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EMISSIONI DI METALLI PESANTI (CD, HG, PB, AS, CR, CU, NI,SE,ZN): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

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Abstract: 
L'indicatore rappresenta la serie storica delle emissioni nazionali di metalli pesanti dal 1990 al 2018, per settore di provenienza. Dal 1990 si rileva una riduzione delle emissioni per tutti i metalli, ad eccezione dell’arsenico (+30%) e del selenio (+9%). In particolare, le emissioni di cadmio, mercurio e piombo sono in linea con gli obiettivi fissati a livello internazionale dal Protocollo di Aarhus, essendosi ridotte rispetto ai valori del 1990 rispettivamente del -52%, -54% e -95%.
Descrizione: 
Le emissioni di metalli pesanti derivano in gran parte dalla combustione, sia industriale sia non industriale, dai processi produttivi e dal settore energetico. I metalli pesanti hanno una notevole rilevanza sanitaria in quanto persistono nell'ambiente dando luogo a fenomeni di bioaccumulo e sono, inoltre, riconosciuti come importanti agenti cancerogeni, tra questi l'arsenico (As), il cadmio (Cd), il cromo (Cr) e il nichel (Ni) ricadono nella classe 1 (cancerogeni certi) dell'International Agency for Research on Cancer.
Scopo: 
La stima delle emissioni nazionali dei metalli pesanti totali e disaggregate per settore di attività produttiva permette di valutare l'andamento emissivo nel periodo 1990-2018.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Principali riferimenti normativi e obiettivi: 
Il Protocollo di Aarhus sui metalli pesanti (1998), nell'ambito della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979), indica come obiettivo di riduzione per il cadmio (Cd), il mercurio (Hg) e il piombo (Pb) le emissioni del 1990 (o in alternativa ogni altro anno fra il 1985 e il 1995).
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili su: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni
ISPRA, 2020. Italian Emission Inventory 1990-2018. Informative Inventory Report 2020 (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/inventario-nazionale-delle-emissioni-in-atmosfera-1990-2018.-informative-inventory-report-2020; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2020_submissions/)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati ISPRA dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima realizzata ai fini della redazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA Guidebook - 2019). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/inventario-nazionale-delle-emissioni-in-atmosfera-1990-2018.-informative-inventory-report-2020; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2020_submissions/)
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Altri Core set: 
Non compilato  
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale.
Copertura temporale: 
1990-2018
I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA come responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per garantire consistenza e compatibilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base della maggiore informazione e dei più recenti sviluppi metodologici. Le stime delle emissioni di metalli pesanti sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento.
Stato: 
Buono
Descrizione/valutazione dello stato: 
Le emissioni di cadmio, mercurio e piombo sono in linea con gli obiettivi fissati a livello internazionale, essendosi ridotte dal 1990 al 2018, rispettivamente del -52%, -54% e -95%. Obiettivi già raggiunti nel 1993 per il cadmio e nel 1991 per il mercurio e il piombo (Tabella 1, Figura 1).
Trend: 
Positivo
Descrizione/valutazione del trend: 
Nel 2018 le emissioni di cromo sono in calo rispetto ai livelli del 1990 del 59,1%. Le emissioni di rame registrano una riduzione complessiva nel periodo tra il 1990 e il 2018 del 5,3%. Per quanto riguarda il nichel, le emissioni decrescono del 74,2% . Si riscontrano, invece, trend crescenti per le emissioni di arsenico (+30,1%) e di selenio (+9,5%). Le emissioni di zinco diminuiscono nel periodo 1990-2018 del 4%
Variabili: 
emissioni di metalli pesanti
Commenti: 
Il cadmio presenta una diminuzione lungo l'intero periodo 1990-2018 (-52%) dovuta soprattutto alla riduzione delle emissioni della combustione industriale (-64%), che nel 2018 costituiscono il 38% del totale (Tabella 1, Figura 1).
La riduzione complessiva delle emissioni di mercurio (-54%) proviene principalmente dalla combustione industriale (-54%) e dai processi produttivi (-43,8%) (Tabella 1, Figura 1).
L'abbattimento dei livelli emissivi di piombo è stato notevole (-95%), soprattutto grazie all'impiego di benzine verdi; va notato, infatti, che il settore del trasporto stradale, che ha contribuito tra il 1990 e il 1999, in media per più dell'80% al totale delle emissioni di piombo, nel periodo 2002-2018 vede il suo peso decrescere a un valore medio pari a circa il 5%. Per contro, il contributo emissivo proveniente dai settori dei processi produttivi è cresciuto negli anni, fino a raggiungere nel 2018 un peso sul totale delle emissioni di piombo pari al 35,3% Le emissioni di piombo legate alla combustione industriale, pur essendo diminuite dal 1990 del 64%, hanno, nel 2018, un peso sulle emissioni totali pari al 44,7% (Tabella 1, Figura 1).
Per i metalli pesanti non compresi nel Protocollo di Aarhus non sono ancora stati stabiliti limiti emissivi nazionali. Nel 2018 le emissioni di cromo sono in calo rispetto ai livelli del 1990 del 59,1%. Le emissioni di rame registrano una crescita fino al 2006 per poi decrescere dal 2007, con una riduzione complessiva nel periodo tra il 1990 e il 2018 del 5,3%. Per quanto riguarda il nichel, le emissioni decrescono del 74,2% a causa del crollo delle emissioni del settore della combustione non industriale a partire dal 2010. Si riscontrano, invece, degli aumenti per le emissioni di arsenico (+30,1%) e di selenio (+9,5%). Le emissioni di zinco, pur mostrando oscillazioni negli anni, diminuiscono nel periodo 1990-2018 del 4% (Tabella 1, Figura 1).

Allegati: 
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