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CONSISTENZA E LIVELLO DI MINACCIA DI SPECIE VEGETALI

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Abstract: 
L’Italia ospita un patrimonio floristico di grande rilievo per ricchezza di specie e sottospecie (2.704 licheni, 1.209 briofite e 8.237 entità vascolari) e per valore biogeografico. Secondo dati aggiornati al gennaio 2021, circa il 21% delle 8.237 entità della nostra flora vascolare (pari a 1.727 entità) è endemica italiana, ovvero esclusiva del nostro territorio, e di queste, 1.140 sono endemiche ristrette a una sola regione italiana. L’indicatore mostra anche lo stato di rischio IUCN della nostra flora per un contingente di 2.430 entità vascolari (pari al 29,5% della flora vascolare italiana), per le quali sono identificate anche le pressioni prevalenti. Purtroppo lo stato di conservazione non può essere considerato soddisfacente poiché delle 2.430 entità vascolari valutate dalle Liste Rosse italiane il 2,2% (pari a 54 entità) sono estinte o probabilmente estinte e il 24,3% (590 entità) è a rischio di estinzione. Sono minacciate anche le policy species (specie protette da Convenzione di Berna e Direttiva Habitat), nonostante la tutela in vigore ormai da molti anni, con il 6% di specie estinte o probabilmente estinte e il 37% a rischio di estinzione. Le pressioni antropiche correlate ai cambiamenti di uso del suolo continuano ad agire sul nostro territorio e rappresentano attualmente uno dei maggiori driver del rischio di estinzione delle specie vegetali. Inoltre la Lista Rossa della flora vascolare mostra tra le pressioni più rilevanti le modifiche dei sistemi naturali (il 39% dei 2.430 taxa valutati sono soggetti a questa forma di pressione), lo sviluppo agricolo (27%) e residenziale (27%) e il disturbo antropico (20%).
Descrizione: 
L'indicatore rende conto della ricchezza floristica a livello nazionale e regionale, riportando i dati di consistenza numerica delle specie vegetali vascolari e non vascolari italiane. Per la flora vascolare sono riportati anche i dati relativi alle entità endemiche, da tenere in particolare considerazione ai fini conservazionistici. Inoltre l’indicatore mostra lo stato di rischio IUCN per un consistente set di specie vegetali valutate dalle Liste Rosse italiane: 2.430 piante vascolari, 772 piante non vascolari e 202 “policy species” protette dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Habitat.
Scopo: 
Descrivere la ricchezza floristica italiana, a scala nazionale e regionale; presentare il grado di rischio di estinzione della nostra flora.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
La Convenzione di Berna relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa (19 settembre 1979), ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali (Art.1). Particolare riguardo è richiesto per le specie in pericolo di estinzione e vulnerabili e soprattutto per le specie endemiche (Art.3). Le specie di flora da tutelare sono elencate in allegato I (“Specie di flora rigorosamente protette”).
La Direttiva Habitat 92/43/CEE intende contribuire alla salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri (Art.2). Le specie di flora da tutelare sono elencate negli allegati II (“Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”), IV (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”) e V (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione”).
Sempre a livello comunitario la Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 (Bruxelles, 20.5.2020, COM(2020) 380 final) indica nuovi target in materia di conservazione delle specie, in quanto la Commissione prescrive agli Stati membri di “evitare il deterioramento delle tendenze e dello stato di conservazione di tutti gli habitat e le specie protetti entro il 2030. Gli Stati membri dovranno inoltre assicurare che almeno il 30% delle specie e degli habitat il cui attuale stato di conservazione non è soddisfacente lo diventi o mostri una netta tendenza positiva.”
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Bartolucci F., Peruzzi L., Galasso G. et alii, 2018 - An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems, 152 (2).
Bilz M., Kell S.P., Maxted N., Lansdown R.V., 2011 - European Red List of Vascular Plants. Publications Office of the European Union, Luxembourg.
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.) 2005 - An annotated checklist of the Italian vascular flora. Roma, Palombi Editori.
Conti F., Manzi A., Pedrotti F., 1992 - Libro Rosso delle Piante d'Italia. MATTM, WWF Italia.
