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DENSITÀ IMPIANTI E SITI PER RADIO-TELECOMUNICAZIONE E POTENZA COMPLESSIVA SUL TERRITORIO NAZIONALE

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Abstract: 
L'indicatore riporta per ogni regione/provincia autonoma, il numero assoluto, il numero normalizzato (agli abitanti e alla superficie) e le potenze degli impianti radiotelevisivi (RTV) e dei servizi per Stazioni Radio Base della telefonia mobile (SRB); è specificato inoltre il numero di siti in cui sono installati gli impianti/servizi.
Dal 2008 al 2018 la potenza complessiva degli impianti SRB è aumentata del 305% mentre quella degli impianti RTV è diminuita del 20%. I servizi SRB sono aumentati del 57% mentre gli impianti RTV sono rimasti in numero pressoché invariato. In questo arco temporale il settore delle telecomunicazioni per la telefonia mobile è stato caratterizzato da un sussegurisi di nuove tecnologie di comunicazione, a partire dal 2G fino ad arrivare al 5G che è tutt’ora in fase di sperimentazione.
Descrizione: 
L'indicatore riporta per ogni regione/provincia autonoma, il numero assoluto, il numero normalizzato (agli abitanti e alla superficie) e le potenze degli impianti radiotelevisivi (RTV) e dei servizi per Stazioni Radio Base della telefonia mobile (SRB); è specificato inoltre il numero di siti in cui sono installati gli impianti/servizi. Per impianto RTV s'intende l’elemento associabile a una determinata frequenza di trasmissione; per servizio SRB s'intende la tipologia del sistema di trasmissione implementato (GSM, UMTS 900, UMTS 1800 ecc.); per sito, la località o l'indirizzo in cui è installato l'impianto/servizio.
Scopo: 
Quantificare le principali fonti di pressione sul territorio per i campi a radiofrequenza (RF).
Rilevanza: 
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Misurabilità: 
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “idonea” copertura temporale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Legge quadro 36/2001 e relativo decreto attuativo DPCM 8/07/2003 (RF) e s.m.i.
D.Lgs. 259/2003 e s.m.i.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'art. 4 della Legge quadro 36/01 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici prevede l'istituzione di un catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate, e di catasti regionali realizzati in coordinamento con il Catasto nazionale. Il 13 febbraio 2014 è stato emanato il Decreto ministeriale di istituzione del catasto in oggetto a valle di un processo di confronto tra ISPRA e le ARPA/APPA, iniziato diversi anni fa, al fine di definire e condividere le specifiche tecniche per la realizzazione del Catasto stesso. Il CEN (Catasto Elettromagnetico Nazionale) opera in coordinamento con i diversi Catasti elettromagnetici regionali (CER) e sono stati avviati i progetti regionali finanziati dal MATTM secondo i disposti del DD n.72/2016 relativi alla realizzazione/gestione dei CER. Questo sicuramente porterà a un forte impulso positivo alla messa a regime degli stessi e di conseguenza del CEN.
DPSIR: 
Determinante, Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Annuario dei dati ambientali (ISPRA), Reports tematici (ISPRA)
Limitazioni: 
Numerose sono le criticità che caratterizzano il reperimento delle informazioni relative agli impianti in oggetto, la relativa copertura spaziale e temporale e la qualità dei dati, soprattutto per gli impianti radiotelevisivi che sono per lo più esistenti sul territorio nazionale da diverso tempo, avendo avuto una diffusione incontrollata negli anni ’70-’80, per la mancanza di una regolamentazione specifica a livello nazionale. Altri fattori che alimentano queste criticità sono da ritrovarsi in ritardi sull’attuazione di precisi dettati normativi per la fornitura dei dati da parte dei gestori degli impianti in oggetto, efficienza degli strumenti di raccolta dati a livello locale, mancanza di risorse umane e finanziarie dedicate a questa attività di raccolta dati.
Ulteriori azioni: 
Azioni sinergiche da parte dei soggetti coinvolti nel cercare di supportare il flusso di informazioni con idonei strumenti normativi e con attività mirate all'analisi delle criticità sopra menzionate al fine di fare luce sulle problematiche e proporre soluzioni per dare maggiore uniformità e completezza al dato a livello nazionale.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
http://agentifisici.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Osservatori Provinciali
Osservatorio CEM
Unità di misura: 
Chilowatt (kW), Numero (n.), Numero per 10.000 abitanti (n./10.000 abit.), Numero per chilometro quadro (n./km2)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Rapporto del numero di impianti/servizi con la superficie regionale e con il numero di abitanti residenti.
