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MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - ALTERAZIONE DELLE CONDIZIONI IDROGRAFICHE

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Abstract: 
Il monitoraggio previsto dalla Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE per il Descrittore 7 prende in considerazione le alterazioni permanenti delle condizioni idrografiche dovute alle infrastrutture costiere e marine soggette a VIA nazionale, realizzate o in corso di realizzazione o progettazione a partire dal 2012. L'indicatore di riferimento per il D7C1 è relativo all’estensione dei corpi idrici marino costieri di ciascuna Sottoregione marina, definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, che presenta impatti dovuti a cambiamenti permanenti delle condizioni idrologiche dovuti a nuove infrastrutture realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale. L'obiettivo per tale indicatore è il non superamento del 5%. Per il I ciclo di implementazione della MSFD (2012-2018) tale obiettivo è stato raggiunto.
Descrizione: 
Nell’ambito del Descrittore 7, il termine condizioni idrografiche include sia l’ambito dei processi idrologici riferibili alla colonna d’acqua quali correnti, energia di fondo, regime salino e termico sia le caratteristiche fisiografiche dei fondali in termini morfologici e di natura dei substrati. La nuova Decisione (UE) 2017/848 del 17 maggio 2017 definisce i seguenti criteri per la valutazione del Buono Stato Ambientale (GES): 1) D7C1 — Secondario: Estensione, in chilometri quadrati (km2), della zona di valutazione che ha subito effetti negativi dal punto di vista idrografico; 2) D7C2 — Secondario: Estensione di ciascun tipo di habitat che ha subito effetti negativi, in chilometri quadrati (km2) o in quota percentuale (%) rispetto al totale dell'estensione dell'habitat naturale nella zona di valutazione.
Tale valutazione si è resa necessaria in quanto alcune alterazioni idrografiche possono portare alla degradazione di habitat di interesse ecologico e/o conservazionistico (ad es. praterie di Posidonia oceanica) o all'instaurarsi di condizioni favorevoli alle fioriture algali (anche tossiche), alla diffusione delle meduse o altre alterazioni delle condizioni microbiologiche.
Nel corso del I ciclo di implementazione della MSFD (2012-2018), il gruppo di lavoro comunitario il cui contributo è riassunto nella guida tecnica JRC - Technical guidance on monitoring for the Marine Stategy Framework Directive - Report EUR 26499 EN, ha indicato in 10 anni il periodo temporale oltre il quale un’alterazione delle condizioni idrografiche è da ritenersi permanente. Pertanto, le opere i cui lavori di realizzazione comportino un’alterazione delle condizioni idrografiche della durata inferiore ai 10 anni, sono escluse dell’analisi degli impatti per il Descrittore 7. Inoltre, nel valutare il livello di significatività dell’alterazione, l’analisi si è ristretta alle sole infrastrutture in ambito costiero e marino soggette a una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale a livello nazionale. Ciò ha consentito di escludere tutte quelle opere di difesa costiera, realizzazione di piccoli porti o marine e estensioni di infrastrutture portuali esistenti che, non soggette a VIA nazionale, non si ritiene producano impatti significativi sugli ecosistemi marini come conseguenza specifica delle alterazioni delle condizioni idrografiche. L'indicatore relativo all’estensione dei corpi idrici marino costieri di ciascuna Sottoregione marina, definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, che presenta impatti dovuti a cambiamenti permanenti delle condizioni idrologiche dovuti a nuove infrastrutture realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale viene calcolate come segue: si effettua una ricognizione per un determinato periodo (2012-2018) delle infrastrutture costiere e marine soggette a VIA nazionale realizzate o in corso di realizzazione o progettazione a partire dal 2012 e, per ciascuna infrastruttura, viene stimata l'estensione in chilometri quadrati (km2) dell'area marina che presenta alterazioni delle condizioni idrografiche indotte dall'infrastruttura stessa.
Successivamente, per ciascuna sottoregione marina (Mar Adriatico, Mar Mediterraneo Occidentale, Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale), vengono sommate le estensioni relative alle infrastrutture ivi presenti e oggetto di valutazione, ed effettuato il rapporto tra tale valore e l'estensione complessiva dei corpi idrici marino costieri.