Conti F., Manzi A., Pedrotti F., 1997 - Liste Rosse Regionali delle Piante d'Italia. WWF Italia, SBI, Univ. Camerino.
Conti et alii, 2007 - Integrazioni alla Checklist della flora vascolare italiana. Natura Vicentina, 10 (2006): 5-74, (Vicenza).
EAA, European Environment Agency, 2015 - State of nature in the EU - Results from reporting under the nature directives 2007–2012. EEA Technical report No 2/2015.
Ercole S., Giacanelli V., 2014 - Flora. In: Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F. (eds) - Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti 194/2014.
IUCN, 2012a - IUCN Red List categories and criteria: version 3.1. 2nd ed., Gland, Switzerland and Cambridge (UK): IUCN Species Survival Commission, iv+32 pp.
IUCN, 2012b. Unified Classification of Direct Threats: Version 3.2.
IUCN, 2013 a - Guidelines for using the IUCN Red List Categories and Criteria. Version 10. Prepared by the Standards and Petitions Subcommittee.
IUCN, 2013 b - Italy’s biodiversity at risk. A call for action. IUCN Brussels, Belgium.
Orsenigo S., Montagnani C. et alii, 2018 - Red Listing plants under full national responsibility: extinction risks and threats in the vascular flora endemic to Italy. Biological Conservation 224: 213-222.
Peruzzi L., Conti F. & Bartolucci F., 2014 - An inventory of vascular plants endemic to Italy. Phytotaxa 168 (1): 1-75
Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia. 3 voll. Edagricole. Bologna.
Rossi G. et alii, 2016 - Is legal protection sufficient to ensure plant conservation? The Italian Red List of policy species as a case study. Oryx 50(03): 431-436.
Scoppola A., Spampinato G., 2005 - Atlante delle specie a rischio di estinzione (CD-ROM). MATTM, DPN, SBI, Univ. Tuscia, Univ. La Sapienza.
http://dryades.units.it/briofite/index.php
http://dryades.units.it/floritaly/
http://dryades.units.it/italic/index.php
http://www.iucn.it/liste-rosse-italiane.php
Limitazioni: 
I limiti maggiori riguardano la difficoltà di reperire dati omogenei in termini temporali e di set di specie e la non prevedibilità di aggiornamento dei dati, fatta eccezione per le piante vascolari, per le quali a partire dal 2021 è prevista la pubblicazione di un report annuale di sintesi dei dati di consistenza resi disponibili sul portale della Flora d’Italia, che viene aggiornato due volte l’anno.
Ulteriori azioni: 
Implementare una rete nazionale di monitoraggio per accrescere le conoscenze sulla nostra flora e poter aggiornare periodicamente le valutazioni IUCN.
Frequenza rilevazione dati: 
Non definibile
Accessibilità dei dati di base: 
Consultazione di fonti bibliografiche e banche dati online (vedi fonti dei dati e descrizione della metodologia di elaborazione).
Fonte dei dati di base: 
Aleffi M., Tacchi R., Poponessi S., 2020 - New Checklist of the Bryophytes of Italy. Cryptogamie, Bryologie 41 (13): 147-195. https://doi.org/10.5252/cryptogamie-bryologie2020v41a13.
Bartolucci F., Galasso G., Peruzzi L., Conti F., 2021 - Report 2020 on plant biodiversity in Italy: native and alien vascular flora. Natural History Sciences. Atti Soc. it. Sci. nat. Museo civ. Stor. nat. Milano, 8 (1): 41-54, 2021. DOI: 10.4081/nhs.2021.520.
Cortini Pedrotti, 1992 - Check-list of the Mosses of Italy. Fl. Medit., 2.
Nimis P.L., Martellos S., 2017 - ITALIC - The Information System on Italian Lichens. Version 5.0. University of Trieste, Dept. of Biology, (http://dryades.units.it/italic).