Calcolo della densità dei siti e degli impianti/servizi facendo il rapporto tra la somma dei siti/(impianti/servizi) e quella delle superfici territoriali.
Somma delle potenze al connettore d'antenna complessive regionali.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
10/20
Copertura temporale: 
2008-2018
Le informazioni per questo indicatore non sono state aggiornate per alcune regioni; la misurabilità risente quindi di una scarsa copertura spaziale. La solidità scientifica è garantita da una comparabilità nel tempo e nello spazio: le metodologie di costruzione dell'indicatore non sono variate. Infine l'indicatore si presta ad una facile interpretazione.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Considerando i dati forniti dai referenti ARPA/APPA per il 2018, si nota che le SRB presentano una densità di servizi, sull’intera superficie nazionale, circa otto volte superiore a quella relativa agli impianti radiotelevisivi (RTV) (rispettivamente 0,86 e 0,11 impianti per km2)(Tabelle 1 e 2); anche la densità dei siti SRB (0,17 siti per km2) è circa sei volte superiore rispetto a quella dei siti RTV (0,03 siti per km2) (Figura 1). La potenza complessiva degli impianti SRB (13.778 kW) risulta essere superiore a quella degli impianti RTV (9.243 kW) (Figura 2). Rispetto agli anni precedenti è possibile osservare che lo sviluppo tecnologico nel settore della telefonia mobile e di conseguenza la maggior presenza di nuovi servizi SRB sul territorio ha aumentato nettamente la potenza complessiva di questi ultimi rispetto a quella degli impianti RTV. Si sottolinea che il confronto viene effettuato tra impianti RTV e servizi SRB in quanto entrambi sono associati per definizione al sistema di trasmissione implementato. Nelle Figure 3, 4 e 5 è possibile osservare il diverso andamento che ha caratterizzato negli anni queste due tipologie di impianti di radio telecomunicazioni. Il numero di impianti e di siti RTV è rimasto pressoché invariato mentre la potenza complessiva si è ridotta del 20% probabilmente anche in relazione al passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale; infatti nell’utilizzo della tecnologia analogica ogni canale corrispondeva ad una emittente mentre l’utilizzo della tecnologia digitale ha permesso di trasmettere più emittenti sullo stesso canale. Le Stazione radio base per telefonia mobile hanno visto invece un considerevole incremento dei servizi pari al 57% e della potenza complessiva pari al 305%. I siti e gli impianti sono aumentati rispettivamente del 17% e del 6%. Questo andamento rispecchia il forte sviluppo tecnologico che continua a caratterizzare il settore della telefonia mobile col susseguirsi di nuove tecnologie di comunicazione, a partire dal 2G fino ad arrivare al 5G che è tutt’ora in fase di sperimentazione.
Commenti: 
Per le Figure 1 e 2 sono state considerate le regioni/province autonome che hanno fornito il dato completo per l'anno 2018 per le tipologie di sorgente RTV e SRB (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Basilicata). Per le Figure 3, 4 e 5 sono state considerate sia le regioni/province autonome che hanno fornito il dato completo per l’arco temporale 2008-2018 per entrambe le tipologie di sorgente RTV e SRB e sia quelle per le quali è stato possibile integrare le informazioni mancanti riportando quelle utili dell’anno precedente o, in mancanza di queste, quelle del primo anno successivo disponibile. La Basilicata ha integrato i dati mancanti per l’anno 2017 relativi alla “Potenza complessiva impianti RTV attivi” (29 kW) e “Potenza complessiva impianti SRB attivi” (660 kW). Numerose restano le criticità che caratterizzano il reperimento delle informazioni relative agli impianti in oggetto. Alcuni fattori che alimentano queste criticità sono da ritrovarsi in ritardi sull’attuazione di precisi dettati normativi per la fornitura dei dati da parte dei gestori degli impianti in oggetto, efficienza degli strumenti di raccolta dati a livello locale, mancanza di risorse umane e finanziarie dedicate a questa attività di raccolta dati. Per tali motivi alcune regioni non hanno il dato disponibile o aggiornato. È comunque necessario sottolineare che lo sviluppo di strumenti di raccolta quali database, catasti, etc. porta anche ad una più completa informazione sugli impianti RF presenti sul territorio. Ne consegue infatti che le variazioni dei dati relativi agli impianti in oggetto possono essere legate sia ad una reale variazione sul territorio di siti, impianti e servizi RTV/SRB oppure a un'informazione più accurata a disposizione dei referenti delle ARPA/APPA attraverso i propri sistemi di raccolta dati (quali ad esempio catasti, archivi informatizzati).
Allegati: 
AllegatoDimensione
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