Report

L'AVVIO DELL'AZIONE DI DANNO AMBIENTALE NEI PROCESSI PENALI

Immagine abstract
Abstract: 
Il “danno ambientale” è definito, dalla parte sesta del D.Lgs. 152/2006 (recepimento della Direttiva 2004/35/CE), come qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, delle risorse naturali, quali specie e habitat protetti, acque e terreno, come definite dalla direttiva stessa.
Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) svolge attività di valutazione del danno ambientale su incarico del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM), unico titolare dell’azione di danno ambientale, che richiede, in relazione a specifici casi per i quali ha ricevuto un “incipit”, un supporto tecnico-scientifico per l’avvio e lo svolgimento di un’azione civile o di una procedura amministrativa finalizzata alla rimozione delle fonti inquinanti e al risanamento ambientale.
L'azione civile può essere svolta anche in sede penale e viene avviata, a seguito di segnalazione da parte delle Avvocature distrettuali dello Stato, nella fase preliminare dei procedimenti, attraverso la costituzione di parte civile del MATTM. Per le decisioni circa l'opportunità della costituzione, il MATTM si avvale del supporto tecnico del SNPA.
Nel biennio 2017-2018, a fronte di circa 2.000 segnalazioni pervenute da tutto il territorio nazionale, il MATTM si è costituito parte civile in 18 casi, tenendo conto anche degli elementi di rilevanza individuati nelle relazioni tecnico-scientifiche elaborate dal SNPA. Tale elevato numero di segnalazioni deriva dalla circostanza che l'Autorità giudiziaria inserisce il MATTM tra le persone offese (destinatarie della notifica degli atti giudiziari) in tutti i procedimenti penali relativi a reati ambientali, anche di natura solo contravvenzionale, su tutto il territorio italiano.
Descrizione: 
Il MATTM può esercitare l’azione civile di riparazione del danno ambientale (ai sensi della parte sesta del D.Lgs. 152/2006) anche nell'ambito di procedimenti penali, costituendosi in giudizio prima dell’apertura del dibattimento.
Il MATTM, acquisite le segnalazioni provenienti dalle Avvocature distrettuali dello Stato, individua i casi per i quali, in considerazione della rilevanza della fattispecie, sussistono i presupposti necessari per l'avvio dell'azione risarcitoria del danno ambientale e per i quali richiede al SNPA un supporto nell'individuazione di “elementi di rilevanza” tecnico-scientifici.
Il SNPA, in merito alle richieste ricevute, svolge istruttorie tecniche finalizzate a verificare la sussistenza dei presupposti tecnico-scientifici necessari ad attivare un’azione di danno ambientale.
L’indicatore fornisce i dati di contesto dell'avvio delle azioni di riparazione del danno ambientale in sede penale e il numero delle azioni avviate nel biennio 2017-2018 dal MATTM anche a seguito dell'esito delle istruttorie tecnico-scientifiche svolte.
L'indicatore descrive, inoltre, i dati di dettaglio dei casi oggetto delle 104 istruttorie SNPA nel biennio 2017-2018 (64 istruttorie svolte nel 2017 e 40 istruttorie svolte nel 2018), che caratterizzano il quadro d'insieme, su scala nazionale, delle attività oggetto di contestazione potenzialmente in grado di produrre danni ambientali.
I dati delle istruttorie sono organizzati su base regionale (per tribunale) e forniscono informazioni riguardanti la tipologia dei reati contestati, la tipologia dei siti/attività e le tipologie ricomprese nell'Allegato 5 della parte sesta del D.Lgs. 152/2006 (attività a rischio di produrre un danno ambientale).
Scopo: 
Fornire un quadro di sintesi dei casi, in relazione a procedimenti penali in fase preliminare, in cui sono contestati reati ambientali e per i quali il MATTM, individuato come persona offesa, richiede un approfondimento tecnico-scientifico al fine di costituirsi parte civile e formulare apposite richieste di riparazione del danno ambientale.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva comunitaria 2004/35/CE
D.Lgs. 152/2006, parte sesta
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale è disciplinata dalla Direttiva comunitaria 2004/35/CE, recepita in Italia nella parte sesta del D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche.
La normativa vigente prevede azioni risarcitorie in materia di danno ambientale in forma specifica anche mediante l’esercizio dell’azione civile in sede penale (art. 311 D.Lgs. 152/2006).
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Il Danno Ambientale in Italia: i casi accertati negli anni 2017 e 2018 – ISPRA, Rapporti 312/2019
ISBN 978-88-448-0962-1
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Biennale
Accessibilità dei dati di base: 
Dati derivati dal Rapporto ISPRA "Il Danno Ambientale in Italia: i casi accertati negli anni 2017 e 2018" e dalle informazioni fornite dal MATTM.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura: 
Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
A partire dagli incarichi pervenuti dal MATTM, sono stati analizzati i contenuti dei procedimenti penali in fase preliminare nell'ambito delle istruttorie di valutazione del danno ambientale svolte nel biennio 2017-2018. Tale analisi ha portato all'individuazione, sul territorio nazionale, della distribuzione percentuale delle attività illecite contestate e delle tipologie di sito maggiormente coinvolte in tali procedimenti.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Biennale
Copertura spaziale: 
Nazionale (I)
Regionale (R)
Copertura temporale: 
2017-2018
L’indicatore è costruito sulla base dei dati detenuti e gestiti dal SNPA, destinatario istituzionale degli incarichi di valutazione del danno ambientale, e sui dati forniti direttamente dalla autorità nazionale competente (MATTM). Ciò garantisce all'indicatore validità a livello nazionale, anche in termini di affidabilità della raccolta dati, e fondatezza in termini tecnici e scientifici.
I dati presentati si riferiscono alle istruttorie relative ai procedimenti penali in fase preliminare svolte a partire dal 2017, in quanto anno di entrata in vigore della Legge 132/2016 che ha istituito il SNPA e creato un nuovo assetto istituzionale per tutte le attività di valutazione del danno ambientale. Tali dati sono resi disponibili nel Rapporto sul danno ambientale pubblicato da ISPRA nel 2019.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Le informazioni non permettono di formulare particolari valutazioni sull'andamento spaziale/temporale dell’indicatore in quanto il numero di incarichi ministeriali dipende strettamente dalla presenza del MATTM tra le persone offese negli atti introduttivi del procedimento penale. Tuttavia, nel biennio 2017-2018 sono state svolte dal SNPA 104 istruttorie richieste dal MATTM, che rappresentano il 5-6% delle segnalazioni in cui il Ministero figura tra le persone offese negli atti introduttivi dei procedimenti penali (circa 2.000 nel biennio 2017-2018). Le istruttorie sono state concluse nel 62% dei casi nel 2017, mentre il restante 38% è relativo al 2018.
Commenti: 
Nel biennio 2017-2018 sono pervenuti al MATTM da parte delle Avvocature distrettuali dello Stato circa 2.000 segnalazioni in cui il Ministero figura tra le persone offese negli atti introduttivi dei procedimenti penali. Il MATTM, a valle di uno screening basato sulla rilevanza della fattispecie, ha individuato i casi potenzialmente in possesso dei presupposti necessari all'avvio dell'azione risarcitoria, corrispondenti al 5-6% del numero totale delle segnalazioni. Per tali casi il MATTM ha incaricato il SNPA di svolgere un approfondimento tecnico-scientifico finalizzato a fornire elementi utili nel processo decisionale circa l'opportunità di costituirsi parte civile e procedere, quindi, alla richiesta di riparazione dei danni ambientali.
A fronte di tali incarichi, il SNPA ha concluso, negli anni 2017-2018, 104 istruttorie tecniche (64 istruttorie svolte nel 2017 e 40 istruttorie svolte nel 2018) che hanno portato, sulla base dei dati forniti dal MATTM, alla costituzione di parte civile in 18 casi, 12 nel 2017 e 6 nel 2018.

