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INTENSITÀ TURISTICA

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Abstract: 
L’indicatore permette il monitoraggio del carico agente sul territorio dovuto al turismo, sia in termini di peso (arrivi) sia di sforzo sopportato (presenze). Rileva, inoltre, come alcune regioni e province autonome siano caratterizzate da rapporti “arrivi/abitanti” e “presenze/abitanti” elevati, come nel caso della Valle d’Aosta (10,1 e 28,9) e della Provincia autonoma di Bolzano (14,5 e 63,2), a fronte di una media nazionale pari, rispettivamente, a 2,2 e 7,2.
Descrizione: 
Nel definire l'intensità turistica sono stati presi in considerazione quei parametri in grado di monitorare il carico del turismo sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni e degli impatti esercitati sull'ambiente, che si traducono nello sfruttamento delle risorse naturali, produzione dei rifiuti, inquinamento, ecc. Il rapporto "numero degli arrivi per popolazione residente" rappresenta il peso del turismo sulla regione, mentre il rapporto "presenze per popolazione residente" offre l'idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture. Il "numero degli arrivi" e il "numero delle presenze", distribuiti sul territorio e per mese, evidenziano le zone particolarmente "calde" e la stagionalità dei flussi turistici. La "permanenza media turistica", data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse (presenze) e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi), indica le pressioni sull'ambiente associate alla sistemazione turistica quali, per esempio, consumo idrico, smaltimento dei rifiuti, uso intensivo delle risorse naturali.
Scopo: 
Determinare il carico turistico agente sul territorio.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Non sono previsti obiettivi per l'indicatore. I rifermenti normativi a supporto sono: Direttiva 95/97/CE del 23/11/95, L 135/01
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISTAT
Limitazioni: 
L'assenza di valori di riferimento che possano consentire la valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico del territorio, rappresenta un limite dell'indicatore.
Ulteriori azioni: 
Misura dell'utilizzo delle risorse naturali.
Frequenza rilevazione dati: 
Mensile
Accessibilità dei dati di base: 
http://dati.istat.it/ (SERVIZI/TURISMO)
http://demo.istat.it/
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La permanenza media è data dal rapporto tra il numero delle notti trascorse e il numero dei clienti arrivati nella struttura ricettiva. Rapporto, calcolo della percentuale e variazione indicizzata sono le elaborazioni effettuate per presentare le altre variabili di interesse
Core set: 
SDGs Indicators
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
1991-2019
L'autorevolezza della fonte dei dati di base (ISTAT) garantisce che la qualità dell'informazione fornita dall'indicatore abbia una buona comparabilità nel tempo e nello spazio, oltre a una buona copertura spaziale e temporale. La definizione del rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante consente di determinare la pressione agente sul territorio, anche se l’assenza di valori di riferimento non permette una valutazione univoca del superamento o meno della capacità di carico, tuttavia questo non inficia la qualità dell’informazione.
Stato: 
Scarso
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2019, l’intensità turistica, in termini di rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante, si mantiene alta (rispettivamente pari a 2,2 e 7,2) pur non discostandosi da quanto riscontrato nell’anno precedente (Tabella 1). A questa situazione contribuiscono soprattutto alcune regioni/province autonome che presentano valori notevolmente più elevati di quelli nazionali, nello specifico: il Trentino-Alto Adige con un rapporto arrivi/abitanti pari a 11,4 e presenze/abitanti pari a 48,4 (dove la Provincia di Bolzano segna, rispettivamente, 14,5 e 63,2) e la Valle d’Aosta con un rapporto arrivi/abitanti pari a 10,1 e presenze/abitanti pari a 28,9 (Tabella 2), ciò può avere consistenti ripercussioni sull'ambiente.
Trend: 
Stabile
Descrizione/valutazione del trend: 
In Italia, nel periodo 2000-2019, si rileva un aumento degli arrivi e delle presenze, rispettivamente pari al 64,2% e 28,9%, a fronte di una crescita della popolazione residente pari al 4,2% (Figura 1). L'intensità turistica, in termini di rapporto arrivi/abitante e presenze/abitante, presenta delle fluttuazioni annuali, aumentando gradualmente nel tempo, mentre la permanenza media si riduce (Tabella 1). La stagionalità dei flussi turistici resta concentrata nel trimestre estivo, anche se il fenomeno mostra una leggera attenuazione nel corso degli ultimi anni: infatti, nel 2019, si registra il 47,1% delle presenze nel totale degli esercizi ricettivi (Tabella 3). Nel 2019, inoltre, crescono del 4,6% le presenze nel quarto trimestre. La permanenza media rimane invariata a livello nazionale (3,3).
Variabili: 
Presenze/abitante, arrivi/abitante
Commenti: 
I totali riportati nelle tabelle possono risentire di lievi differenze dovute all'arrotondamento. Nel 2019 il flusso dei clienti nel complesso degli esercizi aumenta rispetto all’anno precedente, sia per gli arrivi sia per le presenze, rispettivamente del 2,6% e dell’1,8%. La capacità di carico rappresenta il massimo numero di turisti che il territorio può ospitare senza provocare un danno per l'ambiente fisico, o un impoverimento delle peculiarità della destinazione scelta. I flussi turistici sono, in sostanza, un ampliamento provvisorio della popolazione, con tutti i problemi che si creano quando si supera la capacità di un sistema calibrato sul carico dei residenti. Un eccessivo aumento della popolazione comporta un degrado della qualità della vita, incidendo sulla viabilità, sicurezza, trasporti, depurazione, smaltimento rifiuti, ecc. Nel 2019, detta situazione è riscontrabile in alcune regioni, come Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, che mostrano valori dei rapporti "arrivi/abitanti" (11,4 e 10,1) e "presenze/abitanti" (48,4 e 28,9) notevolmente superiori a quelli nazionali (Tabella 2).
Nel 2019, per gli arrivi, aumenti superiori al valore nazionale si segnalano in 7 regioni su 20, in particolare nelle Marche, Basilicata e Sardegna, rispettivamente pari a 7,1%, 5,8% e 5%. In Molise continuano a diminuire sia gli arrivi sia le presenze. In termini di presenze, rispetto al 2018, variazioni più significative si hanno nelle Marche (7,4%), Lazio (6,4%) e Basilicata (5%).
Relativamente alla permanenza media non si segnalano variazioni sia a livello nazionale sia regionale, è ancora la Calabria a detenere il valore più elevato (5) mentre la Lombardia quello più basso (2,3), indice quest’ultimo di una tipologia di turismo "short-break".
La stagionalità è un elemento importante da considerare, poiché la concentrazione di presenze in certi periodi dell’anno può influire sulla sostenibilità, generando delle pressioni sia sulla comunità sia sulle risorse naturali. La maggior parte dei Paesi europei è caratterizzata da dinamiche stagionali che vede un turismo concentrato in zone montuose in inverno, mentre in estate prevale il turismo costiero.
In Italia, la stagionalità dei flussi (Tabella 3), nel 2019, resta concentrata nel terzo trimestre (con il 47,1% delle presenze) anche se va segnalato un leggero decremento iniziato nel 2016.
Gli arrivi internazionali nel 2019 raggiungono 1,5 miliardi, con un aumento del 3,8% rispetto all’anno precedente, sebbene con un ritmo più lento e inferiore alla media annuale del 5% degli ultimi dieci anni (2009-2019) ; nello specifico in Europa toccano i 742 milioni (dati provvisori).
Gli arrivi internazionali in Europa (+ 4%) sono cresciuti in linea con la media mondiale.