Nimis, 1992 - Lista rossa dei licheni d'Italia. In: Conti, Manzi, Pedrotti, 1992. Libro Rosso delle Piante d'Italia. MATTM
Orsenigo S., Fenu G., Gargano D., Montagnani C., Abeli T., Alessandrini A., Bacchetta G., Bartolucci F., Carta A., Castello M., Cogoni D., Conti F., Domina G., Foggi B., Gennai M., Gigante D., Iberite M., Peruzzi L., Pinna M.S., Prosser F., Santangelo A., Selvaggi A., Stinca A., Villani M., Wagensommer R. P., Tartaglini N., Duprè E., Blasi C., Rossi G., 2020 - Red list of threatened vascular plants in Italy. Plant Biosystems https://doi.org/10.1080/11263504.2020.1739165
Portale della Flora d’Italia. http:/dryades.units.it/floritaly.
Rossi G., et.al. , 2013. Lista Rossa della Flora Italiana. 1. Policy Species e altre specie minacciate. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore si basa sull’elaborazione di dati provenienti da diverse fonti (checklist e Liste Rosse) aventi date di aggiornamento variabili. Nelle elaborazioni grafiche e tabellari le specie vegetali vengono ripartite nei seguenti gruppi tassonomici:
- Licheni;
- Briofite: Epatiche e Antocerote, Muschi;
- Piante Vascolari.
L’indicatore presenta i dati di consistenza numerica della flora italiana, desunti dalle più recenti pubblicazioni per i diversi gruppi tassonomici (Aleffi et al., 2020; Nimis e Martellos, 2017; Bartolucci et al., 2021). Per ciascun gruppo viene indicato il numero di entità, o taxa, comprendendo cioè sia le specie che le sottospecie.
Per la sola flora vascolare i dati vengono presentati sia a scala nazionale che regionale, prendendo in esame anche i livelli di endemismo; per ciascuna regione amministrativa si riportano:
- il numero totale di entità (specie + sottospecie) (Bartolucci et al., 2021), che comprende le seguenti categorie: presenti, dubbie, non confermate, estinte o probabilmente estinte (incluse le criptogeniche);
- il numero di endemiche italiane (Bartolucci et al., 2021) e di endemiche esclusive di ciascuna regione (Portale della Flora d’Italia. http:/dryades.units.it/floritaly [Consultato: genn. 2021]). Come anno di aggiornamento di questi dati viene considerato quello della pubblicazione (2021). La fonte di entrambi è il Portale della Flora d’Italia aggiornato al 31 dicembre 2020.
I dati relativi all’endemismo fanno riferimento alle entità con distribuzione ristretta al territorio italiano, comprendendo però anche i taxa presenti sia in Italia che nelle isole di Corsica e Malta, secondo il criterio scelto nel più recente lavoro di sintesi pubblicato (Bartolucci et al., 2021).
L’indicatore mostra anche la consistenza della flora a rischio di estinzione, per le piante non vascolari (Cortini Pedrotti e Aleffi, 1992; Nimis, 1992) e vascolari (Orsenigo et al., 2020). Le categorie IUCN (International Union for Conservation of Nature) utilizzate nelle diverse Liste Rosse di riferimento dipendono dalla data di pubblicazione, ovvero dall’aggiornamento dei criteri IUCN utilizzati. Per le briofite (Epatiche e Muschi) e i Licheni il livello di minaccia viene valutato, secondo il criterio scelto da Cortini Pedrotti e Aleffi (1992) e da Nimis (1992), utilizzando quattro categorie: specie estinta (EX extinct); in pericolo (EN endangered); vulnerabile (VU vulnerable); rara (R), categoria aggiunta per le specie note negli ultimi cinquant'anni per meno di cinque località.