I dati delle istruttorie relative ai procedimenti penali in fase preliminare presenti nell'indicatore sono stati estrapolati dal Rapporto ISPRA/SNPA “Il Danno Ambientale in Italia: i casi accertati negli anni 2017 e 2018”, pubblicato nel 2019.

I Tribunali di competenza dei casi giudiziari oggetto delle istruttorie preliminari in esame sono risultati in prevalenza localizzati nelle regioni Sicilia, Campania, Abruzzo, Umbria e Lombardia (Figura 1).

Come si rileva dalla Figura 2, i reati contestati in tali procedimenti penali si riferiscono generalmente a violazioni previste nel D.Lgs. 152/2006, prevalentemente in materia di gestione dei rifiuti (46% delle attività illecite contestate nel 2017, 35% nel 2018). A questi si aggiungono i reati di danno del Codice Penale, inclusi i cosiddetti “ecoreati”. Questi ultimi rappresentano, infatti, uno dei principali elementi di rilevanza la cui presenza tra i reati contestati permette di ottenere indicazioni sull'eventuale sussistenza di forme d’impatto sull'ambiente. Gli ecoreati rappresentano il 5% dei reati contestati nel 2017 e il 14% di quelli contestati nel 2018. Assumono rilievo, infine, anche le violazioni in materia di edilizia e paesaggio che rappresentano il 13% delle attività contestate nel 2017 e il 18% di quelle contestate nel 2018.

Le tipologie di sito/attività a cui si riferiscono i reati contestati sono molteplici (Figura 3). Nel 2017 risultano coinvolti nel 29% dei casi gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, a seguire gli impianti di gestione rifiuti (16%) e cantieri edili/infrastrutture (16%). Nel 2018, invece, il 25% dei casi riguarda i grandi impianti industriali, quali raffinerie, fonderie, galvaniche, ecc., seguiti da cantieri edili/infrastrutture (18%).
Tra le attività coinvolte in tali procedimenti assumono particolare rilievo, nell'ambito delle attività istruttorie, quelle incluse nell'Allegato 5 della parte sesta del D.Lgs. 152/2006. Tali attività professionali sono infatti considerate potenziali fonti di danno per le quali vige uno speciale regime di responsabilità soggettivo con inversione dell’onere della prova.
In 46 delle 64 istruttorie preliminari effettuate nel 2017, ossia nel 72% dei casi, sono stati riscontrati illeciti riferiti ad attività incluse nell'Allegato 5, in particolare attività di gestione rifiuti e scarichi soggetti ad autorizzazione. In 23 delle 40 istruttorie preliminari effettuate nel 2018, ossia nel 58% dei casi, sono stati riscontrati illeciti riferiti ad attività elencate nell'Allegato 5, con una prevalenza delle attività di gestione rifiuti. Le diverse tipologie di attività riscontrate, secondo le categorie di tale allegato, sono riportate in Tabella 1.

La presenza di elementi di rilevanza ai fini dell’eventuale sussistenza di forme di impatto sull'ambiente conseguente ai reati individuati durante le attività istruttorie, ha portato alla costituzione di parte civile del MATTM in 18 casi (Figura 4) nel biennio in esame:
• 12 casi nel 2017, riferibili a fatti avvenuti nel territorio delle province di Genova, Savona, Barletta-Andria-Trani (3 casi), Messina, Ragusa, Siracusa, Palermo (2 casi), Enna, Caltanissetta;
• 6 casi nel 2018, riferibili a fatti avvenuti nel territorio delle province di Bergamo, Rovigo, Genova, Perugia, Caserta e Salerno.