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DEGRADO DEL SUOLO

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Abstract: 
Il degrado del suolo e del territorio è un fenomeno complesso su cui incidono molti fattori interdipendenti e non vi è attualmente un consenso scientifico uniforme riguardo alle modalità di valutazione di questi fattori, che possono dare esiti diversi a seconda dei processi considerati. Oltre ai tre sub-indicatori proposti dall'UNCCD nell'ambito della Land Degradation Neutrality (copertura del suolo, contenuto in carbonio organico e indice di produttività del suolo) nel presente indicatore vengono considerati ulteriori indici/parametri, particolarmente rilevanti nel contesto italiano e disponibili a livello nazionale. I risultati mostrano che quasi 11.000 km2 (oltre il 3% del territorio nazionale) sono stati degradati da più di un fattore, ponendo questi territori tra le aree da tenere maggiormente sotto controllo.
Descrizione: 
Il degrado del suolo e del territorio è un fenomeno complesso causato da molteplici fattori che limitano o inibiscono le funzioni produttive, regolative e fruitive nonché i servizi ecosistemici che un suolo naturale è in grado di offrire. Tali fattori sono interconnessi e non vi è un accordo da parte della comunità scientifica su come valutarli. Negli ultimi anni l’Italia ha aderito al progetto pilota sulla Land Degradation Neutrality (LDN), promosso dal Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), e al programma LDN Target Setting lanciato dallo stesso Segretariato per aiutare e affiancare i paesi nell’individuazione dei target volontari di LDN e nella definizione delle misure associate per il raggiungimento del target 15.3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, da valutare attraverso l’indicatore relativo alla "Percentuale di territorio degradato su/superficie totale del territorio".
La UNCCD (2017) ha proposto una metodologia finalizzata alla valutazione qualitativa secondo un approccio che prevede l'utilizzo combinato dei seguenti tre sub-indicatori, lasciando la possibilità di inserirne altri ritenuti importanti a livello di singolo paese: la copertura del suolo e i suoi cambiamenti nel tempo, la produttività del suolo (stimata attraverso l'indice NDVI Normalized Difference Vegetation Index) e il contenuto in carbonio organico.
Nel caso italiano è stata presentata una prima serie di indicatori aggiuntivi, nell’ambito dell’edizione 2019 del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, sicuramente ancora parziale (poiché non tiene conto di altri importanti fenomeni di degrado del suolo come la salinizzazione, la contaminazione, la compattazione, ecc.), che punta a costruire un quadro preliminare del degrado, valutabile utilizzando dati disponibili a livello nazionale e/o europeo.
L’approccio proposto è basato sui seguenti sub-indicatori:
1. Cambiamenti di copertura del suolo
2. Perdita di produttività
3. Perdita di carbonio organico
4. Perdita di qualità degli habitat
5. Aumento della frammentazione
6. Aree di impatto potenziale (identificate come le superfici potenzialmente impattate con aree di buffer di 60 metri dalla superficie coperta artificialmente)
7. Densità delle coperture artificiali (sulla base della definizione prevista nell'ambito del Sustainable Development Goal (SDG) 11)
8. Incremento degli spazi naturali di dimensioni inferiori a 1.000 m2
9. Superfici percorse dal fuoco
Il calcolo finale prevede la sovrapposizione dei diversi indicatori considerati, senza attribuire pesi a ciascun fattore proposto.



Scopo: 
Analizzare lo stato e l'aumento del degrado del suolo e del territorio attraverso una serie di indicatori descrittivi e di indicatori proxy del fenomeno.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
Riferimenti normativi: 
Il tema del monitoraggio del territorio è presente nell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e nei relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals -SDGs), da raggiungere entro il 2030, che dovranno essere integrati nei programmi nazionali a breve e medio termine, così da evitare la coesistenza di agende differenti e incoerenti (UN, 2015). Tra i 169 sotto-obiettivi individuati da raggiungere entro il 2030, di particolare interesse per la tutela del suolo e del territorio, c'è quello di "garantire la lotta alla desertificazione, il ripristino dei terreni degradati e del suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni". Per monitorare il raggiungimento di questo target è stato universalmente proposto l'indicatore 15.3.1: "Percentuale di suolo degradato/superficie totale di territorio"
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa, tuttavia l'indicatore vuole contribuire alla misurazione di uno dei target individuati dagli SDGs, ovvero il raggiungimento, entro il 2030, di un land degradation neutral world, quale elemento essenziale per mantenere le funzioni e i servizi ecosistemici in un certo intervallo di tempo.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
UN (2015), Transforming our World: The 2030 Agenda for Sustainable Development, A/RES/70/1, United Nations.
