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QUANTITATIVI DI SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI NEGLI STABILIMENTI A PERICOLO DI INCIDENTE RILEVANTE

Abstract: 
L’ indicatore analizza la tipologia di sostanze o categorie di sostanze/miscele pericolose più diffuse negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, presenti sul territorio nazionale e dichiarati dai gestori degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/15.
Tra le categorie di sostanze pericolose (Allegato 1 - parte 1 del D.Lgs. 105/2015) maggiormente diffuse in termini quantitativi, si può rilevare la categoria delle sostanze appartenenti alla Sezione “P” - Pericoli fisici, in particolare i liquidi infiammabili. Molto diffuse sono anche le sostanze pericolose per l’ambiente che rientrano nella categoria di pericolosità “E” - Pericoli per l’ambiente. La regione con la maggior presenza di sostanze tossiche risulta la Lombardia (per l’alto numero di stabilimenti) seguita dall’ Emilia Romagna e dal Veneto. Si evidenzia che la regione dove sono presenti i maggiori quantitativi di sostanze infiammabili è la Sicilia per i motivi già detti (diverse raffinerie), seguita dal Friuli, la Lombardia e dalla Sardegna. Analogamente, la Sicilia risulta la regione con il maggiore quantitativo di sostanze pericolose per l’ambiente, seguita dalla Lombardia. Le sostanze pericolose che rientrano nella Sezione O – Altri pericoli, sono presenti in quantitativi meno significativi e le regioni con il quantitativo maggiore risultano essere la Toscana e la Lombardia.
Tra le sostanze pericolose ( Allegato 1 - parte 2 del D.Lgs. 105/2015) risulta una cospicua presenza, distribuita su tutto il territorio italiano, di gas liquefatti infiammabili e gas naturali (18) (GPL e metano) e di prodotti petroliferi (34) (benzina, gasolio, cherosene e olio combustibile) con punte, per i gas (GPL e metano), in Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo mentre per i prodotti petroliferi, la Sicilia per la presenza in questa Regione di impianti per la raffinazione del petrolio.
Descrizione: 
E’ possibile avere informazioni utili per la mappa dei pericoli associati ad uno stabilimento, oltre che dall’attività svolta, anche dai quantitativi, dalla tipologia e dalle proprietà delle sostanze e miscele pericolose in esso presenti. Questo indicatore analizza quindi la tipologia di sostanze o categorie di sostanze/miscele pericolose più diffuse negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, presenti sul territorio nazionale e dichiarati dai gestori degli stabilimenti (di soglia inferiore e di soglia superiore) soggetti al D.Lgs. 105/2015, così come specificate rispettivamente nell’allegato 1 - parte 1 (categorie delle sostanze pericolose) e parte 2 (sostanze pericolose specificate) del medesimo decreto.
Scopo: 
Stimare la natura prevalente dei rischi cui sono soggetti l’uomo, l'aria, il suolo, il sottosuolo, la falda e le acque superficiali in relazione alla presenza di determinate sostanze e miscele pericolose negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Riferimenti normativi: 
D. Lgs. 105/15
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Nessuno
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, Mappatura del rischio industriale in Italia - Rapporto 2014/15
ISPRA, Annuario dei dati ambientali - Vari anni
Limitazioni: 
Dipende dalla tempestività e dall'esattezza delle informazioni che pervengono all’ ISPRA da parte dei gestori, ora sottoposte ad un processo di validazione prima dell’approvazione.
Ulteriori azioni: 
nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Tutte le informazioni provengono dall’ Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura: 
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Tutte le informazioni sono estratte tramite query predefinite dall'Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti gestito dall' ISPRA per conto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e aggiornato con cadenza continua.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
Aggiornamento Giugno 2019
Si tratta di informazioni fornite dai gestori alle Autorità competenti (tra cui il MATTM, tramite l’ ISPRA) ai sensi di specifici obblighi previsti dal D.Lgs. 105/15, che prevede sanzioni amministrative e penali in caso di mancata dichiarazione. I dati vengono poi raccolti, validati ed elaborati dall’ ISPRA, anche mediante comparazione con le informazioni in possesso delle regioni e Agenzie regionali territorialmente competenti.
Stato: 
Medio
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Rispetto alle precedenti edizioni dell'Annuario si sono evidenziate consistenti variazioni nel numero, nei quantitativi e nella pericolosità delle sostanze pericolose specificate nel D.Lgs. 105/2015. Tali variazioni sono dovute principalmente all’entrata in vigore della nuova normativa recepita nel Giugno 2015 che introduce la nuova nomenclatura e la classificazione CLP (Regolamento (CE) 1272/2008). Le modalità di analisi sono state inoltre affinate, in modo da identificare l’esatto numero di stabilimenti che detengono una particolare tipologia di sostanza, evitando duplicazioni che hanno portato in passato a fornire un dato sovrastimato.
Commenti: 
Nelle Tabelle 1 e 2 sono riportati i quantitativi complessivi di sostanze pericolose, detenute negli stabilimenti “Seveso”e presenti sul territorio nazionale, dichiarati dai gestori degli stabilimenti ai sensi del D.Lgs.105/2015, così come specificate rispettivamente nell’Allegato 1 - parte 1 (categoria delle sostanze pericolose) e parte 2 (sostanze pericolose specificate) del medesimo decreto. Per utile informazione, nelle medesime tabelle, sono anche indicati:
- il numero di ricorrenze per classe di pericolo. Si consideri che in questo caso sostanze che appartengono a più classi di pericolo compaiono più volte (Tabella 1). Il numero di stabilimenti che hanno notificato sostanze per macrocategoria sono riportati in Tabella 1.1;
- il numero degli stabilimenti che hanno notificato la sostanza (Tabella 2);
- il totale di sostanza presente sul territorio nazionale risultante dalla sommatoria delle quatità presenti negli stabilimenti che l'hanno notificata;
- le indicazioni di pericolo per ogni sostanza o categoria di sostanze;

