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MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA – RIFIUTI MARINI SPIAGGIATI

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Abstract: 
L’Italia, in applicazione della Direttiva Quadro per la Strategia Marina, effettua dal 2015 un intenso programma di monitoraggio dei rifiuti marini, compresi quelli spiaggiati, grazie al lavoro svolto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, di cui ISPRA fa parte, con il coordinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM). Composizione, quantità e distribuzione dei rifiuti sul litorale tali da non provocare danni all'ambiente costiero e marino sono infatti tra i requisiti per raggiungere il buono stato ambientale delle acque marine, ai fini dell’attuazione della Direttiva. Meno di 20 rifiuti marini ogni 100 metri di costa è il valore soglia recentemente stabilito a livello europeo per definire il buono stato ambientale dell’ambiente marino e costiero. Un traguardo ambizioso, in particolare per i Paesi euro-mediterranei che hanno riportato per gli anni 2015-2016 densità di almeno un ordine di grandezza superiore. Nel triennio 2015-2017, la mediana dei rifiuti marini totali spiaggiati sui litorali italiani è stata 415 rifiuti ogni 100 metri. Nel 2018 e nel 2019, 462 e 413 ogni 100 metri, rispettivamente. Nel 2018 e 2019, le plastiche monouso continuano a figurare tra il rifiuto più frequente, rappresentando il 30% e 26% del totale dei rifiuti trovati, rispettivamente. Le informazioni derivanti dal monitoraggio sono essenziali per migliorare la gestione dei rifiuti e indirizzare misure e politiche specifiche che riguardino i settori maggiormente responsabili della produzione dei rifiuti.
Descrizione: 
L’indicatore rappresenta la quantità di diverse tipologie di rifiuto (rifiuti totali, plastiche monouso, rifiuti legati alla pesca e acquacoltura, borse di plastica e rifiuti legati al fumo) espressa in numero di oggetti ogni 100 metri (m) di litorale. Si tratta di uno strumento di semplice consultazione per poter seguire l’andamento dello stato delle nostre spiagge nel tempo, e verificare l’efficacia delle azioni di gestione individuate per l’adempimento della Direttiva.
I valori soglia sono degli obiettivi stabiliti a livello unionale che garantiscono la coerenza tra tutti Paesi nell’attuazione della Direttiva Quadro sulla Strategia per l'Ambiente Marino (MSFD), soprattutto quando la problematica ha carattere transfrontaliero come nel caso dei rifiuti marini. Il 18 settembre 2020 la Commissione europea ha pubblicato il valore soglia per i rifiuti marini spiaggiati, ovvero la densità massima che permette di definire una spiaggia in buono stato ambientale (Van Loon et al., 2020). Il valore stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale è 20 rifiuti ogni 100 metri lineari di costa, che corrisponde al 15° percentile dell'insieme dei dati dei Paesi europei nel periodo 2015-2016. Si tratta di un valore sufficientemente precauzionale, nonché un traguardo da raggiungere gradualmente tramite l’adozione di misure sostanziali e prolungate di prevenzione e rimozione dei rifiuti dal mare e le coste. Le attività di monitoraggio condotte nell’ambito della MSFD, per le quali il MATTM è autorità competente con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA, consentiranno di verificare l’efficacia delle misure nell’abbattimento del quantitativo dei rifiuti nei nostri mari e lungo le nostre coste, e potranno fornire indicazioni sui tempi necessari per il raggiungimento del buono stato ambientale da parte dell’Italia attraverso degli obiettivi intermedi.
Scopo: 
Misurare la densità dei rifiuti sui litorali. La riduzione nel tempo della quantità delle diverse tipologie di rifiuto lungo le coste italiane permette di monitorare l’evoluzione dello stato ambientale marino a seguito di specifici programmi di misura.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Direttiva 2008/56/CE.
D.Lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010.
Decisione (UE) 2017/848 della Commissione del 17 maggio 2017 che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, e che abroga la Decisione 2010/477/UE.
La Direttiva 2008/56/CE e il suo recepimento nazionale D.Lgs. n. 190/2010, hanno l’obiettivo di adottare misure a tutela dell’ecosistema marino per conseguire e mantenere il «buono stato ambientale» (Good Environmental Status o GES) attraverso 11 Descrittori qualitativi. Il Descrittore 10 è riferito ai rifiuti marini, e il criterio D10C1, stabilisce che la composizione, la quantità e la distribuzione territoriale dei rifiuti sul litorale, nello strato superficiale della colonna d'acqua e sul fondo marino, sono a livelli che non provocano danni all'ambiente costiero e marino. Gli Stati membri attraverso la cooperazione unionale hanno stabilito che il valore soglia per considerare una spiaggia in buono stato ambientale è 20 rifiuti ogni 100 metri lineari di costa.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
Direttiva 2008/56/CE
Decisione (UE) 2017/848
D.Lgs. 190/2010
MSFD-TSGML 2013. Guidance on monitoring of marine litter in European Seas. A guidance document within the common implementation strategy for the marine strategy framework directive. EUR-26113 EN. JRC Scientific and Policy Reports JRC83985. http://mcc.jrc.ec.europa.eu/documents/201702074014.pdf.
