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INTENSITÀ TURISTICA

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore permette il monitoraggio del carico agente sul territorio dovuto al turismo, sia in termini di peso (arrivi) sia di sforzo sopportato (presenze). Rileva, inoltre, come alcune regioni siano caratterizzate da rapporti “arrivi/abitanti” e “presenze/abitanti” molto più alti della media nazionale.
Descrizione: 
Nel definire l'intensità turistica sono stati presi in considerazione quei parametri in grado di monitorare il carico del turismo sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni e degli impatti esercitati sull'ambiente, che si traducono nello sfruttamento delle risorse naturali, produzione dei rifiuti, inquinamento, ecc. Il rapporto "numero degli arrivi per popolazione residente" rappresenta il peso del turismo sulla regione, mentre il rapporto "presenze per popolazione residente" offre l'idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture. Il "numero degli arrivi" e il "numero delle presenze", distribuiti sul territorio e per mese, evidenziano le zone particolarmente "calde" e la stagionalità dei flussi turistici. La "permanenza media turistica", data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse (presenze) e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi), indica le pressioni sull'ambiente associate alla sistemazione turistica quali, per esempio, consumo idrico, smaltimento dei rifiuti, uso intensivo delle risorse naturali.
Scopo: 
Determinare il carico turistico agente sul territorio.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 95/97/CE del 23/11/95, L 135/01
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT
Limitazioni: 
L'assenza di valori di riferimento che possano consentire la valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico del territorio, rappresenta un limite dell'indicatore.
Ulteriori azioni: 
Misura dell'utilizzo delle risorse naturali.
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
http://dati.istat.it/ (SERVIZI/TURISMO)
http://demo.istat.it/
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La permanenza media è data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva. Rapporto, calcolo della percentuale e variazione indicizzata sono le elaborazioni effettuate per presentare le altre variabili di interesse.
Core set: 
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1991-2018
L'autorevolezza della fonte dei dati di base (ISTAT) garantisce che la qualità dell'informazione fornita dall'indicatore abbia una buona comparabilità nel tempo e nello spazio, oltre a una buona copertura spaziale e temporale. L’assenza di valori di riferimento non consente una valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico del territorio, tuttavia questo non inficia la qualità dell’informazione.
Stato: 
Medio
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
In Italia, nel periodo 2000-2018, si rileva un aumento degli arrivi e delle presenze, rispettivamente pari al 60,1% e 26,5%, a fronte di una crescita della popolazione residente pari al 4,3%. L'intensità turistica, in termini di rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante, presenta delle fluttuazioni annuali, aumentando gradualmente nel tempo (Tabella 1, Figura 1). La stagionalità dei flussi turistici resta concentrata nel trimestre estivo, anche se si osserva una leggera attenuazione: nel 2017 e nel 2018 le presenze nel totale degli esercizi ricettivi raggiungono rispettivamente il 48,4% e 47,5%, a fronte del 49,5% del 2016 (Tabella 3). Nel 2018, inoltre, da segnalare la crescita dell’8,7% delle presenze nel primo trimestre.
Persistono, e in alcuni casi aumentano, valori elevati di presenze e arrivi rispetto alla popolazione residente, in diverse aree del Paese, fenomeno che può avere notevoli ripercussioni sull'ambiente.
Commenti: 
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute all'arrotondamento. Nel 2017 il flusso dei clienti nel complesso degli esercizi aumenta rispetto all’anno precedente, sia per gli arrivi sia per le presenze, rispettivamente del 5,3% e del 4,4%; tendenza registrata anche nel 2018, seppur con valori inferiori (+4% arrivi, +2% presenze). La capacità di carico rappresenta il massimo numero di turisti che il territorio può ospitare senza provocare un danno per l'ambiente fisico, o un impoverimento delle peculiarità della destinazione scelta. I flussi turistici sono, in sostanza, un ampliamento provvisorio della popolazione, con tutti i problemi che si creano quando si supera la capacità di un sistema calibrato sul carico dei residenti. Un eccessivo aumento della popolazione comporta un degrado della qualità della vita, incidendo sulla viabilità, sicurezza, trasporti, depurazione, smaltimento rifiuti, ecc. Detta situazione è riscontrabile in alcune regioni, come Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, che mostrano valori dei rapporti "arrivi/abitanti" (10,8 e 9,9 nel 2017; 11,1 e 10 nel 2018) e "presenze/abitanti" (47 e 28,5 nel 2017; 48 e 28,7 nel 2018) notevolmente superiori a quelli nazionali (Tabella 2, Tabella 4).
Nel 2017, aumenti superiori al valore nazionale si segnalano in 11 regioni su 20, in particolare per gli arrivi in Basilicata, Calabria e Sicilia, rispettivamente pari a 9,7%, 12,3% e 10,2%. In Umbria, Marche e Molise diminuiscono marcatamente sia gli arrivi sia le presenze. In termini di presenze, rispetto al 2016, variazioni più elevate si hanno in Sicilia (+7,3%) Basilicata (6,5%) e Piemonte (6,3%).
La permanenza media resta invariata a livello nazionale, mentre le Marche detengono il valore più elevato (5,3), seguite dalla Calabria (5) e Sardegna (4,6); 9 regioni su 20 sono caratterizzate, invece, da valori sotto la media nazionale (3,4), soprattutto Lombardia (2,4) e Umbria (2,6), indice di una tipologia di turismo "short-break".
Nel 2017 gli arrivi internazionali sono cresciuti del 7%, per un totale di 1.326 milioni, circa 86 milioni in più rispetto al 2016; di questi il 51% è concentrato in Europa.
La stagionalità è un elemento importante da considerare, poiché la concentrazione di presenze in certi periodi dell’anno può influire sulla sostenibilità, generando delle pressioni sia sulla comunità sia sulle risorse naturali. La maggior parte dei Paesi europei è caratterizzata da dinamiche stagionali che vede un turismo concentrato in zone montuose in inverno, mentre in estate prevale il turismo costiero.
In Italia, la stagionalità dei flussi (Tabella 3), nel 2017, resta concentrata nel terzo trimestre (con il 48,4% delle presenze) anche se con un leggero decremento. La ripartizione dei flussi per tipologia di località di interesse turistico (Tabella 5 e Figura 4) non rileva cambiamenti, infatti la clientela italiana continua a orientarsi prevalentemente verso località marine (37,3%) e a soggiornare in una struttura alberghiera (64,7% delle presenze); mentre quella straniera predilige le città di interesse storico e artistico (31,3%) (Figura 2), optando in generale per gli alberghi (66,2% delle presenze).

Considerando il 2018, gli arrivi internazionali raggiungono 1,4 miliardi, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente; nello specifico in Europa toccano i 713 milioni.
In Italia, a fronte della continua crescita sia degli arrivi sia delle presenze, 10 regioni su 20 mostrano incrementi degli arrivi superiori al valore nazionale, in particolare Umbria, Basilicata e Campania (14,7%; 13,4%; 10,5%). In termini di presenze, invece, 17 regioni presentano aumenti, dallo 0,1% del Veneto all’8,5% del Lazio: da segnalare ancora un calo delle presenze nelle Marche (-13,3%) (Tabella 4).
La permanenza media nazionale scende a 3,3; di 20 regioni, 11 registrano valori superiori, con il massimo in Calabria (5,1).
Nel terzo trimestre del 2108 si osserva una lieve flessione dei flussi (Tabella 3), anche se l’incidenza delle presenze in questo periodo resta elevata (47,5%).