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NOTTI TROPICALI

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Abstract: 
L'indicatore descrive la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia, nello specifico esprime il numero di giorni con temperatura minima dell'aria maggiore di 20°C. Nel 2019 è stato osservato un incremento di circa 23 notti tropicali rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1961-1990).
Descrizione: 
L'esistenza di eventi termici estremi e la presenza di eventuali tendenze significative è analizzata attraverso l'esame dei valori di temperatura minima e massima assoluta dell'aria. In particolare, l'indicatore "notti tropicali" definito nel "CCL/CLIVAR Working Group on Climate Change Detection" per l'analisi dei valori estremi di temperatura, esprime il numero di giorni con temperatura minima dell'aria maggiore di 20°C.
Scopo: 
La serie annuale del numero medio di notti tropicali, espresso come differenza rispetto a una base climatologica, permette di stimare la frequenza di eventi di caldo intenso e di valutare eventuali tendenze significative nel corso degli anni.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con elementi normativi.
DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://www.scia.isprambiente.it;
ISPRA, 2020, Gli indicatori del CLIMA in Italia nel 2019;
ISPRA, 2018, Variazioni delle temperatura in Italia: estensione della base dati e aggiornamento della metodologia di calcolo;
ISPRA, 2016, Controlli di qualità delle serie di temperatura e precipitazione;
ISPRA, 2015, Valori climatici normali di temperatura e precipitazione in Italia;
ISPRA, 2014, Focus su "Le città e la sfida ai cambiamenti climatici";
ISPRA, 2013, Variazioni e tendenze degli estremi di temperatura e precipitazione in Italia;
ISPRA, 2012, Elaborazione delle serie temporali per la stima delle tendenze climatiche ,
Peterson T.C ., Folland C , Gruza G, Hogg W, Mokssit A e Plummer N., 2001, Report on the activities of the Working Group on Climate Change Detection and Related Rapporteurs 1998-2001. World Meteorological Organization, Rep. WC DMP-47, WMO -TD 1071, Geneva, Switzerland, 143 pp.;
Toreti A. e Desiato F., 2007, Changes in temperature extremes over Italy in the last 44 years, Int. J. Climatology, DO I 10.1002/joc.1576;
APAT-OMS, 2007, Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia.
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Miglioramenti nella stima delle notti tropicali in Italia potrebbero derivare dalla estensione del sistema di calcolo dell'indicatore ad altre fonti di dati, al fine di incrementare la disponibilità delle serie storiche di temperatura che soddisfino requisiti di durata, continuità e completezza delle serie temporali.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
SCIA – Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (http://www.scia.isprambiente.it/wwwrootscia/Home_new.html)
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per stabilire se un determinato giorno dell'anno è stato caratterizzato dalla presenza di una notte tropicale, è effettuato un confronto tra la temperatura minima di quel determinato giorno e la soglia di temperatura di 20 °C. Occorre quindi avere a disposizione la temperatura minima giornaliera. Il programma utilizzato dal sistema SCIA (Sistema nazionale per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione di dati Climatici di Interesse Ambientale) elabora i dati elementari e restituisce un valore di temperatura minima giornaliera che è accettato come dato valido solo se ha superato determinati controlli. Se il dato di temperatura minima giornaliera è corretto, è effettuata la differenza tra questo e la soglia di 20 °C e si stabilisce se il giorno può essere considerato come notte tropicale. Il valore annuale dell'indicatore è calcolato sommando il numero di notti tropicali presenti in un determinato anno. Questo valore è accettato come dato valido solo se è disponibile, nell'anno preso in considerazione, almeno il 75% dei dati giornalieri validi. Per le stazioni delle quali sono disponibili e validi almeno l'80% dei 30 valori annuali, relativi al periodo di riferimento 1961-1990, sono calcolati i valori normali e i valori di anomalia.

Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1961-2019
L’indicatore descrive in maniera adeguata la tendenza dei fenomeni di caldo intenso in Italia. Il calcolo dell’indicatore è condotto con una metodologia standardizzata
e seguendo i criteri generali indicati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. La metodologia è consistente nel tempo e nello spazio. Sia i dati in ingresso sia lo stesso
indicatore sono sottoposti a controlli di validità effettuati dagli Enti proprietari dei dati elementari (CRA-CMA (Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia
applicate all’Agricoltura), Rete Sinottica (AM e ENAV), Reti regionali) e dal sistema SCIA (Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di
dati Climatici di Interesse Ambientale) dell’ISPRA.
L’utilizzo dei valori medi di anomalia su tutto il territorio nazionale permette di soddisfare adeguatamente la richiesta di informazione relativa a questo indicatore.
Le stazioni di misura con i cui dati viene calcolata l’anomalia e stimata la tendenza in corso soddisfano i requisiti di durata, continuità, completezza e omogeneità delle serie temporali
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2019 è stato osservato un incremento di circa 23 notti tropicali rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento 1961-1990.
Trend: 
Negativo
Descrizione/valutazione del trend: 
Negli ultimi 23 anni le notti tropicali sono state sempre superiori al trentennio di riferimento 1961-1990 e poiché le principali strategie e programmi politici internazionali riguardanti i cambiamenti del clima hanno come obiettivo quello di contrastare il riscaldamento in atto nel sistema climatico, la valutazione di trend sfavorevole e l’assegnazione della relativa icona possono essere considerati in termini di allontanamento da tale obiettivo.
Variabili: 
Anomalia media annuale del numero di notti tropicali
Commenti: 
La serie storica delle anomalie medie annuali del numero di notti tropicali in Italia, indica che il 2019, con un incremento di circa 23 notti rispetto al valore medio calcolato nel trentennio di riferimento (1961-1990), si colloca al 2° posto dell’intera serie, dopo il 2003, a conferma della marcata anomalia positiva di temperatura registrata in estate (Figura 1).
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