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CONTROLLI CITES

Immagine abstract
Abstract: 
Vengono analizzati numero ed esito delle verifiche effettuate negli ultimi 11 anni (2010-2020) per verificare il rispetto della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES - Convention on International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora). Gli illeciti totali accertati nel 2020 sono stati 764, di cui 409 penali e 355 amministrativi. Complessivamente si rileva che dal 2018 è avvenuto un deciso aumento degli illeciti, rispetto agli anni precedenti; infatti tra il 2010 e il 2017 la media annua di illeciti è stata di 334. Dal 2018 è anche considerevolmente aumentato l’importo totale di euro sanzionati, pari a 1.002.493 € nel 2020, contro una media annua di circa 611.000 € tra il 2010 e il 2017.
Descrizione: 
L’indicatore mostra il numero e l’esito in termini di sanzioni e di sequestri, dei controlli effettuati annualmente dai Nuclei Operativi del Raggruppamento CITES dei Carabinieri per verificare il rispetto della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES - Convention on International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora).
Scopo: 
Evidenziare le azioni svolte a tutela della biodiversità in ambito di commercio internazionale di specie animali e vegetali.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
La Convenzione di Washington (CITES) è una convenzione siglata nel 1975 sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Lo scopo fondamentale della Convenzione è di garantire che lo sfruttamento commerciale internazionale di specie selvatiche sia sostenibile per le stesse e compatibile con il ruolo ecologico che rivestono nel proprio habitat. Sono elencate nelle Appendici della CITES oltre 35.000 specie di animali e piante, con diversi gradi di protezione. Sono soggetti agli obblighi della Convenzione sia gli esemplari vivi sia morti, le parti (come l’avorio e la pelle) e i prodotti derivati (come i medicinali ricavati da animali o piante). Gli Stati aderenti alla CITES operano insieme regolando il commercio delle specie elencate nelle Appendici attraverso l’emissione di licenze e certificati.
La CITES è stata adottata in tutta l’Unione Europea mediante regolamenti direttamente applicabili agli Stati membri. I regolamenti attualmente in vigore nell’Unione Europea per la CITES sono: Regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996; Regolamento di attuazione (CE) n. 865/2006 della Commissione, del 4 maggio 2006; Regolamento di esecuzione (UE) n. 792/2012 della Commissione del 23 agosto 2012; Regolamento di esecuzione (UE) n. 1587/2019 della Commissione del 24 settembre 2019. Tali regolamenti costituiscono il quadro normativo per la disciplina del commercio internazionale e interno di animali e piante selvatiche per tutti gli Stati membri dell’UE. Gli Stati possono adottare misure nazionali più restrittive, ad esempio riguardo alla detenzione o al commercio.
L’Italia ha ratificato la Convenzione di Washington con la legge 19 dicembre 1975, n.874 e, ai sensi del D.Lgs. 30 luglio 1999 n. 300, l'Autorità di Gestione principale in Italia è costituita dal Ministero della Transizione Ecologica che ha funzioni di indirizzo politico, amministrativo e di coordinamento. L'Autorità per l'emissione dei certificati è rappresentata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che si avvale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFA) dell’Arma dei Carabinieri. L'Autorità competente al rilascio delle licenze di importazione ed esportazione è il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le attività di controllo del rispetto della Convenzione, dei regolamenti comunitari e della normativa nazionale è affidata al Raggruppamento Carabinieri CITES sul territorio e alla Guardia di Finanza negli spazi doganali.
L’Italia ha disciplinato i reati relativi all'applicazione della Convenzione e dei regolamenti comunitari con la Legge 7 febbraio 1992 n.150; la stessa norma prevede alcune misure più restrittive rispetto a quelle previste dalla Convenzione e dai regolamenti comunitari quali il divieto di detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possano costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica e l’obbligo di tenuta di un registro per le attività commerciali che detengano esemplari vivi, morti, parti o derivati di specie elencate negli allegati A e B del Regolamento 338/97.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
https://www.mite.gov.it/pagina/cites-convenzione-di-washington-sul-commercio-internazionale-delle-specie-di-fauna-e-flora
Limitazioni: 
Il numero di controlli totali effettuati non è del tutto confrontabile all’interno della serie di dati (2010-2020), poiché a partire dal 2017 non sono disponibili i dati relativi al numero di controlli svolti in ambito doganale.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Richiesta al Raggruppamento CITES del CUFA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari) dell'Arma dei Carabinieri (in cui è confluito il Corpo Forestale dello Stato dal 1° gennaio 2017).
Fonte dei dati di base: 
CFS (Corpo Forestale dello Stato)
CUFA - Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Dati ordinati in tabelle ed elaborati graficamente con programma Excel.
Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2010-2020
I dati utilizzati per il popolamento dell'indicatore forniscono informazioni utili ai fini della rappresentazione delle azioni svolte dall’Italia a tutela della biodiversità nell’ambito del commercio internazionale delle specie animali e vegetali. Presenta una buona affidabilità e validazione, oltre a un'ottima comparabilità nello spazio.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
Le attività di controllo svolte in applicazione della CITES sono di fondamentale importanza per regolare lo sfruttamento commerciale internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche e si sono dimostrate efficaci nel periodo considerato (2010-2020), rilevando numerosi illeciti, con numeri importanti negli ultimi anni e con un considerevole incremento dell’importo totale di euro sanzionati, pari a 1.002.493 € nel 2020, contro una media annua di circa 611.000 € tra il 2010 e il 2017.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Il trend è negativo in quanto, a partire dal 2018, si è registrato un forte aumento del numero di illeciti (penali e amministrativi) rilevati annualmente. Gli illeciti totali accertati sono stati 992 nel 2018, 829 nel 2019 e 764 nel 2020, numeri in deciso aumento rispetto al 2017, in cui sono stati pari a 206 (Tabella 1), e agli anni precedenti (Figura 1), poiché tra il 2010 e il 2017 la media è stata di 334 illeciti annui.
Variabili: 
Numero di illeciti per anno.
Commenti: 
A completamento di quanto riportato per stato e trend si segnala che, dopo una battuta di arresto nel 2018 in cui i sequestri erano scesi a 485, nel 2019 e 2020 sono tornati a risalire (rispettivamente a 1.683 e 2.455) , riportandosi a valori paragonabili a quelli degli anni precedenti (Tabella 1). Tali numeri si riferiscono ai sequestri di animali vivi, di corpi, prodotti e derivati di animali, di piante vive e di derivati vegetali, nonché di altre categorie come avorio, conchiglie, coralli, legname, caviale e medicinali.
Allegati: