Report

PRECIPITAZIONE CUMULATA

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore descrive l'entità e la distribuzione delle precipitazioni in Italia. Nel 2019 le precipitazioni cumulate annuali in Italia sono state complessivamente superiori di circa il 12% rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1961-1990).
Descrizione: 
La precipitazione è una delle variabili principali che caratterizzano il clima di una determinata area geografica. La precipitazione cumulata in un determinato intervallo di tempo rappresenta la quantità di pioggia caduta in quel determinato intervallo di tempo.
L'andamento delle precipitazioni rispetto ai valori normali di lungo periodo è valutato attraverso il calcolo dei valori di anomalia, cioè delle differenze percentuali tra i valori registrati in un determinato anno e il valore normale di lungo periodo calcolato sul trentennio di riferimento 1961-1990.
Scopo: 
La serie annuale delle precipitazioni cumulate espresse come differenza rispetto a una base climatologica, permette di stimare il trend di precipitazione nel corso degli anni.
La conoscenza dell'andamento temporale delle precipitazioni consente di valutare le tendenze in atto rispetto ai cambiamenti climatici e costituisce uno dei presupposti indispensabili alla definizione delle opportune strategie e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con elementi normativi
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://www.scia.isprambiente.it;
ISPRA, 2020, Gli indicatori del CLIMA in Italia nel 2019;
ISPRA, 2016, Controlli di qualità delle serie di temperatura e precipitazione;
ISPRA, 2015, Valori climatici normali di temperatura e precipitazione in Italia;
ISPRA, 2016, Analisi statistica degli estremi di precipitazione in Italia;
ISPRA, 2014, Focus su "Le città e la sfida ai cambiamenti climatici";
ISPRA, 2013, Variazioni e tendenze degli estremi di temperatura e precipitazione in Italia;
ISPRA, 2012, Elaborazione delle serie temporali per la stima delle tendenze climatiche ;
Jones P.D. e Hulme M., 1996, Calculating regional climatic series for temperature and precipitation: methods and illustrations, Int. J. of Climatol., 16, 361-377;
Toreti A., Fioravanti G., Perconti W., Desiato F., 2009, Annual and seasonal precipitation over Italy from 1961 to 2006, International Journal of Climatology, DO I: 10.1002/joc.1840
Limitazioni: 
La precipitazione è una grandezza caratterizzata da un'ampia variabilità spaziale. Per questo motivo, la disponibilità di un elevato numero di stazioni di misura con requisiti di durata, completezza e continuità è indispensabile per garantire la piena affidabilità delle stime di precipitazione.
Ulteriori azioni: 
Miglioramenti nella stima della precipitazione cumulata in Italia potrebbero derivare dalla estensione del sistema di calcolo dell'indicatore ad altre fonti di dati, al fine di incrementare la disponibilità delle serie storiche di precipitazione che soddisfino requisiti di durata, continuità e completezza delle serie temporali.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
SCIA – Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (http://www.scia.isprambiente.it/wwwrootscia/Home_new.html)
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il programma utilizzato dal sistema SCIA (Sistema nazionale per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione di dati Climatici di Interesse Ambientale) elabora i dati elementari e restituisce un valore di precipitazione cumulata giornaliera, che è accettato come dato valido solo se ha superato determinati controlli. Successivamente, il programma calcola i valori decadali, mensili e annuali dell'indicatore, cumulando i valori giornalieri negli intervalli di tempo di 10 giorni, un mese e un anno, rispettivamente. Tali valori sono accettati come dati validi solo se sono stati calcolati, in ogni intervallo di tempo preso in considerazione, con almeno il 90% dei dati giornalieri validi.
Attraverso l'elaborazione delle serie temporali con opportuni metodi e modelli statistici è possibile rilevare l'esistenza o meno di trend di precipitazione sul territorio italiano, stimarne l'entità ed eventualmente effettuare confronti con quelli provenienti da studi a scala globale o relativi ad altre aree geografiche.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1961-2019
L’indicatore descrive in maniera adeguata l’entità e la distribuzione delle precipitazioni in Italia. Il calcolo è condotto con una metodologia standardizzata e seguendo i
criteri generali indicati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. La metodologia è consistente nel tempo e nello spazio. Sia i dati in ingresso sia lo stesso indicatore
sono sottoposti a controlli di validità effettuati dagli Enti proprietari dei dati elementari (CRA-CMA (Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura), Rete Sinottica (AM e ENAV), Reti regionali) e dal sistema SCIA (Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatici di Interesse
Ambientale) dell’ISPRA. L’utilizzo dei valori medi di anomalia su tutto il territorio nazionale permette di soddisfare adeguatamente la richiesta di informazione relativa a questo indicatore.
Stato: 
Medio
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2019 le precipitazioni cumulate annuali in Italia sono state complessivamente superiori alla media climatologia 1961-1990 del 12% circa . L’anomalia presenta differenze anche sensibili tra diverse aree del territorio italiano Il Nord ha registrato il valore più elevato (+21%) seguito dal Centro (+9%) e dal Sud e Isole, dove la precipitazione cumulata annuale è stata appena superiore alla norma (+4%). (Figura 2).
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
Le serie storiche della precipitazione cumulata, sia su base annuale sia su base stagionale, calcolate con un modello di regressione lineare, relative all’Italia (Figura 1) e per le macroaree ( Nord, Centro, Sud e Isole), non mostrano alcun trend significativo (al livello di significatività del 5%) nel periodo esaminato (1961-2019)
Variabili: 
Anomalia media mensile della precipitazione cumulata (espressa in valori percentuali) rispetto al valore normale 1961-1990
Anomalia media annuale della precipitazione cumulata (espressa in valori percentuali) rispetto al valore normale 1961-1990
Commenti: 
La serie dal 1961 al 2019 delle anomalie medie (espresse in valori percentuali) della precipitazione cumulata annuale rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento 1961-1990 evidenzia che il 2019 si colloca all’11° posto tra gli anni più piovosi dell’intera serie storica (Figura 1). L’analisi dell’andamento della precipitazione cumulata nel 2019 è stata condotta suddividendo l’Italia in Nord, Centro, Sud e Isole.
Come si evince dalla Figura 2, nel corso dell’anno mesi molto piovosi si sono alternati ad altri più secchi; sull’intero territorio nazionale novembre è stato il mese mediamente più piovoso. Al Nord il mese più piovoso si conferma novembre, con un picco di anomalia positiva di +200%, seguito da dicembre (+77%) e maggio (+75%); al Centro e al Sud i mesi relativamente più piovosi sono stati maggio (rispettivamente +142% e +122%), novembre e luglio. I mesi più secchi rispetto alla norma sono stati giugno (soprattutto al Centro, anomalia di -86%) seguito da marzo (soprattutto al Centro e al Nord, con anomalia rispettivamente -76% e -72%), febbraio, gennaio limitatamente al Nord ed al Centro, e infine agosto.