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STATO DI AVANZAMENTO DEI PROGRAMMI D’AZIONE PER LA TUTELA E IL RISANAMENTO DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO CAUSATO DA NITRATI DI ORIGINE AGRICOLA

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Abstract: 
In attuazione della Direttiva 91/676/CEE (Direttiva Nitrati), il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all’articolo 92, comma 7, prevede che le regioni adottino e attuino i programmi d'azione (PdA) obbligatori per la tutela e il risanamento delle acque dall'inquinamento causato da nitrati di origine agricola nelle zone designate come vulnerabili ai nitrati (ZVN). Il comma 8-bis del citato articolo 92 prevede che le regioni riesaminino e, se del caso, rivedano i programmi d'azione obbligatori almeno ogni quattro anni. I PdA, insieme alle ulteriori misure intraprese in ottemperanza alla direttiva nitrati (e.g. designazione delle zone vulnerabili), costituiscono misure di base dei programmi di misure dei Piani di tutela delle acque e dei Piani di Gestione dei bacini idrografici e, come tali, contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. L’indicatore consente di monitorare lo stato di avanzamento dei PdA delle regioni sul cui territorio insistono ZVN.
Descrizione: 
L’indicatore consente di monitorare lo stato di avanzamento dei Programmi d'Azione (PdA) obbligatori per la tutela e il risanamento delle acque dall'inquinamento causato da nitrati di origine agricola per le regioni sul cui territorio insistono zone designate come vulnerabili ai nitrati (ZVN). In attuazione della Direttiva 91/676/CEE (Direttiva Nitrati), il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all’articolo 92, comma 7, prevede che le regioni adottino e attuino i Programmi d'Azione nelle zone designate come vulnerabili ai nitrati (ZVN). Il comma 8-bis del citato articolo 92 prevede che le regioni riesaminino e, se del caso, rivedano i programmi d'azione obbligatori almeno ogni quattro anni. I PdA, insieme alle ulteriori misure intraprese in ottemperanza alla Direttiva Nitrati (e.g. designazione delle zone vulnerabili), costituiscono misure di base dei programmi dei Piani di tutela delle acque e dei Piani di Gestione dei bacini idrografici e, come tali, contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE.
Scopo: 
Fornire indicazioni sullo stato di avanzamento dei PdA al fine di monitorare il livello di implementazione sul territorio nazionale delle misure atte a ridurre l'inquinamento delle acque causato, direttamente o indirettamente, dai nitrati di origine agricola e a prevenire qualsiasi ulteriore inquinamento di questo tipo.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 91/676/CEE, D.Lgs. 152/2006, Decreto MiPAAF del 25 febbraio 2016.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L’obiettivo strategico dei PdA consiste nella protezione e nel risanamento delle zone vulnerabili ai nitrati.
A livello operativo, l’obiettivo strategico dei PdA può essere declinato come segue:
- limitazione dell’applicazione al suolo dei fertilizzanti azotati basata sull’equilibrio tra il fabbisogno prevedibile di azoto delle colture e l’apporto alle colture di azoto proveniente dal suolo e dalla fertilizzazione;
- promozione di strategie di gestione integrata degli effluenti zootecnici al fine di ristabilire un equilibrio sostenibile e sinergico tra l’agricoltura e l’ambiente.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Siti istituzionali delle Regioni e censimento aggiornato da MATTM
Limitazioni: 
Nessuna
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Non definibile
Accessibilità dei dati di base: 
Siti istituzionali delle Regioni.
Fonte dei dati di base: 
Regioni
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'ISPRA supporta il MATTM nell'ambito delle attività volte al monitoraggio dell'attuazione della direttiva nitrati (91/676/CEE). In tale contesto sono monitorate anche le misure intraprese dalle Regioni, alle quali compete l'attuazione della direttiva in parola sul proprio territorio, e che comprendono le designazioni delle ZVN e l'adozione nelle stesse dei PdA. La metodologia di elaborazione dell'indicatore consiste nel determinare il numero aggiornato di PdA adottati e confrontarlo con il numero di regioni sul cui territorio insistono ZVN. Poiché in generale le Regioni adottano un singolo PdA valido per tutte le ZVN presenti sul proprio territorio, la performance a livello nazionale relativa allo STATO DI AVANZAMENTO DEI PROGRAMMI D’AZIONE PER LA TUTELA E IL RISANAMENTO DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO CAUSATO DA NITRATI DI ORIGINE AGRICOLA è tanto maggiore quanto più il numero dei PdA adottati è elevato e prossimo al numero delle regioni con ZVN.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale.
Copertura temporale: 
Settembre 2019
La qualità del dato è garantita dall'affidabilità della fonte, rappresentata dai siti istituzionali delle Regioni (Autorità competenti per la predisposizione e aggiornamento dei PdA) e dal censimento effettuato periodicamente dal MATTM al fine di garantire il flusso informativo tra il livello regionale e la Commissione europea. La copertura territoriale delle informazioni si estende a tutte le regioni in cui risultano designate zone vulnerabili ai nitrati.
Stato: 
Buono
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Tutte le regioni in cui risultano designate zone vulnerabili ai nitrati hanno adottato il relativo Programma d’Azione, evidenziando dunque uno stato positivo in quanto in linea con gli obblighi previsti dall’articolo 5, paragrafo 1, della Direttiva 91/676/CEE.
Ciò comporta che tutte le aziende agricole e altre tipologie di insediamenti produttivi affini ( Decreto MiPAAF del 25 febbraio 2016) ubicate in ZVN siano soggette alle misure dei Programmi d’Azione regionali.
La copertura territoriale dei PdA adottati riguarda da diversi anni tutte le ZVN designate (n. 18 PdA per altrettante regioni con ZVN).
Commenti: 
I PdA adottati (Tabella 1) coprono tutte le ZVN designate sul territorio nazionale (Figura 1). Il progresso tecnologico consente anche nel settore agro-zootecnico di migliorare le prestazioni ambientali delle aziende. Proprio per cogliere le opportunità offerte dai progressi scientifici e tecnologici, l’Italia ha provveduto, con il Decreto MiPAAF del 25 febbraio 2016, ad aggiornare i criteri e le norme tecniche per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e di altre matrici organiche, risalenti al 2006 (Decreto MiPAF 7 aprile 2006). Nell’ambito di tale norma, il Titolo V “Utilizzazione agronomica in zone vulnerabili da nitrati”, che potrebbe definirsi come “programma d’azione nazionale”, stabilisce i requisiti minimi che le regioni devono rispettare nella predisposizione dei rispettivi PdA. Anche il Titolo V del DM 25 febbraio 2016 aggiorna i contenuti dell’omologo Titolo del DM 7 aprile 2006. Al riguardo, si segnala che non tutte le regioni hanno recepito (o avviato le procedure per recepire) la nuova disciplina di cui al citato DM del 2016 e pertanto, sul piano nazionale, c’è da auspicare un rapido adeguamento degli attuali PdA regionali al Titolo V del medesimo decreto.
Allegati: 
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