I dati relativi al livello di minaccia delle piante vascolari (Orsenigo et al., 2020) e delle policy species (Rossi et al., 2013; Rossi et al., 2016), seguono le linee guida IUCN più recenti (IUCN, 2012a) e sono classificati con le categorie della versione 3.1 che sono: specie estinta (EX extinct), estinta in natura (EW extinct in the wild), probabilmente estinta (CR(PE)), gravemente minacciata (CR critically endangered), minacciata (EN endangered), vulnerabile (VU vulnerable), quasi a rischio (NT near threatened), a minor rischio (LC least concern), dati insufficienti (DD data deficient), non valutata (NE not evaluated). A queste si aggiunge, nell’ambito di valutazioni a scala regionale, la categoria specie estinta a livello sub-globale (RE regionally extinct). I dati relativi alle pressioni (Orsenigo et al., 2020) si riferiscono alle categorie codificate dalla IUCN nella versione 3.2 (IUCN, 2012b).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Altri Core set: 
Green Deal (Preserving Europe's natural capital)
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
1992, 2013, 2014, 2015, 2017, 2018, 2020, 2021 (date delle fonti di riferimento)
Le informazioni utilizzate per il popolamento dell'indicatore rappresentano dati fondamentali per valutare la ricchezza floristica a livello nazionale e regionale e il grado di rischio a cui è sottoposta la flora italiana. L’accuratezza è ottima trattandosi di dati molto solidi desunti da pubblicazioni scientifiche.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Lo stato di conservazione della flora italiana deve considerarsi scarso alla luce delle percentuali di specie a rischio di estinzione e di quelle già estinte: delle 2.430 entità vascolari valutate dalla Lista Rossa italiana il 24,3% (pari a 590 specie) è a rischio di estinzione (VU+EN+CR), mentre sono estinte o probabilmente estinte il 2,2% (pari a 54 specie). Inoltre, nonostante la tutela in vigore da molti anni, sono a rischio anche il 37% delle specie vegetali protette dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Habitat (75 specie su 202) e circa il 6% sono già estinte o probabilmente estinte (11 specie).
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Il trend è negativo poiché l’andamento non va nella direzione auspicabile: le percentuali di specie vegetali a rischio aumentano in Italia e i dati relativi alle estinzioni sono preoccupanti. Le pressioni antropiche correlate ai cambiamenti di uso del suolo continuano ad agire sul territorio italiano e rappresentano attualmente uno dei maggiori driver del rischio di estinzione delle specie vegetali. La recente Lista Rossa della flora vascolare mostra che le pressioni più rilevanti sono le modifiche dei sistemi naturali (il 39% dei 2.430 taxa valutati sono soggetti a questa forma di pressione), lo sviluppo agricolo (27%) e residenziale (27%) e il disturbo antropico (20%).
Variabili: 
Categorie IUCN di rischio di estinzione.
Commenti: 
La flora italiana è tra le più ricche in Europa con 3.913 entità di piante non vascolari, di cui 302 Epatiche e Antocerote, 907 Muschi (Aleffi et al., 2020) e 2.704 Licheni (Nimis e Martellos, 2017), e con 8.237 entità di piante vascolari (Bartolucci et al., 2021) (Figura 1). Si segnala inoltre un continuo aggiornamento delle conoscenze dovuto ad approfondimenti tassonomici e all’esplorazione sempre più capillare del territorio (Portale della Flora d’Italia http://dryades.units.it/floritaly/). Tali aggiornamenti pubblicati per la flora vascolare in un report annuale a partire dal 2021, permettono di aggiornare la consistenza di questo gruppo annualmente.
A livello regionale in ben 8 regioni su 20 il numero di entità di piante vascolari supera le 3.000 specie e sottospecie (Figura 2, Tabella 1). I dati in Tabella 1, aggiornati al gennaio 2021, forniscono un’indicazione non solo della ricchezza floristica, ma anche della vulnerabilità a significative perdite di biodiversità, infatti le ultime due colonne danno conto della scomparsa di numerose specie dai territori regionali avvenuta negli ultimi decenni (entità non più ritrovate e entità estinte o probabilmente estinte).