Hanke G., Walvoort D., van Loon W., Addamo A. M., Brosich A., Montero M. del Mar C, Jack M. M. E., Vinci M., Giorgetti A.,2019. EU Marine Beach Litter Baselines. JRC Technical Report 2019. https://ec.europa.eu/jrc. Fortibuoni, T., Amadesi, B., & Vlachogianni, T. (2021). Composition and abundance of macrolitter along the Italian coastline: The first baseline assessment within the European Marine Strategy Framework Directive. Environmental Pollution, 268, 115886. https://doi.org/10.1016/j.envpol.2020.115886.
Van Loon, W., Hanke, G., Fleet, D., Werner, S., Barry, J., Strand, J., Eriksson, J., Galgani, F., Gräwe, D., Schulz, M., Vlachogianni, T., Press, M., Blidberg, E. and Walvoort, D., A. European threshold value and assessment method for macro litter on coastlines, EUR 30347 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2020, ISBN 978-92-76-21444-1 (online), doi:10.2760/54369 (online), JRC121707.
Limitazioni: 
Mancanza, allo stato attuale, di una serie storica sufficientemente lunga per l’analisi del trend.
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Semestrale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il rilevamento dei rifiuti sulla spiaggia è eseguito procedendo in maniera sistematica ortogonalmente alla linea di costa lungo un transetto, all’interno della porzione di spiaggia da campionare di 100 m * l’ampiezza della spiaggia. Gli elementi visibili sull’arenile di dimensioni superiori a 2,5 cm (lato più lungo), fatta eccezione per i mozziconi di sigaretta che devono essere comunque considerati anche se di dimensioni inferiori, sono conteggiati, escludendo quelli rinvenuti scavando. La lunghezza lineare della porzione di spiaggia da campionare è il parametro secondo il quale deve essere standardizzata la misura della quantità di rifiuti rilevati, che verranno quindi espressi come numero di oggetti /100 m.
I rifiuti sulle spiagge sono riportati come mediana del numero di oggetti ogni 100 m di spiaggia. Gli oggetti sono stati raggruppati secondo le 4 macro categorie proposte da Hanke et al., 2019. A queste è stata aggiunta una quinta categoria di rifiuti legati al fumo (SMOKE) che include le categorie accendini, pacchetti di sigarette o parti e mozziconi di sigaretta e filtri.
Le macro categorie sono così definite:
SUP: plastica monouso. Questo gruppo contiene tutti gli articoli che sono stati identificati come materie plastiche monouso (eccezione di mozziconi di sigaretta).
FISH: i rifiuti che riguardano la pesca e comprendono tutti i rifiuti che provengono probabilmente dalla pesca e dall'acquacoltura.
TA: abbondanza totale. Questo gruppo comprende tutti i rifiuti che sono stati identificati esclusi i mozziconi di sigaretta. Comprende quindi le categorie SUP e FISH.
BAG: sacchetti di plastica.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Green Deal
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2018-2019
II punteggio relativo alla qualità dell’informazione scaturisce dal fatto che l’indicatore è semplice da applicare e interpretare, i dati sono robusti e comparabili dal momento che la metodologia di campionamento e analisi è standardizzata. Inoltre, la copertura spaziale è tale da garantire l’informazione a scala nazionale. La criticità è rappresentata dal fatto che l’indicatore è di nuova applicazione e non si ha ancora una serie storica utile per definire il trend.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Il programma di monitoraggio dei rifiuti spiaggiati è iniziato nel 2015, il Programma di misure finalizzato a conseguire o mantenere un buono stato ambientale è stato approvato con il D.P.C.M. del 10 ottobre 2017, il valore soglia per i rifiuti spiaggati è stato stabilito, a livello unionale, nel 2020. Il problema, quindi, dei rifiuti marini è stato affrontato solo negli ultimi anni. Ad oggi, il livello di concentrazione dei rifiuti spiaggiati, lungo le coste italiane, è molto alto. Da segnalare, in particolare, la sottoregione Adriatica che rimane quella con il valore mediano di rifiuti totali (TA) più alto, pari a 542 oggetti/100 m nel 2018 e 547 oggetti/100 m nel 2019. L’adozione di misure specifiche nella riduzione del quantitativo dei rifiuti nei nostri mari potrà permettere di avvicinarci all’obiettivo comunitario, sebbene non sia ancora possibile fornire indicazioni sui tempi necessari al suo raggiungimento in quanto il problema dei rifiuti marini è un problema transfrontaliero.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Il monitoraggio dei rifiuti marini in tutte le sue componenti è un’attività che inizia a seguito del primo ciclo della Strategia Marina nel 2012 e della valutazione iniziale, che aveva evidenziato la quasi totale mancanza di dati per popolare il Descrittore 10. Il programma di monitoraggio dei rifiuti spiaggiati è iniziato nel 2015. Oggi è quindi possibile avere una prima base di riferimento sulla quantità dei rifiuti marini spiaggiati, tuttavia non si dispone di una serie temporale sufficientemente lunga per analizzare l’andamento temporale della densità dei rifiuti sulle spiagge. Ad ogni modo, non si evidenziano variazioni di concentrazioni dei rifiuti spiaggiati significative negli anni, infatti, nel triennio 2015-2017, la mediana dei rifiuti marini totali spiaggiati sui litorali italiani è stata 415 rifiuti ogni 100 metri, mentre nel 2018 e 2019, rispettivamente pari a 462 e 413 ogni 100 metri.