Tra le categorie di sostanze pericolose dell’Allegato 1 - parte 1 del D.Lgs. 105/2015, maggiormente diffuse in termini quantitativi, si può rilevare la categoria delle sostanze appartenenti alla Sezione “P” - Pericoli fisici, in particolare i liquidi infiammabili. Molto diffuse sono anche le sostanze pericolose per l’ambiente che rientrano nella categoria di pericolosità “E” - Pericoli per l’ambiente.
Tra le sostanze pericolose specificate in allegato 1 - parte 2 del D.Lgs. 105/2015 risulta una cospicua presenza, distribuita su tutto il territorio italiano, di gas liquefatti infiammabili e gas naturali (18) (GPL e metano) e di prodotti petroliferi (34) (benzina, gasolio, cherosene e olio combustibile). Risulta consistente anche la presenza di metanolo (22) ed ossigeno (25); si evidenziano infine, anche se concentrati in alcune regioni, quantitativi particolarmente significativi di nitrati d’ammonio (1/2/3/4) e ammoniaca anidra (35). Rispetto all'edizione precedente dell'Annuario, si sono notati incrementi considerevoli di sostanze nelle categorie P5a e 34. A seguito di una verifica puntuale è emerso che in realtà si è trattato di errori di compilazione delle prime notifiche web. Allo stato attuale, visto ormai raggiunto un livello di conoscenza sufficiente per i gestori nella compilazione del modulo di notifica e nella corretta classificazione delle sostanze presenti, non sono da aspettarsi per il futuro oscillazioni sensibili rispetto allo stato attuale.
Si conferma, sempre sulla base dei dati notificati dai gestori, l’assenza negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante ubicati sul territorio nazionale di siti di stoccaggio e/o lavorazione di sostanze pericolose quali l’isocianato di metile (24) (la sostanza responsabile della catastrofe di Bhopal), di Metilen-bis-cloroanilina (MBCA) e suoi sali in forma pulverulenta (23) e di etilenimina (12); nessun gestore ha inoltre reputato ipotizzabile la generazione, in caso di perdita di controllo di un processo industriale, di sottoprodotti indesiderati di reazioni chimiche quali Poli-cloro-dibenzofurani (PCDF) e Poli-cloro-dibenzodiossine (PCDD) (32) in quantitativi uguali o superiori al valore-limite di soglia di 1 kg di Tetra-cloro-dibenzodiossine (TCDD) equivalente stabilita dal D.lgs.105/2015.

Per un’analisi più dettagliata è stata analizzata anche la distribuzione sul territorio italiano a livello regionale delle sostanze notificate (Tabelle 3 e 4).
Le sostanze pericolose comprese nell’allegato 1 parte 1 sono raggruppate in categorie con affini caratteristiche di pericolosità, ovvero: sezione “E” - Pericoli per l’ambiente e sezione, sezione “H” - Pericoli per la salute (che comprende le sostanze con tossicità acuta), “O” - Altri pericoli, sezione “P” - Pericoli fisici (che comprende le sostanze esplosive, infiammabili e comburenti).
La regione con la maggior presenza di sostanze tossiche risulta la Lombardia (per l’alto numero di stabilimenti) seguita dall’ Emilia Romagna e dal Veneto. Si evidenzia che la regione dove sono presenti i maggiori quantitativi di sostanze infiammabili è la Sicilia per i motivi già detti (diverse raffinerie), seguita dal Friuli, la Lombardia e dalla Sardegna. Analogamente, la Sicilia risulta la regione con il maggiore quantitativo di sostanze pericolose per l’ambiente, seguita dalla Lombardia. Le sostanze pericolose che rientrano nella Sezione O – Altri pericoli, sono presenti in quantitativi meno significativi e le regioni con il quantitativo maggiore risultano essere la Toscana e la Lombardia.
Per quanto riguarda le sostanze notificate nell’allegato 1 - parte 2 del D.Lgs. 105/2015, sono state riportate solo quelle maggiormente diffuse sul territorio italiano, ovvero gas liquefatti e metano (18), prodotti petroliferi (34), metanolo (22), ossigeno (25), cloro (10) e diisocianato di toluene (26). Si segnala che i gas liquefatti (GPL), il gas naturale ed i prodotti petroliferi (benzina, gasolio, cherosene e olio combustibile) sono distribuiti abbastanza uniformemente su tutto il territorio italiano, con punte, per i gas (GPL e metano), in Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo mentre per i prodotti petroliferi, la Sicilia per la presenza in questa Regione di impianti per la raffinazione del petrolio. Per le altre sostanze prese in esame si segnalano specifiche concentrazioni in alcune regioni, che sono: l’Emilia Romagna per il metanolo, la Toscana e la Lombardia per il Cloro, la Lombardia per l’ossigeno e il diisocianato di toluene.
Occorre osservare che essendo i dati presenti nelle tabelle funzione di diversi fattori si è, in qualche caso, cercato di fornire ulteriori brevi informazioni aggiuntive, insufficienti però per un’analisi completa e dettagliata dei dati, obiettivo rimandato a pubblicazioni più specialistiche dell’Istituto.

Allegati: 
AllegatoDimensione
File Tabella_1.xlsx13.75 KB
File Tabella_2.xlsx14.79 KB
File Tabella_3.xlsx12.52 KB
File Tabella_4.xlsx12.88 KB
File Tabella_1_1.xlsx11.69 KB