La flora vascolare endemica italiana è costituita da 1.727 entità (pari al 20,97% della flora vascolare totale) tra specie e sottospecie esclusive del nostro territorio o presenti in Italia, Corsica e Malta (Bartolucci et al., 2021). Fra le endemiche, 1.140 entità, pari al 66%, sono ristrette a una sola regione (Portale della Flora d’Italia. http:/dryades.units.it/floritaly) (Tabella 2). Il numero di entità vascolari endemiche presenti in ciascuna regione (ripartito in endemiche ed endemiche esclusive) permette di apprezzare la rilevanza biogeografica delle flore regionali, tra le quali spiccano (Figura 3 e Tabella 2) Sicilia (424 endemiche di cui 297 esclusive regionali), Sardegna (319 endemiche di cui 262 esclusive), Calabria (300 endemiche di cui 64 esclusive) e Abruzzo (299 endemiche di cui 71 esclusive). Rilevante è anche la componente endemica per altre regioni (Basilicata, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Marche), mentre le regioni alpine, nonostante la rilevanza fitogeografica, non emergono in queste elaborazioni poiché le entità vegetali distribuite sui rilievi alpini che valicano il confine italiano non vengono considerate endemiche italiane, essendo condivise con altri Paesi.
La valutazione IUCN dello stato di rischio di estinzione per la flora italiana ad oggi è stata realizzata per 772 licheni e briofite (su un totale di 3.913 entità note) e per 2.430 piante vascolari (su un totale di 8.237 entità note) (Tabella 3; Figura 4). Nell’ultimo decennio le attività di red listing si sono concentrate su alcuni set di specie vegetali italiane di interesse conservazionistico, in particolare: le policy species, le entità endemiche italiane (in base a Peruzzi et al., 2014), le entità di interesse conservazionistico tipiche di habitat a rischio (quali habitat costieri e umidi) e che hanno avuto un declino documentato negli ultimi 30 anni e, infine, le entità valutate EX, EW, o CR nelle precedenti Liste Rosse (Conti et al., 1992, 1997), per un totale di 2.430 entità vascolari valutate, che rappresentano il 29,5% della flora vascolare italiana che, al gennaio 2021, ammonta a 8.237 entità (Orsenigo et al., 2020; Bartolucci et al., 2021). I risultati di queste valutazioni non sono affatto positivi (Figura 4): 54 entità (pari al 2,2% delle 2.430 entità valutate) sono estinte o probabilmente estinte (EX+EW+CR(PE)), 590 entità (24,3%) sono a rischio di estinzione (VU+EN+CR), mentre non è stato possibile valutare per mancanza di dati 404 entità, pari al 16,6% (Orsenigo et al., 2020).
Il livello di minaccia del subset delle 202 policy species (specie vegetali protette ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat 92/43/CE) mostra che (Figure 6 e 7, Tabella 4), nonostante la tutela in vigore ormai da molti anni, 11 entità sono estinte o probabilmente estinte (8 piante vascolari,1 antocerota e 2 muschi), che rappresentano il 6% del totale delle policy, mentre 75 entità (pari al 37%) sono a rischio di estinzione (VU+EN+CR). Per il 24% delle entità non si hanno ancora dati sufficienti per l'assessment. A quest'ultima percentuale contribuiscono in maniera preponderante i muschi (Figure 6 e 7).
Questa situazione di grave minaccia alla biodiversità vegetale in Italia, che riguarda purtroppo anche le specie tutelate a livello comunitario in analogia con quanto emerge anche a livello europeo, è imputabile a cause note tra le quali spiccano le pratiche agricole, il consumo di suolo, la costruzione di infrastrutture residenziali e per il trasporto, oltre a disturbo e frammentazione degli ecosistemi. La recente Lista Rossa della flora vascolare (Orsenigo et al., 2020) mostra che le pressioni più comuni che minacciano le specie vegetali italiane sono le modifiche dei sistemi naturali (il 39% dei 2.430 taxa valutati sono soggetti a questa forma di pressione), lo sviluppo agricolo (27%) e residenziale (27%) e il disturbo antropico (20%) (Figura 5). Più pressioni derivanti dalle attività antropiche spesso agiscono in contemporanea (Orsenigo et al., 2020) e solo il 20% delle specie (484) non sono soggette a forme di disturbo, ma si tratta per lo più di specie che vivono in ambienti montani. Risultano invece a più forte rischio le specie di ambienti costieri e di zone di pianura. Al momento i cambiamenti climatici e le specie aliene invasive non sembrano essere tra le pressioni principali per la flora italiana (Figura 5), ma ciò potrebbe dipendere dall’attuale mancanza di metodologie di valutazione e quantificazione di questi impatti.