Report

SORGENTI CONTROLLATE E PERCENTUALE DI QUESTE PER CUI SI È RISCONTRATO ALMENO UN SUPERAMENTO DEI LIMITI

Immagine abstract
Abstract: 
Il rumore prodotto dal traffico, dalle industrie e da altre attività antropiche costituisce uno dei principali problemi ambientali e può provocare diversi disturbi alla popolazione. Per il contenimento dell'inquinamento acustico, e quindi la regolamentazione delle sorgenti, la normativa nazionale sul rumore (LQ 447/95 e decreti attuativi) ha definito, per le diverse tipologie di sorgenti, i valori limite, distinti in limiti per l'ambiente esterno (di immissione e di emissione), in relazione a quanto disposto dalla classificazione acustica del territorio comunale, e in limiti all'interno degli ambienti abitativi (limiti differenziali). L'indicatore descrive l'attività di controllo con misurazioni del rispetto dei valori limite vigenti, in ambiente esterno e/o all'interno degli ambienti abitativi, effettuata dalle ARPA/APPA, con distinzione fra le diverse tipologie di sorgenti (attività produttive, attività di servizio e/o commerciali, cantieri e manifestazioni temporanee, infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e portuali).
Le sorgenti maggiormente controllate risultano, anche per il 2018, le attività di servizio e/o commerciali (60,4% sul totale delle sorgenti controllate), seguite dalle attività produttive (26,1%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano il 9,4% delle sorgenti controllate, le strade sono quelle più controllate (6,5%).
Descrizione: 
L'indicatore evidenzia quali sorgenti di rumore risultano maggiormente controllate da parte delle ARPA/APPA e in che misura presentino situazioni di non conformità, attraverso la definizione della percentuale di sorgenti controllate per le quali è stato riscontrato almeno un superamento dei valori limite fissati dalla normativa.
Scopo: 
Valutare in termini qualitativi e quantitativi l'inquinamento acustico determinato dalle diverse tipologie di sorgenti.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
LQ 447/1995; DPCM 14/11/1997; DM 31/10/1997; DM 16/03/1998; DPR 459/1998; DPR 142/2004; DPCM 01/03/1991
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Nella Tabella C del DPCM 14/11/97, in ottemperanza a quanto disposto dalla LQ 447/95, sono individuati i valori limite assoluti di immissione, in funzione delle sei classi acustiche del territorio (I - VI) e dei periodi di riferimento della giornata, diurno (06:00 - 22:00) e notturno (22:00 - 06:00). I valori limite assoluti di immissione sono definiti come i livelli massimi di rumore che possono essere immessi dall'insieme delle sorgenti sonore nell'ambiente esterno, misurati in prossimità dei ricettori. I valori limite di emissione, riferiti invece alle singole sorgenti sonore, sono strutturati in modo del tutto simile a quelli di immissione, ma sono numericamente di 5 dBA inferiori. Nel decreto vengono altresì fissati i valori limite differenziali di immissione che si applicano all'interno degli ambienti abitativi; il criterio differenziale impone nel periodo diurno il rispetto della differenza di 5 dBA tra il rumore ambientale (rumore con presenza della specifica sorgente disturbante) e il rumore residuo (rumore in assenza della specifica sorgente disturbante), differenza che si riduce a 3 dBA durante il periodo notturno; tale criterio non si applica nelle aree di classe VI e alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime, da attività o comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali, da servizi e impianti fissi dell'edificio adibiti a uso comune, limitatamente al disturbo prodotto all'interno dello stesso. Nei comuni in cui non è stato approvato un Piano di classificazione acustica valgono, in via transitoria, i limiti individuati dal DPCM 1 marzo 1991.
Per le infrastrutture di trasporto i valori limite di immissione sono fissati con specifici decreti attuativi all’interno delle fasce di pertinenza, mentre all'esterno delle stesse, le infrastrutture di trasporto concorrono al raggiungimento dei valori limite assoluti di immissione di cui alla Tabella C del DPCM 14/11/1997, definiti sul territorio dai comuni nei propri Piani di classificazione acustica. Ad oggi sono stati emanati i seguenti decreti attuativi: DM 31/10/97 per il rumore aeroportuale, DPR 18/11/98 n. 459 per il rumore ferroviario e DPR 30/03/2004 n. 142 per il rumore stradale, mentre non è stato ancora emanato il decreto per le infrastrutture portuali.
DPSIR: 
Determinante, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
-
Limitazioni: 
I dati raccolti sono relativi unicamente alle attività di controllo effettuate dalle ARPA/APPA attraverso misurazioni fonometriche.
Ulteriori azioni: 
-
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati utilizzati per l'elaborazione dell'indicatore sono presenti nella banca dati Osservatorio Rumore, popolabile dai referenti delle ARPA/APPA e consultabile, anche dal pubblico, sul sito https://agentifisici.isprambiente.it/index.php/rumore-37/osservatorio-rumore/banca-dati

