Report

CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEL SETTORE TURISTICO

Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore riporta il consumo di energia elettrica del settore “turistico” ATECO I (Attività dei Servizi di Alloggio e di Ristorazione) che, nel 2018, in Italia incide sul totale dei consumi di energia elettrica per il 3,8%. Considerando solo gli alberghi, i campeggi e gli altri alloggi per brevi soggiorni questa incidenza è pari all’1,5%.
Descrizione: 
La letteratura in materia (Tourism and Environment, Schmidt, 2002) a livello europeo, individua il turismo come impatto sui livelli di consumo di energia elettrica. Sebbene sia difficile quantificare la pressione del turismo sull’ambiente, questi studi europei di riferimento ritengono che esista una correlazione tra i consumi di energia elettrica e i livelli di densità turistica, ovvero i consumi di energia elettrica più alti si registrano nelle aree a maggiore densità turistica. L’indicatore non vuole dimostrare o mettere in discussione la letteratura in materia, ma semplicemente mostrare il consumo di energia elettrica del settore ATECO "I - Attività dei Servizi di Alloggio e di Ristorazione ", la sua incidenza sul totale dei consumi nazionali e il confronto con il valore aggiunto dello stesso settore, anche a livello regionale.
Scopo: 
Mostrare l'andamento del consumo di energia elettrica per il settore ATECO "I - Attività dei Servizi di Alloggio e di Ristorazione".
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi ne tantomeno obblighi normativi.
DPSIR: 
Determinante
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
H.W. Schmidt, Tourism and the environment
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia, anni vari
Ministero dello sviluppo economico, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/ben.asphttp://www.sviluppoeconomico.gov.it
Limitazioni: 
I dati del valore aggiunto non sono allineati temporalmente con il consumo di energia.
Ulteriori azioni: 
Auspicabile per il futuro riuscire ad avere i consumi medi di energia elettrica, ma anche di acqua e gas per tipologia di struttura ricettiva.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
https://www.terna.it/it-it/sistemaelettrico/statisticheeprevisioni/datistatistici.aspx
www.i.stat.it "Conti e aggregati economici territoriali"
Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore utilizza per i consumi i dati TERNA, per il valore aggiunto i dati ISTAT e poi tramite semplici rapporti si calcolano le incidenze.
Core set: 
Non compilato  
Altri Core set: 
Green Deal - Transition to a circular economy
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
2007-2018
Copertura temporale: 
Nazionale, Regionale
L'indicatore pur essendo proxy è rilevante per il tema, in quanto permette di correlare i consumi con la densità turistica e con modelli economici. L'autorevolezza delle fonti dei dati garantisce che la qualità dell’informazione fornita dall’indicatore abbia una buona comparabilità nel tempo e nello spazio, oltre a una buona copertura spaziale e temporale.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Nel 2018, in Italia il consumo di energia elettrica del settore ATECO I “Attività dei Servizi di Alloggio e di Ristorazione” incide sul totale dei consumi di energia elettrica per il 3,8%. Considerando solo la componente ricettiva del settore (alberghi, campeggi e altri alloggi per brevi soggiorni) l’incidenza è pari all’1,5%. Entrambe le percentuali sono inferiori a quelle dell’anno precedente, il che ne determina una valutazione positiva dello stato.
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
I consumi di energia elettrica per il settore "turismo" diminuiscono, nel periodo 2007-2018, del 4,8% e addirittura del 14% considerando soltanto la parte prettamente turistica del Settore ATECO I, ossia gli alberghi, i campeggi e gli altri alloggi per brevi soggiorni (quota che rappresenta circa il 40% dei consumi del settore) (Figura 2, Tabelle 1 e 2). Tale diminuzione si contrappone alla crescita, tra il 2007 e il 2017, del valore aggiunto del settore (+17%) (Tabella 3). Ciò potrebbe essere dovuto all'utilizzo di modalità più efficienti di gestione dell'energia elettrica nel settore (Tabella 1). In particolare, per il settore alberghiero è riconosciuto che le attività più energivore sono: il riscaldamento e l'aria condizionata nelle camere; l'illuminazione; l'uso di acqua calda; la preparazione del cibo (cucina); piscine e altri servizi.
Variabili: 
Differenza tra il trend dei consumi di energia elettrica per il settore ATECO I e quello dei consumi elettrici nazionali dei servizi.
Commenti: 
Tra il 2007 e il 2018, l'incidenza del settore ATECO I sul settore terziario si riduce, passando dal 13,7% al 10,8% (Tabella 1).
La diminuzione dei consumi energetici nel settore ATECO I a livello nazionale (-4,8% tra il 2007-2018) è dovuta al calo riscontrato in quasi tutte le regioni italiane, con l’eccezione della Puglia, Trentino-Alto Adige, Campania, Basilicata e Lombardia che, in termini percentuali, consumano rispettivamente il 7,4%, 7,3%, 5,9%, 1,16 e 0,8% di kWh in più (Tabella 2). Considerando solo la parte dei servizi di alloggio del settore ATECO I, è solo il Trentino-Alto Adige a mostrare una crescita nel periodo considerato (Tabella 2).
Le regioni che consumano maggiormente energia elettrica sono le stesse che hanno il valore aggiunto più elevato per il settore, a dimostrazione che i due fenomeni sono fortemente correlati. In particolare, nel 2017, Lombardia, Veneto e Lazio sono le regioni con i valori più alti sia dei consumi di energia elettrica sia del valore aggiunto di settore (Figura 1).