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ERUZIONI VULCANICHE

Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche registrate nel corso dell’anno e che abbiano avuto effetti significativi in termini di interferenza con le attività antropiche. Per quanto concerne l'anno di riferimento (2019), si registrano quattro episodi eruttivi, due per l'Etna e due per lo Stromboli.
Descrizione: 
L'indicatore è definito dal numero di eruzioni vulcaniche che si sono verificate nel territorio italiano e che hanno prodotto effetti/conseguenze di rilievo sull'ambiente e sulle attività antropiche.
Scopo: 
Descrivere l'attività vulcanica, i relativi effetti ambientali e le ripercussioni sulle attività antropiche, nel territorio italiano.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
VESUVIO
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 novembre 2015: disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla
Direttiva del 14 febbraio 2014: disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015: indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana
CAMPI FLEGREI
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2016: Disposizioni per l'aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei
(All'interno zona rossa, zona gialla e Mappa dei gemellaggi)
Decreto del Capo Dipartimento del 2 febbraio 2015: indicazioni alle Componenti e alle Strutture operative del Servizio Nazionale per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della zona rossa dell’area vesuviana
(Indicazioni valide anche per i Campi Flegrei)
Delibera Regione Campania n.547 del 4 settembre 2018
(Pianificazione di allontanamento, approvazione aree di incontro e cancelli)
Allegato 1 - Elenco aree di incontro e cancelli
ETNA
Comune di Catania. Piano di Emergenza Comunale, Revisione e aggiornamento: dicembre 2012, (Art. 3 bis, Legge n. 100 del 03/07/2012). ALLEGATO R: Rischio Vulcanico
STROMBOLI
Piano nazionale di emergenza a fronte di eventi vulcanici di rilevanza nazionale ex art. 107, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.112 – Agosto 2015


DPSIR: 
Stato, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it
Limitazioni: 
Nessuna.
Ulteriori azioni: 
Nessuna.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://www.ingv.it/; http://www.protezionecivile.gov.it/
Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato costruito attraverso un'approfondita ricerca bibliografica dei dati necessari al suo popolamento. Tale ricerca è stata condotta per lo più on line, sui siti della Protezione Civile e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2002-2019
I dati relativi alle eruzioni vulcaniche scaturiscono da procedure standardizzate sono quindi affidabili. L'indicatore, ben fondato in termini tecnici e scientifici è comparabile nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Non definibile
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2019 nel territorio italiano si sono verificate quattro eruzioni vulcaniche: due eruzioni dell'Etna e due dello Stromboli.
Trend: 
Non definibile
Descrizione/valutazione del trend: 
Non è possibile definire propriamente un trend.
Si può segnalare che gli anni in cui l'attività vulcanica ha provocato maggiori danni sono stati il 2002, con numerosi feriti sia a causa dell'eruzione in senso stretto, sia per l'onda anomala generata dall'eruzione dello Stromboli e il 2019 quando, durante l'eruzione dello Stromboli un uomo è rimasto ucciso e un altro ferito (Tabella 3).
Durante gli anni 2003 - 2009 - 2012 e 2016, non si sono verificate eruzioni significative ai fini dell'interferenza con le attività antropiche né hanno danneggiato persone e a cose.
Variabili: 
Numero di eruzioni vulcaniche registrate nel corso dell’anno
Commenti: 
Nel 2019, l’Etna prosegue l’attività eruttiva parossistica, iniziata il 24-27 dicembre 2018 e caratterizzata anche da un’intensa attività sismica, culminata con il terremoto di Fleri del 26 dicembre 2018 (ML 4,8). Nel mese di febbraio 2019, l’intensificazione dell’attività eruttiva ha determinato la formazione di pennacchi gassosi, spesso molto carichi di cenere, che hanno costretto le autorità aeroportuali a chiudere e a interdire parte dello spazio aereo attorno all’Etna. Nel mese di settembre, riprende l’attività vulcanica nella parte sommitale del vulcano; l’11 ottobre 2019, l’emissione di cenere si fa più intensa tanto da determinare una nuova chiusura parziale dell’Aeroporto di Catania.
Il 3 luglio, una violenta eruzione ha caratterizzato il vulcano Stromboli. L’esplosione ha coinvolto l’intera terrazza craterica, generando una colonna eruttiva alta circa 4 km sopra la cima del vulcano. La ricaduta del materiale incandescente ha rapidamente incendiato la vegetazione dell’isola, in particolare la porzione a monte dell’abitato di Ginostra. Nel corso dell’evento, una persona è rimasta uccisa, una seconda ha riportato ferite ed è stato necessario evacuare oltre 70 turisti che alloggiavano a Ginostra.
Il 28 agosto, un nuovo evento parossistico di forte entità ha interessato lo Stromboli (Figura 1). Il materiale eruttato si è incanalato lungo la Sciara del Fuoco, finendo in mare e producendo un evento di tsunami. L’evento è stato registrato dalla stazione mareografica di Ginostra, ma non ha prodotto effetti significativi a costa.
Anche durante questa seconda eruzione si sono innescati alcuni incendi nella macchia, lungo i fianchi del vulcano.
Le eruzioni e gli effetti provocati sulle attività antropiche sono elencati nella Tabella 1.
I vulcani italiani sono costantemente monitorati attraverso reti di sorveglianza che permettono di studiare e controllare in tempo reale la situazione delle varie componenti che caratterizzanti; le reti di monitoraggio presenti sono elencate nella Tabella 2.