UNCCD (2016), Report of the Conference of the Parties on its twelfth session, held in Ankara from 12 to 23 October 2015. Part two: Actions. ICCD/COP(12)/20/Add.1, United Nations Convention to Combat Desertification, Bonn. http://www.unccd.int/Lists/OfficialDocuments/cop12/20add1eng.pdf.
UNCCD (2017), Good Practice Guidance SDG Indicator 15.3.1 Proportion of land that is degraded over total land area, https://www.unccd.int/sites/default/files/relevant-links/2017-10/Good%20Practice%20Guidance_SDG%20Indicator%2015.3.1_Version%201.0
Munafò, M. (a cura di), 2019. Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2019. Report SNPA 08/19
Limitazioni: 
Mancano serie storiche per definire trend più consistenti, oltre a indicatori nazionali su altre minacce e problematiche relative al suolo
Ulteriori azioni: 
Si cercherà in futuro di integrare l’indicatore con altri parametri che via via si renderanno disponibili.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I sub-indicatori relativi al consumo di suolo sono disponibili al seguente link: http://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo/indicatori
Fonte dei dati di base: 
FAO
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
JRC (Joint Research Centre)
SNPA (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente)
Unità di misura: 
Chilometro quadro (km2), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La metodologia prevede la sovrapposizione del trend 2012-2018 dei tre sub-indicatori (copertura del suolo, perdita di produttività e diminuzione del carbonio organico) individuati dalla UNCCD con altri sub-indicatori/indici ritenuti importanti a livello nazionale. Per il calcolo dei primi tre sub-indicatori è stato utilizzato il modello Trends.Earth in ambiente QGIS (http://trends.earth/docs/en/) che permette di processare serie storiche di indici e variabili da immagini satellitari. Il degrado complessivo viene derivato dall’integrazione dei diversi sub-indicatori con il criterio The One Out, All Out (UNCCD, 2017).
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Carta tematica
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2012-2018
L'indicatore quantifica il livello di degrado del territorio, cercando di rispondere all'indicatore 15.3.1 relativo al monitoraggio dell'obiettivo 15.3 degli SDGs, seguendo pertanto gli standard internazionali esistenti a garanzia della solidità scientifica. Ha una buona copertura spaziale, è di portata nazionale e applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale; è altresì in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale; appare sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e infine, fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali e delle pressioni sull'ambiente, in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile globali.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
L'indicatore non fornisce informazioni sullo stato essendo stato analizzato nell'intervallo 2012-2018: i vari sub-indicatori proposti, essendo legati alle dinamiche territoriali relative al consumo di suolo, indicano situazioni di peggioramento in questo lasso di tempo.
Commenti: 
Utilizzando l'approccio UNCCD, secondo cui il peggioramento anche di un solo sub-indicatore è sufficiente per evidenziare un sintomo di degrado, in Figura 1 è rappresentata la percentuale di superficie degradata a livello regionale: complice anche l'estesa artificializzazione, le regioni che registrano il peggioramento maggiore tra il 2012 e 2018 risultano la Sicilia, il Lazio, il Veneto e la Puglia con oltre il 30% di territorio in degrado (Figura 1 e 2). Nella Tabella 1 si riporta la stima della superficie degradata a livello nazionale nello stesso intervallo di tempo per una o più cause: quasi 10.000 km2 (oltre il 3% del territorio nazionale) sono stati degradati da più di due fattori mentre quasi 800 km2 da almeno tre, ponendo questi territori tra le aree da tenere maggiormente sotto controllo. Nonostante i limiti di questa valutazione, legati soprattutto all'assenza di altri processi altrettanto importanti da tenere in considerazione quando si parla di degrado del suolo e/o del territorio (es. salinizzazione, compattazione), si evidenziano comunque situazioni di criticità che dovrebbero essere ulteriormente approfondite e investigate. L’assenza di un’adeguata rete nazionale di monitoraggio dei suoli determina la mancanza di dataset significativi che renderebbero senz’altro più esaustivo e completo l’indicatore.
Allegati: 
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