Variabili: 
numero di rifiuti totali/100 m
numero di oggetti di plastica monouso/100 m
numero di rifiuti legati alla pesca e acquacoltura/100m
numero di borse e sacchetti di plastica/100m
numero di rifiuti legati al fumo/100m
Commenti: 
I dati del 2018 e 2019 confermano che la sottoregione Adriatica rimane quella con il valore mediano di rifiuti totali (TA) più alto, pari a 542 oggetti/100 m e 547 oggetti/100 m, rispettivamente. Anche il Mediterraneo occidentale presenta densità mediane simili, 476 oggetti/100 m nel 2018 e 525 oggetti/100 m nel 2019. Nella sottoregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale le densità sono invece inferiori, 243 oggetti/100 m nel 2018, 229 oggetti/100 m nel 2019 (Figura 1). Le densità dei rifiuti totali riscontrate in Italia risultano marcatamente più elevate rispetto a quelle di altri mari europei. Infatti, dall’analisi del primo set di dati disponibile a livello europeo sui rifiuti rinvenuti lungo le spiagge nel periodo 2015-2016, gli esperti del Gruppo di Lavoro sui Rifiuti marini della Commissione europea, hanno riportato valori mediani nettamente inferiori: 40 oggetti/100 m nel Mar Baltico; 106 oggetti/100 m nel Mar Nero; 233 oggetti/100 m nel nord Est Atlantico e Mare del Nord (Hanke et al., 2019).
La plastica monouso (SUP) rappresenta la macro categoria più abbondante in tutte le sottoregioni, e rappresenta il 30% dei rifiuti nel 2018 e il 26% nel 2019. Il Mar Adriatico è la sottoregione con il maggior numero di oggetti di plastica monouso, 146 oggetti/100 m nel 2018, 158 oggetti/100 m nel 2019, seguita dal Mediterraneo occidentale (122 oggetti/100 m nel 2018; 133 oggetti/100 m nel 2019) e dalla sottoregione Ionio e il Mediterraneo centrale (94 oggetti/100 m nel 2018; 60 oggetti/100 m nel 2019) (Figura 2).
Anche i rifiuti legati alle attività di pesca e acquacoltura (FISH) risultano essere più abbondanti nella sottoregione Adriatica (56 rifiuti/100 m nel 2018 e 43 rifiuti/100 m nel 2019). Lo Ionio e il Mediterraneo centrale e il Mediterraneo occidentale mostrano le stesse densità mediane, 8 rifiuti/100 m nel 2018 e 9 rifiuti/100 m nel 2019 (Figura 3).
I rifiuti legati al fumo (SMOKE) presentano le densità mediane più elevate nelle sottoregioni Mediterraneo occidentale (15 oggetti/100 m nel 2018; 10 oggetti/100 m nel 2019) e Adriatico (11 oggetti/100 m nel 2018; 12 oggetti/100 m nel 2019), e quelli più bassi nello Ionio e Mediterraneo centrale (2 oggetti/100 m nel 2018; 4 oggetti/100 m nel 2019) (Figura 4).
Le borse e sacchetti di plastica (BAG) presentano densità paragonabili nelle tre sottoregioni, sia nel 2018 (Mediterraneo occidentale: 10 oggetti/100 m; Adriatico: 17 oggetti/100 m; Ionio e Mediterraneo centrale: 9 oggetti/100 m) sia nel 2019 (Mediterraneo occidentale: 13 oggetti/100 m; Adriatico:16 oggetti/100 m; Ionio e Mediterraneo centrale: 12 oggetti/100 m) (Figura 5).