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EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI PERSISTENTI (IPA, DIOSSINE E FURANI): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

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Abstract: 
L'indicatore rappresenta l'andamento delle emissioni nazionali di composti organici persistenti per settore di provenienza, dal 1990 al 2019. L’obiettivo del conseguimento di valori di emissione inferiori a quelli del 1990, è stato conseguito sia per gli IPA (-27,1%) sia per diossine e furani (-46,2%), seppure con andamenti differenti.
Descrizione: 
Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), le diossine e i furani sono composti organici che derivano da attività di produzione energetica, impianti termici e processi industriali. Altre fonti minori di emissione sono il traffico e l'incenerimento di rifiuti organici. Gli IPA sono rilasciati in atmosfera anche da sorgenti naturali quali eruzioni vulcaniche, incendi boschivi e dall'attività di alcune specie di microrganismi. Questi gruppi di sostanze hanno rilevanza sanitaria per la loro tossicità e persistenza nell'ambiente (danno luogo a fenomeni di bioaccumulo) e, in quanto agenti cancerogeni di diversa intensità, sono infatti classificati dall'IARC come cancerogeni certi la 2,3,7,8 Tetraclorodibenzo-para-diossina, probabili gli IPA e possibili le diossine e i furani.
Scopo: 
La stima delle emissioni nazionali totali e disaggregate per processo produttivo di IPA, diossine e furani, permette di valutare l'andamento emissivo nel periodo 1990 - 2019 e confrontarlo con l'obiettivo previsto dal Protocollo di Aarhus.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Il Protocollo di Aarhus sugli inquinanti organici persistenti (1998), nell'ambito della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979), indica come obiettivo la riduzione delle emissioni di diossine, furani e IPA al di sotto dei livelli raggiunti nel 1990 (o, in alternativa, ogni altro anno compreso tra il 1985 e il 1995).
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili su: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni

ISPRA, 2021. Italian Emission Inventory 1990-2019. Informative Inventory Report 2021 (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/inventario-nazionale-delle-emissioni-in-atmosfera-1990-2019-informative-inventory-report-2021; https://www.ceip.at/status-of-reporting-and-review-results/2021-submission/).

ISPRA, Pantaleoni M., Taurino E., De Lauretis R.. Emissioni in atmosfera di PCB e HCB in Italia dal 1990 al 2006, 2008. Disponibile su http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti

R. De Lauretis, Dioxin and furan Italian national and local emission inventories, in “Dioxin’99, 19th International Symposium”, vol.41 pp 487-490, Venezia, 1999

Pastorelli G., De Lauretis R., De Stefanis P., Fanelli. R, Martines C., Morselli L., Pistone L., Viviano G., Sviluppo di fattori di emissione da inceneritori di rifiuti urbani lombardi e loro applicazione all’inventario nazionale delle diossine, su Ingegneria Ambientale ANNO XXX N.1 Gennaio 2001, 2001
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati ISPRA dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima realizzata nell'ambito della preparazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per quanto riguarda gli IPA l'unità di misura è la tonnellata (t). Per quanto riguarda le diossine e i furani, le emissioni sono riportate in grammi di equivalente tossico secondo la classificazione di tossicità I-Teq (g I-Teq).
Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA Guidebook - 2019). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/inventario-nazionale-delle-emissioni-in-atmosfera-1990-2019-informative-inventory-report-2021; https://www.ceip.at/status-of-reporting-and-review-results/2021-submission).
Per garantire la consistenza e compatibilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base della maggiore informazione e dei più recenti sviluppi metodologici
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Altri Core set: 
Green deal
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1990 - 2019
I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA come responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Le stime delle emissioni di composti organici persistenti sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
I valori emissivi di IPA si attestano nel 2019 a 65,5 t, mentre per diossine e furani si osserva un livello pari a 270,6 gI-Teq. Nel 1990 i livelli emissivi erano pari a 89,9 t per gli IPA e 502,6 gI-Teq per diossine e furani. L'obiettivo fissato dal Protocollo di Aarhus, di riduzione rispetto al 1990, è stato conseguito da entrambe le sostanze (Tabelle 1 e 2).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Le emissioni di IPA e diossine e furani, dal 1990 al 2019, si riducono rispettivamente del 27,1% e 46,2%, delineando dunque un trend positivo (Tabelle 1, 2 e Figura 1).
Variabili: 
Emissioni di IPA e diossine e furani
Commenti: 
Per quanto riguarda le emissioni di diossine e furani, dal 1990 si evidenzia una generale decrescita per tutti i settori, tranne per i processi produttivi (+25,7%); anche dalla combustione dei residui agricoli si rileva un lieve incremento delle emissioni, irrilevante per il peso sul totale emesso (Tabella 2). Nel 2019 le emissioni di diossine e furani derivano: per il 37,6% dai processi di combustione non industriale, per il 31,2% dai processi produttivi, per il 21,1% dai processi di combustione nell'industria e per quote minori dal settore dei rifiuti (4,7%), dal settore del trasporto stradale (3,4%), dai processi di combustione per la produzione di energia (1,6%). Una diminuzione marcata si osserva tra il 1995 e il 2002 e tra il 2008 e il 2011 per l'uso di tecnologie di abbattimento nella principale industria nazionale di produzione dell'acciaio (Tabella 2, Figura 1).
Le emissioni di IPA presentano nel 2019 una riduzione complessiva rispetto al 1990 pari al 27,1%. Nel dettaglio si rileva un andamento abbastanza costante dal 1990 al 1999, seguito da una brusca caduta tra il 1999 e il 2000 (-34,2%) e una ripresa a partire dal 2005. Il forte calo che si verifica tra il 1999-2000 è da imputarsi principalmente ai miglioramenti tecnologici nei processi produttivi (acciaierie), che vedono ridurrei le loro emissioni complessivamente dell’81,3%, nel periodo 1990-2019.Per contro, le emissioni del settore della combustione non industriale crescono in maniera rilevante durante il periodo in esame (+60,8%), accentuate dall’ingente aumento di consumo di legna a uso riscaldamento. Questi due settori, la cui quota sul totale delle emissioni era nel 1990 rispettivamente pari al 53,8% e 35,5%, coprono nel 2019 rispettivamente il 13,8% e 78,2% delle emissioni di IPA totali (Tabella 1, Figura 1). Analizzando il dettaglio regionale si evince che dalla Puglia si origina la quota maggiore di emissioni di IPA (Tabella 2, Figura 2), mentre le emissioni maggiori di diossine e furani derivano dalla Lombardia (79,4 g I-Teq) (Tabella 2, Figura 3).
Allegati: 
AllegatoDimensione
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