Scopo: 
Valutare l'impatto prodotto dalle infrastrutture marine e marino-costiere sugli habitat, sia del fondo sia della colonna d'acqua, a seguito specificatamente della modifica delle condizioni idrografiche indotte dall'infrastruttura stessa.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE
D.Lgs. 190/2010 di recepimento della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/EC
Obiettivo dell'indicatore fissato dal DM 15 febbraio 2019 - Buono Stato Ambientale (GES) - G 7.1: Non più del 5% dell’estensione dei corpi idrici marino costieri di ciascuna Sottoregione marina, definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, presenta impatti dovuti a cambiamenti permanenti delle condizioni idrologiche dovuti a nuove infrastrutture realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale.
DPSIR: 
Pressione, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
González D., Coughlan C., Stips A., Stolk A., González Pola C., Moreno Aranda I.M., Giorgi G., Rees J., Babbini L., Manca Zeichen M., Alenius P., Cariou V., Zervakis V., Krzyminski. W. (2015) Review of the Commission Decision 2010/477/EU concerning MSFD criteria for assessing Good Environmental Status, Descriptor 7; EUR 27544 EN; https://doi.org/10.2788/435059
AA.VV. (2014) - Technical guidance on monitoring for Marine Strategy Framework Directive, JRC, Report EUR 26499 EN
http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC88073
https://doi:10.2788/70344
Limitazioni: 
Nel sessennio 2012-2018 la valutazione ha utilizzato il solo criterio D7C1 sull’estensione, in chilometri quadrati (km2), della zona di valutazione che ha subito effetti negativi dal punto di vista idrografico e non il D7C2 sull’estensione di ciascun tipo di habitat che ha subito effetti negativi, in chilometri quadrati (km2) o in quota percentuale (%) rispetto al totale dell'estensione dell'habitat naturale nella zona di valutazione. Il D7C2 dovrà essere implementato nel sessennio 2019-2024.
Ulteriori azioni: 
Al fine di standardizzare il monitoraggio delle nuove infrastrutture soggette a VIA nazionale e rilevanti per la valutazione del Descrittore 7 della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, è prevista l'adozione della “Guida metodologica per il monitoraggio di infrastrutture soggette a VIA nazionale e potenzialmente in grado di alterare in modo significativo e permanente le condizioni idrologiche e caratteristiche fisiografiche” allegata al programma di monitoraggio 2021-2026 di cui al DM 2 febbraio 2021, come prescrizione del monitoraggio VIA.
Nel sessennio 2019-2024 è previsto il monitoraggio di ulteriori 16 infrastrutture soggette a VIA nazionale.
Frequenza rilevazione dati: 
Sessennale
Accessibilità dei dati di base: 
I risultati sul valore dell'indicatore sono disponibili con cadenza sessennale sul Report MSFD ai sensi degli art. 8 (valutazione ambiente marino) della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina – 2008/56/CE, la cui ultima versione - Report MSFD 2018 - è accessibile tramite il SIC - Sistema Informativo Centralizzato della Strategia Marina - http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it .
I dati di monitoraggio utilizzati per valorizzare l'indicatore sono accessibili sempre tramite il SIC nella sezione - Report MSFD 2018 Dati a supporto.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per ciascuna delle nuove infrastrutture in ambito marino-costiero realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale sono previste le seguenti fasi di lavoro:
1. Recupero del modello dell’infrastruttura 3D fornito dal proponente.
2. Ricognizione, raccolta e armonizzazione di dati di monitoraggio di parametri idrologici e caratteristiche fisiografiche nelle unità fisiografiche cui afferisce l'infrastruttura
3. Iniziale caratterizzazione dell’area di indagine mediante modello a mesoscala calibrato/validato con i dati di monitoraggio di cui al punto 2 nello scenario con e senza infrastruttura in riferimento al periodo 1987-2016.
4. Previsione areale di modifica delle condizioni idrografiche in base ai risultati ottenuti dal modello a mesoscala (punto 3) e alle soglie definite a livello nazionale per valutare il livello di significatività dei cambiamenti delle condizioni idrologiche.
