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SUSSIDI AMBIENTALMENTE FAVOREVOLI E SUSSIDI AMBIENTALMENTE DANNOSI

Immagine abstract
Abstract: 
Nel 2017 sono stati individuati 41,1 miliardi di € di sussidi ambientali di cui 19,3 (47%) considerati ambientalmente dannosi, 15,2 (37%) ambientalmente favorevoli e 6,6 (16%) di incerta attribuzione.
Descrizione: 
L'indicatore identifica i sussidi con effetti ambientalmente favorevoli, dannosi e incerti. I sussidi comprendono gli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati e le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell'ambiente. I sussidi sono divisi in due principali categorie: sussidi diretti (leggi di spesa) e spese fiscali (o sussidi indiretti, vale a dire agevolazioni, esenzioni o riduzioni), fanno parte dei sussidi indiretti anche i sussidi impliciti, ossia sussidi che possono emergere dalla tassazione ordinaria e favorire o incoraggiare comportamenti e scelte di consumo (e produzione) favorevoli o dannosi per l’ambiente. L’indicatore offre informazioni sugli incentivi, diretti e indiretti, rivolti alle risorse energetiche al fine di riformare il sistema fiscale per una decarbonizzazione dell’economia e la promozione di attività ambientalmente favorevoli.
Scopo: 
Riepilogare i sussidi con effetti ambientali favorevoli e dannosi per rendere disponibili ai policy makers le informazioni necessarie alla rimozione di quelli dannosi e l’adozione, rafforzamento ed efficientamento dei sussidi ambientalmente favorevoli.

Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 - Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi e adozione, rafforzamento ed efficientamento dei sussidi con effetti ambientali favorevoli. Le conclusioni finali del G7 presentano l’obiettivo di eliminazione entro il 2025 degli incentivi inefficienti alle fonti fossili.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
MATTM, Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
MATTM - Catalogo dei sussidi ambientalmente favorevoli e dei sussidi ambientalmente dannosi - https://www.minambiente.it/pagina/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli
Fonte dei dati di base: 
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura: 
Euro (€)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La definizione di sussidio considerata nel Catalogo coincide con quella utilizzata da OCSE e include “tra gli altri, gli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati, le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente”. In tale definizione sono da includere sia le spese fiscali che i sussidi diretti. In merito all’identificazione dei vari sussidi sono analizzate diverse metodologie (quickscan, checklist, ecc.), con lo scopo di mettere a disposizione dei policymakers le informazioni necessarie per una rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi e l’adozione, rafforzamento ed efficientamento dei sussidi con effetti ambientali favorevoli, così come sono considerate diverse metodologie per la quantificazione dei sussidi (price gap, costo marginale sociale, costi esterni, ecc.). L’individuazione dell’effetto ambientale dei sussidi è stata effettuata adottando la metodologia DPSIR
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
2016-2017
L’informazione è elaborata dal MATTM ed è rilevante ai fini della decarbonizzazione dell’economia e conseguente riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. La Legge n. 221 del 28 dicembre 2015, art. 68, istituisce presso il MATTM il Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli. Lo stesso articolo afferma che “Per la redazione del Catalogo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvale, oltre che delle informazioni nella disponibilità propria e dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, delle informazioni rese disponibili dall'Istituto nazionale di statistica, dalla Banca d'Italia, dai Ministeri, dalle regioni e dagli enti locali, dalle università e dagli altri centri di ricerca, che forniscono i dati a loro disposizione secondo uno schema predisposto dal medesimo Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare”.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Il catalogo dei sussidi ambientali del 2017 mostra un incremento dei sussidi totali del 3,8% rispetto al 2016 (Figura 1). I sussidi dannosi sono aumentati del 3,1% a fronte di una crescita del 5,2% di quelli favorevoli. Un incremento del 2,5% si registra anche per i sussidi con impatto ambientale incerto. Gli aumenti hanno interessato i settori dell’agricoltura e dell’energia. Complessivamente sono stati individuati 41,1 miliardi di € di sussidi ambientali di cui 19,3 considerati ambientalmente dannosi, 15,2 favorevoli e 6,6 di incerta attribuzione (Tabella 1). In virtù dell’obiettivo di completa rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi entro il 2025 si può affermare che, costituendo questi ultimi ad oggi il 47% del totale, la situazione non è affatto positiva. Anche il trend (valutabile solo per due anni) evidenzia un incremento del 3,1% dei sussidi ambientalmente dannosi mostrando che stiamo andando nella direzione opposta.
Commenti: 
I vari sussidi identificati sono stati ripartiti nei settori agricoltura, energia e trasporto in relazione all’effetto finanziario esercitato. Sono state inoltre individuate voci di carattere trasversale come “altri sussidi” e IVA agevolata. I sussidi ambientalmente dannosi rappresentano il 47% del totale. I settori energia e trasporti assorbono il 63,2% dei sussidi totali e il 70,9% di quelli dannosi (Tabella 1).
Allegati: 
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