamento dovuto ad attività di manutenzione delle barche, sia della pressione delle attività marittime ricreative. Studi hanno dimostrato che residui anti-incrostanti sono presenti in molti sedimenti portuali, arrecando una minaccia per l'ambiente marino locale in generale. L'indicatore mostra, per le regioni costiere, il numero di posti barca per km di costa.
Scopo: 
Monitorare la potenziale pressione generata dai porti turistici sull’ambiente marino locale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obblighi normativi da ottemperare per l'indicatore, tuttavia si inserisce in quadro normativo che tiene conto delle politiche europee e nazionali in materia di turismo sostenibile, regolamenti europei relativi agli ecosistemi marino-costieri (ad esempio Direttiva Quadro Strategia Marina e/o Direttiva Habitat, regolamenti di pianificazione nazionale e/o locali).
DPSIR: 
Impatto, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Anthony, E.J. (1997): The status of beaches and shoreline development options on the French Riviera: a perspective and a prognosis. Journal of Coastal Conservation 3: 169-178.
Cassi, R., Tolosa, I. & De Mora, S. (2008): A survey of antifoulants in sediments from Ports and Marinas along the French Mediterranean coast. Marine Pollution Bulletin 56 (11): 1943-1948.
Konstantinou, I.K. & Albanis, T.A. (2004): Worldwide occurrence and effects of antifouling paint booster biocides in the aquatic environment: a review. Environment International 30: 235-248.
Martínez, K., Ferrer, I., Hernando, M.D., Fernández-Alba, A.R., Marcé, R.M., Borrull, F. & Barceló. D. (2001): Occurrence of Antifouling Biocides in the Spanish Mediterranean Marine Environment. Environmental Technology 22 (5): 543-552.
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/pubblicazioni/2017-09/Diporto%20Nautico_2017_Web.pdf
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), MIT (Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti)
Unità di misura: 
Chilometro (km), Numero (n.), Numero per km (n./km)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Numero di posti barca per regione, tipologia di struttura e classi di lunghezza e percentuale di distribuzione per km di costa.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Regioni costiere
Copertura temporale: 
2010-2017
L’indicatore è in linea con l'analogo europeo individuato qualche anno fa dalla rete Eionet coordinata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente per un potenziale meccanismo di reporting su Turismo e Ambiente. La qualità dell'informazione è ottima grazie all’autorevolezza delle fonti dei dati che garantisce sia una buona misurabilità, sia la comparabilità temporale e spaziale.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
In Italia, il numero di posti barca dal 2010 al 2017 è aumentato del 5,6% (Figura 1), mentre il numero di posti barca per km di costa, nel 2017, è pari a 19,2 (Tabella 1).
Commenti: 
La presenza di infrastrutture portuali comporta delle ripercussioni sull'ambiente marino e costiero, sia in termini di inquinamento delle acque e degli ecosistemi marini (impiego di materiale anti-incrostanti, pulizia di barche, scarichi di petrolio, ecc.) sia modificando le dinamiche costiere (erosione e deposizione di sedimenti). Nel 2017, in Italia, si rilevano 158.548 posti barca, ripartiti tra porti turistici, approdi e punti di ormeggio. I posti barca per km di costa sono pari a 19,2, con un’elevata variabilità regionale: nel Friuli-Venezia Giulia si hanno ben 143,2 posti barca per km di costa, in Liguria (con il più alto numero di posti barca 23.775 ripartito su 378 km di costa) 62,9, mentre il minino si registra in Calabria (7,7). Sardegna e Sicilia, che costituiscono il 45% della lunghezza delle coste italiane, presentano rispettivamente 9 e 9,5 posti barca per km di costa (Tabella 1). Rispetto al 2016, il numero di posti barca nel 2017 è aumentato prevalentemente in Sardegna (+10,8%), seguita dal Lazio (+3,9%), Toscana (+2,3%) e Campania (+2,1%).