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ENTITÀ DEGLI INCENDI BOSCHIVI

Immagine abstract
Abstract: 
Il fenomeno degli incendi boschivi, analizzato sulla base dei dati dal 1970 al 2019, presenta un andamento altalenante, con anni di picco (1993, 2007, 2017) che si alternano ad anni di attenuazione (2013, 2014, 2018). Molto alta l’incidenza degli incendi di origine volontaria, che rappresentano la metà degli eventi registrati, arrivando a superare il 60% in alcuni anni (2012, 2014, 2015, 2016). La presenza degli incendi all’interno delle Aree Protette è alta, con valori eccezionalmente elevati in alcune annate, come il 2017, in cui sono stati percorsi dal fuoco 31.899 ettari in aree tutelate.
Descrizione: 
Indicatore di impatto che mostra l’andamento dei valori annui del numero di incendi e della superficie percorsa dal fuoco (boscata, non boscata, totale e media), per la serie storica dal 1970 al 2019. A partire dal 2003 vengono riportati anche i dati di superficie percorsa dal fuoco nelle Aree Protette delle regioni a statuto ordinario. L’indicatore mostra anche la distribuzione percentuale degli incendi per tipo di causa.
Scopo: 
Rappresentare il complesso fenomeno degli incendi boschivi evidenziandone l'entità dell'impatto, l'andamento nel tempo e le principali cause. Tale indicatore può costituire uno strumento da impiegare, unitamente ad altri, nella valutazione dell'efficacia delle scelte operate in materia di prevenzione e repressione del fenomeno degli incendi boschivi e nella valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge-quadro in materia di incendi boschivi).
DPSIR: 
Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
RaF Italia, 2017-2018. Rapporto sullo stato delle Foreste e del settore forestale in Italia. Prodotto dalla Rete Rurale Nazionale (RRN 2014-2020); Compagnia delle Foreste (AR).

Comando Carabinieri Tutela Forestale, Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, 2020. Analisi Statistica degli Incendi Boschivi Triennio 2017 – 2019. All. al f.n. 23/30-4 del 8 ottobre 2020. http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/giorno-per-giorno/incendi-boschivi.

SNPA, 2021. Rapporto sugli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici – Edizione 2021. Report SNPA n. 21/2021. ISBN: 978-88-448-1058-0
Limitazioni: 
I dati relativi a superficie percorsa dal fuoco e numero di eventi non sono sufficienti da soli per le valutazioni relative all'entità dei danni a carico delle diverse formazioni boscate, caratterizzate da resistenza e resilienza estremamente variabili.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono accessibili su formale richiesta presso il CUFA dell'Arma dei Carabinieri - Comando Carabinieri Tutela Forestale, Nucleo Informativo Antincendio Boschivo
Fonte dei dati di base: 
CFS (Corpo Forestale dello Stato)
CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Dati ordinati in tabelle ed elaborati graficamente con programma Excel.
Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
L’indicatore è incluso tra quelli di carattere nazionale inseriti nel “Rapporto sugli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici” realizzato nell’ambito delle attività del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA, 2021), per individuare e popolare gli indicatori disponibili a livello nazionale e regionale inerenti i possibili impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse naturali e sui settori socio-economici del nostro Paese.
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1970-2019
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato importante ai fini dell’analisi del fenomeno degli incendi boschivi a scala nazionale su tutto il territorio e nelle aree protette e presenta buona affidabilità e comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
Lo stato è medio in quanto i dati mostrano che gli incendi boschivi interessano superfici rilevanti, ma con un andamento altalenante tra i diversi anni. Gli incendi di origine volontaria sono oltre la metà di quelli registrati (Figure 3a e 3b), arrivando anche a superare il 60% in alcuni anni (2012, 2014, 2015, 2016). Inoltre, l'incidenza degli incendi all’interno delle Aree Protette è alta, con valori eccezionalmente elevati in alcune annate come il 2007, 2015, 2016 e il 2017, anno in cui sono stati percorsi dal fuoco 31.899 ettari in aree tutelate.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Il trend non è definibile in quanto l'esame complessivo dei dati mostra un andamento altalenante del fenomeno degli incendi boschivi, con anni di picco e successive attenuazioni (Tabella 1, Figure 1 e 2). Si può osservare un periodo notevolmente critico a metà degli anni `80, cui sono seguiti anni in cui il livello del fenomeno si è mantenuto sempre complessivamente elevato, mentre a partire dal 2001 si è avuta nell’insieme una progressiva mitigazione con tre anni di maggior impatto, ovvero il 2007, il 2012 e il 2017. Successivamente il 2018 e il 2019 hanno segnato un’attenuazione del fenomeno (più marcata nel 2018), sia rispetto alle annate precedenti, sia in termini medi.
Variabili: 
Superficie boscata, non boscata e totale percorsa dal fuoco.
Commenti: 
L’indicatore utilizza la serie storica 1970-2019 per rappresentare l’andamento del fenomeno degli incendi boschivi in relazione alla superficie percorsa dal fuoco, mostrando la quota di superficie boscata e non boscata (Tabella 1, Figura 1). Analizzando anche l’andamento del numero di incendi annui si notano forti le oscillazioni con picchi in alcune annualità (Figura 2).
Prendendo come riferimento il 2017, anno critico nell’ultimo decennio in termini di superficie percorsa da incendi e tra quelli con danni più gravi a partire dal 1980 (RaF Italia 2017-2018), nei due anni successivi il numero complessivo di incendi è diminuito considerevolmente, passando dal picco di 7.855 eventi del 2017 a 3.220 nel 2018 e 4.351 nel 2019. Anche la superficie percorsa da incendio si è ridotta, passando da 161.984 ettari nel 2017 a 19.481 nel 2018, ma risalendo poi a 36.034 ettari nel 2019 (Tabella 1, Figure 1 e 2). I miglioramenti osservati in alcune annualità potrebbero essere imputabili anche a una maggiore prevenzione e un miglior controllo del territorio, oltre che a una maggiore tempestività nelle operazioni di intervento in caso di emergenza.
L'incidenza degli incendi nelle Aree Protette, limitatamente alle regioni a statuto ordinario (Tabella 2) ha presentato un valore eccezionalmente elevato nel 2007. Nel 2015 e nel 2016 si è verificata una nuova ripresa, culminata poi nel 2017, in cui sono stati percorsi dal fuoco 31.899 ettari di superficie all’interno delle Aree Protette. Nel 2018-2019 la superficie percorsa dal fuoco nelle Aree Protette è stata pari rispettivamente a 1.440 e 4.347 ettari.
I dati relativi alle cause (disponibili dal 1998 e riferiti alle sole regioni a statuto ordinario) confermano l'origine volontaria della maggior parte degli incendi (Figure 3a e 3b). Gli eventi di origine volontaria sono oltre la metà di quelli totali registrati, arrivando anche a superare il 60% in alcuni anni, ad esempio nell’ultimo decennio nel 2012, 2014, 2015 e nel 2016 (Figura 3b). Tali dati suggeriscono la necessità di una sempre più rigorosa applicazione degli strumenti repressivi affiancati a quelli preventivi.