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CONSUMO DI SUOLO IN AREE PROTETTE

Immagine abstract
Abstract: 
All’interno delle aree incluse nell'EUAP (Elenco Ufficiale Aree Protette), il suolo consumato nel 2020 è pari a 59.335 ettari totali (1,9% del territorio). Il consumo di suolo avvenuto tra il 2019 e il 2020 è di 65,02 ettari, poco meno della metà concentrato in tre regioni: Lazio, Abruzzo e Campania con valori rispettivamente di 17,1, 8,5 e 6,7 ettari. Complessivamente tra il 2012 e il 2020 all’interno delle aree protette italiane si sono persi quasi 850 ettari.
Descrizione: 
L'indicatore valuta l’entità del suolo consumato e del nuovo consumo di suolo all’interno del territorio delle aree protette terrestri italiane che rientrano nell’Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP, ultimo aggiornamento del 2010). Tale valutazione è stata condotta a partire dalla Carta Nazionale del Consumo di Suolo prodotta da ISPRA-SNPA su elaborazioni ISPRA per gli anni 2006, 2012, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020, restituita con riferimento al totale nazionale e alle 20 regioni amministrative.
Scopo: 
L'indicatore consente di avere un’informazione sugli impatti derivanti dalla pressione antropica che grava sulle aree protette attraverso una quantificazione della porzione del loro territorio interessata da nuovo consumo di suolo nel periodo di riferimento.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
I Programmi di azione europei in campo ambientale e l'Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l'uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità. La Commissione europea è da anni impegnata a favorire un uso più sostenibile del terreno e del suolo. La Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006, successivamente ritirata e oggi di nuovo in discussione, sottolineava la necessità di porre in essere buone pratiche per mitigare gli effetti negativi dell'impermeabilizzazione sulle funzioni del suolo. Tali obiettivi sono stati ulteriormente esplicitati in successivi atti strategici europei: Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse e Strategia Tematica sull'ambiente urbano, COM/2005/0718.
Nel 2012 la Commissione europea ha presentato il rapporto "Guidelines on best practice to limit, mitigate or compensate soil sealing" con una serie di buone pratiche atte a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo e, agli inizi di novembre 2020, ha lanciato la roadmap che condurrà alla “New Soil Strategy - healthy soil for a healthy life” che dovrebbe essere approvata entro il 2021, come previsto anche dalla risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2021 sulla protezione del suolo, con la quale si chiede alla Commissione di predisporre una direttiva vincolante in materia.
Non essendoci una specifica normativa nazionale di riferimento, non esistono specifici obiettivi in materia. L’Italia è comunque tenuta a rispettare gli obiettivi comunitari e quelli previsti dall’Agenda 2030. A livello regionale sono diverse le norme che impongono obiettivi di contenimento progressivo del consumo di suolo.
DPSIR: 
Pressione, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Munafò, M. (a cura di), 2021. Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2020. Report SNPA 22/21. https://www.snpambiente.it/2021/07/14/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2021/
Limitazioni: 
Difficoltà nella disponibilità di immagini ad altissima risoluzione per alcune aree.

Ulteriori azioni: 
La disponibilità di immagini ad altissima risoluzione è propedeutica nel perfezionare la qualità dell’indicatore.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA (http://www.consumosuolo.isprambiente.it)
Fonte dei dati di base: 
MiTE (Ministero della Transizione Ecologica).
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
A partire dalla Carta Nazionale del Consumo di Suolo prodotta da ISPRA per il 2020, è stata valutata in primo luogo l’estensione in termini assoluti e percentuali del suolo consumato all’interno delle aree EUAP di ciascuna delle 20 regioni italiane. Confrontando poi il dato con la revisione degli anni precedenti (2012, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020) è stato valutato il nuovo consumo di suolo che ha interessato le aree EUAP negli ultimi 8 anni. La disponibilità di nuovi dati satellitari ha permesso di affinare le stime di tutta la serie storica. Il consumo di suolo considerato è relativo alle aree protette terrestri italiane che rientrano nell’Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP, ultimo aggiornamento del 2010), compresi i Parchi Naturali Nazionali e Regionali, le Riserve Naturali Nazionali e Regionali e altre tipologie di Aree Naturali Protette Nazionali e Regionali.
Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Green Deal (Preserving Europe's natural capital)
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
2012-2020
I dati utilizzati per elaborare l'indicatore presentano un elevato livello di accuratezza, la comparabilità nel tempo e nello spazio sono garantite dall'aggiornamento annuale della Carta Nazionale del Consumo di Suolo che viene rivista e corretta annualmente grazie alla continua disponibilità di nuove immagini satellitari. L’indicatore è rilevante perché rappresentativo delle pressioni che agiscono sull’ambiente nelle aree protette.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
All’interno delle aree protette EUAP nel 2020 il suolo consumato è complessivamente pari a 59.335 ettari totali (1,9% del territorio).
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Il consumo di suolo all’interno delle aree EUAP, risulta significativamente inferiore alla media nazionale pari a 7,1% grazie principalmente al regime di tutela di cui godono tali aree, che ne garantisce una preservazione maggiore rispetto al resto del territorio nazionale. Tuttavia il consumo di suolo non si arresta: in un anno (2019-2020) sono stati consumati 65 ettari, poco meno della metà concentrati in tre regioni: Lazio, Abruzzo e Campania con valori rispettivamente di 17,1, 8,5 e 6,7 ettari. Complessivamente tra il 2012 e il 2020 si sono persi quasi 850 ettari all’interno delle aree protette.
Variabili: 
Ettari di suolo consumato.
Commenti: 
Complessivamente all’interno delle aree protette EUAP, nel 2020, a fronte di una superficie totale di oltre tre milioni di ettari, 59.335 ettari risultano consumati (pari all’1,9% della superficie complessiva). I valori più elevati si raggiungono nelle aree protette situate in Liguria (4,2%), Campania (3,8%) e Veneto (3,1%). I valori più bassi si individuano nelle aree EUAP situate in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Molise, dove il suolo consumato è inferiore al mezzo punto percentuale (Tabella 1).
La densità dei cambiamenti mostra i valori più elevati nel Lazio, con 0,8 metri quadrati di nuovo consumo di suolo per ogni ettaro di territorio protetto, seguito da Veneto e Marche, rispettivamente con 0,6 e 0,5 metri quadrati per ettaro (Tabella 2).
Nella Figura 1 è possibile osservare la mappa di sintesi a scala comunale delle classi percentuali di suolo consumato al 2020 nelle singole aree protette italiane: tra parchi nazionali si distinguono quello dei Monti Sibillini (+4,8 ettari consumati nel 2020), il parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise (+4,6) e quello del Cilento e Vallo di Diano (+3,8). Il parco del Vesuvio, con la percentuale dell’8,8%, rimane il parco nazionale con la maggiore quota di suolo consumato all’interno del suo perimetro (725 ettari).