5. Monitoraggio e simulazione numerica mediante modello numerico di dettaglio su area di indagine individuata al punto 3.
6. Stima del poligono che presenta cambiamenti significativi e permanenti delle condizioni idrografiche in base alle soglie definite a livello nazionale e sui risultati del punto 4.
Le aree dei poligoni di cui al punto 6 sono espresse in km2 e sommate per ciascuna Sottoregione marina: Mar Mediterraneo Occidentale, Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale e Mar Adriatico.
Il valore dell'indicatore si calcola come il rapporto tra l'estensione dei corpi idrici marino costieri di ciascuna Sottoregione marina, definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, e la somma delle aree dei poligoni di cui al punto 6 per ciascuna Sottoregione marina.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Green Deal
Periodicità di aggiornamento: 
Sessennale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2012-2018
L’indicatore è in linea con quanto prescritto nella Decisione (UE) 2017/848 del 17 maggio 2017 per il criterio D7C1 ed è stato definito a livello nazionale un valore soglia rispetto al quale effettuare la valutazione del raggiungimento del Buono Stato Ambientale (GES). Rappresenta bene il livello di pressione dovuto alle infrastrutture oggetto di valutazione.
L’indicatore è stato popolato con le informazioni derivanti dal monitoraggio delle n. 2 infrastrutture selezionate e oggetto di valutazione nel periodo 2012-2018, ossia il Nuovo Porto di Fiumicino e il Terminale GNL di Monfalcone. Pertanto, la copertura spaziale e temporale è ottima rispetto a quanto pianificato.
Il metodo di monitoraggio si basa su strumenti consolidati nell’ambito dell’osservazione delle condizioni fisiche dell’ambiente marino e quindi garantisce un’alta affidabilità e comparabilità nello spazio e nel tempo.
La metodologia di calcolo implica il confronto con serie climatologiche relative a parametri sullo stato del mare, generalmente disponibili e consolidati per periodi sufficientemente lunghi (40 anni).
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
L'indicatore ha il seguente valore per le tre Sottoregioni marine:
Mar Mediterraneo Occidentale: 0,0235%
Mar Ionio e Mar Mediterraneo Centrale: 0%
Mar Adriatico: 0,1564%
Per tutte e tre le Sottoregioni marine, il valore si colloca ben al di sotto del 5%.

Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Nel prossimo sessennio 2019-2024 è previsto il monitoraggio di ulteriori 16 nuove infrastrutture in ambito marino-costiero realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale e altre potrebbero aggiungersi a seguito dell'adozione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) - Recovery Plan, con particolare riguardo agli impianti eolici off-shore. Il valore dell'indicatore è probabile che aumenti, mantenendosi comunque entro il 5% del valore soglia.
Variabili: 
Rapporto tra l’estensione in km2 dell'area marino-costiera che presenta cambiamenti significativi e permanenti delle condizioni idrografiche dovute a nuove infrastrutture in ambito marino-costiero realizzate a partire dal 2012 e soggette a VIA nazionale e l’estensione in km2 dei corpi idrici marino costieri definiti ai sensi della Direttiva 2000/60/CE.
Commenti: 
L’indicatore è stato popolato nel sessennio 2012-2018 con le 2 infrastrutture selezionate e oggetto di valutazione: il Nuovo Porto di Fiumicino e il Terminale GNL di Monfalcone. Ha dato come risultato, per ciascuna sottoregione marina (Tabella 1), un valore ben al di sotto della soglia del 5% e pertanto lo stato è buono rispetto alla determinazione del buono stato ambientale (GES) di cui al DM 15 febbraio 2019, relativamente al Descrittore 7. Nel prossimo sessennio 2019-2024, la valutazione sarà basata su ulteriori 16 infrastrutture, oltre a quelle che potranno via via aggiungersi in funzione della presentazione da parte dei soggetti proponenti e assoggettabilità a VIA nazionale.
Inoltre, il monitoraggio previsto nel sessennio 2019-2024 consentirà anche l’utilizzo del criterio D7C2 sull’estensione di ciascun tipo di habitat che ha subito effetti negativi rispetto al totale dell'estensione dell'habitat naturale nella zona di valutazione; al momento, però, non è stato ancora definito un valore soglia.