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Numero (n.), Numero per 100.000 abitanti (n./100.000), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore evidenzia la ripartizione percentuale delle sorgenti oggetto di controllo nelle diverse tipologie (attività/infrastrutture) e la percentuale di sorgenti per cui è stato riscontrato un superamento dei limiti normativi, valutata come rapporto del numero di sorgenti controllate per cui si è evidenziato un superamento sul totale delle sorgenti controllate, distinta per tipologia di sorgente.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)
Copertura temporale: 
2000-2003; 2006-2018
L'indicatore è rilevante nel descrivere lo stato dell'ambiente relativamente alla tematica inquinamento acustico. L'attendibilità e accuratezza dell'informazione sono buone in quanto la fonte dei dati è affidabile, i dati sono raccolti mediante metodologia omogenea sull'intero territorio nazionale e sono validati, permettendo comparabilità nello spazio e nel tempo. Presenta una buona copertura spaziale, in quanto sono raccolti ed elaborati i dati di tutte le regioni/province autonome, e una buona copertura temporale, in quanto la serie storica è continua dal 2006.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, sono state controllate da parte delle ARPA/APPA 2.495 sorgenti di rumore (Tabella 1), di cui 2.282 controllate a seguito di esposto; nel 43,5% delle sorgenti controllate è stato rilevato almeno un superamento dei limiti normativi, che evidenzia un problema di inquinamento acustico significativo e in aumento rispetto a quanto riscontrato nel 2017 (+11,4 punti percentuali), in linea invece con quanto rilevato nel periodo 2014-2016 (nel 2016 era il 40,6%, nel 2015 il 45,9% e nel 2014 il 46,3%) (Figura 4).
Analizzando l'incidenza sul territorio nazionale (Figura 3), si evince che sono controllate 4,2 sorgenti su 100.000 abitanti, valore inferiore rispetto sia a quello del 2017 (5,1), sia a quello del 2016 (4,6); su 1,8 sorgenti controllate (ogni 100.000 abitanti) sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi (1,6 nel 2017 ).
Commenti: 
Le sorgenti maggiormente controllate risultano, anche per il 2018, le attività di servizio e/o commerciali (60,4%), seguite dalle attività produttive (26,1%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano il 9,4% delle sorgenti controllate, le strade sono le più controllate (6,5% sul totale) (Figura 1).
L'attività di controllo viene eseguita principalmente a seguito di segnalazione/esposto da parte dei cittadini: nel 2018, globalmente il 91,5% delle sorgenti sono state controllate a seguito di esposto (2.282).
Per le infrastrutture stradali si riscontra la più elevata percentuale di superamenti dei limiti normativi, pari al 49,4%, seguite dalle attività di servizio e/o commerciali (47,5%) e dalle attività produttive (36,6%); per le altre sorgenti controllate comunque i superamenti sono sempre superiori al 25% (poco significativo risulta invece il dato percentuale riferito alle infrastrutture portuali (50%), per l'esiguo numero di controlli effettuati su tale sorgente (Tabella 2 - Figura 2).
Nel 2018 si segnala un'incidenza sul territorio nazionale di 4,2 sorgenti controllate su 100.000 abitanti e su 1,8 sorgenti controllate (ogni 100.000 abitanti) sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi.
Le regioni in cui l'incidenza delle sorgenti controllate risulta molto superiore al dato nazionale sono Umbria con 8,4 sorgenti controllate su 100.000 ab., Valle d'Aosta (7,9) e Lazio (7,2); mentre quelle con valori significativamente inferiori sono Marche (2,1) e Puglia (0,7); il valore riscontrato in Campania (0,4) è dovuto all'incompletezza delle informazioni fornite. Dai dati pervenuti risulta che nel 2018 non sono stati effettuati controlli in Molise (Figura 3).